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Prime difficoltà negli Stati Uniti per la legge anti CO2

Pubblicato: 30 giu 2009 da Simone Muscas

Commenti dei lettori

Barak ObamaPrime difficoltà negli Stati Uniti per l’approvazione della legge anti CO2 fortemente voluta dal Presidente Obama. La Camera la scorsa settimana ha infatti dato il via alla prima legge americana sull’effetto serra, che al momento però rischia di scontrarsi con la volontà del Senato a cui è stata trasmessa la bozza del provvedimento.

La nuova legge sul clima in sostanza ha come obiettivo quello di una diminuzione dei gas serra del 17% entro il 2020 ed in prospettiva al 2050 dell’83%. Nonostante tutto l’America è però divisa dinanzi a questa questione; da una parte la California, da sempre stato all’avanguardia nelle tematiche ambientali, dall’altro le realtà agricole ed industriali del Midwest e del Sud che hanno opinioni profondamente diverse circa questi ambiziosi obiettivi di riduzione.

In parlamento la legge è al momento passata alla Camera senza particolare entusiasmo, tanto che in questa prima fase di approvazione sono stati ben 44 i voti contrari dei democratici che sono andati a sommarsi a quelli dei repubblicani, che dalla loro parte hanno avuto appena 8 voti favorevoli. In totale i voti a favore della legge anti CO2 sono stati 219, mentre quelli contrari 212.

Obama si trova in questo momento a che fare con una questione abbastanza spinosa, infatti, oltre ai parlamentari vi sarebbero anche molti gruppi industriali che remano contro la legge. Questi adducono come motivazione il fatto che un simile obiettivo di riduzione delle emissioni potrebbe pericolosamente far aumentare ancor di più i problemi legati alla crisi economica nel Paese.

La tanto auspicata rivoluzione verde del nuovo inquilino della Casa Bianca si trova quindi dinanzi alle prime difficoltà. In fondo comunque non potrebbe essere altrimenti considerando l’importanza del settore produttivo americano a livello mondiale e la percentuale di consumo dei cittadini statunitensi.

Stiamo intanto a vedere l’evolversi della situazione, nella speranza che le parole del Presidente in campagna elettorale possano finalmente convertirsi in realtà, in modo da poter dare un grande impulso ad un nuovo stile di sviluppo economico e sociale in tutto il mondo.

Via | Reporternews.com
Foto | Flickr

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Mauriziosat.9

    Mauriziosat.9

    30 giu 2009 - 16:37 - #1
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    certo
    E’ UNA PRESA PER I FONDELLI DI PROPORZIONI EPICHE .
    .
    è come andare a comprare un’auto e dire al venditore .
    TE LA PAGO 200 MILA EURO ……………MA……NEL 2050 .
    .
    ti da una quantità di sganascioni da farti diventare ABBRONZATO di botte.
    .
    a questo obama si sta perdonando di tutto .

  • MyFranz

    30 giu 2009 - 23:52 - #2
    0 punti
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    Cari amici di Ecoblog, vi leggo sempre con interesse e ammirazione e vi ringrazio per il lavoro educatore che state portando avanti. Vi segnalo però la posizione di GreePeace nei confronti della legge americana in discussione al senato. GreenPeace è fermamente contraria a questa legge per una serie di motivi che sono illustrati anche nel comunicato ufficiale che vi allego. Nel caso in cui le tesi di GP vi abbiano convinto, vi prego di creare un post dedicato all’argomento. Grazie. http://www.greenpeace.org/usa/press-center/releases2/greenpeace-opposes-waxman-mark

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    01 lug 2009 - 08:43 - #3
    0 punti
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    Questo ‘bill’ pare essere 30% scienza e 70% politica…….. e da bravo documento politico lascia aperte un sacco di scappatoie.
    Qualora venisse recepito nella sua forma più restrittiva si stima che l’aumento del costo dell’energia sarà di 3000$/anno/famiglia senza contare gli aumenti indiretti su tutti i generi di consumo.
    Molto probabilmente quindi l’applicazione sarà blanda ed a ‘basso impatto economico’ anche perchè mettersi un cappio al collo per paura del fantomatico AGW quatndo da 10 anni la tempereatura globale rimane costante non è certo un esempio di ‘buona politica’.
    Più realistico per il 2020 un mantenimento dello status quo…. quindi mantenimento delle emissioni attuali, niente carbon tax, niente ostracismo al carbone, probabile rilancio del nucleare e misure per l’efficienza (come verrà fatto per i trasporti).