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Transition Town, le città che scelgono il cambiamento

Pubblicato: martedì 04 agosto 2009 da missunderstanding

transition town
Se ancora non sapete cosa fare per le vacanze e aspettate la soluzione dell’ultimo minuto, forse potrebbe interessarvi una Transition Town, una città che ha deciso di vivere rincovertendo le proprie attività senza l’uso dei combustibili fossili.

Il movimento delle Transition Town nasce nel 2003 e conta oggi circa 185 aderenti tra paesi e province in tutto il mondo, società che hanno scelto di riconfigurare i modelli attraverso i quali si vive, si consuma, si produce e ci si occupa della propria salute.

Attraverso il Transition Network si possono trovare informazioni sulle associazioni aderenti al mondo, sulle città impegnate a raggiungere gli standard prefissati, sulle teorie che da un esperimento di studenti irlandesi hanno portato ad un movimento ben organizzato.

Per quanto riguarda la meta delle suddette vacanze, potete scegliere tra la lista dei 185 aderenti, foresta inclusa, dalle città del Regno Unito, alla Nuova Zelanda, all’America. Se proprio siete a corto di tempo, allora potete organizzarvi per visitare l’unica città di transizione italiana, Monteveglio.

Foto | Flickr

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    04 ago 2009 - 08:07 - #1
    -1 punto
    Up Down

    Questo vorrebbe dire che a Monteveglio (5000 abitanti) si sono staccati dalla rete elettrica, dalla rete del gas e non usano le auto?
    Ma siamo seri…..queste sono iniziative di pura facciata.

  • Cristiano Bottone

    04 ago 2009 - 08:33 - #2
    1 punto
    Up Down

    @ gbettarini

    No non ci siamo ancora staccati dalla rete elettrica (e se ci pensi bene non è detto che serva farlo per un’economia post-carbon, anzi). Si chiama Transizione perché è un processo, e come puoi bene immaginare, richiede tempo. Però ci stiamo lavorando seriamente con effetti molto concreti sulla realtà, di facciata c’è poco ti assicuro. Anzi, se ami le cose concrete, ti consiglierei di considerare questo tipo di approccio e di portarlo anche nella tua comunità.

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    04 ago 2009 - 09:07 - #3
    0 punti
    Up Down

    Ok, siamo d’accordo, da ciò che era scritto nell’articolo il processo sembrava più avanzato: “una città che ha deciso di vivere rincovertendo le proprie attività senza l’uso dei combustibili fossili”.
    Ma ‘in concreto’ come pensate di produrre i circa 20 GWh di energia elettrica di cui Monteveglio ha bisogno in un anno?
    Comunque tutto il mondo è in lenta transizione verso un’economia post-carbon. Tra 50 anni le auto saranno elettriche, il riscaldamento pure e l’energia elettrica sarà prodotta, per la maggio parte, da centrali nucleari.

  • Profilo di Fabio A.

    Fabio A.

    04 ago 2009 - 09:42 - #4
    0 punti
    Up Down

    @gbettanini

    http://it.wikipedia.org/wiki/Risorse_e_consumo_di_energia_nel_mondo#Energia_nucleare

    Per fornire al mondo tutta l’energia elettrca di cui ha bisogno tramite centrali nucleari, servono almeno 3000 centrali nucleari.

    Non c’è abbastanza uranio, non ci sono abbastanza soldi per costruirle, il rischio di incidente nucleare incrementa paurosamente, quello di attacchi terroristici anche.

    Il nucleare di quarta generazione ancora non esiste e probabilmente non esisterà mai.

    Le uniche fonti di energia virtualmente illimitate sono quelle rinnovabili, è solo su quelle che bisogna realmente investire.

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    04 ago 2009 - 09:55 - #5
    0 punti
    Up Down

    @ Fabio A.

    Se non c’è uranio e non ci sono soldi allora inutile preoccuparsi giusto?
    Il numero di morti/anno collegate alla produzione/utilizzo di energia calerebbe enormemente.
    Ma tanto per curiosità… un gruppo di, esageriamo, 20 terroristi ben organizzati che tipo di attacco potrebbe fare ad una centrale nucleare?
    Il sole ed il vento sono effettivamente illimitati ma una turbina eolica ben manutenuta dura 20 anni, un impianto FV 30 anni.
    Chi è invece convinto delle potenzialità del mini-eolico (durata turbina 10 anni) si legga questo:
    http://www.lowtechmagazine.com/2009/04/small-windmills-test-results.html#comments

  • franc

    04 ago 2009 - 12:12 - #6
    0 punti
    Up Down

    @4 facciamo almeno 5000 reattori se vogliamo coprire l’80% del fabbisogno di energia primaria( come gbettanini a chiaramente fatto capire) (senza la IV gen e/o la fusione la vedo dura…) lo stesso vale le fonti rinnovabili…la morale è senza nuova “roba” non si va lontani….

    vorrei fare una domanda gbettanini , sai quale è la concetrazione media dell’uranio nei giagimenti oggi in produzione???? e se fosse di 50-100 ppm (dai fosfati) quanta energia servirebbe prodottà dal reattore ??? (sempre per reattori al U235) con due conti per ton di roccia “escono” una ventiana di Gj 0,5 tep…non so quante nè serve però….

    riserve certe RAR(Reasonably Assured Resources)+ EAR-I(Estimated Additional Resources)3,5- 4,5 Mt poi EAR-II è incerto chi dice 16, 5…. dai fosfati qualche decina di Mt

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    04 ago 2009 - 12:18 - #7
    0 punti
    Up Down

    @franc

    Con gli autofertilizzanti (tencologia nota e testata) di combustibile ne avremo tranquillamente fino alla fusione.

  • ecofan

    04 ago 2009 - 14:59 - #8
    0 punti
    Up Down

    il cambiamento necessario è il controllo delle nascite, 6 miliardi proiettati a 10 miliardi sono troppi

  • Cristiano Bottone

    04 ago 2009 - 18:21 - #9
    0 punti
    Up Down

    Come faremo esattamente non lo sappiamo ancora, figuriamoci, e non ha molto senso farsi una domanda così secca (non nella vita reale).

    La risposta arriverà probabilmente da un mix di interventi: efficienza energetica, riconversione a tecnologie a basso consumo (a bassa e alta tecnologa) di tutti i comparti, produzione in loco con biomassa, logiche di produzione a ciclo chiuso, solare (nelle varie forme), geotermico e probabilmente eolico d’alta quota che promette alto rendimento e costanza in tempi piuttosto brevi (solo qualche anno). Ma lo scenario è in continua mutazione, quindi anche il nostro modo di agire e programmare le scelte dovrà esserlo per forza.

    Se il percorso funzionerà, nel tempo aumenteremo il nostro livello di resilienza e saremo progressivamente più liberi di fare scelte sulla base delle risorse locali, ma ci vorrà tempo, difficilmente si ragiona su una distanza inferiore ai 20 anni (sempre se si vuole essere realistici) e nei prossimi venti anni il mondo cambierà davvero tanto.

    Poi ci sono mille altri aspetti da considerare: mobilità, sanità, servizi d’assistenza, sistema economico locale e soprattutto cibo, oggi senza petrolio non si mangia.

    Vi suggerisco di non cercare soluzioni semplici, non cene sono, non ci sono ricettine da quattro righe, quelle vanno bene se si fa per fare quattro chiacchiere, la realtà è un altra cosa… serve un processo complesso, un processo, appunto, di transizione e in ogni luogo ne serve uno differente.

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    04 ago 2009 - 23:06 - #10
    0 punti
    Up Down

    @ Cristiano Bottoni

    So bene che il problema energetico non è di semplice soluzione ma a maggior ragione non si deve perdere tempo con interventi improbabili.

  • dex85

    05 ago 2009 - 10:42 - #11
    0 punti
    Up Down

    quoto 9: come già ripetuto mille volte…la soluzione non sta in una sola tecnologia, manco fosse il nucleare (manco quello di fusione probabilmente).
    .
    occorre innanzitutto risparmiare energia…puntare sulle tecnologie a led, apparecchi che quando non li usi non stiano in standby ma stiano spenti, ecc…quindi abbassare i consumi senza modificare troppo lo stile di vita, se non eliminando gli sprechi tipo i negozi con aria condizionata a 15 gradi e porte aperte!!
    .
    e poi ci vuole un mix energetico che consenta di avere sempre energia RINNOVABILE, ma quale sia la migliore fonte non lo so io e non lo sapete manco voi…potrebbe essere il solare e l’eolico ma forse anche il geotermico potrebbe avere un bel posto in merito (pensate solo a quanta energia si potrebbe avere utilizzando il calore naturale dell’islanda, debitamente convertito in idrogeno sul posto e poi portato in europa…)
    nel frattempo occorre puntare il più possibile su quello che già abbiamo basta che ci portino fuori dall’era del petrolio…
    .
    @5: 20 terroristi magari no, ma un terremoto stile aquila che danni potrebbe fare?
    e poi, un’elica dura 20 anni, un pannello 30, e una centrale nucleare????

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