Sull’Isola di Ameland, che fa parte dell’arcipelago dei Wadden, siamo sul litorale nordorientale dei Paesi Bassi, hanno iniziato a miscelare idrogeno al gas naturale per iniziare a emettere meno C02. Il progetto si chiama Duurzaam Ameland e porta la teoria in campo pratico per la prima volta, da quando, cioè, nel 2007 si è iniziato ad aggiungere al gas il 5% di idrogeno e si conta di arrivare al 20%. Anzi l’ambizione maggiore è di arrivare entro il 2020 alla totale autosufficienza energetica.
L’idrogeno è ottenuto da fonti rinnovabili (attraverso l’idrolisi e l’uso di cento pannelli fotovoltaici) e se ne occupano la Eneco che è la società che distribuisce l’energia elettrica e Gasterra che distribuisce il gas. Ad essere alimentati con la miscela di idrogeno e gas sono le cucine e le caldaie di Ameland che sono collegate a questa rete di distribuzione, attualemente indipendente da quella tradizionale. Le 5 caldaie si trovano in centri comunitari e riusano il calore trasformandolo in elettrcità. La Eneco conta di installarne entro dicembre una ogni 25 alloggi in affitto e una ogni 75 di proprietà con l’opzione di iniziare ad usare un biofermentatore per ricavare da letame e rifiuti organici gas da immettere nella rete di distribuzione.
Racconta Win van Hijum uno degli isolano che ha accettato questa nuova miscela:
Bisogna essere al passo con i tempi, no? Vengono regolarmente a controllare se sia tutto a posto, ma io non ho problemi. Questa miscela di gas naturale e idrogeno cuoce più rapidamente. Uova e patate sono pronte parecchi minuti prima. Funziona un po’ come una pentola a pressione.
Precisa, però, Nico Oud, Assessore all’ambiente che ogni decisione è stata presa con il consenso della gente:
È stata una delle nostre condizioni. È così che le discussioni vanno di buon passo, come per esempio sull’argomento delle pale eoliche. La gente teme un inquinamento visivo e l’effetto negativo che potrebbe avere sul turismo. Allora, noi siamo più a favore di piccole turbine eoliche, anche se hanno un rendimento inferiore. Stesso discorso per gli impianti fotovoltaici: non si possono piazzare dappertutto, perché spesso abbiamo a che fare con posti rurali protetti. Anche i nostri commercianti hanno voce in capitolo. Alberghi con termopompe e lampade a led, piscine dove il calore dell’acqua è utilizzato per produrre corrente. È molto interessante da vedere.
Via | PressEurop
Foto | Flickr
Mauriziosat..9
16 lug 2009 - 13:31 - #1ENNESIMA supergazzosa pagata a carissimo prezzo da tutti gli altri cittadini .
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–si fa energia elettrica con il PEGGIORE DEI METODI POSSIBILI
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–poi si converte questa energia nel PEGGIORE DEI VETTORI POSSIBILI
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–ed infine si mescola il tutto PEGGIORANDO ULTERIORMENTE IL GIA’ BASSO POTERE CALORIFICO VOLUMETRICO DEL METANO.
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hip hip hurraà per i trogloditi religiosi ambientalisti che hanno studiato questo ENORME SPRECO DI RISORSE.
tob
16 lug 2009 - 14:16 - #2Anche in Islanda sembrava una buona idea… Poi però…
http://www.ecoblog.it/post/8745/in-spiaggia-arrivano-le-bagnine-del-riciclo/last?message=accepted#add_comment
I pannelli FV hanno un ritorno energetico molto basso:
Indicativamente si dice che per produrre 5KWh con i pannelli occorre consumarne 1 per produrre i pannelli (senza contare i costi di installazione ed allacciamento)
Se la poca energia prodotta dai pannelli FV la convertiamo in idrogeno (sprecandone il 70%) il bilancio finisce per essere negativo.
Non so se mi sono spiegato bene ma almeno conto di essere stato educato.
vito enzo salatino
16 lug 2009 - 20:12 - #3Quo usque tandem, Mauritie, abutere patientia nostra ? (cum tuis super(c)(g)azzosibus ?). Così mi sembra tu la chiami questa miscela di CH4/H2 ? Povero amico mio, come siamo caduti in basso ! E come mi dispiace !
SCASSA-LATINO
17 lug 2009 - 00:44 - #4oibo’
è arrivato il fighetto ………. con il suo latinurum e la puzza sotto al naso .
il tuo latino vallo a proporre al GRILLO ………
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VEDIAMO SE TE CE MANNA ………..A QUEL POSTO LI …..CHE GLI PIACE TANTO.
clayco
17 lug 2009 - 09:23 - #5Una miscela di metano ed idrogeno si ottiene con la gassificazione di biomassa con molta lignina si chiama Syngas se è pulito bene lo trovo un ottimo prodotto soprattutto se le fonti sono rifiuti: pollina con lettiera, farine di carogne, separati suini e bovini, rifiuto urbano umido, meno logico se ottenuto con il cippato.
Fare idrogeno con il fotovoltaico invece mi sembra un’assurdità…in olanda poi.
gbettanini
17 lug 2009 - 09:29 - #6Allora….
i pannelli fotovoltaici di Ameland pare abbiano una superficie di 330 m2 e quindi la loro produzione elettrica è decisamnete marginale, consideriamo poi che un pannello FV in Olanda produce il 30-40% in meno rispetto all’Italia e che la conversione in idrogeno ha un’efficienza molto bassa…. e scopriamo che tutta la notizia è un po’ di eco-marketing dell’azienda di promozione turistica del paese.
Poi…. quest’affermazione è molto discutibile: “Di recente nei centri comunitari sono state installate cinque caldaie ad alto rendimento, ognuna dotata di un piccolo motore che trasforma in elettricità il calore residuale”. A meno che Ameland non abbia ottenuto una dispensa dai principi della termodinamica questo non è possibile.
vito enzo salatino
17 lug 2009 - 10:32 - #7A SCASSA-LATINO
meglio scassa-latino che scassa c. e cervelii come te, compresi clayco e bettanini, che ci vogiono insegnare cos’è il syngas, come se lo avessero scoperto loro, e manco sanno come si produce.
Mauriziosat..9
17 lug 2009 - 11:04 - #8caro salatino …………..il SYNGAS ………..non si scopre …..si produce.
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ED INDOVINA UN PO …………….l’idrogeno contenuto nel syngas , industrialmente viene SEPARATO per essere usato proficuamente per la DESOLFORAZIONE DEGLI IDROCARBURI .
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non viene certo sprecato nella combustione casalinga.
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nella vita ci sono GLI ALLOCCHI ……E CHI STUDIA LA FISICA…….
è evidente che tu …..non studi la fisica.
vito enzo salatino
17 lug 2009 - 11:22 - #9Caro Maurizio,
hai fatto la scoperta dell’America nell’insegnarmi che l’ H2 serve, anche, per la desolforazione. Ma forse non ti hanno ancora insegnato, o non hai controllato sul tuo bigino, qual’è l’uso principale dell’Idrogeno. Vediamo se me lo sai dire. Poi ti do il voto ( ma lo so già che voto devo darti, perchè te l’ho già fatto capire mille volte.
Ma si dice che a lavar la testa all’asino si perde il ranno e il sapone ! Per cui la tesat non te la laverò più, finalmente !
Mauriziosat..9
17 lug 2009 - 17:58 - #10SALATINO , continua ad occuparti di latinorum ………
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LA CHIMICA INDUSTRIALE , LASCIALA A CHI HA I MEZZI PER COMPRENDERLA.