Mi scrive Luca Zaia e mi informa, attraverso un intervista preparata dal suo ufficio stampa, che il progetto Rinascimento Verde è pronto per partire. In pratica, l’attuale Ministro per l’agricoltura, come annunciato qualche mese fa, intende dare in affitto terre demaniali a giovani che vogliono diventare agricoltori. Facile a dirsi ma complicato a farsi. E infatti, proprio su La Sicilia di oggi c’è un articolo di Giorgio Petta che mostra tutto lo scetticismo possibile.
Secondo La Sicilia, ad esempio, per i giovani siciliani ci sarebbero a disposizione 4096 ettari, secondo i dati dell’ESA, Ente sviluppo agricolo, (ottobre 2005), rientrati nella disponibilità per mancanza di eredi o abbandono, a cui si aggiungerebbero 15mila ettari non ancora sbloccati.
Scrive La Sicilia:
Quanto ai terreni demaniali, più o meno 500mila ettari, 330mila sono nella disponibilità dell’Azienda Foreste, mentre i restanti 170mila potrebbero rientrare nel programma “terre e giovani”. Ma occorre fare una premessa: generalmente si tratta di terreni marginali, oppure del tutto inadeguati a qualsiasi tipo di coltivazione agricola o agroforestale. Insomma si tratta di terreni difficilmente destinabili all’agricoltura.
Il Ministro Zaia, però non spiega come economicamente un giovane debba metter su una neo-azienda agricola e infatti anche La Sicilia, si chiede: ma chi ci mette i soldi?
Carenza cronica di strutture e infrastrutture nelle aree agricole; credito agrario zoppicante; linee di credito per l’acquisto di attrezzature agricole inesistenti; mutui agevolati e fiondi di rotazione da rilanciare; competenze professionali da recuperare; mercati da realizzare; rapporti con i consumatori e la grande distribuzione da rifondare ex novo. E tutto ciò in una fase economica in cui non c’è un comparto dell’agricoltura siciliana- dalla viti-vinicoltura, alla cerealicoltura, dall’agrumicoltura, all’orticoltura, frutticoltura, ovicoltura- che si salvi dalla crisi.
Dopo il salto l’auto intervista del Ministro Zaia. In alto il video promo del TG5.
Sta per partire “Rinascimento verde”: lo Stato affitterà terre demaniali a giovani agricoltori. Come funzionerà?
Innanzitutto verrà fatto un censimento, perché non tutte le terre demaniali hanno vocazione agricola. Poi la mia idea è di fare un bando a progetto in modo che i possibili assegnatari possano presentare un business plan. Vogliamo, infatti, che ognuno porti un progetto di fondazione di una nuova azienda agricola per evitare che ci siano appropriazioni di terre demaniali per farci il nulla o per agricolture estensive. Da qui la mia idea di investire di più sui giovani visto che oggi rappresentano non solo una grande chance per il futuro, ma anche una agricoltura di innovazione.
Quindi il bando prevedrà limiti di età?
Assolutamente. Bisognerà avere meno di 40 anni, visto che è l’età prevista per essere definiti giovani in agricoltura secondo i regolamenti comunitari. E poi conta il progetto.
Che cosa deve contenere?
Il piano deve parlare di agricoltura intensiva e deve anche contenere una sorta di bilancio aziendale: un giovane deve dimostrare di che cosa vivrà, come guadagnerà, che lavoro farà e soprattutto se l’azienda riuscirà a stare sul mercato con le proprie forze.
Saranno privilegiati progetti ‘green’ come l’agricoltura biologica?
Nel bando saranno privilegiati i progetti che io ho sempre definito di produzione identitaria. Per esempio: se in Campania, nella zona del pomodoro San Marzano o della mozzarella di bufala, riceviamo due proposte, una per una produzione indifferenziata e anonima e un’altra per una produzione locale, sicuramente la seconda avrà più punteggio per avere la terra. In Italia abbiamo 4.500 prodotti tipici: i giovani avranno in mano la salvaguardia delle! identit à produttive territoriali. E’ questa la forza del nostro progetto.
Quanti giovani secondo lei parteciperanno?
Migliaia. Oggi su un milione e 700mila aziende agricole, solo 1.700, il 10%, sono condotte dagiovani. E quindi penso che qualche migliaio di ragazzi chiederà di avere assegnate queste terre anche perché i giovani non si occupano di agricoltura non perché abbiano ancora l’immagine del contadino con la pelle incartapecorita ma semplicemente perché il terreno costa tanto.
Tanto quanto?
In Italia, in media, un ettaro costa 25.500 euro. Un prezzo enorme se confrontato con i 5.500 euro della Francia, i 6.500 della Germania e gli 8.500 dell’Olanda.
Il suo piano è contenuto nel decreto anticrisi. Quanti posti di lavoro prevede di creare?
E’ difficile dirlo con precisione. Però si può fare un conto: in tre anni potremmo dar vita a mille aziende, considerando un’azienda media con dieci ettari di superficie, cosa possibile perché significherebbe impiegare 10mila ettari in tutta Italia, ovvero 500 ettari per Regione. Insomma, possiamo dire che compreso l’indotto si potrebbe parlare di 5-6mila posti di lavoro. E tutti per i giovani.
Prevede una forte partecipazione rosa al bando?
Se non ci fossero le donne in agricoltura sarebbero guai. Moltissime aziende innovative come quelle del vino, del biologico e delle erbe officinali, hanno una presenza importante di giovani imprenditrici. E’ auspicabile quindi che si continui con questi parametri statistici.
Mauriziosat...9
19 ago 2009 - 18:46 - #1IL GOVERNO GLI DA LA TERRA
i soldi se li fanno dare dalle banche .
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o vogliono TUTTA LA PAPPA PRONTA ?
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A quel punto di lagnanza in lagnanza va a finire che vogliono la terra gratis , i soldi a fondo perduto E PURE QUALCUNO CHE LAVORI AL POSTO LORO .
zero1
19 ago 2009 - 21:33 - #2se sono terreni marginali è meglio che restino allo stato e che ci faccia dei boschi
ma se sono terreni produttivi secondo me dovrebbe darli in affitto a prezzi veramente bassi e con un limite massimo di ettari per persona fisica o giuridica, poi se c’è cultura aziendale si chiede il mutuo in banca, mi pare ovvio
ottima idea di zaia per promuovere l’agricoltura nazionale
gianni761
19 ago 2009 - 22:17 - #3Già ora i giovani agricoltori si beccano notevoli contributi di primo insediamento per comprare l’attrezzatura, pari a circa 40.000 euro in Toscana…
bellaciao
20 ago 2009 - 02:22 - #4ecoblog, 20 maggio 09: ” Stiamo lavorando a un piano agrario che consenta ai giovani di tornare alla terra (zaia) ”
dunque, sono passati 3 mesi e questo è il risultato? ma ci prende per il xxx?
la prossima volta che leggerò di zaia su ecoblog spero sarà per una proposta di legge.. perchè mi sono rotto il xxx di vedere quella faccia da xxx così.. a gratis.
scusate eh ma..
Mauriziosat..9
20 ago 2009 - 03:10 - #5ma cosa ?
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non ti piace il piano agrario proposto ?
sentiamo ………….
tu cosa hai in mente…………………oltre a LAGNARTI ?
nello1
20 ago 2009 - 07:21 - #6In un mio vecchio post parlando della terra,della possibilità di costruirsi un futuro,parlavo della “CANAPA SATIVA” chi di voi non si ricorda della vecchia buona canapa,– l’EROE dei due mondi,è in questo articolo molto saggio riscontro tutte le mie prerogative, si sono avverate d’altronde tutti i nodi vengono al pettine prima o poi. Un’articolo davvero fatto bene e consapevole delle difficoltà che sta attraversando il paese è con un pizzico di aiuto (non guasta mai) per iniziare un’attività rispetto e imparziale al mercato dei soliti squali.Conducendo delle politiche da veri “BOSS”non hanno fatto altro di chiudere il mercato libero,conducendolo inevitabilmente alla sua morte (di questo sono un fervido oppositore tutt’ora oggi),l’altra lobby che devono smontare assolutamente è quella delle banche ,dei veri e propri vampiri,prosciugano tutto assorbono a più che possono riducendo il popolo alla fame dei veri uragani,dove vanno loro entrano con poco e arraffano tutto spogliadoti di tutto e di più rendentoti servo loro.Sono veri colonizzatori alla difesa del buon vivere in fraternità consapevoli che il governo servo loro fa girare tutto a meraviglia per la loro causa,ma si può a creare una figura lavorativa così da cannibali,ma in che mondo ci fanno vivere,sé questa viene chiamata democrazia è allora si è persa la via della ragione.
bellaciao
20 ago 2009 - 07:52 - #7garda maurizio… io non ti rispondo neanche…
cioè ma te dove vivi?
clayco
20 ago 2009 - 10:37 - #8ma speriamo sono 20 anni che chiediamo la terra demaniale di golena di Pò in affitto e non ce la danno.
Sbloccare le aree inutilizzate del demanio potrebbe essere un’ottima cosa, poi se il giornale La sicilia piange perchè gli danno la terra non i soldi beh che si rimbocchino le maniche e vadano a lagnarsi da San Gennaro
Bramantino
20 ago 2009 - 10:50 - #9San Gennaro aiuta solo i napoletani… ;))))
N1ghtm4r
20 ago 2009 - 12:19 - #10A che pro dare la terra a un giovane con zero esperienza quando poi i “prodotti della terra” vengono acquistati a 1 e venduti a 100? Io ci vivo nelle campagne e posso dire che soltanto quelli che di campi ne hanno 20/50 ci riescono a vivere decentemente, per gli altri si fa fatica a coprire le spese
3350
20 ago 2009 - 12:28 - #11x gianni761:
lo sai cosa ci fai in agricoltura con 40.000? vai a vedere i costi dell’attrezzatura poi mi sai dire..
bellaciao
20 ago 2009 - 12:54 - #12dioxxx se mi fate schifo…………….
clauco, sat.. qua ce ne sono tanti.
vabè. ignoranti, individualisti. bravi, continuate così.
fate pena
Ebby
20 ago 2009 - 12:55 - #13Ma io non lo so….
regalano la terra e vogliono pure i soldi per lavorarla?!
bellaciao
20 ago 2009 - 13:00 - #14sfigati..
Nicolai
20 ago 2009 - 14:40 - #15A loro interessa solo che tu entri in banca, parola d’imprenditore.
Maurollo
20 ago 2009 - 15:32 - #16Io
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che personalmente
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conosco la punteggiatura
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della lingua
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italiana… dico che …
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sarebbe meglio se i giovani li mandiamo
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in miniera ad estrarre uranio
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che ce n’è abbisogno. Mentre io sto qui a consumare energia rigorosamente non rinnovabile postando commenti scemi.
nello1
20 ago 2009 - 21:21 - #17Ps.Vorrei ricordare che il contadino non è più un mestiere adeguato a priori per il semplice fatto che con la terra non si può più vivere,le tasse sono alte,l’acqua è costosa,il prezzo delle medicine sono alte con costi sempre di più,le sementi non sono quelle di una volta,(basti guardare le sementi ibride,o.g.m. che non aiutano),i prezzi dei prodotti sono bassi per il contadino,alti per la speculazione è non compensano il lavoro del contadino,riducendolo alla fame.Che dire lo scenario non è affatto incorragiante.Forse il ministro doveva intervenire sulla filiera dei prezzi facendo almeno qualche intervento.Mio nonno era contadino (ora non c’è più) all’epoca non aveva di questi problemi infatti le sementi (i contadini) sé le prestavano,e con quelle facevano le sementi proprie,il concime era naturalmente quello naturale,(sterco di cavallo,mucca).nessun tipo di medicina,si arrangiava come poteva con i suoi sistemi naturali,l’acqua era quella del fiume (allora era pulitissima prima dell’intervento dell’industrialismo che oggi batte fiacca).I prodotti naturali e pieni di sostanze nutritive:al 100 %,pensate che un finocchio era grande almeno il triplo di quello di oggi,e bastava due giorni per finirlo.Che dire l’industrializzazione ha portato parecchi cambiamenti nella società di oggi.L’acqua del fiume non serve più,non e più usabile per innafiare le terre,le sementi ogni anno devi accedere alla banca per finanziarti il raccolto,le medicine,(pesticcidi,erbiccidi ecc.),costano sempre di più,il lavoro per la manodopera e raddoppiato,e devi pregare che se piove o grandina allora il raccolto va male.Il nutrimento dei prodotti orticoli sta sotto la soglia del 60 % e solo per il controllo di alcune lobby:(medicinali,concimazioni,ecc.).
fau
21 ago 2009 - 15:07 - #18Oltre qualche perplessità su come le banche possano gestire questa cosa, mi fa’ paura la proposta di zaia perche se si inizierà a sfruttare anche i terreni demaniali potremmo perdere la grande ricchezza rappresentata dai boschi che durante le piogge fanno da spugna per l’acqua piovana rilasciandola dolcemente anche nei periodi di forte siccità. I terreni occupati da boschi hanno una naturale fertilità data dalla decomposizione indisturbata del fogliame e l’idea che qualcuno possa sfruttarla per l’agricultura intensiva mi fa’ semplicemente ribrezzo. Lasciamo in pace i boschi che ci sono e piantiamo altri alberi per crearne di nuovi.
settantasette
22 ago 2009 - 10:45 - #19Sono un pochino contrario a destinare terreno demaniale ad usufrutto agricolo, per due motivi fondamentali. Primo perchè un terreno agricolo è, in buona sostanza, un terreno lavorato con modeli industriali, quindi per lo stato è interessante anche per tassazione e utili relativi, cosi’ chi le paga le tasse su una società che, potrebbe, guadagnare?
Secondo il terreno demaniale, spesso, è già sfruttato in altro modo ed andrebbe invece, riconvertito a tecnoforesta, in modo da sfruttare al massimo una possibile economia basata sul legno, su piccole o medie costruzioni, in legno, o derivati, come accade in trentino alto adige.
Zaia non mi dispiace, ma prima di mandare giovani agricoltori all’arrembaggio, preferire vedere i terreni demaniali più alberati e con meno “concessioni” …
clayco
24 ago 2009 - 07:29 - #20@settantasette
ma se mi parli di economia basata sul legno stai parlando di coltivo a bosco, e le aree demaniali sono o coltivi a bosco o pascoli, in genere
nikol
11 set 2009 - 18:15 - #21ciao!suppongo che se leggi questo blog..sei interessato ad una vita a contatto con la natura..potrebbe essere interessante la proposta di Zaia,ma mi sembra condizioni noi giovani a dover rispettare certe regole,come quella di dover fondare un’azienda agricola.Io vorrei comprare del terreno per impostare una vita(se volete si può definire alternativa)di quasi autosufficenza ed accogliere chi voglia perseguirla assieme a me,magari costruendoci le case in terra..c’è la festa della terra a Casalincontrada(Abruzzo)dal 14 al 20 settembre,dove si può imparare.. Fateci un bel pensierino.