Numerosi gruppi di ricerca stanno spostando ultimamente la loro attenzione sui biocarburanti di seconda generazione ovvero su quei vettori energetici ottenuti dagli scarti dei sottoprodotti alimentari. A tal proposito mi sembra interessante riportare ciò che è stato recentemente scoperto nel centro studi e ricerche dell’Università di Cordoba in Spagna dove è stato realizzato un biodiesel (di seconda generazione appunto) ottenuto dalle proteine del pancreas dei suini.
Il processo di lavorazione consiste, attraverso una complessa lavorazione, nel creare una soluzione costituita dagli enzimi pancreatici di suino con l’etanolo e vari oli del settore agricolo. La scoperta rientra in un progetto denominato Seneca Catalyst che ha come obiettivo quello di ridurre l’impatto ambientale dei processi chimici utilizzando le risorse rinnovabili e il riciclaggio dei materiali.
Le novità però non si fermano qui tant’è vero che è stato già messo a punto un impianto pilota in grado di produrre in grandi quantità questo nuovo biodiesel. La tecnologia, che si trova all’interno del campus dell’Università di Cordoba, ha una capacità produttiva di 6.000 tonnellate all’anno di biocarburante. L’inizio della produzione è però ancora in stand-by in quanto si è ancora in attesa di ottenere le autorizzazioni necessarie per l’avvio, che tuttavia dovrebbe avvenire già dal prossimo mese di ottobre.
Di questa nuova tecnologia, fanno sapere i responsabili del progetto, esiste anche un brevetto italiano il quale, insieme a quello spagnolo ed un altro polacco, è degli unici al mondo. La costruzione dell’impianto è parte di Sustoil un progetto europeo che ha come obiettivo quello di sviluppare nuovi sistemi di bio-raffineria.
Purtroppo il quantitativo di materia prima necessario per alimentare in maniera continua l’impianto non è un dato al momento conosciuto. Continuiamo intanto a seguire l’evolversi di questo filone di ricerca, nella speranza possa convertirsi col tempo in una soluzione energetica sostenibile.
Via | Diariosur.es
Foto | Flickr
vito enzo salatino
08 lug 2009 - 11:07 - #1Combustibile da suini in Spagna.
Dalla descrizione fatta nell’articolo suddetto non si è capito assolutamente niente in che cosa consista questo “biodiesel” da suini spagnoli. O l’autore dell’articolo ci spiega l’arcano, ammesso e non concesso che lui l’abbia capito, o qualcuno prenda l’iniziativa di spedire una squadra di porci in Spagna in modo che imparino almeno loro come si fa a fare il biodiesel.
Salatino
linda80
08 lug 2009 - 11:13 - #2“Il processo di lavorazione consiste, attraverso una complessa lavorazione, nel creare una soluzione costituita dagli enzimi pancreatici di suino con l’etanolo e vari oli del settore agricolo.” Salatiello vuoi che i ricercatori ti dicano i segreti della ricetta?
vito enzo salatino
08 lug 2009 - 11:29 - #3Linduccia80,
ma non hai detto, o l’ha detto qualcun altro, che ci sono dei brevetti su questo processo “da porci” ? Allora, giacchè non sei in grado di spiegarci nulla da sola e anche se tu consultassi i brevetti non ci capiresti niente, trova almeno gli estremi dei brevetti e andremo a consultarceli da soll. A te affidiamo anche l’incombenza di informarti sulla gestione, allevamento e cura dei porci, che può essere sempre una cosa utile.
Saluti
Gianluca Aiello
08 lug 2009 - 11:39 - #4Sono disgustato dall’eventualità si prenda seriamente questa strada.
Ci disgustiamo dei cinesi perchè sfruttano la bile degli orsi epoi sfruttiamo i maiali per il loro pancreas per rifornire i nostri SUV.
Proprio complimenti alla nostra bella e ipocrita società moderna.
Cicciopasticcio111
08 lug 2009 - 12:44 - #5Beh non è che adesso i suini non vengano allevati per essere mangiati, se i pancreas adesso non vengono utilizzati, almeno non si sprecherà nulla.
clayco
08 lug 2009 - 14:46 - #6Sono allibito da questa notizia.
Lavoro infatti per un gruppo che già produce in Italia in via sperimentale, biodiesel dal liquame dei suini, che è in grandi quantità, mentre con il pancreas che ci fanno è pochissimo materiale e poi è sfruttato per estrarre sostanze per la farmacologia?
http://www.vuzeta.it/mainsito.html
AXE
08 lug 2009 - 15:18 - #7titolo e notizia senza senso, la base del biodiesel deve essere un olio, le proteine forse servono a renderlo combustibile, ma i costi ?
ice
08 lug 2009 - 16:15 - #8le porteine sono le strutture piu complesse da creare…..che senso ha distruggerle per farne un combustibile
ha molto piu senso reimpiegarle in mangimi x animali
vito enzo salatino
08 lug 2009 - 20:08 - #9Perchè nessuno degli sputasentenze non si fa vivo, quelli che insultano tutti, contro l’ambiente, su questo blog, per es. bettarini o Mauriziosat.ellite suo, o Matteo, Marco, Luca, Giovanni, come cavolo si chiamano tutti questi centomila finti ecologisti contro l’ambiente, e non ci spiegano loro come si produce il biodiesel con metodi industriali, anzichè con i porci ?
E perchè non ci spiegano perchè in Italia non si vende una goccia di biodiesel al pubblico, e nessuno ne parla per non scomodare i monopolisti del petrolio e dell’energia (chiaramente non rinnovabile), a differenza di quanto succede nel resto del mondo civile ?
Se poi loro, di cui sopra, che hanno diritto alla precedenza per la loro onniscienza ecologista innata, non sanno spiegarci queste cose di competenza ecologica, ci proverà qualcun altro che troveremo.
Tostoini
09 lug 2009 - 10:26 - #10Non so, ma ho come l’impressione che nell’idea di usare parti di animali macellati (per quanto si parli di scarti e di animali che sarebbero comunque morti a fini alimentari e quant’altro) per far andare le automobili e spacciarla per una soluzione ecologica ci sia davvero riassunta tutta la contraddizione della nostra attuale società.
bellaciao
09 lug 2009 - 13:37 - #11muscas…