
L’11 giugno alle 19,00 è scoppiato un incendio di vaste proporzioni nel deposito del termovalorizzatore di Piacenza. Sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco che dopo 8 ore di lavoro, come risulta dal loro rapporto hanno messo in sicurezza il sito. Nel frattempo durante l’incendio che ha bruciato ogni genere di rifiuto che era stipato nel deposito, si sono sprigionati fumi, che hanno dato vita ad un enorme nube trasportata dal vento verso l’hinterland. A oggi nessuno ha detto ai piacentini quanta diossina hanno respirato.
La notizia per ora è stata pubblicata solo dai giornali locali e dal tam-tam dei social nertwork, tra cui facebook e mi è giunta, appunto, attraverso una segnalazione. L’Arpa ha consigliato, durante l’incendio e il passaggio della nube nera, di tenere chiude le finestre e di lavare bene frutta e verdura proveniente dagli orti della zona, senza specificare il raggio di interesse del fenomeno. I prelievi sono stati fatti ma nonn sono stati resi noti i risultati delle analisi.
La spiegazione a quanto è accaduto è stata che i rifiuti hanno preso fuoco a causa dell’autocombustione. Ma non sarebbero dovuti essere in messa in sicurezza?
Foto |Vigilidelfuoco
giovanni.bertoni.pc
03 lug 2009 - 11:06 - #1i dati sono stati esposti a piacenza e sui giornali locali se ne è parlato. non sono state trovate tracce rilevanti di diossina.
francesco77
03 lug 2009 - 11:49 - #2figurati se gli autori dell’articolo si documentavano.
lèttore
03 lug 2009 - 11:51 - #3@1
link, grazie
Luca17
03 lug 2009 - 15:09 - #4Voi di ecoblog si che fate informazione… Quasi un mese per questa notizia? facevamo in tempo a morirci tutti nella diossina…
filoverde
03 lug 2009 - 16:09 - #5@Luca17
forse confondi l’informazione con la cronaca…
Attilone
03 lug 2009 - 19:47 - #6Autocombustione dei rifiuti?!?!?! ahahahahahah, ma nun se potevano n’venta’ na cosa piu’ credibile, tze tze.