Dopo il terremoto in Abruzzo, da quel 6 aprile, ci si è chiesti se la tragedia in una qualche maniera la si poteva evitare. Da un lato c’era chi aveva gridato alla possibilità di prevedere i terremoti; dall’altro l’attuale compito della magistratura di indagare sulle responsabilità di quella che è stata una strage e che cercherà di individuare i colpevoli. La Scienza ad oggi ci dice che i terremoti non si possono prevedere, ma la stessa Scienza ci dice anche che esiste una tecnologia che consente la costruzione di edifici anti-sismici. l
E allora perché in una zona sismica, così pericolosa come quella de L’Aquila, sono crollate le case? La magistratura dai rilievi effettuati subito dopo il terremoto scoprì che forse per molte abitazioni non era stato usato solo del cemento ma una miscela che conteneva troppa sabbia. Dunque, quante case sono state costruite con falso cemento? Quante di quelle case se costruite secondo le norme antisismiche potevano resistere? A molte di queste domande provano a rispondere Marco Travaglio e Vauro con il libro-inchiesta “Sangue e Cemento” (Ed. Editori Riuniti € 12,90) a cui viene allegato un Dvd che contiene le interviste riportate anche nel testo. In alto nel video il trailer di presentazione.
francesco77
14 lug 2009 - 00:49 - #1Si secondo me, almeno in parte poteva essere evitata.
Si conosce perfettamente qual’è il rischio sismologica della regione.
In ogni bisogna far in modo che il sangue “versato” non serva solo perchè i nostri politici si facciano belli agli occhi della gente, ma perchè in tutte quelle aeree a rischio sismologico vengano prese le dovute precauzione in tempo, cioè subito.
kasparov
14 lug 2009 - 03:51 - #2Sì ma sono crollati molti borghi antichi, che sono lì da chissà quanto tempo.
D’accordo per costruzioni recenti, ma il grosso è roba antica.
Non è che si può radere al suolo tutto, per rifare dei bei casermoni di cemento armato.
O meglio: uno che sceglie di vivere in case antiche sa i rischi che corre.
Niente botte piena e moglie ubriaca, al solito.
tob
14 lug 2009 - 09:15 - #3Roba antica…
E’ vero, non si può radere al suolo tutto!
Ma spesso avviene il contrario: edifici vecchi non si possono demolire per via del loro valore storico-artistico.
Frantz
14 lug 2009 - 12:06 - #4Infatti anche l’ospedale e la casa dello studente erano del 600!
francesco77
14 lug 2009 - 12:45 - #5ma gli edifici antichi non si potrebbero in qualche modo rinforzare?
Anche perchè se si fa questo discorso, gran parte d’Italia è a rischio sismico e che si fà ogni volta che c’è un terremoto? Bisogna sempre piangere piangere e piangere senza mai fare nulla? Tenendo conto anche del costo sociale che la ricostruzione di queste aree comporta.
Frantz
14 lug 2009 - 13:05 - #6Si, magari se fosse stato fatto con la sabbia per costruzioni invece che con quella di qualche spiaggia sarebbe anche riparabile mentre invece ora è da abbattere. Anche la casa dello studente è rimasta in piedi!
Poveretto, mi fai proprio pena!
pippo85
14 lug 2009 - 14:49 - #7il fatto è…secondo te è normale che una recente costruzione come l’ospedale subisse danni così gravi?… a differenza di altre strutture private recenti che invece hanno avuto danni molto più lievi?..
kasparov
14 lug 2009 - 16:20 - #8L’ospedale o la casa dello studente saranno anche stati fatti male, non mi interessa battibeccare su questo, ma il punto è che questi sono casi isolati.
La realtà è che il grosso di ciò che è caduto ed ha causato vittime e feriti sono costruzioni antiche, storiche.
Si potranno anche rinforzare un po’, immagino, ma costerà un mare (davvero) di soldi.
Secondo me più che radere al suolo e ricostruire.
pippo85
14 lug 2009 - 16:38 - #9ahah… 6 buffo…
…mi puoi definire travagliato berlusconiano grillino ecotonto….etc…
detto da te la cosa nn mi tange…
secondo te in un ospedale dove ci sono le persone ammalate nei lett,i non dovrebberero essere usati fattori di sicurezza elevatissimi per evitare che anche un tramezzo o una parete di cartongesso possa cadere sui pazienti?…
tutto qua…secondo me la risposta della struttura è stata insoddisfacente…
sismico o non sismico non c’entra niente… stiamo parlando di cose diverse…
…ma la domanda fondamentale è….
…posso pensarla come voglio?…
…non ho capito xche ti da tanto fastidio uno che la pensa diversamente da te…
iuppe
14 lug 2009 - 17:01 - #10credo che in qualsiasi progettazione inerente la sicurezza è finalizzata alla salvaguardia delle persone e in un secondo tempo all’ edificio tecnicamente l’ospedale ha fatto il suo compito.
Doppio T
14 lug 2009 - 18:52 - #11Mauriziosat, se antisismico è “tutto ciò che non viene giù” il non plus ultra è la tenda canadese. Il discorso cambia se antisismico è cio che è pensato e costruito in modo tale da non venire giù.
Ho trovato questa intervista…
http://www.edilportale.com/news/2009/04/strutturale/terremoto-abruzzo-intervista-all-ing.-martelli-dell-enea_14798_14.html
Tra le altre cose si afferma che l’ospedale è stato costruito malamente. Qualcuno ha qualche informazione in più?
PS: l’intervistato
giovanni.bertoni.pc
14 lug 2009 - 20:35 - #12certo che si fa presto a scatenare la polemica con voi…certamente ci sono stati molti casi di inadeguatezza nelle costruzioni anche recenti. non dimenticatevi però che il sisma è stato di una certa entità, non una scossarella qualsiasi…e non dimenticate che antisismico (che vi piaccia o no dato il vostro odio verso mauriziosat) non vuol dire che finito il terremoto tutto sia agibile. la casa antisismica può addirittura piegarsi su un lato, l’importante è che permetta a chi c’è dentro di uscire. quello che mi rammarica è che c’è gente che in onore di fare inchieste è capace sempre e solo di polemizzare e mai di dare una soluzione e mai di denunciare certe situazioni arcinote. per quanto riguarda i paesi italiani non si può che dire che non sono costruiti con modelli antisismici..i paesi sono tutti vecchi e non esiste entità di denaro che possa trasformare un palazzo del 600 in antisismico…
skyvisual
14 lug 2009 - 22:44 - #13Ragazzi questa storia della sabbia di mare ancora gira? Non crederete che qui’ in Abruzzo vadano a prendere la sabbia a Pescara per portarla ad impastare nell’entroterra per risparmiare, vero?
NON C’ERA LA SABBIA DI MARE NEL CEMENTO…. c’erano prodotti a base di sale per evitare che il cemento ghiacciasse nel periodo invernale, quando gettavano il cemento e gelava la notte. Sono prodotti in sacchi che venivano miscelati, spesso “ad occhio” all’ultimo minuto. Se qualche muratore ha esagerato questi sali negli anni hanno corroso i ferri delle strutture portanti ed i palazzi sono venuti giù.
Ecco perché strutture gemelle affiancate hanno avuto comportamenti così diversi durante il sisma. uno magarri l’hanno gettato in estate ed uno in inverno.
Juice
15 lug 2009 - 17:26 - #14Ma non diciamo palle. In Giappone un terremoto come questo dell’Aquila non sarebbe neanche finito sul giornale. Si verificano terremoti 10 volte superiori, ma non crolla neanche un centimetro di intonaco. Perché qui si sbriciolano interi palazzi appena costruiti ?? Ragioniamo su questo. Welcome in italy
Moderatore
16 lug 2009 - 10:15 - #15Cari lettori,
stiamo cercando di migliorare l’ambiente di conversazione del blog e per questo inizieremo a moderare non solo le offese palesi e plateali ma anche alcuni dei commenti più nocivi per l’atmosfera della community: quindi commenti senza motivazione alle opinioni, commenti negativi in maniera esagerata e gratuita, off topic e battibecchi tra lettori che non seguono il filo del tema e pensano di chattare in pubblico, cose dette mille volte che generano flame ormai noiosissimi, cose di questo genere.
Grazie per l’attenzione e buona lettura.
Mario68
19 lug 2009 - 23:29 - #16Io so solo una cosa:il Colosseo e’ stato costruito 2000 anni fa e sta ancora li’…e qualche terremoto l’ha visto.
Niente niente gli antichi costruivano meglio?
Casualmente proprio oggi ho letto su una rivista scientifica come costruivano le strade gli antichi romani….vedasi Appia e similari.
Scavavano fino a trovare terreno abbastanza duro. Mettevano un primo strato di pietre molto grandi, poi un secondo strato di ciottoli piu’ piccoli, poi uno strato di sabbia o materiale simile, infine di nuovo pietre su cui viaggiavano i carri. Quelle strade ESISTONO ANCORA.
Chissa’ le nostre, tra 2000 anni