Alessandro Acerra è un giovane stilista ed eco-designer che porta nel suo nome un destino inevitabilmente legato allo smaltimento dei rifuti, e forse non è un caso se Alessandro ricicla i rifiuti per trasformali in altri oggetti.
Tra le sue creazioni ci sono gli Eco Toys Pouf, sedute ecologiche mangiarifuti: morbide sedute fatte di stoffe e teli di scarto trasparenti, dà la possibilità di sedersi sui propri rifuti e tenere pulita la casa, permettendo di personalizzare l’oggetto.
Ingozzare le poltrone o i divani dei propri rifiuti serve a sviluppare il proprio estro creativo e a differenziare i rifiuti all’interno della propria abitazione. C’è chi li riempie di carta destinata al riciclo e chi di contenitori di palstica, per poi sedercisi sopra, fino a prossimo smaltimento dei rifiuti. Ogni pezzo è fatto a mano, è numerato e firmato come ogni opera di eco-design.
Sulla stessa linea di pensiero Alessandro Acerra ha realizzato anche degli Eco-Toys, destinati ai bambini: a forma di mostriciattoli, si trasformano in raccoglitori di carta o di giocattoli, o in pouf da tenere sul tappeto. Potete ammirare alcune delle sue opere nella gallery che segue.
go-seo
02 set 2009 - 11:45 - #1fu così che crollò la qualità media degli articoli di ecoblog
Mauriziosat..9
02 set 2009 - 18:01 - #2che tristezza
marco
02 set 2009 - 18:43 - #3Biografia
Alessandro Acerra nasce ad Avellino (NA) nel 1980. Cresce e studia a Milano dove si diploma come maestro d’arte presso la facoltà di Belle Arti di Brera nel 2005 con tesi in eco-design dal titolo “Niente si crea, tutto si ricicla”.
Mentre termina gli studi frequenta numerosi corsi di aggiornamento professionale in comunicazione visiva, modellazione e fotografia presso il Politecnico di Milano.
Parallelamente all’eco-design continua con lo stesso entusiasmo creativo la carriera artistica, portando in galleria, luoghi pubblici e mostre collettive i suoi lavori concettualmente dirompenti che non passano mai inosservati e che generano profonde spaccature di pensiero attirando su di sé la Stampa e i Media.
Curiosità ed energia in continua crescita per comunicare sempre nel modo più creativo e innovativo.
HIBU ed Eco-toys
I mostri HIBU ingoiano i rifiuti dell’eco-designer Alessandro Acerra. Si caratterizzano per il design mostruosamente accattivante e, a seconda delle dimensioni, possono diventare piccoli e originali cestini da scrivania, contenitori per giochi per bimbi, comodi puff, poltrone o divani da 3-4 posti che arricchiscono la casa con una presenza ironica, colorata e, soprattutto, ecologica.
Sono morbide sedute realizzate con stoffe, in genere eco pelle, o teli riciclati cuciti a mano per garantire qualità e resistenza.
Ogni Eco-toys è firmato e numerato come un prezioso oggetto d’arte da collezione, è un pezzo unico, fatto a mano, ideale per soddisfare i “feticisti del collezionismo”. I mostri sono personalizzabili, anche nell’interno, ed è possibile scegliere fra un’ampia gamma colori per un inserimento studiato ed armonico nel proprio spazio domestico.
Le eco-t.shirt
Eco moda d’autore Alessandro
Acerra, dà il via a un collezionismo della moda,sotto il segno del riciclaggio & dell’autenticità.Cura dei dettagli,raffinatezza del design e pregio dei materiali riciclati sono gli elementi distintivi della linea di moda .Le magliette sono fatte a mano una per una con massima cura con rifinitura finale ad ago, ogni esemplare è disegnato, ritagliato e cucito assemblando tessuti differenti. Alessandro elabora i soggetti, sceglie le stoffe, le ritaglia e imbastisce per poi cucirle. Sono “eco” perché le stoffe provengono da scarti sartoriali o da rimanenze di produttori famosi,tessuti che nascono per capi di lusso destinati alle passerelle modaiole milanesi vengono recuperate, mescolate per poi rivivere in nuova forma con un sano messaggio sociale. Progettati come quadri da indossare sono espressione di prezioso lusso, sono vere e proprie opere d’arte e allo stesso tempo oggetto di consumo: le si può indossare, sporcare, lavare oppure appendere al muro come quadri come consiglia lo stesso eco designer.Ogni t-shirt è diversa dall’altra e ha con sé un certificato di autenticità che ne garantisce l’unicità (una targhetta e la firma interna al capo e il numero di serie personale esprimono il pregio e il lusso di ogni capo, per soddisfare i collezionisti più esigenti)Capi unici che cercano di combattere l’omologazione di massa portata dalla globalizzazione che valorizzano ogni singolo individuo. Ogni dettaglio, dalla creazione del prodotto alla spedizione, viene curato personalmente da Alessandro Acerra che non ama lasciare nulla al caso,come ogni artista che si rispetti.Anche il packaging estroso è frutto di un riuso,infatti vengono confezionate nei contenitori della pizza da asporto.. Una scelta non casuale, ma espressione del legame al territorio italiano. La testimonianza contemporanea della più raffinata professionalità artigiana italiana.Simbolo di una delle poche cose che ancora rappresenta l’Italia nel mondo per qualità e produzione.Vero è proprio cibo per gli occhi
Info
sito web: www.hibu.it
e-mail: info@hibu.it
e basta .
02 set 2009 - 18:59 - #4E BASTA CON STE MARCHETTE
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la gente è + sveglia di voi ,
ci rimettete solo in dignità
mauriziomacaco
02 set 2009 - 19:43 - #5ecoblog piantiamola con questi articoli che di eco non hanno un fico secco e nemmeno di intelligente
i rifiuti non scompaiono entrando in un inceneritore così come non scompaiono se li si mette dentro un sacco per farci una pseudopoltrona (bella ca ga ta poi…)
…principio di conservazione della massa…lavoisier…
l’unico modo per sbarazzarsi dei rifiuti è:
- produrne di meno
- riutilizzare (ma non in questo modo! in uno più funzionale!)
- riciclare
greenser
02 set 2009 - 20:35 - #6E’ una bella idea.
Il riuso di rifiuti elimina la necessità di continua produzione di altro materiale.
E ovviamente ogni produzione implica utilizzo di energia e, nella maggior parte dei casi, produce inquinamento.
ale68
03 set 2009 - 07:10 - #7Perfettamente d’accordo con maurizio, in particolare con i lprimo punto.
PROURRE MENO RIFIUTI
dex85
03 set 2009 - 15:23 - #8mi fate un favorone??
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nei prossimi 1000000 articoli evitate di usare la parola eco-designer e snobbate ste çagate ????
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grazie.