Questa proprio il Premier, che era a conoscenza di tutto, non la doveva fare a Stefania Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente e sostenitrice del nucleare: con un emendamento approvato nel recente pacchetto anti-crisi sono tolte al suo Ministero le competenze proprio in materia energetica e nucleare. Ossia, il Ministro è stato escluso dalle decisioni cruciali relative alle reti energetiche. L’articolo è stato scritto dal Ministro Calderoli, e di fatto non solo esautora il Ministero dell’Ambiente, ma anche tutti gli Enti locali che entrano nel merito delle decisioni relative agli approvvigionamenti energetici. Ciò vuol dire che per la costruzione di una centrale elettrica, non occorrerà più il parere di nessun esperto, non si dovranno produrre studi per ottenere le VIA, non si terrà conto di alcun vincolo ambientale, locale o paesaggistico e senza neanche informare le amministrazioni locali.
Il Ministro Prestigiacomo, però, minaccia di dimettersi, se un articolo simile dovesse essere approvato alla Camera, raccogliendo la solidarietà anche dei gruppi ambientalisti. Ma la discussione sul maxiemendamento, che come un cerotto dovrebbe sistemare un po’ di falle lasciate aperte e non solo nel settore energia, è stato sospeso oggi. Riferisce Il Giornale:
Il maxiemendamento al quale sta lavorando il governo comunque conterrebbe anche alcune micromodifiche: tra queste la proroga per la pubblicazione degli studi di settore e un intervento legato al settore dell’energia.
Scrive il Ministro Prestigiacomo:
Ribadisco che l’art. 4 va modificato. Francamente anche io sono sorpresa dal fatto che il mio collega Calderoli non fosse a conoscenza della forte contrarietà espressa dal ministero dell’Ambiente su questa norma. Si informi con i suoi uffici. Certo, nel penultimo consiglio dei ministri in cui è stato approvato il decreto ero assente perché mi trovavo a Siviglia per far conquistare alle Dolomiti il sigillo dell’Unesco; e non sono certo mancati emendamenti correttivi al testo durante la discussione in commissione. Nel merito il sistema delle autorizzazioni funziona a ritmo serrato da un anno, e stiamo recuperando ritardi storici: cito da ultimo l’autorizzazione per Porto Tolle, dopo ben otto anni di rimpalli. Poi, se il Ministro per la Semplificazione pensa che semplificare voglia dire abolire i controlli sull’ambiente e la tutela della salute dei cittadini, può stare certo che non mi troverà mai d’accordo. E dubito che la società civile da lui invocata accetterà mai di vedere costruite sul proprio territorio centrali elettriche ad olio, a carbone, reti energetiche, o addirittura centrali nucleari senza i dovuti controlli ambientali e di sicurezza per le popolazioni.
Ci sarà per il Ministro Prestigiacomo, il contententino o un un passo indietro? La risposta arriverà entro il 2 agosto.
Dopo il salto la nota diffusa dal Ministro Prestigiacomo.
L’Articolo 4 del decreto “anti-crisi” approvato dalle Commissioni Finanze e Bilancio della Camera, sopprime di fatto il ruolo del Ministero dell’Ambiente nel delicato iter autorizzativo per la realizzazione di centrali di produzione e per le reti di distribuzione di energia, ed esautora ogni ruolo degli enti locali. Si tratta di un provvedimento di inaudita gravità, inaccettabile per chi, in questa legislatura, ha sbloccato nel rispetto della normativa ambientale, in pochi mesi, centinaia di pratiche Via che paralizzavano la realizzazione di importanti opere per lo sviluppo del paese.Né la legge obiettivo, né la recente normativa approvata nel gennaio 2009 sui commissari straordinari per le opere strategiche hanno mai escluso le tutele ambientali e della salute dei cittadini, imposte dal diritto comunitario, che invece, con questo articolo, passerebbero ad un unico soggetto che da solo, si pretende, dovrebbe sostituire le competenze dei 60 esperti della Commissione Via-Vas, e dei 20 della Commissione AIA nonchè di professionalità capaci di coniugare tutela ambientale e sviluppo.
“Chiedo – afferma il ministro Stefania Prestigiacomo - modifiche sostanziali a questo articolo e denuncio il metodo attraverso il quale Ministeri non competenti in questa materia sono diventati, in nome della semplificazione, portabandiera di una norma deleteria per l’ambiente, per la salute dei cittadini, e persino per la stessa semplificazione perché fonte certa di contenzioso amministrativo e comunitario e quindi di blocchi delle procedure”.
“Questa norma – rileva inoltre il Ministro Stefania Prestigiacomo - potrebbe perfino applicarsi alle centrali nucleari. Francamente, con il lavoro puntuale e trasparente svolto finora proprio in materia di autorizzazioni ambientali per gli impianti energetici, mi chiedo: una norma simile a chi giova?”
_Giacomo_
23 lug 2009 - 18:00 - #1“una norma simile a chi giova?”
Di sicuro non a coloro che,l’esperienza insegna,attentano a QUALSIASI tipo di iniziativa industriale sabotandola allungandone i tempi a dismisura.E’ un fatto noto e ben radicato in questo paese avvezzo al non fare.Se siamo ridotti cosi’ buona parte di colpa e’ dovuta anche a questo.Purtroppo di tempo ne abbiamo poco.Meditate.
Mauriziosat..9
23 lug 2009 - 18:56 - #2be cara Prestigiacomo …………….. addio .
non penserà mica che anteponiamo le smanie di una ministra all’interesse del paese?
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un’altro bel faccino da piazzare al ministero dell’ambiente si trova in un paio di minuti
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vito enzo salatino
23 lug 2009 - 22:24 - #3Oè Maurizio.satellite,
guarda che tu oltre il cervello devi farti curare anche la vista, perchè la Prestigiacomo “miss Fossile” non ha un faccino ma un “faccione” !
francesco77
23 lug 2009 - 22:54 - #4qualcuno mi e ci dovrebbe rispondere:
ma che ca22o ci fa un’imprenditore/trice a ricoprire la carica di Ministro dell Ambiente?
Che cosa ne sa di energia, piane energetici e cosi via?
Quali sono le sue conoscenze per capire se è più conveniente, o tecnicamente o economicamente o quello che volete, solare termodinamco invece che nucleare o viceversa.
Cosa cavolo ne può sapere?
E’ difficile per chi si laurea in energetica, figuriamoci per questa qua che vorrei proprio sapere se conosce la differenza tra kw e kwh, giusto per dirne una.
Ma mettere ministri che abbiano un minimo di conoscenza in materia no?
BOH1
23 lug 2009 - 23:10 - #5francesco77 …non è stato un errore o una casualità scegliere ministri incapaci e/o, ma una scelta assolutamente consapevole..l asservimento è proporzionale all incapacità
tob
24 lug 2009 - 10:53 - #6Non tutto il male viene per nuocere: :)
Se la Prestigiacomo si dimetterà qualche cosa di positivo l’avremo avuto.
Mauriziosat..9
24 lug 2009 - 20:38 - #7@ Francesco e @ boh1
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siete fuori come balconi .
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UNA COSA E’ IL MINISTRO
UN’ALTRA E’ IL MINISTERO
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il ministro è solo un politico …………..
RUOLO DEL MINISTRO E’ DARE UN INDIRIZZO POLITICO E CERCARE IL CONSENSO.
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IL RUOLO TECNICO E DI CONSULENZA ………e’ appannaggio dei tecnici e dei consulenti del ministero
E LORO ……….NON SONO ELETTI
NON CAMBIANO OGNI 5 ANNI
SONO INGEGNERI E SONO COMPETENTI.
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un ministro è solo una faccia.
vito enzo salatino
24 lug 2009 - 23:12 - #8Maurizio.satellite,
sembrava strano non sparassi la tua ennesima cavolata anche fuori dalla tua tecnica sopraffina.
Ma secondo te i tecnici del ministero, dopo aver ben ponzato sull’impianto e sull’ambiente relativo, a chi rispondono e obbediscono quando c’è un ministro che li dirige ? E il ministro, vedi quello che ha fatto la Prestigiacomo sino ad ora, a chi risponde e in base a che cosa decide ? Forse in base a quello che decidono i tecnici ? Ma tu continui a chiacchierare e scrivere messaggi come un forsennato, ma non capisci proprio una mazza !
Prova a cercare su google EPA (Environmental Protection Agency) e guarda come opera e i cui tecnici preparatissimi non dipendono affatto dalla politica, per legge !
Ma studia un po’ prima di dire sempre le solite cavolate ! tu fai incazzare anche i santi con le tue scemenze !
studente STA bicocca
25 lug 2009 - 09:16 - #9@mauriziosat: per fortuna che non sono solo ingegneri, ma anche scenziati dell’ambiente, chimici e biologi…..
comunque avere un ministro competente in materia fa solo bene, visto che si tratta di ministeri specifici. forse non conosci le normative in campo ambientale, via vas, tutela del paesaggio , piani di bacino per la tutela delle acque, aree protette ecc ecc . visto che è un campo quello della tutela ambientale di materia concorrente stato regione avere unministro che sa di cosa parla è tanto di guadagnato.
Mauriziosat..9
25 lug 2009 - 10:33 - #10a parte il salatino , che pare si sia fatto un beverone di bile latinorum e fa solo ridere…………..
rilassati salatino …………………….. e conta sino a 10 prima di scrivere…..che non si capisce nulla dei tuoi vaneggiamenti da rosicone.
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@ studente.
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certo , sarebbe meglio
SI CHIAMEREBBE GOVERNO DEI TECNICI …………..già fatto , molte volte , CON RISULTATI PESSIMI.
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non confondere mai , il ruolo del politico con quello dei tecnici.
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ad ognuno , il proprio mestiere
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ESEMPIO :
VERONESI …………..OTTIMO MEDICO ……….PESSIMO MINISTRO.
perchè il ruolo del ministro non è quello di curare le persone
vito enzo salatino
25 lug 2009 - 12:34 - #11maurizio.sat
mettiamo te, anziche Veronesi, a curare le persone, così cominceresti subito da te stesso !
Osservatore Attonito
25 lug 2009 - 16:54 - #12Concordo con Maurizio, il ministro deve fare politica. Certo se ha studiato o lavorato nel campo del suo ministero è tanto di guadagnato, ma non è fondamentale.
Facciamo un esempio:
Zaia, ministro dell’agricoltura, è preparatissimo e lo ritengo il miglior ministro di questo governo, però quando l’altro giorno gli ho sentito dire: “il futuro dei giovani è l’agricoltura” mi sono caduti gli zebedei. Nel 2009 il futuro dei giovani è l’agricoltura? Ma mi faccia il piacere!
Un ministero come quello dell’ambiente può essere retto da chi non capisce una cippa di ambiente, (purchè ci capisca -o si faccia aiutare- nel leggere le relazioni tecnico-scientifiche) perchè tanto i via libera alle opere lo danno professionisti che sanno quel che fanno e voglio sperare che il signor salatino non voglia insinuare che i professionisti cambino i loro rapporti in base al pensiero del ministro, perchè sarebbe un’offesa gravissima a centinaia di persone oneste che fanno semplicemente il loro lavoro.
vito enzo salatino
25 lug 2009 - 21:23 - #13Caro osservatore attonito,
cosa ne pensi del VIA dato dalla Prestigiacomo alla nuova mastodontica centrale a carbone falsamente “pulito” dell’Enel a Porto Tolle, contestata tra l’altro anche da Greenpeace, perchè la tecnologia del carbone “pulito” ancora non esiste e è in fase sperimentale in Germania e negli USA ? Allora che genere di benestare tecnico e produttivo ha dato la Prestigiacomo ed i suoi tecnici su questa tecnologia ancora inesistente su scala industriale, su cui Prestigiamo ed i suoi tecnici non possono sapere nulla, se non per sentito dire e a spanne ? E con quale tecnologia in realtà comincerà a produrre la centrale termoelettrica di Porto Tolle, se non con quella tradizionale a carbone sporco, come a Civitavecchia e a Brindisi, che è l’unica che l’Enel possiede ?
Infine, se secondo te Prestigiacomo, che è una assoluta incompetente, e Zaia, che non sa nemmeno cosa sono gli OGM, sono dei buoni ministri, allora purtroppo io e te non ci intenderemo mai e non avremo mai nessuna possibilità di condividere problemi e pareri, perchè apparteniamo a due mondi completamente diversi, come con Maurizio, cui posso solo consigliare cure mentali. Ma non mi ascolta mai !
Mauriziosat..9
26 lug 2009 - 03:54 - #14SALATINO ……………torna a studiare latinorum
PERCHè DI APPARATI INDUSTRIALI NON NE CAPISCI UN TUBO .
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IL TRATTAMENTO DEI FUMI DI UNA CENTRALE A CARBONE SONO UNA DELLE COSE + BANALI CHE L’INDUSTRIA RIESCE A FARE.
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eliminare SO2 e polveri è di una facilità disarmante.
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L’UNICO LIMITE E’ IL COSTO …………….e siccome queste tecniche sono imposte dal legislatore …………il problema non esiste piu’.
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il carbone pulito esiste ed è facile……………basta volerlo fare.
come per tutte le cose.
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ED INDOVINA
HAI FATTO L’ENNESIMA FIGURA DA DEMENTE ECOTONTO.
vito enzo salatino
26 lug 2009 - 11:34 - #15Povero Maurizio forsennato, vai tu a Porto Tolle, oltre che a Brindisi e a Civitavecchia, ad insegnare all’Enel la tecnologia del carbone “pulito” perchè l’Enel ancora non la conosce e non esistono ancora sulla faccia della terra (tranne che nel tuo cervello malato) impianti collaudati per la ossi-combustione del carbone con l’utilizzo di Ossigeno puro e non di aria per la combustione, con la cattura integrale degli inquinanti SO2, NOx, nanopolveri cancerogene e Mercurio neurologico, con il riciclo parziale della CO2, la cattura della CO2 integrale con un metodo economico, la sepoltura della CO2 liquida nei pozzi petroliferi o di gas esauriti, il recupero e ricilco della CO2 a produrre nuovamente carburanti liquidi con il reforming del metano o policarbonati o altro. Ma lo sa una testa di cavolo ignorante come te che la tecnologia del carbone pulito richiede ancora almeno dieci anni per essere perfezionata e ottimizzata a livello industriale ? E nel frattempo, visto che il via ai lavori Scajola, Prestigiacomo e Fulvio Conti, falso come il suo carbone, l’hanno dato, che tecnologia useranno a Porto Tolle, se non la stessa di Civitavecchia a Brindisi, per i quali, guarda caso, la popolazione continua a protestare a causa delle emissioni nocive ?
Secondo il Maurizio, siamo tutti dementi, comprese le popolazioni di cui sopra e Greenpeace, e non gli viene mai il dubbio che forse il vero pazzo è lui e le cavolate che scrive per i deficienti che le bevono come la coca (cola). Io gli continuo a dire di curarsi, ma ormai è un caso patologico e disperato.
Mauriziosat..9
26 lug 2009 - 22:20 - #16ECCO DOVE STA IL PROBLEMA
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tu sei uno di quegli ignoranti e stolti de sinistra che si sono bevuti la boiata della CO2 come inquinante.
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la CO2 non è un inquinante MA UN MATTONE BASILARE DELLA VITA SULLA TERRA.
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purtroppo i guru politici dell’ambientalismo cinematografico ti hanno fatto il lavaggio del cervello .
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gli inquinanti sono gli:
OSSIDI DI ZOLFO
OSSIDI DI AZOTO
METALLI PESANTI
CIANURI
DIOSSINE .
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la CO2 non lo è ………………….non lo è mai stato …………ANCHE SE A VOI SINISTRI VI RODE IL CVLO.
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IL PROBLEMA DI BRUCIARE CARBONE ………….NON E’ LA CO2
che non interessa nessuno se non gli invasati ignoranti come te
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il problema del carbone è la sua elevatissima contaminazione in ZOLFO ed in METALLI PESANTI.
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E QUESTI ….VOLENDO …..si possono eliminare dai fumi……senza troppi problemi.
ampegadi marettimo
14 nov 2009 - 13:08 - #17L’Associazione Ampegadi Marettimo nell’esprimere gratitudine e compiacimento per l’azione brillantemente portata a termine dai militari della Guardia Costiera agli ordini del comandante Primo Marescialllo Michele Parisi, auspica che il Ministro dell’Ambiene On. Stefania Prestiacomo porti a termine la sua “missione” per riattivare e far funzionare la riserva marina la riserva marina.
Con l’ occasione riportiamo un articolo pubblicato da La Sicilia di Catania edizione di Trapani in data 17.10.2009.
Titolo: LA GESTIONE E IL FUTURO DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA “MISSIONE” PER RIATTIVARLA, MA L’IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI”.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. “In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (”Riserva e parco,tutto da riscrivere” a pag.39)si afferma: “che l’idea dell’Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l’intervento del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l’avv.Luigi Pelaggi che dall’insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva”. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.
La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l’opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l’operato. L’intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione “commissariale” di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l’esistenza stessa dell’area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l’ecosistema marino.
Questa missione che è stata affidata all’avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana - dall’indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi - ha riavviato l’attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l’obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.
COMMENTO DEL GIORNALISTA:
L’intervento del ministro Stefania Prestigiacomo sulla riserva delle Egadi,benchè in replica ad un nostro articolo,non può che essere accolto con favore considerandolo il primo segnale di intressamento verso l’Area Marina Protetta dopo mesi e mesi di immobilismo nel corso dei quali aveva assunto una posizione attendista e dilatoria sulla nomina del direttore e quindi sul suo funzionamento.
L’intervento,in particolare,è volto a precisare il profiquo impegno svolto in questi mesi dall’avv.Luigi Pelaggi,in qualità di commissario o direttore dell’Area Marina Protetta; questo non è dato comprendere,atteso che la nomina del sindaco Antinoro riguardava la seconda funzione mentre nella lettera si parla di gestione commissariale (utilizzando intelocutorie virgolette). Che la riserva fosse immobile lo sapevamo tutti e che fosse in ostaggio di una contesa politica locale era arcinoto anche al Ministero che ora parla di proteggerla, di riattivare i meccanismi per il suo funzionamento e per la sua riperimetrazione ben sapendo che l’unico meccanismo posto in essere nel tempo era stato a fatica solo quello della sua protezione. E’ vero, inoltre, che è in atto un tentativo di trasformare la Riserva in Parco che quindi aprirebbe diversi e nuovi scenari sui quali il ministro non si esprime. Infine, ben venga l’impegno dell’avv.Pelaggi purchè non sia l’ennesima transitoria e improduttiva scappatoia.E’ questo che le isole Egadi attendono,fuori dalle polemiche e dall’immobilismo in cui solo la politica le ha tenute inesorabilmente imbrigliate. F.to Mariza D’anna
ampegadi-marettimo
07 dic 2009 - 13:14 - #18CHI E’ L’AVV. LUIGI PELAGGI, RESPONSABILE DI GESTIONE DELL’AREA MARINA PROTETTA ISOLE EGADIi:
1-Capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (dal maggio 2008- Ministro On. Stefania Prestigiacomo); ciò non rischia di configurare un’intollerabile commistione tra l’attività di gestione dell’area marina protetta elle Isole Egadi e quella di controllo, istruttoria e di finanziamento, compiti questi inerenti la sua funzione di capo della segreteria tecnica del ministro?
2-Commissario all’emergenza idrica delle Isole Eolie, (dal febbraio 2009) nominato in sostituzione del Prefetto di Messina con ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3738 , pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.39 del 17 febbraio 2009
3- Consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a. ,nominato dal Ministro Prestigiacomo, società in house del Ministero dell’Ambiente i cui obiettivi sono indicati nel sito alla voce “Missione”; tra questi gli incarichi di ricerca di pertinenza della ex ICRAM, recentemente finanziata dal ministro Prestigiacomo;
4- Consigliere d’amministrazione di ACEA S.p.A. dal 15 .09.2009, multiutility attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei business dell’energia, dell’acqua e dell’ambiente. Società quotata alla Borsa di Milano dal 16.07.1999, è uno dei principali operatori nazionali di servizi di pubblica utilità
5- Avvocato, esercita la professione a Roma presso il suo studio legale in vicolo dè Burrò n. 165 nonostante abbia dichiarato nel suo curriculum presentato alla ACEA S.p.A. di avere esercitato la professione legale fino al maggio de 2008.
-Nel curriculum presentato alla ACEA S.p.a. (nel cda dal settembre 2009) e al momento della nomina nel CDA della ACEA S.p.a. il Pelaggi non indica tra gli incarichi quelli di Consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a, di Commissario all’emergenza idrica delle Isole Eolie (dal febbraio 2009) e di di responsabile della gestione dell’A.M.P. Isole Egadi.
-Com’è possibile che l’avv. Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente, e quindi con funzioni che certamente richiedono un tempo pieno lavorativo, abbia nel contempo altri incarichi nella pubblica amministrazione oltre che in società pubbliche e private ed inoltre quello di direttore responsabile di gestione dell’area marina protetta delle Isole Egadi ?.
-Com’è possibile che l’avv. Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente, abbia altri incarichi il cui espletamento richiede un rilevante impegno a tempo pieno?
-Non si può configurare il rischio che questo accentramento di incarichi sia una violazione dei principi della legge n.29 del 1993, che sancisce la netta separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa?
-Non si può inoltre configurare in questo accentramento di incarichi una grave turbativa dell’azione amministrativa , con conseguente rischio di lesione del pubblico interesse?
-Non si può ritenere che la nomina dell’avv. Pelaggi a nel cda della Sogesid S.p.a, società in house del Ministero dell’Ambiente, i cui obiettivi sono indicati nel sito alla pomposa voce “Missione” (recentemente finanziata dal Ministero dell’Ambiente), possa ingenerare intollerabili commistioni con le funzioni proprie di controllo in capo al Ministero dell’Ambiente e le attività della Sogesid S.p.a?
-Se nel curriculum presentato alla ACEA S.p.a. l’avv. Pelaggi avesse anche indicato di ricoprire la carica di consigliere nel cda della Sogesid S.p.a, di Commissario per l’Emergenza Idrica delle Isole Eolie nonché di direttore responsabile della gestione dell’area marina protetta delle Isole Egadi (cosa che omette di indicare), gli sarebbe stato attribuito l’incarico? E se non gli fosse stato attribuito l’incarico, gli altri aspiranti avrebbero avuto delle chances?
-In base a quali requisiti tecnici e sulla base di quali alte qualificazioni e competenze è stata valutata l’idoneità dell’avv. Luigi Pelaggi, per la nomina di capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente?
-Attualmente il Pelaggi è regolarmente iscritto all’Albo degli avvocati di Roma ed esercita la professione nonostante avesse dichiarato nel curriculum presentato all’ACEA di non svolgere attività professionale già dal maggio 2008, cioè da quando ricopre l’incarico di Capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente.
E’ vera la biografia del Ministro Prestigiacomo pubblicata dall’ Associazione Wikimedia Italia – per informazioni: http://www.wikimedia.ch
Stefania Prestigiacomo
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Stefania Prestigiacomo (Siracusa, 16 dicembre 1966) è una imprenditrice e politica italiana.
Milita nelle file del Popolo della Libertà ed attualmente ricopre la carica di Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del Governo Berlusconi IV, in carica dall’8 maggio 2008.
Figlia di imprenditori siracusani. Sposata con Angelo Bellucci, notaio, coordinatore provinciale di Forza Italia, nel 1990, a 23 anni……
È titolare del 21,5% della Fincoe di Casalecchio di Reno (BO), quota che detiene anche sua sorella Maria Pia e il papà Giuseppe, vicepresidente di Confindustria a Siracusa col 10%. I 3 insieme hanno la maggioranza assoluta dell’azienda, holding di famiglia con radici a Bologna ma interessi in Sicilia.
La Fincoe è proprietaria al 99% della Coemi Spa di Priolo (SR), la Coemi controlla il 60% della “Vetroresina Engineering Development” (Ved) di Priolo (SR), il 22,5% della Ved appartiene al Gruppo “Sarplast s.p.a.” di Priolo (SR) di cui Giuseppe Prestigiacomo ha il 6,5%.
La Sarplast dell’attuale ministro dell’ambiente fallì nel 1997 a causa di una serie di incidenti e malattie dei dipendenti e nel 2000 finì sotto inchiesta da parte della Procura di Siracusa con un fascicolo che parla di lesioni colpose. 3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri operai non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, un dipendente morì cadendo da un traliccio, pochi mesi prima un altro dipendente rimase gravemente ferito. Un’irruzione della Polizia nelle aziende dei Prestigiacomo rilevò una serie di violazioni.
La procura di Siracusa indaga sul fallimento della Sarplast poiché sono venuti a galla ammanchi di diverse decine di miliardi di vecchie lire sottratte alle casse della società madre e di quelle controllate, attraverso numerose operazioni illecite.
Alle grane che riguardano salute e la sicurezza dei dipendenti delle aziende dei Prestigiacomo, si aggiunge la grana del crack Sarplast e le pendenze col fisco per 6 miliardi di vecchie lire accumulate in un triennio.
Il maxiemendamento del precedente governo Berlusconi che escluse dalla punibilità i reati tributari e quelli connessi al loro occultamento, permisero alla Procura siciliana di avviare un’indagine per bancarotta poiché nel 2003, l’allora presidente Ciampi non firmò la tanto agognata amnistia….
ampegadi-marettimo
23 gen 2010 - 11:46 - #19Irregolarita’ ed incompatibilità dei pubblici funzionari
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministro del Tesoro, al Ministro della Funzione Pubblica
Premesso che :
-La Società SOGESID è lo strumento societario in house dello Stato, con capitale sociale di euro 54.820.920,00 e azionista unico il Ministero dell’economia e delle finanze. I diritti dell’azionista sono esercitati d’intesa con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministero delle infrastrutture.
Il ruolo di governance è esercitato dal CdA e ai sensi della legge 296/06 (art 1) opera per le finalità del Ministero dell’Ambiente. La Sogesid svolge un ruolo strumentale basato su trasparenza della gestione, efficacia del sistema di controllo interno e applicazione rigorosa della disciplina del conflitto d’interesse. Criticità ambientali come bonifiche di siti inquinati, politica emergenziale dei rifiuti, interventi per la riduzione del dissesto idrogeologico , sono gestiti attraverso apposite convenzioni per la fornitura di servizi ingegneristici .Il Presidente di Sogesid è scelto tra i componenti designati dal Ministero dell’Ambiente .attualmente è l’avv. Siracusano Assenza e membro del CdA è l’avv Pelaggi capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente. Unità operative sono dislocate in Napoli, Bari e Palermo e svolgono attività di coordinamento delle iniziative in corso nelle regioni Campania, Puglia e Sicilia.
-Le isole Eolie, presentano varie criticità ambientali : depurazione dei reflui nelle isole di Lipari e Vulcano e problemi di potabilità dell’acqua a Alicudi, Filicudi, Panarea, Stromboli e Vulcano. Nell’aprile 2000 il Sindaco, a seguito decreto Regione Sicilia che finanziava la realizzazione di un depuratore nel comune di Lipari , indice un bando di gara per la progettazione del ciclo integrato dell’acqua: (produzione di acqua, ciclo fognario e depurazione delle acque reflue con riutilizzo a scopi non umani) per tutte le isole del comune. La gara viene aggiudicata ad un Consorzio capeggiato dalla ditta Lotti SpA.Il Sindaco sulla base dei documenti progettuali , chiede il finanziamento delle opere al Ministero dell’Ambiente. Nel 2001 subentra una nuova Amministrazione. Nel 2002 il Sindaco di Lipari viene nominato Commissario di Governo e delegato a gestire le risorse occorrenti alla realizzazione delle opere afferenti il ciclo dell’acqua. Tali risorse ammontano a 34 milioni di euro. Il Commissario- Sindaco affida alla Sogesid , la progettazione delle opere del ciclo dell’acqua, pur in presenza di una gara vinta dal raggruppamento con a capo la società Lotti SpA. Il Ministero dell’Ambiente chiede integrazioni progettuali al Sindaco-Commissario che a sua volta trasmette alla società Lotti SpA. Integrazioni trasmesse al Sindaco e sembra mai trasmesse al Ministero dell’Ambiente. Il Sindaco-Commisario dichiara poi che l’affidamento alla Sogesid era stato concordato con il Ministero dell’Ambiente a causa della non validità del progetto nel conseguire gli obiettivi propri di un ciclo integrato dell’acqua.
-Con ordinanza n. 3738 del Presidente del Consiglio dei ministri, recante una serie di disposizioni urgenti di protezione civile all’art. 17, viene indicato che «Al fine di assicurare la risoluzione del contesto emergenziale in atto nel territorio delle isole Eolie, limitatamente all’emergenza idrica, l’Avvocato Luigi Pelaggi è nominato Commissario delegato in sostituzione del Prefetto di Messina», nominato in proroga, con ordinanza dello stesso presidente Berlusconi, Commissario per le emergenze di natura vulcanica e turistica. Il Commissario «è autorizzato ad avvalersi di un Comitato di indirizzo e controllo sulla programmazione e realizzazione degli interventi». E ancora l’ordinanza recita: «Con separato atto il Commissario delegato determina il compenso dei Componenti del Comitato, sulla base di criteri di rigorosa perequazione connessi alla specifica professionalità posseduta, con oneri a carico dei fondi commissariali». Inoltre egli «può utilizzare le risorse finanziarie disponibili sulla contabilità speciale limitatamente a quelle assegnate per fronteggiare l’emergenza idrica».
-L’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture , di cui all’art 6 dlgs 163/2006 istituita in recepimento all’art 81.2 della direttiva 2004/18 , con delibera n 65 del 23 dicembre 2008 , a cui aveva adito la Società Lotti SpA e la Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici ,rileva la non conformità all’ordinamento dell’atto sottoscritto tra Sindaco-Commissario e Sogesid. L’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture ha ottemperato al disposto del comma 5 dell’art 6 del Testo Unico sugli Appalti che così recita ” L’Autorità vigila sui contratti pubblici, anche di interesse regionale, di lavori, servizi e forniture nei settori ordinari e nei settori speciali, nonché, nei limiti stabiliti dal presente codice, sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture esclusi dall’ambito di applicazione del presente codice, al fine di garantire l’osservanza dei principi di cui all’articolo 2 e, segnatamente, il rispetto dei principi di correttezza e trasparenza delle procedure di scelta del contraente, e di economica ed efficiente esecuzione dei contratti, nonché il rispetto delle regole della concorrenza nelle singole procedure di gara”.
Il pronunciamento ha attivato l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha richiamato la delibera del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre 2004 sugli ““Indirizzi in materia di protezione civile in relazione all’attività contrattuale riguardante gli appalti pubblici di lavori, di servizi e di forniture di rilievo comunitario”. Le disposizioni della direttiva statuiscono che i commissari delegati debbono provvedere alle aggiudicazioni necessarie, per il superamento delle situazioni di emergenza , nel rispetto delle norme comunitarie in materia di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture.
La sete delle Eolie a causa della mancanza di acqua , determina da almeno 20 anni esborsi rilevanti e stimati in complessivi 400 mln di euro. I soggetti beneficiari sono i gestori del “ciclo” di trasporto dell’acqua che verosimilmente non hanno nessun interesse alla soluzione del problema della mancanza d’acqua , attraverso il progetto che la Lotto SpA aveva predisposto .
-Dal 2001 l’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi è il Comune di Favignana ed il Ministero dell’Ambiente annualmente eroga le risorse finanziarie allocate sul capitolo di bilancio dello Stato denominato “Spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione”;
In data 23.01.2009 il Ministero dell’Ambiente ha chiesto all’Ente Gestore di trasmettere la relazione programmatica per le risorse stanziate e da assegnate all’Area Protetta per la stagione2009;
In ottemperanza alla richiesta del Ministero, il Sindaco del Comune di Favignana inviava la relazione programmatica ed in ossequio al decreto del Ministro dell’Ambiente n. 932 dell’11 dicembre 2003, con determinazione n. 9 del 26 febbraio 2009, individuava il responsabile della gestione dell’area marina protetta;
la determinazione riguardante l’incarico e l’approvazione della bozza di contratto è stata anch’essa trasmessa al ministero, in data 6 marzo 2009;
L’ente gestore ha svolto con diligenza i compiti assegnati e riscontrabili in comportamenti e atti probatori.
Con nota del 22 maggio u.s. il Ministro dell’Ambiente dichiarava “di avere riscontrato gravi carenze tecnico-amministrative nella gestione dell’AMP, diventate recentemente sempre più evidenti… ed anche in ragione …del pregiudizio che la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare all’immagine dell’area marina e al pregiudizio turistico dell’isola…” ha chiesto al Presidente della Regione Siciliana, in forza del Protocollo di Intesa Stato-Regione sottoscritto in data 14 marzo 2001, il suo parere obbligatorio e vincolante per revocave la gestione al Comune di Favignana ed affidarla alla Capitaneria di Porto di Trapani. Il Presidente della Regione Sicilia esprimeva parere negativo motivato, ma il Ministro non ne ne ha tenuto conto e ha costretto il Sindaco di Favignana a designare l’avv. Pelaggi capo della segreteria tecnica del Ministro.
-In data 3 novembre 2008 è stato sottoscritto un Accordo di Programma tra il Ministero dell’Ambiente , la Regione Sicilia ed altri Enti territoriali , per la bonifica del sito di interesse nazionale di Priolo ( SR) . Le risorse per l’intervento ammontano a 770 milioni di euro. All’art 4 ” Soggetti Attuatori” è statuito “Per le attività di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si avvarrà della collaborazione di Sogesid S.p.A. nonché di ISPRA, ISS, ARPA Sicilia. Tali soggetti sono tenuti, in caso di affidamento di prestazione all’esterno, al rispetto delle disposizioni nazionali e comunitarie in materia di affidamento di servizi e di lavori”. Appare chiaramente esclusa dalla attività di bonifica la direzione generale del Ministero che si è sempre occupata delle bonifiche e le sue competenze trasferite alla Sogesid . Siti di Interesse Nazionale come quello di Piombino , Napoli Ovest e Taranto hanno come soggetto responsabile degli interventi la Direzione Generale del MATT come, è verificabile negli Accordi di Programma sottoscritti:
Per sapere:
-Se è economico, efficace ed efficiente trasferire su Sogesid compiti che le direzioni del Ministero dell’Ambiente svolgono da anni.
-Può l’avv Pelaggi svolgere la pluralità di compiti nel seguito elencati :
a) capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente
b) direttore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi
c) membro del Consiglio di Amministrazione di ACEA SpA
d) commissario alla emergenza idrica alle isole Eolie
d) avvocato in Roma
-Nel curriculum presentato alla ACEA S.p.a. (nel cda dal settembre 2009) il Pelaggi non indica tra gli incarichi quelli di Consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a, di Commissario all’emergenza idrica delle Isole Eolie (dal febbraio 2009) e di responsabile della gestione dell’A.M.P. Isole Egadi.
-L’attività di Responsabile di A.M.P., non è configurabile come illegittima commistione tra l’attività di gestione dell’area marina protetta e quella istruttoria, di finanziamento e controllo, compiti questi inerenti la sua funzione di capo della segreteria tecnica del ministro?
-Anche al momento della nomina nel CDA della ACEA Spa (settembre 2009) il Pelaggi omette di indicare di ricoprire incarico di responsabile della gestione dell’A.M.P. Isole Egadi;
-L’avv. Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente, e quindi con funzioni che certamente richiedono un tempo pieno lavorativo, ha nel contempo altri incarichi nella pubblica amministrazione e in altre società pubbliche e private.
-La pluralità di incarichi non configura una violazione della legge n.29 del 1993, che sancisce la separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, e una grave turbativa dell’azione amministrativa , con conseguente rischio di lesione del pubblico interesse?
-La nomina dell’avv. Pelaggi nel cda della Sogesid S.p.a, società in house del Ministero dell’Ambiente, non genera ,commistioni con le funzioni proprie di controllo in capo al Ministero dell’Ambiente, le funzioni di capo della Segreteria Tecnica del Ministero dell’Ambiente e le attività della Sogesid S.p.a ?
-Quali sono i requisiti tecnici e sulla base di quali alte qualificazioni e competenze è stata valutata l’idoneità dell’avv. Luigi Pelaggi, per la nomina di capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente?
-Perchè il Ministro dell’Ambiente non ha valutato le integrazioni progettuali , richieste e trasmesse dalla Società che Lotti SpA , con gara ad evidenza pubblica e per il ciclo integrato delle acque che servono le isole Eolie?
-Chi pagherà il costo per la mancata attuazione del progetto che avrebbe sanato l’esoso traffico di acqua in container su navi dalla Sicilia alle isole Eolie ?
-Chi pagherà il costo per il contenzioso attivato dalla Società Lotti SpA per la perdita dell’appalto , trasferito senza gara su Sogesid ?
-Perchè la delibera dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture , che ha statuito la illegittimità dell’affidamento a Sogesid , non ha trovato applicazione ?
-Perchè il Ministero che sercita il compito di sorveglianza su Sogesid non ha recepito e fatto apllicare la delibera dell’Autorità?
-Perchè le determinazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e il Mercato , che ha evidenziato il mancato rispetto delle norme interne ecomunitarie nell’affidamento degli applalti pubblici , non hanno trovato conseguenziale riscontro da parte del Ministero dell’Ambiente che esercità l’attività di controllo su Sogesid ?
-Il ruolo dell’avv Pelaggi capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente e Commissario alla emergenza idrica è stato svolto con diligenza e trasparenza e coerente con le norme dell’ordinamento?
-Perchè il Ministero dell’Ambiente non ha attivato la Cortre dei Conti per la verifica di possibili danni che ricadono sulla fiscalità generale e quindi sul cittadino-contribuente ?
marioturri
12 gen 2011 - 19:45 - #20IL MINISTRO PRESTIGIACOMO, POLITICO MEDIOCRE SULLA VIA DEL TRAMONTO
Il Politico siciliano più degli altri persegue un interesse personale. Come Stefania Prestigiacomo, ministro non perchè ritenuta capace a risolvere i problemi dell’Ambiente. Wikipedia scrive: ” La Sarplast dellattuale ministro fallì nel 1997 a causa di incidenti e malattie dei dipendenti (3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, altri morirono per incidenti sul lavoro). Il Presidente Lombardo la definisce “Ministro per la devastazione dell’Ambiente , molto “interessata” a realizzare un rigassificatore e un termovalizzatore nella sua area di Augusta “. In un paese normale non avrebbe mai occupato un posto così importante per la salute dei cittadini. Le trivelle a Pantelleria e le conseguenze drammatiche di un eventuale di disastro ambientale non possono essere nell’agenda di una donna mediocre sulla via del tramonto.
marioturri
16 gen 2011 - 13:00 - #21IL MINISTRO PRESTIGIACOMO, POLITICO MEDIOCRE SULLA VIA DEL TRAMONTO
Solitamente il politico siciliano, più degli altri, persegue un interesse personale. Un esempio classico è Stefania Prestigiacomo, ministro non perchè ritenuta capace a risolvere i problemi dell’Ambiente. Wikipedia scrive: ” La Sarplast dellattuale ministro fallì nel 1997 a causa di incidenti e malattie dei dipendenti (3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, altri morirono per incidenti sul lavoro). Il Presidente Lombardo la definisce “Ministro per la devastazione dell’Ambiente , molto “interessata” a realizzare un rigassificatore e un termovalizzatore nella sua area di Augusta “. In un paese normale non avrebbe mai occupato un posto così importante per la salute dei cittadini. Le trivelle a Pantelleria e le conseguenze drammatiche di un eventuale di disastro ambientale non possono essere nell’agenda di una donna mediocre sulla via del tramonto.