È in progetto nel comune di Roma un impianto fotovoltaico con una potenza di picco di oltre 26 Megawatt per una produzione annua di energia pari 40 mila Megawattora. In pratica il più grande mai costruito qui in italia che sarà in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 15 mila famiglie.
L’impianto sarà realizzato a Lanuvio (Roma) sui terreni della Inf-Agricola. L’accordo verrà firmato durante i prossimi giorni con la multinazionale Sun Ray Renewable Energy, già impegnata in tutta Europa nella promozione e costruzione di grossi impianti fotovoltaici.
Queste sono le parole di Giovanni Fiandra, assessore comunale alla Pianificazione e gestione del territorio:
“Con orgoglio l’amministrazione comunale manifesta la propria soddisfazione per la conclusione dell’accordo dopo aver procurato e favorito l’incontro tra le due società”
Davvero una grande traguardo per il comune di Roma che così eviterà l’emissione nell’atmosfera di più di 22 mila tonnellate di CO2 all’anno.
_Giacomo_
29 lug 2009 - 11:09 - #1Non so se lo sapevate:
A settembre apriranno i cantieri di quello che diventerà il più grande impianto fotovoltaico su tetto al mondo, l’impianto sorgerà presso l’Interporto di Padova. Secondo le stime dovrebbe produrre ben 3MWp in più rispetto al diretto “concorrente” di Saragoza in Spagna.
Pochi giorni fa infatti è stato infatti siglato l’accordo tra Interporto di Padova S.p.A. e Solon S.p.A, filiale italiana del Gruppo Solon Se di Berlino, che metterà a disposizione le coperture.
L’ impianto avrà una potenza complessiva di 15 MWp che consentiranno di produrre ben 17 milioni di Kilowattora all’ anno, pari circa al consumo medio di 5000 famiglie. La superficie occupata sarà di 250.000 metri quadri, coperti con oltre 67.500 moduli fotovoltaici.
Questa installazione inoltre risparmierà 3200 tonnellate di petrolio ed eviterà di conseguenza l’ emissione di 9000 tonnellate di CO2 nell’atmosfera.
Direi che sono iniziative positive.Spero si moltiplichino.L’unica cosa sara’ operare in armonia con il nucleare per disporre dei GWh puliti,economici e sempre disponibili.
3350
29 lug 2009 - 12:27 - #2sono favorevole al fotovolitaico purchè sia messo sui tetti.
non trovo giusto mettere pannelli per impegnare terreni, che di solito sono agricoli, per 20 anni per fare energia elettrica.
ergo
29 lug 2009 - 13:03 - #3Roma? Stiamo parlando della stessa Roma? Proprio di QUELLA Roma? La città dove governa Alemanno appartenente a quello schieramento di centrodestra che si è espresso a favore della reintroduzione del nucleare?!?!?
bah! che vengano….poi ognuno è libero di soffrire di Alzhaimer….
paolo papi
29 lug 2009 - 13:18 - #4Evvai , altri terreni tolti (praticamente per sempre) all’agricoltura! Cioè ora per arrivare a Roma un qualsiasi frutto o una verdura fa almeno 75 km , e grazie al cielo il carburante è sotto la soglia psicologica di 1,50 Euro / litro… L’obiettivo di questo sviluppo urbano tecnologico quale sarebbe? Di rendere l’Italia un luogo senza terreni agricoli?
Ci stanno riuscendo pian pianino. Complimenti.
Per far accendere tre lampadine a quattro famiglie…
Meglio una zucchina nel piatto o una lampadina che ti illumina il piatto vuoto?
Ai posteri l’ardua sentenza.
gbettanini
29 lug 2009 - 13:20 - #5Con 26 MWp installati produrre 40 GWh l’anno alle latitudini di Roma è molto difficile, anche se è un impianto ad inseguimento a doppio asse…. ed un impianto a terra di queste dimensioni avrà comunque grossissimi problemi a raggiungere un VAN positivo, spero che chi finanzia l’impianto si sia fatto fare un business plan serio che tenga conto di tutti le variabili del caso…
L’impianto di Padova invece, per le sue peculiarità di progetto e finanziarie, verrà fatto davvero:
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=67043&sez=NORDEST
gbettanini
29 lug 2009 - 13:44 - #6Si Maurizio, in ultima analisi lo pagheremo noi, ma spesso chi propone questo tipo di impianti è molto ‘creativo’ nella redazione del business plan facendo intravvedere all’azienda, alla banca o alla finanziaria che pagano enormi guadagni che spesso non esistono.
Un business plan fatto bene per un impianto di questo tipo ha quasi sempre l’effetto secondario di far cancellare il progetto. Posto che il cittadino non può mettere becco sulla fattibilità, bisogna suggerire a chi tira fuori il denaro per pagare l’impianto di fare bene ma davvero BENE i conti.
tob
29 lug 2009 - 13:53 - #7Fotovoltaico: verso la “grid parity”
http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2009/07/fotovoltaico-verso-la-grid-parity.html
Nucleare in Canada: i costi triplicati fermano la gara
http://mondoelettrico.blogspot.com/2009/07/nucleare-no-alla-realizzazione-del.html
tob
29 lug 2009 - 13:54 - #8Lo pagiamo noi…
Esattamente come paghiamo centrali nucleari, inceneritore, ….
tob
29 lug 2009 - 13:59 - #9@ “paolo papi”
Vorrei anch’io che gli impianti solari non venissero installati sui terreni coltivabili
(dove hai letto che questi lo sono? Magari stanno pensando di “coprire” un parcheggio?)
…CMQ non esagerare dicendo “terreni tolti per sempre”!
Questo è vero quando si installano centrali nucleari!!
Un mio amico ha installato un impianto ad inseguimento a terra, sotto i pannelli (che ruotano e quindi non fanno ombra 24h/24) coltiva l’orto ed alleva animali di piccola taglia.
tob
29 lug 2009 - 14:02 - #10@Gbettanini
“Con 26 MWp installati produrre 40 GWh”
C’è caso che ne faccia anche di più.
(dipende molto ancha dalla zona + o - ventilata o nebbiosa)
Cmq cifre del genere le raggiungiamo quì in emilia romagna.
dex85
29 lug 2009 - 14:09 - #11ben detto tob, l’impianto lo finanziamo noi così come una centrale nucleare…costi in bolletta più elevati? e perchè mai visto che il sole la corrente ce la dà gratis?
.
e i veri terreni sui quali non si potrà più coltivare PER SEMPRE è dove (non) sorgeranno le centrali…
gbettanini
29 lug 2009 - 14:10 - #12@tob
“Cmq cifre del genere le raggiungiamo quì in emilia romagna.”
non credo proprio… e la grid parity è un eco-sogno.
gbettanini
29 lug 2009 - 14:16 - #13@ dex85
Il kWh fotovoltaico oggi costa 10 volte di più del kWh nucleare.
Hai considerato il fatto che una centrale nucleare occupa una supeficie ridicola se paragonata ad un impianto FV a parità di energia prodotta?
robberto
29 lug 2009 - 15:47 - #14bene sono contento, queste sono le cose da fare. solo che gli impianti secondo me stanno meglio sui tetti… certo, a terra uno può usare sistemi ad inseguimento è vero… però credo che sfruttare lo spazio offerto dai tetti sarebbe meglio, meno consumo di territorio.
_Giacomo_
29 lug 2009 - 15:48 - #15@gianni761
Ma e’ per questo che il rinnovabile deve essere complementare al resto
Gre€n
29 lug 2009 - 16:13 - #16Ragazzi, è ridicolo parlare di terreni rubati all’agricoltura.
Quei terreni vengono usati per questo scopo perché l’agricoltura non da più da vivere a chi ci opera. Grandi investimenti in tempo, lavoro e mezzi per riuscire spesso a coprire solo le spese.
Perché quando andate a comprare frutta&verdura o derivate dalle materie prime agricole la maggior parte dei guadagni li fanno i mediatori ed i grossisti che spesso non fanno niente se non far aumentare il prezzo per gli utenti finali.
Si dovrebbe superare questo modello superato o vedremo quanti altri terreni agricoli si trasformeranno in villette o “campi” fotovoltaici nei prossimi anni…
dex85
29 lug 2009 - 16:34 - #17@17: facciamo chiarezza.
prendendo come buoni i tuoi dati..
a- di chi è l’impianto? del comune?
b- chi paga l’impianto? e quanto costa?
c- perchè dovrebbe essere un sovrapprezzo ai danni della comunità? l’energia pagata a chi viene pagata? e da chi viene pagata?
.
se, da come ho capito io, l’impianto è della inf-agricola (e presumo se lo paghi lei, con i dovuti incentivi statali ovvio) e il guadagno derivante se lo prende lei (che si sia fatta bene o no i conti poco mi importa). dov’è che la collettività ci perde? c’è un aumento della bolletta per questo impianto? aumenterà il prezzo dell’energia?
se si di quanto? 0,0001% ?
_Giacomo_
29 lug 2009 - 16:53 - #18@Green
Vero.Ricorda pero’ che l’agricoltura e’ settore strategico e non puo’ sparire
gianni761
29 lug 2009 - 16:54 - #19X DEX 85
Se tu sapessi leggere ti ho già risposto: l’impianto è sicuramente di una società privata che è quella che ci guadagna. Il sovrapprezzo di 200 milioni nasce dalla differenza tra il prezzo di mercato dell’energia e l’incentivo che viene pagato dai consumatore alla voce A3 della bolletta. Se tu per produrre una mela che normalmente paghi 1 dai al produttore 5 c’è una perdita netta per la collettività pari a 4. Mi sembra elementare o no?
Stefano_
29 lug 2009 - 17:03 - #20Nell’articolo viene scritto che l’impianto eviterà l’immissione in atmosfera di 22 mila tonnellate di CO2 all’anno.
Qualcuno sa dirmi però quanta CO2 verrà immessa per realizzare tale impianto? In giro per internet si trova sempre quanta CO2 fa risparmiare, ma mai da nessuna parte si indica quanto viene emesso per realizzare gli impianti, dovrebbe essere un dato basilare…
vico
29 lug 2009 - 17:10 - #21A tutti quelli che criticano il fotovoltaico vorrei dire nessuno ha mai affermato che è più economico di altre fonti di energia. E’ però considerato migliore inquanto viene prodotto meno CO2, questo è il vantaggio maggiore. Produrre energia dal carbone è abbastanza economico ma non è una tecnologia “pulita”. D’altra parte, supponendo di avere le opportune tecnologie, produrre energia mediante antimateria sarebbe pulitissimo ma non sarebbe certo economico. Tutte le nazioni si stanno dirigendo verso forme di produzione dell’energia pulite anche se non economiche.
Stefano_
29 lug 2009 - 17:26 - #22@vico
Ok all’affermazione che il fotovoltaico è considerato migliore in quanto viene prodotta meno CO2, ma quante tonnellate di CO2 bisogna immettere nell’atmosfera per realizzare un impianto del genere? C’è qualcuno che ha fatto i conti?
gianni761
29 lug 2009 - 17:29 - #23Un impianto fotovoltaico emette circa 50 gr di CO2 per KWh emesso, l’impianto in questione produce 2000 t di CO2 per anno. Naturalmente si tratta di valori fittizi perché la CO2 prodotta è quella emessa in fase di costruzione e dipende in modo determinante dal tipo di energia impiegata per produrre i pannelli: un pannello prodotto dal carbone cinese sarà ben più inquinante di uno prodotto dal nucleare francese. Se poi l’impianto durerà 10 anni invece di 30 i valori triplicheranno.
D’altronde anche il valore di 22.000 tonnellate di CO2 risparmiate è del tutto fittizio: si riferisce all’ipotesi che l’energia PV sostituisca altra energia secondo il mix produttivo italiano e le sue emissioni medie se ciò non avviene, perché ad esempio l’energia che viene sostituita è quella del gas, dell’idroelettrico o del nucleare i risparmi di CO2 sono molto minori. Gli unici dispositivi che riducono in modo misurabile la CO2 sono gli alberi.
Stefano_
29 lug 2009 - 17:38 - #24@gianni761
quindi facendo i conti 2000t per 30 anni di funzionamento fanno 60.000 tonnellate di CO2 immesse nell’atmosfera adesso per risparmiare poi 22.000 tonnellate all’anno per quando l’impianto sarà in funzione. Giusto?
gianni761
29 lug 2009 - 17:49 - #25Beh un paragone più correto sarebbe dire 60.000 tonnellate per risparmiarne 600.000 su 30 anni. Tieni presenti che questi calcoli sono molto scivolosi e inaffidabili, dipendendo moltissimo dalle assunzioni di base che si fanno.
gianni761
29 lug 2009 - 18:50 - #26X i moderatori: se cancellate il mio post (quello che era al numero 17) non si capisce poi molto della discussione. Se sbaglio correggetemi, non cancellatemi ma non mi sembra di aver offeso nessuno.
ecofan
29 lug 2009 - 19:55 - #27i pannelli fotovoltaici attuali richiedono meno CO2 per essere costruiti di quella che risparmiano nella produzione di energia rinnovabile, confronti con energia da termoelettrico chiaramente
basta nucleare VS rinnovabili, l’una e l’altra, mix energetico, supportato anche dall’enea
il fotovoltaico procede ma sarà sempre marginale e, per la sovratassa A3 della bolletta a tuttora tre quarti della cifra va alle “assimilate” quali inceneritori e scarti di raffineria
gianni761
29 lug 2009 - 21:24 - #28Rifaccio i conti:
L’impianto ha 26 MWp di potenza e produce 1500 ore equivalenti l’anno produce quindi 39 GWh l’anno per 20 anni quindi 780 GWh in 20 anni, valorizzati a 340 € MWh sono 265.200.000 di incassi per la società di questi 340 80 remunerano il prezzo dell’energia e e 260€ sono il sovrapprezzo per gli incentivi che ricadono sulla bolletta componente A3. Il totale dell’esborso per la collettività su 20 anni è 780.000MWh per 260€ = 202.800.000€ su 20 anni.
Contributo al fabbisogno elettrico:
fabbisogno annuo di energia elettrica = 340.000 GWh
contributo dell’impianto= 39 GWh
Percentuale =0,01147%
Contributo annuo al fabbisogno energetico totale (elettrico+riscaldamento+trasporti)
=0,01147%/3=0,00382% circa
Contributo alla riduzione delle emissioni di CO2
Emissioni di CO2 annue italiane circa 360.000.000 di tonnellate
22000/360.000.000=0,0061%
ice
30 lug 2009 - 10:20 - #29@ Mauriziosat9
l’energia solare è la base della vita sulla terra
ora che la tecnologia prodotta dall’uomo non sia ancora arrivata ad eguagliare l’efficineza della fotosintesi significa solo che bisogna aumentare gli investimenti in ricerca in questo settore
e cmq mentre il fotovoltaico ha un sacco di limitazioni (rera dei pannelli poco superiore al 20%, efficienza degli stessi destinata a decadere nel tempo fino ad esaurirsi, esattamente come i componenti di una batteria) non significa che manchino le alternative
il solare temico già oggi ha rese nell’ordine dell’80% e tramite soliuzioni come l’accumulo energia con sali permette di produrre energia elettrica anche durante le ore notturne
devi Andasol_2 attivo con 50MW in andalusia
vedi Desetec_2 in progettaizone nel deserto del Sahara
per desertec_2 ci sono ancora da risolvere porblemi relativi allo spostamento dell’energia elettrica, ma se nel frattempo progrediranno le ricerche sui superconduttori…..si potrebbe avere una perfetta quadratura del cerchio
tassinari.mauro
30 lug 2009 - 10:56 - #30@Stefano_
Normalmente si parla di rapporto tra l’energia consumata ed energia prodotta.
Si chiama EROEI
http://www.aspoitalia.it/documenti/bardi/eroei/eroei.html
http://www.webdomino.it/EROI.asp
gbettanini
30 lug 2009 - 11:00 - #31@ ice
Sei un po’ troppo ‘creativo’ nel tuo commento… mettiamo i puntini sulle ‘i’:
Il fotovoltaico è già molto più efficiente della fotosintesi.
Il solare termico ha un’efficienza globale del 15% nel migliore dei casi, cioè se installato in zone ottimali (no Italia)… non certo l’80%.
I sali permettono funzionamento 24h ma d’inverno la produzione energetica alle nostre latitudini è ridicola….
Il solare termodinamico non è una valida risposta al problema energetico… neppure come fonte marginale, costo stimato dai produttori 0,27€/kWh.
Moderatore
30 lug 2009 - 11:09 - #32Cari lettori,
stiamo cercando di migliorare l’ambiente di conversazione del blog e per questo inizieremo a moderare non solo le offese palesi e plateali ma anche alcuni dei commenti più nocivi per l’atmosfera della community: quindi commenti senza motivazione alle opinioni, commenti negativi in maniera esagerata e gratuita, off topic e battibecchi tra lettori che non seguono il filo del tema e pensano di chattare in pubblico, cose dette mille volte che generano flame ormai noiosissimi, cose di questo genere.
Grazie per l’attenzione e buona lettura.
gianni761
30 lug 2009 - 11:21 - #33Per ICE:
Il cosiddetto EROEI non c ‘entra nulla con le emissioni di CO2 come chiesto da Stefano. Sono due cose completamente diverse, posso av ere impianti energetici con un altissimo ritorno energetico e altissime emissioni di CO2 e viceversa.
tassinari.mauro
30 lug 2009 - 12:23 - #34Certo energia consumata e CO2 prodotta non sono la stessa cosa; ma c’è un notevole legame.
Mauriziosat..9
30 lug 2009 - 12:42 - #35a si ?
per esempio …………..L’IDROELETTRICO …….CHE LEGAME HA CON LA CO2?
.
ED IL NUCLEARE?
.
tassinari …………..renditi utile ……………..stai zitto.
tob
30 lug 2009 - 13:35 - #36@Maurizio…
L’idroelettrico ha un “ritorno energetico” (=EROEI) molto elevato infatti l’energia consumata e la CO2 prodotta per la costruzione e manutenzione dell’impianto sono picccole rispetto all’energia prodotta.
I pannelli F.V. (senza contare i costi di trasporto ed installazione) hanno invece hanno un EROEI modesto (circa 5). Guardacaso la CO2 prodotta per produrre i pannelli non è trascurabile ed il vantaggio ambientale è ottenibilie solo con impianti ben esposti.
Mentre guadagno economico è influenzato da tanti “agenti” (incentivi, tasse, manodopera, ….); il guadagno in termini di CO2 è strettamente legato al famoso EROEI.
Ovviamente non sono uguali ma possiamo dire che se EROEI < 1 puo comunque esserci un guagagno economico ma non ci sarà mai una riduzione di emissioni di CO2
Mauriziosat..9
30 lug 2009 - 16:06 - #37@ tob
guarda che il mio commento sopra ERA IRONICO
.
non è che devi venire tu a spiegarci che gran figata sia il’idroelettrico .
.
lo sappiamo benissimo .
IL PROBLEMA E’ CHE I FIUMI SONO UNA RISORSA FINITA .
.
E I FIUMI IN CUI POTER FARE DIGHE ……………SONO FINITI 30 ANNI FA.
gianni761
30 lug 2009 - 16:32 - #38Non è vero che il guadagno di CO2 sia sempre legato al cosiddetto EROEI, esempi:
- La creazione di bacini idroelettrici può avere come conseguenza il rilascio di gas serra dalla putrefazione dei vegetali peggiorando di molto il bilancio dei gas serra
- Gli impianti eolici che generalmente hanno un buon EROEI se realizzati nelle torbiere della Scozia possono provocare il rilascio di grandi quantità di CO2
- il petrolio ha un ottimo EROEI ma alte emissioni di CO2
- se per estrarre una risorsa uso molta energia carbon-free l’EROEI peggiora ma le emissioni di CO2 no: vedi il possibile utilizzo di centrali nucleari per estrarre le tar sands canadesi
L’EROEI è infine un concetto tanto indeterminato da perdere qualsiasi valenza pratica: basta guardare i dati del Bardi. L’eolico ha un EROEI di 5 o 80? il nucleare
gianni761
30 lug 2009 - 16:34 - #39Continuo
Il nucleare
gianni761
30 lug 2009 - 16:34 - #40Non mi prende più il resto del commento
gianni761
30 lug 2009 - 16:35 - #41Non gli garba il segno di minore…
l nucleare inferiore a 1 o pari a 100? Da notare che queste stime non dipendono soltanto dalla produttività del sito ma in gran parte dall’impostazione politica e ideologica di chi fa i calcoli. Per questo non ha nemmeno alcun senso fare una media tra i valori della forbice.
franc
30 lug 2009 - 22:14 - #42@gianni761
“il petrolio ha ottimo eroei…” si prima degli anni trenta (almeno 100:1) ma oggi il valore medio di riferimento è 10:1 (dipende anche dal prodotto finale quello è se è crude oil ma se teniamo conto la raffinazione secondo la shell 3:1 o 5:1 per fare la benzina a partire dal petrolio estratto) per il petrolio pesante o “difficile” non si supera i 5:1
gianni761
31 lug 2009 - 09:31 - #43Anche se i tuoi dati fossero veri e ne dubito molto, buona parte del petrolio che utilizziamo viene ancora dai giacimenti tradizionali, ovvero quelli “facili”.
Ti ripeto che per come è calcolato o più che altro inventato il concetto di EROEI il valore medio non vuol dire molto.
tob
31 lug 2009 - 11:18 - #44@gianni761
Hai fatto diversi errori; ne cito 2 come esempio:
1. Per EROEI del petrolio tu parli dell’EROEI dell’estrazione…. E’ un po’ riduttivo.
Tu prelevi da un bacino di energia “già pronta”
Prova a calcolarti l’EROEI dell’olio di colza!
2. “il rilascio di gas serra dalla putrefazione dei vegetali ” I vegetale crescono assorbendo CO2, quando vengono putrefatti o bruciati rilasciano la CO2 che avevano trattenuto => il bilancio è nullo.
Mauriziosat..9
31 lug 2009 - 12:28 - #45Salve.. Tutto ciò che ho detto su questo blog sino ad oggi è stato detto solo per provocare. Mi rimangio tutto, mi rendo conto di essere solamente un provocatore. Scusatemi e scusate la mia idiozia. Da oggi farò da bravo ed ascolterò prima di parlare perchè mi rendo conto di essere maleducato all’ennesima potenza.
gianni761
31 lug 2009 - 12:54 - #46Tob, non sai di che parli dovresti informarti un attimino, il problema è ben noto:
“The ultimate contribution of dams to carbon emissions is the difference between the carbon stock in the forest prior to flooding and that in the reservoir once the forest has decayed and an equilibrium is reached. Reservoirs in tropical forest areas have a much greater potential for greenhouse gas emissions than do reservoirs in low biomass
landscapes that characterize most of the world’s existing
hydroelectric dams. The amount of power generated also strongly
affects the comparative impacts of hydroelectric versus fossil
fuel generation.
In Amazonia, dams are frequently worse than petroleum from
the point of view of the ultimate total of greenhouse gas
emissions. The worst case is the Balbina Dam. Junk & Nunes de
Mello (1987) calculated that it would take 114 years of fossil
fuel burning to equal the carbon emissions of the forest flooded
in Balbina. The calculation made by these authors considered
Balbina’s installed capacity of 250 megawatts (MW) and an area of
1650 km2. ”
In Amazonia, dams are frequently worse than petroleum from
oint of view of the ultimate total of greenhouse gas
emissions. The worst case is the Balbina Dam. Junk & Nunes de
Mello (1987) calculated that it would take 114 years of fossil
fuel burning to equal the carbon emissions of the forest flooded
in Balbina. The calculation made by these authors considered
Balbina’1650 km2″
HYDROELECTRIC DAMS IN BRAZILIAN AMAZONIA AS
SOURCES OF GREENHOUSE GASES
Philip M. Fearnside, MS, PhD (Michigan)
Research Professor, Department of Ecology,
National Institute for Research in the Amazon (INPA)
E per la questione del petrolio il cosiddetto EROEI aumenta 1) se il petrolio è difficile da estrarre, profondo offshore 2) se è di cattiva qualità a parità di processi tecnologici di estrazione e raffinazione. Se, come è successo finora, abbiamo un miglioramento dei requisiti energetici al punto 3, i primi due possono anche diventare irrilevanti
gianni761
31 lug 2009 - 12:55 - #47Poi aspetto che mi citi gli altri errori…
franc
31 lug 2009 - 16:13 - #48@46 mi sa che ti sei confuso l’eroei diminuisce non aumenta con il peggiorare della “qualità”
gianni761
31 lug 2009 - 17:31 - #49Giusto, diminuisce