Caserta, Ganapini autorizza a bruciare le ecoballe nei cementifici.

La storia che sto per raccontarvi, si potrebbe intitolare "pazza idea", dove l'idea è quella di bruciare i rifiuti, o meglio i CDR, o meglio le ecoballe, stipate in depositi nella provincia di Napoli, nei cementifici. Ad essere coinvolta è la Regione Campania e il suo neo assessore all'ambiente che è Walter Ganapini, un lungo passato di ambientalista di rango nonché ex Presidente di Greenpeace.

Intanto, come riferisce Rinascita la Commissione Ambiente della Regione Campania è intenzionata a diffidare l'assessore Ganapini, dopo aver sentito Giovanna Maietta (nel video su) presidente del comitato del Parco Cerasola e Centurano e i rappresentanti dei comitati civici, Michele Venturino e Antonio Cuomo del Comitato per la salute pubblica e del Comitato Vivibilità di Maddaloni.

Scrive essenzialeonline:

Se metto ecoballe nel forno, ho un Costo Evitato di Combustibile, ovvero una delle componenti fondamentali della tari(tru)ffa Cip6.Niente di strano, quindi, che oltre a risparmiare i cementari riescano pure a guadagnare.Il problema è: cosa ci finisce in forno?

L'assessore Ganapini, lo scorso 21 luglio ha firmato un protocollo d'intesa con Aitec, Associazione italiana tecnico economica del cemento e Francesco Curcio presidente Aitec ha dichiarato:

Attualmente le imprese cementiere italiane impiegano il 5-6% combustibile da rifiuti contro una media europea di circa il 20% e punte del 50% della Germania. Con questo impiego di combustibile da rifiuti vincono le aziende perché il costo è vantaggioso, vince l'ambiente ed anche la collettività perchè si minimizzano i costi sociali. la qualità del combustibile è assicurata con stringenti protocolli di accettazione e si effettuanosempre verifiche all'arrivo del combustibile. Noi siamo la chiave della tracciabilità dei rifiuti.

L'affare per gli industriali e per l'ambiente non è andato giù ai comitati cittadini che hanno iniziato a sollecitare la Provincia di Caserta alla revoca dell'autorizzazione, così come riferisce Il Corriere di Caserta (3 agosto pag. 5). Permesso già sospeso per 90 giorni dalla Provincia.

Ha detto Ganapini:

Si tratta di un piccolo passo verso l'Europa dell'avvio di una filiera che le procedure europee considerano indispensabili già dal 2003 per quanto riguarda la frazione organica. In sostanza, il protocollo permetterà l'istituzione di un tavolo tecnico che studierà nei dettagli l'impiego nei forni delle cementerie (in Campania ce ne sono tre: una nel salernitano e due nel casertano) del combustibile da rifiuti prodotti dagli ex impianti di Cdr campani il che comporterebbe una ottimizzazione del ciclo di smaltimento dei rifiuti ed aprirebbe il mercato ad un prodotto facilmente ottenibile (sotto il profilo tecnologico) cosentendone un utilizzo a livello industriale. E' una delle indicazioni impartite dalla Commissione Europea che segue la logica di Kyoto.

Riferiscono i comitati cittadini:

La commissione ambiente si è espressa in piena condivisione di quanto riportato dai rappresentanti dei comitati e provvederà ad inoltrare all’assessore all’ambiente regionale una lettera di diffida e una convocazione a presentarsi davanti alla commissione subito dopo la pausa estiva. Il prefetto Giliberti, informato da noi si è sempre mostrato attento e sensibile a questa grave problematica, agendo nella legalità e per la comunità. Una sensibilità che non può assolutamente appartenere ai sindaci di Caserta e Maddaloni che oltre a qualche proclamo a mezzo stampa non hanno mosso un dito per impedire che si procedesse con atti e accordi all’incenerimento di rifiuti negli obsoleti impianti Moccia e Cementir. Ci sono molti lati oscuri in questa vicenda e noi abbiamo fatto richiesta alla Commissione di chiarimento. Di fronte a un pericolo di questa entità non ci si può limitare solo a dichiararsi contrario, bisogna attivarsi e accertarsi che non si utilizzino i cementifici come inceneritori di rifiuti. Ganipini il 21 Luglio scorso ha firmato un protocollo d’intesa con l’associazione dei cementieri per incenerire i rifiuti. I cementifici a cui si fa riferimento sono l’italcementi di Pontecagnano, Cementir di Maddaloni e Moccia di Caserta. Tra le tre ditte, la Cementir già ha avviato le procedure per l’adeguamento dell’impianto all’incenerimento di rifiuti (non si capisce dal protocollo di quale tipologia), che noi presumiamo siano le famigerate balle rifiutate persino dall’inceneritore di Acerra e non certamente combustibile da rifiuti di qualità che non abbiamo e che probabilmente non avremo mai. Già da Marzo del 2008 la Cementir aveva chiesto l’autorizzazione al trattamento di rifiuti nel cementificio, un autorizzazione che viene rilasciata dalla Provincia nell’aprile dello stesso anno e che oggi è in fase di revoca. La prima richiesta della Cementir appunto quella del marzo 2008 viene fatta in una conferenza di servizi alla quale partecipano, rappresentanti della provincia, del comune di Maddaloni, dell’Asl, dell’Arpac, dell’Università. A gennaio di quest’anno la Cementir chiede l’affissione all’albo pretorio del comune di Maddaloni del progetto preliminare per la trasformazione del cementificio a inceneritore di rifiuti, quasi contestualmente inoltra richiesta di assoggettabilità di Valutazione di impatto ambientale alla Regione per l’incenerimento, istanza viene trasmessa anche al sindaco Farina. Intanto l’assessore Ganapini inseriva gli impianti casertani nelle linee guida per l’aggiornamento del piano rifiuti regionale e allo stesso tempo negava e ammetteva a secondo del contesto in cui si trovava che si programmava l’incenerimento nei cementifici, accusandoci addirittura di creare allarmismo. Ora è chiaro che Ganapini dopo l’accordo con i cementieri non potrà negare con facilità e quando verrà chiamato dalla commissione ambiente regionale, dove saremo presenti anche noi dovrà spiegare per quale motivo si accanisce a voler definitivamente distruggere il territorio casertano, dove ha programmato 7 inceneritori individuati nelle centrali termoelettriche, di turbogas e cementifici.
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