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Percolato nel depuratore di Cuma: spiagge inquinate da Pozzuoli a Baia Domitia

Pubblicato: 15 lug 2009 da Marina

Commenti dei lettori

Il caldo incalza e le spiagge del Litorale Domitio non sono praticabili poichè mano criminali hanno messo a repentaglio il lavoro del depuratore di Cuma. Vermi, zecche e acqua inquinata ecco cosa attende che decide di farsi un bagno ristoratore.

Una sentenza del Tribunale di Napoli denuncia che a finire nel depuratore sono state diverse botti di percolato che secondo il giudice monocratico Andrea Faiello che ha condotto l’inchiesta, partita nel 2003, avrebbe compromesso il lavoro dell’impianto di depurazione impedendo l’ossidazione ad opera dei fanghi attivi.

Scrive 9Online:

Il giudice Faiello, nella sentenza di I grado depositata in cancelle­ria meno di un mese fa, ha con­dannato Ferdinando Bosone e Guido Cucciardi, rappresentan­te legale il primo, responsabile tecnico il secondo della ditta Pia­nese, per avere contribuito in modo significativo «all’ammalo­ramento delle strutture e dei macchinari», non adempiendo agli obblighi del contratto tra il privato e la Regione Campania. I due imputati sono stati inoltre riconosciuti colpevoli perché, in concorso tra loro, «con più azioni esecutive di un medesi­mo disegno criminoso, danneg­giavano o comunque deteriora­vano il litorale di Cuma e le sue acque marino costiere, nonché i macchinari e le strutture dell’im­pianto di depurazione.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Paolo Marani

    15 lug 2009 - 13:35 - #1
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    Mi sembra un servizio creato ad arte per attaccare il buon lavoro che sta facendo Ganapini e fare propaganda per il PDL…. mi puzza molto questo servizio.

    Perchè non si interrogano gli amministratori competenti e si lascia spazio al promo di berlusconi ? Che logica c’è dietro ? La storia del depuratore interessa anche il centrodestra, inoltre connivenze con la camorra e sversamenti tossici non sono cose ne di destra ne di sinistra, sono aspetti che riguardano la giustizia.

    Ripeto, al di la della tragedia ambientale che è scandalosa, ci vedo grosse ed evidenti strumentalizzazioni in questo servizio

  • Profilo di sadichello

    sadichello

    14 giu 2010 - 09:53 - #2
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    Ho visto sul sito della Corona che c’è un contest pro ripulitura di una spiaggia euoropea. Credo che in Italia ce ne siano tante da salvare
    anche e sopratutto al Centro-Nord
    Partecipiamo per sensibilizzare l’opinione pubblica. Andate su coronasavethebeach.org/it/sube-tu-playa e caricate foto o video.

  • Sergio Marchetti

    29 gen 2011 - 22:25 - #3
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    Ecco come i nostri soldi finiscono nei rifiuti.
    Queste considerazioni intendono essere di aiuto e supporto conoscitivo per gli Amministratori pubblici, gli Esperti Ambientalisti e tutte le Associazioni dei consumatori, ma soprattutto e prima di tutti, agli ignari cittadini sui quali grava il peso dei costi di tutta la filiera operativa dei rifiuti, a partire dalla “ecologissima” differenziazione.

    Il termine “ecologico” è ormai usato ed abusato per qualsiasi cosa si voglia far accettare come utile e doverosa dal proprio interlocutore. Dobbiamo essere consapevoli che quando si elimina per combustione qualsiasi cosa (per esempio il 35/40% dei rifiuti che rimangono dopo una perfetta differenziazione), non abbiano fatto niente di ecologico.

    Anche quando bruciamo un semplice pezzo di legno, il gas dei fornelli della propria cucina, o il bio-gas che deriva dalla fermentazione e decomposizione di sostanze umide contenenti carbonio (come gli avanzi dei cibi, carcasse di animali, o addirittura parti dello stesso corpo umano provenienti da settore ospedaliero), perché nel migliore dei casi si producono una serie di particelle chimiche nocive (che Vi risparmio perché numerose), della CO2 che con il calore incrementa l’effetto serra e soprattutto si distrugge una enorme quantità si prezioso ossigeno (non più riprodotto dalla grande quantità di alberi che ogni giorno tagliamo. Si veda l’Amazzonia) che con l’acqua é l’altra nostra fonte di vita.

    Invece di usare il termine “ecologico” sarebbe quindi più appropriato usare il termine “ecocompatibile”, intendendo con esso che quel certo prodotto che vogliamo bruciare, anch’esso contribuisce ad inquinare, distrugge o altera il delicatissimo equilibrio ambientale, ma produce meno impatto perché a quantità minore a parità di risultato ottenuto.

    Appare chiaro a tutti che non sono fantasie le migliaia di morti causati dai frequenti eventi atmosferici estremi, dalle spaventose alluvioni ai lunghi periodi di siccità che per il futuro, non possano fare altro che aumentare di frequenza e di estensione e che abbiamo procurati noi con l’alterazione dell’equilibrio mondiale, con l’aumento della temperatura globale e la riduzione delle aree desertiche, o umide, o boschive, ecc..

    Mi sembra invece totalmente sciocco quanto utopistico pensare che tutto regredisca o finisca da solo, solamente perché ogni tanto facciamo un convegno nel quale ci riempiamo reciprocamente la bocca di buoni propositi di ridurre l’effetto serra e l’inquinamento, ma che sistematicamente continuiamo poi a ignorare.

    Ciò premesso, dobbiamo prendere coscienza che, con le tecnologie oggi già disponibili industrialmente, è assolutamente certo che il trattamento dei rifiuti, dalla differenziazione alla raccolta ed infine la eliminazione potrebbe essere fatta in modo automatico a perfetto dalle macchine, ma che potrebbe costare ai cittadini in media il 50% in meno di quanto costa oggi (costo che oltre tutto non smette mai di crescere. Basta considerare che 80% dei sindaci sono costretti a chiedere sempre nuovi aumenti ai concittadini arrivando ultimamente a prevedere il 75% di aumento in una sola volta), solo per una serie di arretratezze tecniche e inadeguatezze conoscitive. Talvolta subite dagli stessi Amministratori in assoluta buona fede a causa di una opprimente burocrazia o …“particolari realtà ambientali”, altre ancora invece per vere cause di forza maggiore come le emergenze delle strade trasformate in discariche, ma in ogni caso sempre e comunque creando delle situazioni tanto assurde quanto pericolose per la salute e l’ordine pubblico, le quali spesso, si è convinti di poterle risolvere con l’aumento del personale e di inquinantissimi impianti e ovviamente aumentando il prelievo dalle tasche dei cittadini, ormai obbligati a subirle rassegnati perché insufficientemente informati e adeguatamente difesi dalle proprie Associazioni, verso i responsabili delle scelte di tali opinabili soluzioni.

    E’ però purtroppo constatabile che, almeno in molti casi, ci sia una palese mancanza di volontà a prendere atto da parte degli “addetti ai lavori”, che dalla metà del 2009 è di pubblico dominio, almeno per coloro che debbono provvedere a organizzare tali gestioni, che una serie di nuove tecnologie industriali, sono disponibili sul mercato mondiale per trattare ed eliminare rifiuti di ogni tipo (anche i più pericolosi e tossici), portando a zero, ripetiamo totalmente A ZERO sia l’inquinamento aereo che idrico, sia ogni costo di costruzione degli impianti, di gestione e di conferimento negli stessi, risolvendo di colpo tutti i problemi dei rifiuti, tecnici, economici e organizzativi per le Amministrazioni, con il risultato della immediata diminuzione (invece di continui aumenti) di oltre il 50% della media delle spese e quindi delle attuali tassazioni sui Rifiuti Solidi Urbani e Pericolosi, sia che tali tasse si chiamino Tarsu, Tia o in qualsiasi altro modo.

    Per capire bene di cosa parliamo e perché si è giunti a questa situazione da disorganizzato paradosso, pur partendo da ottime intenzioni, dobbiamo valutare come le situazioni si sono evolute e succedute nel tempo.

    Fino a qualche decennio fa le discariche erano l’unica soluzione accettata universalmente, poi ci fu la scoperta che inquinavano le falde freatiche con i loro percolati e furono introdotti gli inceneritori.

    Queste “meravigliose macchine” che avevano effettivamente risolto il problema dell’inquinamento delle acque sotterranee, ne avevano però creato un altro ancora più grave, ma non immediatamente individuato e/o valutato (il classico tanto, ma tanto “fumo” e niente arrosto), come, per esempio, la morte per tumore di molti di quelli che respiravano e respirano (ancora oggi), l’aria intorno ad essi.

    Per tale ragione, per quanto tale affermazione possa scandalizzare, dobbiamo prendere atto che potrebbero risultare nel tempo, più pericolosi delle discariche!

    Infatti oggi noi possiamo tranquillamente potabilizzare in modo perfetto l’acqua di una falda freatica inquinata (da qualsiasi prodotto) o dissalare quella marina per dissetare un’isola o una nazione, ma non potrebbero mai vivere i circa 7 miliardi di esseri umani del Pianeta eternamente con le maschere antigas sul viso per proteggersi dai tumori dovuti ai veleni respirati, non solo per l’assurdità della cosa in se, ma perché a quel male non sfuggirebbero ugualmente perché dovrebbero mangiare i prodotti della terra coltivati nei pressi di queste “meravigliose macchine-salva Ambiente” ed esportati quotidianamente in tutto il mondo (si vedano le uova, i polli e i maiali alla diossina, che potrebbero essere il primo piccolo esempio del dramma planetario, derivante dalla spazzatura di Napoli e di mille altre città europee, che hanno mandato e continuano a mandare (ora tocca alla Spagna), negli inceneritori di altri Paesi.

    A tali fumi inquinanti fu posto rimedio, anche se dopo anni e in minima parte, con sempre più
    efficienti e costosi filtri ai camini, cercando nel contempo rendere utili anche in altro modo i vecchi Inceneritori facendogli produrre energia elettrica e cambiandogli nome con quello più accettabile, innocente ed “ecologico” di Termovalorizzatori.

    Peccato però che i più sofisticati filtri, siano sempre stati molto lontani dall’eliminare totalmente il continuo ed enorme danno all’ambiente oltre che alla salute di ogni essere vivente, perché riducono solamente, ma NON ELIMINANO la fuoriuscita di immani quantità di CO2, polveri sottili, diossine e oltre 100 differenti sostanze cancerogene e mutagene che tutt’ora fuoriescono dalle loro ciminiere, compresi (solo per fare due esempi estremi tra i tanti noti) quello vecchio e super inquinante di Parigi, o quello nuovissimo di Acerra presso Napoli (che in un anno, solo il secondo, pur lavorando ad un terzo della sua capacità, ha superato di ben 150 volte i parametri consentiti per legge avvelenando quindi 150 volte di più del consentito tutto ciò che lo circonda. Tenendo presente che il “consentito” costituisce già un vero e proprio “avvelenamento legale da accumulo”) e questo non avviene per colpa di chi li gestisce o perché siano troppo vecchi o pur nuovi ma fatti peggio di altri precedenti, ma solo perché come tutti quelli in funzione in qualsiasi parte del mondo, hanno una camera di combustione dove bruciano quella parte di rifiuti che comunque rimane da eliminare anche dopo tutte le possibili e più accurate selezioni (solo in Italia la quantità di Rifiuti residui da incenerire è di oltre 16 milioni di tonnellate, dopo una inarrivabile differenziazione del 60%, contro la realtà attuale del 25/30%) e un camino dal quale comunque fuoriesce tutto quanto appena detto, nonostante i più moderni e costosi “super-filtri”.

    Ma il dramma maggiore (e peggiore, perché non sappiamo dove ci porta) di tutta questa assurda situazione, è purtroppo il sapere con assoluta certezza, che gran parte di coloro che sono preposti a decidere come e che cosa fare, continuano ad asserire, pensare o credere in buona o mala fede, che non esistano tecnologie migliori a ZERO INQUINAMENTO, quando invece, ormai un grandissimo numero di queste persone sanno perfettamente che da un anno esistono sul mercato mondiale tecnologie che ottengono esattamente gli stessi risultati di eliminazione totale dei rifiuti. Garantiscono zero emissioni
    inquinanti e permettono una perfetta auto-selezione preventiva di ogni tipologia di prodotto esattamente e meglio di come avviene oggi (senza gli attuali scomodi obblighi fisici e costi per i cittadini), oltre che a zero costi di costruzione degli impianti a zero costi di conferimento, infine, o forse soprattutto, garantiscono la più totale protezione della salute, dell’ambiente e senza togliere inutilmente dalle tasche dei cittadini una rilevantissima quantità di denaro (che per i soli italiani equivarrebbe oggi ad un immediato risparmio medio di qualcosa come 6 miliardi e euro ogni anno), se solo si smettesse di operare con l’attuale metodo, costoso, sgradito all’utente (e completamente inutile alla luce delle nuove tecnologie), che obbliga ad organizzare e gestire una, pur doverosa, virtuosa, utile e corretta selezione dei Rifiuti Urbani e Speciali, ma necessaria solo se si usano tecnologie obsolete, il che, obiettivamente, sarebbe particolarmente gradito nel momento attuale, che è certamente per tutti e sempre di più, un periodo di grande crisi economica.

    In oltre a danno si aggiunge la beffa, perché sembra che questa offerta tutta italiana di speciali tecnologie, sarà messa in opera prima in Marocco, Russia, Romania, e Brasile, che non in Italia. C’è proprio da riflettere sul perché, visto i guai che stiamo passando, sono probabilmente solo un piccolo assaggio di quelli che ci aspettano nei prossimi mesi ed anni!

    A causa dei molti passaggi organizzativi e operativi, un comportamento di per se virtuoso come quello della differenziazione dei Rifiuti, nata per ottenere prodotti riciclabili e nel contempo ridurre l’inquinamento, si è trasformato ormai in una escalation di aumento indiscriminato e senza fine di costi per cercare di raggiungere il 65% di differenziata previsto dalla UE, perché ERA finalizzata, molto giustamente, a cercare di incenerire la minor quantità possibile di rifiuto che in ogni caso residua anche dalla più efficiente differenziazione.

    Questo concetto ERA più che corretto e valido fino a quando non fosse stata creata una tecnologia in grado di ottenere gli stessi risultati positivi di eliminazione totale dei rifiuti senza inquinare, pur differenziando automaticamente e producendo grandi quantità di energie elettrica, calore e in più acqua potabile, quest’ultima inesistente nel vecchio e inquinante Termovalorizzatore.

    Per tali ragioni il concetto della differenziazione, che era specificatamente finalizzato a ridurre al massimo il residuo da bruciare e quindi l’inquinamento, è completamente superato, perché le tecnologie finalmente esistono, è sono in grado di far spendere al cittadino la metà di quanto spende oggi, semplicemente utilizzando impianti che non hanno camere di combustione ne camini, quindi non possono emettere inquinamento alcuno (gli interessati potranno cercare digitando in Google le voci “Complesso Ecologico Polivalente” o “Ecovalorizzatore verde”) e si scoprirà facilmente che tali tecnologie fanno da sole anche quella selezione per la quale oggi si chiedono al cittadino continui e sempre maggiori sacrifici economici, organizzativi, che per gli anziani diventano anche fisici (infatti basta pensare al costo delle “isole ecologiche” e quanto sacrificio comportano per gli anziani).

    Non esiste neppure il pericolo che le nuove tecnologie riducano una parte degli attuali posti di lavoro, perché vi sono molte altre necessità, a partire dalla bonifica della enorme quantità di attuali discariche, in grado di creare e mantenere posti di lavoro per almeno i prossimi 50/60 anni.

    Per uscire dalla presente paradossale e assurda situazione, con queste poche informazioni, che devono intendersi costruttive e mirate solo a creare benefici e vantaggi a tutti, da oggi anche i comuni cittadini, oltre che gli addetti ai lavori, possono approfondire le loro conoscenze sulla esistenza e funzionamento di queste tecnologie e di quello che, se adottate, possono voler dire per l’Ambiente e soprattutto per loro, in termini sia di salute che di risparmio di denaro, evitando l’attuale, inutile e insensato spreco di risorse, sia umane che economiche.

    La strada più corta per il cittadino comune che volesse cercare di spendere meno e/o meglio il proprio denaro ed eliminare una volta per tutte il problema dei rifiuti e dei relativi effetti sulla propria salute, è quella di comunicare e discutere queste informazioni con la propria Associazione di categoria o con il proprio Amministratore comunale.

    Sergio Marchetti


    Cav. Sergio Marchetti
    349.7262025

  • studio papa

    08 apr 2011 - 08:15 - #4
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    sei indagato-imputato in un processo penale’ contatta con fiducia lo studio papa al 327-5393982

  • studio papa

    19 apr 2011 - 08:20 - #5
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    SEi indagato-imputato in un processo penale? contatta con fiducia lo studio papa al 327-5393982

  • Sergio Marchetti

    08 lug 2011 - 19:08 - #6
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    ostante aumento di Tasse per alimentare
    un inutile fiume di denaro che finisce nei rifiuti

    E’ necessario decidere se vogliamo continuare a far finta di proteggere l’Ambiente,
    oppure vogliamo proteggerlo veramente e con esso tutti gli esseri viventi.

    Quando un buon medico viene informato che è stata scoperta una nuova molecola o sostanza, più efficace di quella che da tempo usava e unanimemente considerata il “top” per una determinata patologia; egli si affretta diligentemente a sostituire nelle sue prescrizioni il vecchio prodotto con la nuova scoperta, perchè sa di dover pensare soprattutto e prima di tutto al benessere del proprio paziente (e non ad eventuali “riconoscenze” talvolta proposte dal produttore della molecola precedente).

    Questo comportamento, che nell’ambito sanitario è per fortuna praticato da quasi il 100% dei medici, e che dovrebbe essere applicato automaticamente a qualsiasi altro settore senza eccezione alcuna; si capovolge completamente quando si tocca il campo dei Rifiuti.

    Scompare di colpo ogni senso della misura, della ragione, della logica, del benessere e vantaggio per la collettività, fino a contestare la stessa evidenza di determinate realtà. Basta vedere la differenza tra la situazione dei costi della gestione Rifiuti e di quella igenico sanitaria di alcune Città, Regione o Provincia, confronto a quelle vicine o confinanti.

    Tra le molte motivazioni addotte, vere o false che siano, vi è soprattutto quella da molti Amministratori candidamente dichiarata della totale ignoranza in materia di nuove tecnologie, da parte proprio dei responsabili e preposti alle soluzioni, i quali si difendono facendo finta di non sapere (con la loro Carica l’ignoranza costituisce colpa grave), che già ne esistono di più moderne ed efficaci di quelle fortemente inquinanti che si ostinano a voler utilizzare (sulle quali qualcuno ancora insiste. Chissà perché. Quasi come se vi fossero degli interessi personali da proteggere) avvelenando aria, suolo e acqua, come con gli inquinantissimi termovalorizzatori per i quali, oltre all’immane danno per la salute, i cittadini debbono subire anche la beffa della reticenza di quegli Amministratori che si ostinano a non voler usare altri metodi operativi che eviterebbero loro di continuare a sottrarre sempre più denaro in tasse per il servizio di differenziazione, dalle tasche di cittadini.

    Infatti, una domanda che ha dell’assurdo e che i cittadini sempre più frequentemente si pongono è:
    ma perché ci dobbiamo anche pagare in proprio la costruzione delle nostre “Camere a Gas”?

    Già! Perché ormai, mentre è certo che il 55% della tassa sui Rifiuti è assorbito dall’organizzazione di una differenziazione ben fatta, la quale è certamente della massima importanza quando tutto ciò che costituisce il residuo non differenziato, deve per forza essere combusto in vari modi producendo sempre e comunque inquinamento, è però altrettanto certo che questa metodologia, manualmente gestita, tanto decantata e auspicata, è anche totalmente obsoleta perché è dimostrato che le nuove tecnologie possono fare lo stesso lavoro in modo totalmente automatico e senza costi aggiuntivi. Quindi diventa logico domandarsi perchè gli Amministratori debbono continuare a togliere il denaro dalle tasche dei loro concittadini che vengono poi pure inutilmente avvelenati invece che protetti?

    Ormai però tutta questa presunta ignoranza non può più essere usata come comodo scudo, perché quasi tutti gli Amministratori pubblici italiani sono stati informati direttamente o indirettamente che queste nuove tecnologie sono pronte e usabili industrialmente per risolvere piccoli e grandi problemi agli Enti a ZERO COSTI di gestione e INQUINAMENTO ambientale.

    Chiunque può prendere atto e conoscenza di quanto qui segnalato, digitando su un motore di ricerca come Google la frase “Complesso Ecologico Polivalente” offerto da un’Azienda italiana, per rendersi conto come esso sia un grande contenitore di molteplici e diversificate tecnologie tutte ad INQUINAMENTO ZERO , che è interamente costruito a spese della stessa Azienda che lo ha ideato, che accoglie qualsiasi tipo e pericolosità di Rifiuto a costo zero per l’Ente nei trenta anni successivi ed infine che pensa alla sua totale gestione per tale periodo, garantendo: 1) Costruzione completamente sigillata, isolata dall’esterno perché sotterranea e mancante di camere di combustione e camini, quindi anche con assenza di impatto estetico-ambientale perché invisibile nell’ambiente circostante, 2) Lavorazione di qualsiasi Rifiuto, dal più pericoloso come gli infetti, i metalli pesanti e l’amianto, al comune Rifiuto urbano da cassonetto indifferenziato, che differenzierà l’impianto stesso automaticamente senza costi di personale e manuali, permettendo con ciò un risparmio di oltre il 55% delle imposte che oggi gravano sulla cittadinanza per la sola differenziazione, 3) Mancanza totale di fuoriuscita di sostanze velenose e inquinanti, la quale azzera completamente l’incidenza dei tumori e delle malformazioni genetiche da inquinamento, negli abitanti delle zone circostanti l’impianto, 4) Produzione annuale di milioni di litri di Acqua Potabile purissima, di milioni di Kwh elettrici e di milioni di Kwh termici per teleriscaldamento, 5) Dimensioni dell’impianto scelte dall’Ente, le quali saranno di volta in volta proporzionate alle necessità dell’Ente per lavorare da 100 a 7.000 tonnellate al giorno.

    In base a questa realtà dei fatti, risulta più che evidente che da oggi, qualunque ulteriore ritardo da parte degli Amministratori nel valutare e utilizzare tali nuove tecnologie, continuando invece ad imporre imporre nuovi, continui e inutili aumenti delle tasse ai cittadini, o nel voler scientemente continuare ad avvelenare l’aria il suolo e le falde freatiche costruendo inquinantissimi termovalorizzatori (qualunque siano i filtri posti ai camini), da acquistare con quel denaro che gli Enti non hanno (e non avranno mai, se non aumentando le già alte tasse di scopo), potrebbe apparire agli occhi del cittadino comune più una sceneggiata dettata da incomprensibili, inconfessabili e reconditi scopi personali, piuttosto che da una effettiva ed inevitabile necessità.

    Esperto protezione Ambiente
    e trattamento Rifiuti
    Cav. Sergio Marchetti
    349.7262025

  • Fin Project Group

    11 set 2011 - 19:48 - #7
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    COMPLESSO ECOLOGICO POLIVALENTE
    Cos’è, come funziona e perché salva tempo, denaro, salute e Ambiente.
    Informazione tecnica
    Il Complesso Ecologico Polivalente è una specie di “Cittadella antinquinamento”, contenente molte tecnologie diverse tra loro e assemblate in una unica struttura, in grado di trasformare ed eliminare qualsiasi tipo, quantità e pericolosità di Rifiuti, dal comune RSU all’inquinantissimo Percolato delle discariche, fino al temibile Amianto, rendendoli completamente inerti e innocui, senza produrre la minima quantità di scorie e/o emettere residui liquidi o gassosi che inquinerebbero l’aria, il suolo e l’acqua delle falde freatiche.
    Il Complesso Ecologico Polivalente ha come principale caratteristica quella di non contenere né fornaci di combustione né ciminiere per la fuoriuscita dei fumi da incenerimento di rifiuti, quindi opera in assenza totale di qualunque forma di inquinamento. E’ altresì l’unica tecnologia per il trattamento dei rifiuti in grado di produrre ACQUA POTABILE, Elettricità, Calore e prodotti da costruzione per il completo isolamento acustico e termico, oltre a mattoni e pannelli autoportanti per realizzare immobili fino a 10 piani totalmente antisismici che possono essere utilizzati dagli Enti pubblici a costi notevolmente inferiori a quelli di mercato.
    Il vasto impianto qui descritto è costituito dall’assemblaggio di una nutrita serie di nastri trasportatori di ricevimento primario, sopra i quali viene riversato direttamente il prodotto dai camion compattatori (senza l’uso della normale benna a “granchio” per lo spostamento del prodotto verso le linee di combustione, come avviene oggi nei vecchi Inceneritori o Termovalorizzatori), che distribuiscono i rifiuti su vari nastri tecnologici che effettuano, con differenti metodologie la prima delle molte selezioni automatiche. Da questi proseguono per altri nastri ancora, dove vengono ottenute ulteriori selezioni elettromeccaniche sempre più specializzate e sofisticate, compresa la selezione con lo spettrografo di massa a raggi infrarossi che permette (attraverso la lettura delle differenti lunghezze d’onda dei vari colori da luce riflessa) la selezione elettronica e meccanica della maggioranza dei materiali con un margine di errore del 2 / 3%, permettendo di ottenere una quasi totale e perfetta raccolta differenziata, in sostituzione di quella costosissima manuale, la quale normalmente, alla fine della filiera selettiva purtroppo contiene ancora un margine medio di errore sulla qualità della selezione (es. differenti qualità di polimeri non compatibili tra loro) di oltre il 35% (con ovvi maggiori costi di mano d’opera per ulteriori selezioni e consumo di energia elettrica (quindi aumento della produzione di CO2) per la successiva e obbligatoria opera di ulteriore selezione e pulitura alla quale sono obbligate le aziende finali che ricevono il prodotto selezionato parzialmente, per riciclarlo in nuovi prodotti di uso quotidiano.
    La parte di prodotto che non sia stato estratto durante la selezione automatica (prevalentemente costituito da umido e/o CDR), verrà indirizzato da altri nastri verso lavorazioni successive specifiche in base alla tipologia di prodotto (come farmaci, rifiuti infettivi, tossici di grado diverso, ecc.), dove viene sminuzzato, disidratato, inertizzato e poi eliminato per il 100%, senza alcun residuo o scorie, dopo di che passa alle varie autoclavi a freddo e/o centrifughe meccanico-chimiche-elettroniche (che sempre a freddo, attraverso l’attrito causato dallo scontro tra loro di particelle che viaggiano ad altissima velocità) viene variata la struttura delle loro molecole le quali si riaggregheranno successivamente in una sostanza completamente nuova e diversa da quella alla quale appartenevano precedentemente (percorso e conclusione corretti di una perfetta, efficiente ed economica azione di completo riciclo e recupero a basso costo, alto rendimento e zero inquinamento di qualunque sostanza inquinante o tossica si trattasse) da riutilizzare per nuovi scopi e nuovi usi tornando a nuova vita, ma sempre e solamente ottenendo la costante riduzione diretta o indiretta della CO2 e dei molti gas serra (come il metano e gli altri sviluppati dalle discariche e dalla decomposizione delle biomasse) assicurando il miglioramento della salute dell’uomo e dell’Ambiente in generale.
    Il Complesso Ecologico Polivalente utilizza l’energia elettrica dallo stesso prodotta, senza la emissione di sostanze inquinanti, per l’intero ciclo di lavorazione effettuata al suo interno, con tutti i passaggi che vanno dall’arrivo del rifiuto al prodotto finito pronto per l’uso.
    Al contrario, le aziende finali oggi destinatarie del prodotto da riciclare, selezionato manualmente, producono invece ulteriore inquinamento per il riutilizzo del materiale selezionato, dovuto a: trasporto con camion fino all’area di prima selezione, trasporto con camion da tale area fino all’azienda che dovrà raffinare la selezione con altri due passaggi selettivi, successivamente lavare e fondere in piccole sfere (se si tratta di plastica), insaccamento delle piccole sfere e eventuale altro trasporto delle stesse alle fabbriche che le fonderanno negli stampi per creare un prodotto per un nuovo riutilizzo della materia prima nata dalla differenziazione. Ogni trasporto con camion produce inquinamento e ogni passaggio lavorativo richiede energia elettrica per fornire la quale l’Enel produce CO2. Il prodotto finale (es. i differenti tipi di plastica) derivante dal riciclato, per nascere a nuova vita ha inquinato l’ambiente molto più di quanto avrebbe fatto con un diverso metodo di differenziazione e tecnologie più moderne.
    Linee e ingressi separati sono riservati ai rifiuti più pericolosi o del tutto particolari come l’Amianto e la Depurazione delle acque nere delle fosse biologiche, che verranno trattati a parte ottenendo la identica eliminazione del 100% della loro pericolosità, senza lasciare la minima traccia di inquinamento o di sostanze di scarto residue, e saranno anch’esse interamente trasformate in altri prodotti totalmente inerti e di uso quotidiano.
    Il Complesso Ecologico Polivalente con la sua notevole quantità di differenti tecnologie, fornisce direttamente i vari prodotti finiti o differenziati (ferro, alluminio, vetro, ecc.) dopo sole 8/10 ore dall’entrata del rifiuto nell’impianto.
    Esso non deve essere considerato come …l’eliminatore della differenziazione, dato che può iniziare la propria opera anche a valle della differenziazione manuale dei rifiuti, come perfetto eliminatore del 100% di quanto non è stato possibile differenziare precedentemente, in sostituzione di discariche e Termovalorizzatori .
    La differenziazione dei rifiuti è da considerarsi sempre una azione valida perché estremamente utile, anche quando viene ottenuta (come sta avvenendo oggi) con i vecchi metodi manuali e arcaiche tecnologie e tutto quello che non viene riciclato viene obbligatoriamente inviato in una inquinante discarica o in un inquinantissimo Termovalorizzatore, quindi molto bene hanno fatto fino ad oggi tutti coloro che hanno partecipato fisicamente e con il proprio denaro ad effettuare la raccolta differenziata manuale, azione più che meritoria perché ha comunque permesso di recuperare molte materie prime riciclabili ed esauribili in natura (come il ferro e l’alluminio) o quelle di costosa riproduzione primaria, da un punto di vista della quantità di CO2 emessa per la loro produzione e/o lavorazione (come la carta, il vetro, ecc.).
    Il Complesso Ecologico Polivalente non prevede il minimo inquinamento per ottenere il 100% della eliminazione del residuo che rimane dopo la completa differenziazione ottenuta meccanicamente, elettronicamente e gratuitamente, ma soprattutto conferma quanto la raccolta manuale sia ormai un comportamento valido ma organizzativamente inefficiente, perché continuerebbe a inquinare fortemente l’Ambiente (con l’incenerimento della frazione non differenziabile) e a minare la salute degli abitanti con l’uso degli inquinanti Termovalorizzatori, chiedendo inoltre ai cittadini sempre maggiori quantità di denaro, necessario per la costruzione dei Termovalorizzatori e per continuare a effettuare una costosa differenziazione manuale, che comunque non sarà mai quantitativamente e qualitativamente, migliore, più efficace, efficiente o anche solo pari a quella che può essere ottenuta con le nuove tecnologie.
    I rifiuti che il Complesso Ecologico Polivalente può trattare ed eliminare al 100% senza inquinamento alcuno, in pratica si identificano in tutti quelli prodotti dall’uomo in qualsiasi circostanza, alcuni dei quali sono:
    Rifiuti Solidi Urbani già differenziati o indifferenziati (RSU), Rifiuti Infetti, Pericolosi e/o di qualunque grado e tipologia di Tossicità, Percolato da preesistenti discariche di rifiuti, ogni tipo di Materie plastiche, Pneumatici e residui non-metallici da demolizione delle automobili (Car-fluff), Oli minerali e vegetali esausti, Fanghi e residui di Concerie e di Raffinerie petrolifere, Fanghi di escavazione dei porti contenenti idrocarburi e/o metalli pesanti, Rifiuti Biologici da animali, residui agricoli e biomasse di ogni tipo e provenienza, Depurazione di acque di Fiume, di Falda o Marine contenenti qualsiasi tipo di sostanza biologica o chimica inquinante, Desalinizzazione di acqua marina e sua perfetta potabilizzazione, Depurazione acque nere di fosse biologiche civili, Inertizzazione chimica di AMIANTO (e suoi derivati, anche stoccati da tempo in discarica).
    Il Complesso Ecologico Polivalente permette altresì di bonificare totalmente la decorticazione di terreni inquinati o siti precedentemente adibiti a discariche e il loro percolato.
    La dimensione di un singolo Complesso Ecologico Polivalente può variare da un minimo di 100 t/giorno (36.500 t/anno pari a circa 65mila abitanti), fino a una massimo di 7.000 t/giorno (pari a circa 4,5 milioni di abitanti). Ne possono essere costruiti un numero indefinito, in relazione alle esigenze e necessità Ambientali e/o dell’Ente pubblico Richiedente. Il Complesso Ecologico Polivalente non è in vendita. Esso viene realizzato e gestito per 20 anni dall’Azienda che ne possiede il Know-How.
    Per approfondimenti
    www.finprojecgrou.us