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Fare la spesa senza buste di plastica, almeno per un giorno

Pubblicato: 10 set 2009 da missunderstanding

Commenti dei lettori

plastic bag un giorno senza buste di plastica

Tra due giorni, il 12 settembre, si celebra in tutto il mondo la prima edizione del Plastic Beg Free Day, cioè la giornata senza sacchetti di plastica, ideata da MCS, un’associazione che si occupa della tutela e della salvaguardia degli ecosistemi.

Sabato prossimo saremo tutti invitati, o saremo noi ad invitare, a non usare sacchetti di plastica, ma borse riutilizzabili per trasportare i nostri acquisti. Tra una vetrina e l’altra ci fermeremo a pensare ai danni derivanti dall’utilizzo dei sacchetti di plastica e accetteremo di fare la spesa soltanto nei negozi che adersicono all’iniziativa. Magari da domenica, più di uno di noi, deciderà di bandire per sempre le buste di plastica dalla spesa.

In Italia l’iniziativa di sensibilizzazione è promossa da Porta la Sporta, campagna promossa dai comuni virtuosi con il sostegno del WWF. Sul loro sito potete consultare l’elenco degli eventi dedicati alla spesa senza plastica e segnalarne degli altri.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gabibbo

    gabibbo

    10 set 2009 - 10:05 - #1
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    Tempo perso.
    I sacchetti di plastica oramai stanno uscendo dal mercato, i supermercati iniziano a distribuire quelle porcherie in Mater-Bi fragili come se fossero di carta velina, e quindi i consumatori si organizzeranno abbastanza in fretta con le sporte, che del resto gli stessi “eco-sensibili” supermercati vendono al prezzo di 0.90-1 euro, quindi…

  • BioComunicazione

    10 set 2009 - 14:09 - #2
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    Volevo segnalarti un errorino nel testo

    …plastic BAG free day… (non BEG)

  • Profilo di cannobina

    cannobina

    10 set 2009 - 14:34 - #3
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    Qualche pensiero sparso di una che normalmente si porta i sacchetti per la spesa (o le borse in tela, o lo zaino) da casa:
    1) continuerò ad usare e riusare e riusare i sacchetti di plastica, perchè se riutilizzati almeno 3 o 4 volte sono ambientalmente preferibili sia ai sacchetti bio sia a quelli di carta. Ad es., se mi danno un sacchetto al supermercato, lo utilizzo 2 o 3 volte per la spesa, poi lo uso per metterci la schiscetta da portare al lavoro, poi ci metto le scarpe quando vado fuori città e infine lo uso per la raccolta differenziata della plastica o per buttare i rifiuti.
    1 bis)per la cronaca: un sacchetto di carta o bio fa al max il tragitto super-casa-rifiuti…
    2)Tra una vetrina e l’altra NON penserò ai danni derivanti dall’utilizzo dei sacchetti di plastica, ma quelli derivanti dall’uso scriteriato di qualsiasi cosa
    3)perchè mai dovrei fare la spesa solo nei negozi aderenti all’iniziativa, se tanto i sacchetti me li porto io?

  • net_worm

    11 set 2009 - 00:33 - #4
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    Quoto.
    Se uso i sacchetti di plastica non compro quelli della spazzatura.
    O viceversa, alla fine è una questione di guadagno…

  • AleSib

    11 set 2009 - 13:51 - #5
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    L’iniziativa avrebbe senso in una mentalita’ di riciclo completo, dal compost alla plastica, alla carta e al vetro…in quel caso non servirebbero quasi sacchetti per la spazzatura… ma per ora resta un sogno…

  • Filippo Riccio

    13 ott 2009 - 13:21 - #6
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    Dove abito io si fa la raccolta differenziata di plastica, lattine di metallo, umido (ovvero tutto quello che può andare nel compost), carta e vetro.
    Detto questo, non credo di aver mai buttato via un sacchetto di plastica senza riutilizzarlo.
    Resta comunque la necessità di utilizzare i sacchi di plastica per immagazzinare il “secco”, ovvero ciò che non è differenziabile (in gran parte costituito, mi dispiace dirlo, da imballaggi fatti da materiali diversi incollati talmente bene tra di loro che non è possibile “differenziarli”).
    I sacchetti di plastica tradizionali sono imballaggi poco costosi e resistenti. Vietarli tout-court sarebbe un grave errore. Se avete degli oggetti sporchi da trasportare, usate sacchetti di plastica che buttate via (o magari riutilizzate per altri oggetti sporchi). Scommetto che usare un imballaggio “riutilizzabile” per doverlo lavare con detersivi vari oltre ad essere un’enorme perdita di tempo sarebbe anche molto più inquinante (assumendo che esista la raccolta differenziata della plastica).
    Oggi il supermercato principale dove di solito andiamo a fare la spesa ha eliminato i sacchetti di plastica. Questo causa problemi, ovviamente, perché bisogna trovare altre fonti di approvvigionamento.
    Inoltre, se guardate su http://en.wikipedia.org/wiki/Plastic_shopping_bag, vi renderete conto che non stiamo parlando affatto di un danno inferiore all’ambiente, anzi rinunciare ai sacchetti di plastica causerebbe più inquinamento. Ma ormai non è la verità che conta, ma la rinuncia, il sacrificio, la penitenza: vietiamo il sacchetto di plastica non tanto perché inquina più delle alternative (non è vero, quantomeno non è vero in moltissimi casi) ma perché è simbolo di una vita comoda e progredita che abbiamo scelto di combattere, perché l’uomo non vive più in armonia con la natura e pertanto “pecca”.
    In realtà il problema reale, come per tutte le cose, non deriva dall’uso in sé di una tecnologia, ma dall’uso cattivo. Purtroppo c’è l’idea diffusa, soprattutto tra gli ecologisti, che sia la tecnologia da mettere al bando: ma se è assurdo rinunciare alla tecnologia nucleare perché usata male può essere pericolosa, è ancora più assurdo rinunciare ai sacchetti di plastica perché usati male possono essere dannosi per l’ambiente. Ciò che dobbiamo fare è, al limite, convincere il pubblico che le cose vanno fatte bene: la maggior parte della gente è in grado di riutilizzare un sacco di plastica e buttarlo nel giusto bidone della raccolta differenziata, cosa che eliminerebbe tutti gli argomenti a favore della messa al bando.
    Purtroppo tra gli ecologisti ci sono persone che sostengono il bando dei sacchetti di plastica: tra interessi (venditori di mater-bi) e mantra fasulli ripetuti fino a farli diventare veri (i sacchetti che vengono usati una volta sola, i sacchetti che restano nell’ambiente per 200 anni soffocando i poveri delfini… ma abbiamo inventato la raccolta differenziata per questo!), non dubito che avranno successo, come sempre.
    E poi arriviamo all’assurdo che per buttare i residui delle mie piante non posso usare i sacchi di plastica normali, né buttarli nel cassonetto così come sono, ma usare dei sacchi di mater-bi (più grandi dei sacchettini del supermercato), quasi introvabili, e quindi devo fare 20km di macchina per andare a comprarli dove li vendono: risultato, brucio un paio di litri di benzina nel traffico per sostituire poche decine di grammi di plastica con l’”ecologico” (?) mater-bi. Ditemi voi dov’è il minor danno all’ambiente…