Il rischio desertificazione è altissimo tanto che L’ONU avrebbe stimato che circa due miliardi di persone potrebbero subirne le conseguenze in un prossimo futuro. A tal proposito c’è chi si è già messo al lavoro con i metodi più curiosi per scongiurare che questo accada.
Parliamo dell’architetto svedese Magnus Larsson che ha progettato un muro di sabbia di 6.000 chilometri nel deserto del Sahara con il fine di evitare l’avanzare della desertificazione. La barriera pensata da Larsson avrebbe inizio in Mauritania nella costa occidentale d’Africa per terminare in Gibuti, ovvero all’altra estremità.
Si tratterebbe di un muro di pietra arenaria, composto da sabbia indurita. Il metodo per renderla tale sarebbe quello di utilizzare dei batteri del genere Bacillus pasteurii in grado di trasformare il materiale in una sorta di cemento in un paio d’ore. Si tratta di microrganismi capaci di produrre calcite, un vero e proprio “cemento naturale”.
Larsson avrebbe già effettuato degli esperimenti presso l’Università della California usando questi batteri per solidificare i terreni rivelatisi particolarmente vulnerabili ai terremoti e ottenendo, a quanto pare, dei buoni risultati.
I batteri sarebbero iniettati in grandi quantità in modo che, fa sapere l’architetto, si possa fermare l’avanzare del deserto utilizzando semplicemente il deserto stesso.
Il progetto, conclude Larsson, sarebbe complementare a quello pensato da altri Paesi e cioè la creazione di una fascia di alberi piantati per prevenire la progressione della sabbia.
Ma l’architetto stesso è realista e ammette che ci sarebbero molti problemi pratici da superare per rendere operativo tale piano, su tutti ovviamente quello economico-politico. Ma siamo davvero sicuri che un’opera faraonica di questo tipo possa davvero convertirsi in realtà?
I dubbi rimangono tanti, intanto seguiamo la questione e vediamo se vi sarà qualche audace illuminato nel prossimo futuro capace di attuarlo o semplicemente, come più probabile, se sarà un progetto destinato ad impolverarsi in qualche cassetto dell’ateneo americano.
Via | Publico.clix.pt
Foto | Flickr
Mauriziosat..9
31 lug 2009 - 13:03 - #1ahahahahaha
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quando ero piccolino .le maestre ci smarronavano con la presunta imminente desertificazione della SARDEGNA.
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temini , disegnini . recite .
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pareva che la Sardegna dovesse diventare un deserto dei tartari.
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POI …..SONO PASSATI 30 ANNI …….E NON E’ ARRIVATA NESSUNA DESERTIFICAZIONE.
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erano tutte panzanate …………..come il riscaldamento globale.
come la sars
come l’aviaria
come gli ufo in area 51
come il sol dell’avvenire
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TUTTE MEGAVACCATE.
ecofan
31 lug 2009 - 14:03 - #2inutile troll -_-
io credo che sia utile piantare alberi che vivono di niente dove possibile
Beo
31 lug 2009 - 14:43 - #3@Mauriziosat.9 si in effetti anche io mi ricordo di vari allarmismi sulla desertificazione della sardegna (e della Spagna nello stesso periodo se non erro) che ad oggi non mi pare si siano fortunatamente realizzati.
per il resto delle panzane concordo in pieno (anche se il riscaldamento globale c’è, poi a chi o cosa sia dovuto possiamo discuterne) o almeno sono stati fatti proclami troppo allarmistici per quanto riguarda la sars e l’aviaria che dovevano decimare la popolazione mondiale… gli ufo sono nell’area51… sono tutti nel parcheggio in zona disco ovviamente!
tassinari.mauro
01 ago 2009 - 09:55 - #4Non capisco.
In che modo un muro fermerebbe il deserto?
ecofan
01 ago 2009 - 13:51 - #5la sabbia e il vento danneggiano le piante e inaridisco il terreno