
Inizio con questo articolo la mia collaborazione con Ecoblog, in particolare la sezione Orti e Giardini. Voglio prima presentarmi: ho 47 anni cittadino di nascita e da 5 anni mi sono trasferito con la famiglia in campagna; la passione per la campagna l’ho avuta sin da piccolo al punto di conseguire il diploma di perito agrario e successivamente la laurea in scienze della produzione animale. E finalmente, con non pochi sacrifici, insieme alla mia famiglia ci siamo trasferiti in una casetta in campagna con giardino dal quale ho ricavato un piccolo orto.
Da buon cittadino ho letto un sacco di libri, alcuni molto inutili, acquistato molte riviste, e soprattutto, commesso parecchi errori. I miei maestri sono stati i pensionati dai quali cercavo di carpire i loro segreti. Ed è con l’entusiasmo e la voglia di scambiarsi opinioni, esperienze, consigli e quant’altro, che mi sono preso questo impegno di scrivere una serie di articoli relativi alla progettazione ed alla successiva conduzione di un orto per la famiglia.
Questo percorso naturalmente (è proprio il caso di dirlo) non si rivolge solo a quei fortunati come il sottoscritto che posseggono un “fazzoletto” di terra , ma anche a chi ha dei terrazzi o balconi e vogliono gustarsi i prodotti del proprio lavoro. Spero pertanto di riuscire a trasmettervi la mia passione e soprattutto, la gioia che si prova nel vedere crescere, sviluppare e maturare, i frutti del proprio lavoro con la terra.
Il successo dell’orto dipende principalmente dai seguenti quattro elementi: l’esposizione al sole , la disponibilità di acqua, la qualità della terra, ed infine il fattore umano (che non è il così detto “pollice verde”, bensì il buon senso). Partiamo dal primo fattore l’esposizione al sole: è fondamentale, senza sole si fa poco. Che voi abbiate un vasetto oppure ettari di terreno è secondario alla esposizione del vostro orto che deve essere rivolto a sud, verso il sole. Ci sono sicuramente delle piante che preferiscono la mezz’ombra, ma senza la luce ed il calore del sole, si fa poca strada. Il secondo fattore è la disponibilità dell’acqua: le piante orticole hanno bisogno di acqua.
Perciò, cercando di non sprecarla (ma di questo ne parleremo con un articolo dedicato), prima di iniziare a progettare l’orto verificate la possibilità di avere nelle vicinanze un rubinetto o un pozzo (di acqua idonea) dal quale attingere questo bene prezioso. Per quanto riguarda il terreno si possono correggere le eventuali mancanze con interventi specifici che andremo a trattare in maniera dettagliata nei prossimi articoli. Infine l’ultimo, ma non meno importante degli altri , è il fattore umano, che, non è solo braccia e fatica, ma soprattutto buon senso, programmazione ed intelligenza. Infine c’è un ulteriore fattore critico di successo: il meteo. Ma di questo, purtroppo, non possiamo farci nulla.
Foto | Flickr
Vale88
30 lug 2009 - 17:16 - #1Gran bell’articolo semplice ed esauriente…
Non vedo l’ora di leggere gli altri…
Ottimo lavoro
Proust
30 lug 2009 - 17:36 - #2sottoscrivo, attendo con ansia tutto il percorso. ne farò tesoro e possibilmente cercherò di applicarlo.
wonderland
30 lug 2009 - 17:52 - #3sarebbe interessante se tutto questo percorso facesse riferimento l’agricoltura naturale ( parlo di quella di Fukuoka e di chi ha proseguito i suoi studi ).
Anche perche’ senza un approcio del genere si poca strada (specie nei vasi) senza abbondare di concimi e antiparassitari.
Altrimenti nn vedo una grande utilità (a parte il divertimento e la soddisfazione) nel coltivare delle cose in casa alla stessa maniera di quello che si puo’ trovare in commercio.
Oltretutto l’agricoltura naturale applicata al terrazzo e alle colture occidentali e’ un argomento di cui ho trovato poche notizie e secondo me molto interessante.
… in bocca al lupo
hesperius
30 lug 2009 - 18:05 - #4Materia fondamentale per intraprendere la via della “decrescita felice”. Grazie.
gbettanini
30 lug 2009 - 18:25 - #5Io ho in terrazza parecchie piante tra cui le stesse piantine aromatiche raffiguarte nella foto, queste d’estate si ‘bevono’ ogni giorno almeno un litro d’acqua potabile e bisogna contare l’energia primaria che serve a portarmi l’acqua al piano del condominio dove vivo.
Sono sempre stato convinto che dal punto di vista economico/energetico fosse uno spreco notevole rispetto alle colture estensive a terra…. dove viene usata acqua piovana o ‘di fosso’. Sbagliavo? Il mio mini orticello a 20 m d’altezza è quindi ufficialmente sostenibile?
ROS82
30 lug 2009 - 19:38 - #6I suoi consigli sono sempre i migliori….
Spero che pubblicherà anche un articolo su come coltivare un praticello perfetto….
….le schede sono ottime…
Complimenti per l’inizio.
…..in bocca al lupo e mi raccomando….
ecofan
30 lug 2009 - 20:57 - #7@ gbettarini
direi che quei 20metri di altezza sono gratis dal punto di vista energetico, frutto della pressione della cisterna di zona O_O
per passione e per piccole piante e frutti mi pare ottimo, senza chissà quali pretese però
per il resto c’è il contadino di fiducia
ecofan
30 lug 2009 - 20:57 - #8consiglio per tutti:
mettete i fondi di caffè usati direttamente sulla terra delle piantine che siano in vaso o sul terreno, si tratta di un ottimo concime :P:P
ecofan
30 lug 2009 - 21:08 - #9domanda: i composter casalinghi portano alla produzione di metano che si disperde in aria?
SpaceApe101
30 lug 2009 - 21:36 - #10ecofan, quella dei fondi è da vedere… alla fine rendono acido il terreno alla lunga, e non sempre è una buona cosa.
Mio padre co sto sistema ci ha ammazzato un gelsomino!
edimattioli
30 lug 2009 - 22:01 - #11salve,
quest’anno ho realizzato il mio primo orto. L’intenzione iniziale era di fare un orto tradizionale, poi ho visto un orto sinergico (insegnamenti di Fukuoka, e proseguiti e sviluppati da Emilia Hazelip) devo dire che anche se ho ancora molto da imparare sono soddisfatta dell’orto che oltre a produrre ottima verdura è anche bello da vedere: ho realizzato un bancale di forma circolare di 6/7 metri di diametro, esposto a sud, con un’isola al centro. Gli unici antiparassitari che è opportuno utilizzare, se esiste un problema, sono: rame per i batteri, zolfo per le muffe e bacillus thuringiensis come insetticida…
Vale88
31 lug 2009 - 10:57 - #12@ edimattioli
scusa per l’ignoranza, mi potresti spiegare che cos’è Fukuoka?
dex85
31 lug 2009 - 11:31 - #13@5: l’acqua al tuo piano probabilmente arriva già per il principio dei vasi comunicanti…se così non fosse magari il condominio utlizza una pompa ma in tal caso ti chiedo: ti preoccupi delll’energia consumata quando tiri lo sciaquone dell’acqua? probabilmente no e di litri così ne fai fuori circa 9 ….
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mentre tieni conto che le colture estensive tipo quelle della pianura padana utilizzano acqua a profusione, tant’è che spesso d’estate il po diventa un rigagnolo e questo perchè dal po si estendono una rete di canali che portano l’acqua che viene poi buttata sui campi. spesso ho visto questi mega irrigatori (che lanciano l’acqua anche a 30 metri o più, siccome pompano l’acqua dal canale con dei motori diesel da trattore!) che funzionavano anche di giorno sotto al sole…credo che al suolo arrivasse la metà dell’acqua spruzzata! l’altra evaporava direttamente!
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quindi evitiamo iperparanoie per un litro d’acqua per il tuo orticello quando i veri sprechi sono altrove!
Vale88
31 lug 2009 - 11:50 - #14@dex85: hai proprio ragione….evitiamo questo tipo di paranoie….
In una giornata altro che un litro d’acqua potabile consumiamo….
@gbettarini: e quando si fa la doccia, ci si lava i capelli o si fanno le pulizie in casa altro che un litro di acqua potabile al giorno si consuma, quindi non credo, che il litro di acqua, che utiliziamo per innaffiare le nostre piantine ci possa mandare in malora….
simonemuscas
31 lug 2009 - 12:12 - #15Ottimo articolo, complimenti Paolo.
edimattioli
01 ago 2009 - 20:46 - #16@Vale88
Masanobu Fukuoka, con tanto di foto, leggi a questo link:
http://protonutrizione.blogosfere.it/2007/02/masanobu-fukuoka.html
in sintesi i principi rivoluzionari del metodo Fukuoka sono:
- non arare
- non diserbare
- non concimare
- non potare.
edimattioli
01 ago 2009 - 20:54 - #17L’arte di coltivare, lasciando fare alla terra
Orto sinergico, oppure, tradizionale è interessante la tabella della CONSOCIAZIONE DELLE PIANTE
leggi tutto e vedi le tabelle >>>
http://www.legambiente-treviso.it/legambiente.php?latv=61