G8 L'Aquila, le proteste dei comitati cittadini: "Yes we camp", sì siamo accampati

Il G8 che si sta svolgendo in queste ore a L'Aquila vede oltre a tutti gli incontri e alle le passerelle politiche registrate dai media ufficiali, anche una serie di pacifiche proteste contro quelle linee guida che potrebbero essere modellate in questo summit.

Dopo le azioni di questa mattina di Greenpeace, che ha posto l'accento sulla necessità di intervenire concretamente nel contrastare i cambiamenti climatici con politiche mirate, un gruppo di aderenti al comitato 3e32, intitolato così per ricordare l'ora del terremoto in Abruzzo, ha occupato una delle colline appena fuori l'Aquila e ha lasciato su una scritta gigantesca: "Yes, we camp", sì siamo accampati.

Il comitato, composto per la maggior parte di giovani, protesta contro la tragica situazione vissuta oramai da mesi da i 30mila abitanti delle tendopoli, sottoposti alle brusche escursioni termiche, al disagio dei servizi igienici da campo, ai continui allagamenti dovuti ai temporali o ai colpi di calore causati dalla mancanza di un sistema di refrigerazione nelle tende. Ma i ragazzi protestano anche perché i centri storici de L'Aquila e degli altri paesini colpiti, come Coppito, non saranno ricostruiti, ma ci saranno delle new town fuori le città che accoglieranno gli sfollati. E la loro disperazione consiste proprio nel sapere che i borghi e i paesini distrutti dal sisma saranno abbandonati al loro destino.

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