Secondo British Petroleum la produzione di petrolio del mare del Nord diminuirà del 9% nel 2009, il doppio del declino stimato della produzione petrolifera del Regno Unito. La produzione dai pozzi BP in Norvegia e Regno Unito raggiungerà 320.000 barili di petrolio al giorno nel 2009, rispetto ai 350.000 barili dell’anno scorso.
I dati sono in linea con le stime del World Energy Outlook 2008 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, di cui parlammo lo scorso novembre. Ma ora non si tratta più di stime nascoste in lunghi rapporti tecnici, ma di dati raccolti sul campo, anzi “dai pozzi”.
BP, che ha fatto la prima scoperta di petrolio nel Mare del Nord nel 1965, ha tenuto a confermare l’impegno nella regione nonostante i costi crescenti e le riserve in calo spingano per una riduzione delle operazioni. Attualmente BP gestisce più di 30 pozzi e 10 oleodotti nel Mare del Nord.
La Gran Bretagna è stata, in passato, il quarto produttore mondiale di petrolio, ma la sua produzione è in declino dal 1999. Lo scorso anno, anche a causa della crisi economica, la produzione petrolifera di BP è diminuita del 5%, mentre il Governo inglese conta ampiamente sugli introiti fiscali di petrolio e gas del mare del Nord per ripianare il deficit.
» BP Magazine (pdf 6 pag.)
AXE
22 lug 2009 - 12:23 - #1il brent è molto + puro del petrolio arabo e costa meno trasportarlo anche se costa molto di + estrarlo.
Sandro kensan
22 lug 2009 - 14:26 - #2Il Brent ovvero i giacimenti del mare del nord si stanno esaurendo con una velocità impressionante. Si tenga conto che l’Arabia Saudita produce 12.5 milioni di barili al giorno e che il Brent prodotto è di 0.32 milioni di barili al giorno, questo per avere una comparazione. Anche l’Arabia Saudita si dice in giro che potrebbe avere piccato come il mare del Nord ha fatto 10 anni fa. Molti giacimenti hanno piccato (hanno raggiunto il massimo e stanno calando) e nuovi giacimenti pronti a sostituirli non ci sono. Per questo tanta gente è preoccupata per l’energia.
_FoX_
22 lug 2009 - 14:29 - #3@Sandro.. adesso arrivera’ tanta gente a dirti che di petrolio ce ne’ ancora per almeno 40 anni. :)
Sandro kensan
22 lug 2009 - 15:05 - #4@ Fox
è vero, di petrolio ce ne sarà ancora per moltissimi anni, non capisco perché la gente non si rende conto che di petrolio ce ne sarà ancora per molte decine d’anni e che i più grossi giacimenti hanno piccato.
Il fatto di avere piccato significa solo produzione in calo e non esaurimento che si verificherà tra 30-40-50 anni. Esaurimento significa produzione zero mentre calo significa calo: spero sia chiaro.
Esaurimento è diverso da picco. Il picco è il massimo della produzione mentre un giacimento esaurito è un giacimento che produce una quantità nulla di barili al giorno. È semplice, vero?
_FoX_
22 lug 2009 - 15:12 - #5Mi sono spiegato male. Normalmente quando ti dicono ce ne sara’ per i prossimo 40 anni viene sottinteso che questo sia vero all’attuale rate di consumo. Orbene.. siappiamo entrambi che questo non e’ possibile. Ragionando in altri termini probabilmente di petrolio ce ne sara’ anche per i prossimi 150 anni. Peccato che i costi di estrazione non renderanno conveniente tirarlo fuori se non per usi particolari. Certamente non per infilarlo in un serbatoio.
arghh
22 lug 2009 - 15:14 - #6se il calo è numeroso come letto sopra,e se il consumo aumenterà come si pensa…
credo che il calo sia molto più forte in prospettiva al consumo che aumenta no?
ecofan
22 lug 2009 - 15:36 - #7la prospettiva non è affatto rosea per il futuro, si fa anzi proprio nera anche se il nero del petrolio va esaurendosi
uno stile di vita più parsimonioso sarà d’obbligo in futuro, bisognerà adattarsi
di gas ce ne è ancora molto, quello sì, la mobilità avrà seri problemi più avanti
gigithegroovyenergydrummer
22 lug 2009 - 16:41 - #8I soldi si fanno quando usando un barile di petrolio ne tiri su 100.
Le cose stanno cambiando e non in modo lineare…proprio come la pressione di vapore acqueo che adesso si deve iniettare nei pozzi mezzi vuoti per tirare fuori “quel” petrolio dei prossimi 40 anni.
Una cosa del genere è già in corso a Ghawar (il più grande giacimento del mondo grande come una regione), dove si pompa acqua per estrarre oro nero.
Sandro kensan
22 lug 2009 - 17:08 - #9@ Fox
esatto, se si accetta di bruciare un barile di petrolio per estrarne un bicchiere allora il petrolio durerà almeno altri centocinquant’anni. Per i più tecnici parlo di EROEI, quando va sotto l’unità, anzi molto prima, il giacimento non serve più per produrre carburante ma può servire per la plastica o come souvenir se te lo pagano a peso d’oro.
ecofan
22 lug 2009 - 17:40 - #10eh si, il problema è che il petrolio serve quindi è una questione di soldi e man mano i giacimenti più costosi in termini di estrazione saranno utilizzati con il petrolio in ascesa mentre i giacimenti buoni attualmente garantiranno gli utili
se in italia si facessero programmi seri per la mobilità locale e nazionale si risparmierebbe una quantità immane di gasolio e benzina, altro che biocarburanti che per ora devono restare sperimentazione
Maurizio T.
22 lug 2009 - 18:05 - #11@ Ecofan
Per il gas vale esattamente lo stesso discorso del petrolio (peak gas), vedi qui:
http://aspoitalia.blogspot.com/2008/05/aspoitalia-2-euan-mearns-sulla.html
http://europe.theoildrum.com/node/4933
Mi spiace, ma non c’è più trippa per gatti
iuppe
22 lug 2009 - 18:37 - #12ma l’anno scorso la petrobas nn aveva trovato un giacimento di petrolio davanti il brasile ?! io dormo piu che sereno per altri 80 anni :-)
Mauriziosat..9
22 lug 2009 - 18:42 - #13MA SIETE COSI’ ………….ALLOCCHI?
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la produzione VIENE DECISA IN BASE ALLA DOMANDA
—produrre di meno NON SIGNIFICA NON POTERNE PRENDERE ANCHE IL DOPPIO .
—SIGNIFICA CHE NON CONVIENE FARLO …………PER TENERE ALTI I PREZZI.
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vi siete accorti che c’è una crisi economica?
SIGNIFICA MENO CONSUMI DI PETROLIO
e loro giustamente NE PRODUCONO MENO ……………altrimenti il prezzo crolla.
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MA VOI SIETE TALMENTE TANTO TONTOLONI da leggere questi emplici fenomeni di marketing come FINE DEL PETROLIO .
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siete ingenui , nonchè ………………ALLOCCHI
_FoX_
22 lug 2009 - 19:17 - #14Ecco l’id1iota di turno.. Va’ che la produzione del mare del nord e’ in discesa da ben prima della crisi economica. Mooolto prima.
Mauriziosat..9
22 lug 2009 - 19:25 - #15indovina un po ……………..
.
tutta la produzione ……..OKKIO …PRODUZIONE NON CAPACITA’ PRODUTTIVA.
tutta è in calo da quando il petrolio è sceso dai suoi massimi ……..
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l’OPEC è da un po di decenni che gioca al TAGLIA - AUMENTA .
e gli altri seguono .
.
estrarre dal mare del nord COSTA MOLTO .
quindi DA SEMPRE tendono a limitare la produzione per mantenere alto il prezzo .
a maggor ragione oggi ………….che il consumo è calato CAUSA CRISI ECONOMICA.
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SOLO GLI ECOTONTI NON COMPRENDONO QUESTE BANALISSIME DINAMICHE DI MERCATO.
_FoX_
22 lug 2009 - 20:01 - #16Tecnoimb3cille e’ dal 2000 che la produzione del mare del nord e’ in discesa.. direi che come imprenditori sono poco lungimiranti a non aver portato la produzione ad almeno 5 milioni (numero a caso) di barili al giorno nell’estate del 2008 con il greggio a 150.. potevano fare mooolti soldi.. Forse perche’ non potevano farlo? Dato che dal pozzo non viene su?
Mauriziosat..9
22 lug 2009 - 21:08 - #17CARO FOX
cosa ne capisci tu , di economia ?
NULLA
la produzione , da sempre viene contingentata a favore di un conveniente rapporto prezzo produzione .
.
puoi arrabbiarti quanto ti pare.
.
E GRIDARE ……………ODDIO IL PETROLIO STA FINENDO ……………COME UN OSSESSO
.
era una buffonata negli anni 70 e continua ad esserlo adesso.
_FoX_
22 lug 2009 - 21:40 - #18Sei veramente un caso patologico.
Vediamo.. tu sei:
- chimico.
- fisico.
- ingegnere industriale.
- esperto di problemi energetici.
- economista.
- climatologo.
- possiedi dati per cui puoi l’Aiea dice cazzate.
etc. etc. etc.
Quale parte di:
“La produzione di brent era in declino prima di qualunque crisi e contingentamento”
e
“Nemmeno con le quotazioni al massimo storico di tutti i tempi hanno potuto alzare la produzione?”
Non ti sono chiare?
Nell’elenco precedente ti manca:
- comprensione dell’italiano.
- educazione.
Sandro kensan
22 lug 2009 - 22:18 - #19@ Fox
lascia perdere quello, non è interessato a capire.
@ Ioppe
ci sono diversi giacimenti che sono grandi ma che non entrano in produzione. Per esempio Kashagan è uno di quelli. Entrerà mai in produzione? Comunque il meglio è stato scoperto rimangono i giacimenti difficili e col petrolio pesante.
Debora Billi di petrolio/blogosfere (un concorrente di questa testata) dice:
Non avrei voluto parlarne fino a domani, ma la faccenda sta diventando pressante.
“Il Brasile ha trovato 8 miliardi di barili di petrolio nelle sue acque territoriali. Siamo salvi.”
E’ la notizia del momento. Abituiamoci: di “notizie del momento” uguali a questa ne sentiremo parecchie nei prossimi anni. Proprio come, nella Germania del 1944, si vociferava di continuo di nuove “armi segrete” che avrebbero rovesciato le sorti della guerra e condotto il Reich alla vittoria. Sappiamo come è andata a finire.
Vediamo come stanno le cose. Il petrolio si trova nella baia di Tupi, e il quantitativo estraibile è stimato “tra i 5 e gli 8 miliardi di barili”. In media, 6,5. Poi, sappiamo che il mondo consuma 1 miliardo di barili ogni 12 giorni, quindi i 6,5 miliardi sarebbero sufficienti per neanche tre mesi di consumo globale.
Ma questi sono numeri d’effetto. La sostanza, quella che non riporta nessuno, sta nei dati geologici. Questi.
La formazione è lunga 800 km e larga 200. E’ dislocata in acqua ultra-profonde, tra i 1500 e i 3000 metri, e seppellita tra i 3000 e i 4000 metri.
Lo dice Petrobras, mica io. E non basta:
Il giacimento Tupi si trova sotto 2100 metri di acqua, più di 3000 metri di sabbia e rocce, e altri 2000 metri di uno duro strato di sale.
Una roba del genere, 7 chilometri sotto il livello del mare, non si estrae in cinque minuti. Sappiamo bene gli incubi che sta passando Gazprom per il suo giacimento di Shtokman (qui e qui). E anche quelli di ENI a Kashagan, giacimento da 10 miliardi di barili scoperto nel 1999 e che non ha ancora prodotto neanche una goccia di petrolio. Dice un esperto di estrazioni:
Non ci sono sufficienti strutture per mettere all’opera un progetto così enorme in un ragionevole lasso di tempo, e i costi sono diventati astronomici. Aspettatevi il primo petrolio da Tupi uscire non prima di 5 anni, (e questo se il mercato si calma e tutto va liscio). Probabilmente il giacimento pomperà al massimo non prima di 8 anni, se hanno fortuna e partono oggi, ma io penso non prima di un decennio.
Per finire, il Brasile ha 180 milioni di abitanti ed è un Paese in rapido sviluppo. Io non conterei troppo sul fatto che vedremo mai quel petrolio nei nostri serbatoi.
Ma non dobbiamo essere troppo pessimisti: rallegriamoci, c’è nuovo petrolio che sarà immesso sul mercato… nel 2016.
Mauriziosat..9
22 lug 2009 - 22:26 - #20poveracci
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fate così , visto che non ci sarà petrolio l’anno prossimo …………….
EMIGRATE A CUBA
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li , hanno imparato a farne a meno .
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SONO COSTRETTI A FAR PROSTITUIRE LE LORO MOGLI E LE LORO FIGLIE PER SOPRAVVIVERE.
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ma non usano piu’ il petrolio.
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e quando tra 20 anni staranno a pigliarvi per i fondelli , A BORDO DI UNA MUSTANG 4800 V8 …………….
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DITEGLI CHE IL PETROLIO E’ QUASI FINITO.
ecofan
22 lug 2009 - 22:35 - #21beh la fantomatica arma dei tedeschi era il progetto della loro atomica
e la guerra sappiamo come è finita proprio perchè hanno ascoltato quello slogan O_O
chissà che il geosequestro della CO2 funzioni per davvero
_Giacomo_
23 lug 2009 - 15:40 - #22@Sandro Kensan
Raggiungere il picco e passarlo e’ preoccupante perche’ il rapporto fra richiesta di petrolio futuro e LA DIFFICOLTA’ nell’estrazione del petrolio rimanente nei pozzi vuoti per meta’ FA AUMENTARE il prezzo livelli stratosferici.Di petrolio ne abbiamo ancora un sacco ma la maggior parte NON E’ ECONOMICAMENTE vantaggioso.La stima delle rimanenze e’ calcolata tenendo conto di vari fattori.