L’avanzata del coleottero Rhynchophorus ferrugineus non sembra volersi arrestare. Secondo le ultime stime ben 13 mila sarebbero le piante già state abbattute nella sola Sicilia. Altre 15.200 sarebbero invece quelle già infestate anche perchè la lotta è particolarmente dispendiosa.
Il primo caso in Italia risalirebbe nel 2004 ed in 5 anni questo insetto è diventato una piaga soprattutto per le pubbliche amministrazioni del sud (e del nord) che utilizzano le palme anche per le alberature dei viali, con tutte le problematiche del caso per la stabilità strutturale e la pubblica incolumità.
È stata confermata la presenza oltre che in Sicilia, Lazio, Liguria e Puglia anche a Lampedusa, Pantelleria e Favignana e la sua invasione non sembra volersi arrestare. Qualche tempo fa la Sicilia ha adottato trappole a feromoni per cercare di limitare le infestazioni, senza tuttavia grandi risultati.
I dati sul sito Adotta una trappola, non paiono molto incoraggianti a partire dal numero di trappole installate (circa la metà del previsto); il numero degli adulti catturati risultano essere mediamente 2 al giorno per trappola ed i risultati appaiono molto al di sotto delle aspettative.
Via | Agricoltura Italiana Online
Foto | Neville di Malta
benux
26 lug 2009 - 09:40 - #1veramente il problema del punteruolo rosso c’e’ anche da me a San benedetto del Tronto nelle marche, nella nostra bella riviera delle palme pero’ le palme non vengono abbattute ma trattate con una specie di temperata (tipo matite) che riesce a scacciare i punteruoli
Luca M
26 lug 2009 - 10:31 - #2@benux sono marchigiano anche io, pesarese per la precisione! =)
solo che non ero a conoscenza della diffusione nel san benedettese, grazie per la dritta, a breve un articolo sull’esperienza del tuo comune. Se hai qualche informazione utile in merito, un link o altro segnalalo pure.
Credo comunque che siano problemi diversi, nel senso che l’infestazione in Sicilia sia molto più forte tanto da dover costringere l’amministrazione al taglio in conseguenza di una minore resistenza meccanica della pianta.
Saluti
marco Beninati
26 lug 2009 - 10:41 - #3L’uomo ancora non ha capito un bel nulla, la natura si cura con la natura, non ci sono insettivori, basterebbe introdurre i picchi, come per gli incendi, non ci sono più erbivori nei boschi e le steppaglie secche li infestano. abbiamo ormai una mente di cemento!!!
_Giacomo_
26 lug 2009 - 16:29 - #4@marco Beninati
“L’uomo ancora non ha capito un bel nulla, la natura si cura con la natura…”
Quindi cosa suggerisci?
_Giacomo_
26 lug 2009 - 17:05 - #5siamo certi che il picchio basti?
Luca M
26 lug 2009 - 21:05 - #6@Marco Beninati
gli incendi boschivi sono sempre esistiti e così pure le infestazioni di insetti, rientra nell’equilibrio naturale. Il cemento è arrivato molto molto dopo! =)
In questo caso più che il cemento, il problema sono i viaggi che portano patogeni in giro.
Mauriziosat..9
26 lug 2009 - 22:00 - #7QUOTO LUCA M
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ovviamente i problemi derivano dalla diffusione di parassiti che prima non erano presenti
e la causa sono gli spostamenti di uomini e materiali in giro per il globo.
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il signor marco Beninati è in lizza per il premio INGENUO DEL MESE .
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prova a curarti l’appendicite con al natura ………….che poi ti portiamo i fiori al campo santo.
se continui su questa strada sarai la prossima vittima del TRUFFONE OMEOPATICO.
MarioBregaForever
27 lug 2009 - 10:43 - #8Vero, lo spostamento di merci e persone comporta questo tipo di problemi (vedi zanzara trigre). Ma che c’entra l’omeopatia con questo discorso ?????
stever
27 lug 2009 - 16:21 - #9a Cerveteri se le mangiate tutte da un pezzo e molti padroni l’hanno lasciate morte, senza tagliarle…come un mozzicone :-(