Andalusia: le etichette dei cibi informeranno sulle emissioni

pubblicato: lunedì 06 luglio 2009 da Simone Muscas in: Associazioni Spesa ecologica Internazionale EcoConsigli Persone Politica Alimentazione

AlimentiNegli alimenti, insieme alla classica etichetta che informerà sulle proprietà energetiche, ve ne sarà un’altra che renderà noto l’impatto ambientale. Questa l’iniziativa, del tutto particolare, sarà attiva dal prossimo autunno nella regione spagnola dell’Andalusia. Il sistema, chiamato Carbon Footprint e per il quale l’EPEA (Associazione dei Prodotti Biologici provenienti dall’Andalusia) ha lanciato un sito web rivolto ai consumatori, informerà su tutte le emissioni di gas a effetto serra che si hanno nel ciclo di vita di un prodotto ovvero dalla produzione delle materie prime sino alla loro distribuzione.

L’idea, che si concretizzerà in realtà operativa già dal prossimo settembre, è nata dall’EPEA insieme al Governo Regionale dell’Andalusia. Per l’applicazione del sistema è stata sviluppata una metodologia per il calcolo delle emissioni di gas a effetto serra sul ciclo di vita dei prodotti alimentari che si basa su uno standard internazionale PAS2050. Il progetto verrà applicato inizialmente su appena tre prodotti alimentari pilota: pomodorini, olio d’oliva e un vino andaluso.

Vantaggi di questo piano alimentare? Oltre a sensibilizzare le persone ai problemi ambientali, si cerca di creare una sorta di competizione fra produttori e distributori alimentari in modo da abbassare col tempo gli impatti ecologici che l’iter di un alimento è capace di creare. L’obiettivo finale è quindi quello di implementare l’efficienza energetica nel ciclo di produzione e distribuzione.

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Tale sistema ha inoltre come proposito quello di privilegiare i prodotti di filiera corta e diminuire pertanto le importazioni stimolando in sostanza il mercato alimentare locale all’auto sostentamento. Iniziativa sicuramente interessante, stiamo a vedere però se un simile sistema sarà capace di reggere al potere incontrastato delle multinazionali alimentari.

L’ostacolo più duro sarà quindi non tanto quello di trovare applicazione, quanto soprattutto quello di raggiungere gli obiettivi prefissati. Chissà che, in caso di esito positivo, un modello del genere possa essere poi applicato anche fuori dalla realtà dell’Andalusia.

Via | Huellacarbono.es
Foto | Flickr

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Commenti dei lettori

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  • Marin

    06 lug 2009 - 14:47 - #1
    1 punto
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    ottima idea, e da estendere a tutta l’UE subitissimo!

  • Profilo di bellaciao

    bellaciao

    06 lug 2009 - 17:11 - #2
    0 punti
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    .. e a tutti i beni di consumo

  • Profilo di Mauriziosat.9

    Mauriziosat.9

    06 lug 2009 - 18:12 - #3
    0 punti
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    ESAURITI
    .
    è un gran peccato che chiamare la CO2 , un inquinante , sia una bestemmia per chi studia la chimica e la fisica.
    .
    e che continuare con queste boiate crei solo disinformazione RELIGIOSA ecotonta

  • Profilo di bellaciao

    bellaciao

    06 lug 2009 - 18:57 - #4
    0 punti
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    ma tu maurizio che studi hai fatto?

  • amlet 2

    06 lug 2009 - 20:06 - #5
    0 punti
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    vabe,lo e’ se si accetta la teoria del global warming…

  • Profilo di Jappo87

    Jappo87

    07 lug 2009 - 00:57 - #6
    0 punti
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    Il punto è che la CO2 entra facilmente nel circolo ambientale, dato che gli alberi la utilizzano per la fotosintesi e la trasormano in O2…
    Quindi non è esattamente che la CO2 sia di per se una cosa negativa…lo è molto di più il monossido di carbonio…

    -Jappo-

  • Profilo di Mauriziosat.9

    Mauriziosat.9

    07 lug 2009 - 06:46 - #7
    0 punti
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    il monossido di carbonio è UN VELENO LETALE
    e ci sono norme estremamente stringenti per la sua emissione.
    e si parla di PARTI PER MILIONE .
    robe infinitesimali
    .
    la dose giornaliera tollerabile dall’uomo è di esposizione a 35 parti per milione.
    a 200 ppm già diventa pericoloso

  • Profilo di go-seo

    go-seo

    07 lug 2009 - 12:36 - #8
    0 punti
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    essendo nel calcolo delle emissioni determinante anche il mezzo e la distanza percorsa dall’inizio del ciclo produttivo fino al supermercato, come fanno a calcolarlo per poi scriverlo sulle etichette?

    esempio: uno yogurt comprato a un supermercato vicino allo smistamento ha un impatto ben differente dallo stesso yogurt comprato lontanissimo dalla fabbrica.

  • Profilo di Jappo87

    Jappo87

    07 lug 2009 - 18:41 - #9
    0 punti
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    Sisi Maurizio, lo dicevo perchè si parla sempre e colo di CO2 ma questa rientra in circolo grazie alla fotosintesi e il fissaggio del carbonio, mentre si tralascia di parlare di molecole molto più importanti e trascurate a discapito della CO2 troppo di moda…

    Monossido di carbonio, i vari ossidi di azoto, il metano etc etc etc

    -Jappo-

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