Ho letto con una certa curiosità una delibera recentemente pubblicata dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, ovvero la massima autorità che si occupa del mercato dell’energia elettrica in Italia. Nel documento viene proposto di rivedere la disciplina per il dispacciamento dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili non programmabili, in sostanza tutte le energie alternative con esclusione della biomassa.
L’intento, a quanto pare, è quello di superare le criticità riscontrate nell’attuale assetto del mercato e ridimensionare la “priorità” di cui godono queste fonti. Negli ultimi anni infatti si sarebbe registrato in Italia un aumento progressivo delle installazioni di impianti da fonti rinnovabili, soprattutto eolici e fotovoltaici, che per loro natura sono fonti di natura intermittente, quindi con una produzione non programmabile.
Tali impianti, specie quelli eolici, sono concentrati soprattutto nell’Italia meridionale e insulare, situazione che avrebbe portato queste zone a subire nell’ultimo periodo inefficienze in termini di regolazione e controllo della rete. L’AEGG pone all’attenzione il fatto che la non programmabilità di questi impianti, unita allo scarso fabbisogno elettrico che caratterizza le aree in cui sorgono, avrebbe reso particolarmente critico l’esercizio in condizioni di sicurezza delle reti.
Soprattutto il sempre crescente incremento delle installazioni eoliche avrebbe infatti portato nel 2008 e nei primi mesi del 2009 ad un costante ricorso alle modulazioni (in riduzione) programmate e in tempo reale della produzione da rinnovabili non programmabili e, in particolare, degli impianti eolici.
Di problemi del genere ne abbiamo già parlato su Ecoblog quando abbiamo descritto una situazione simile in Spagna, dove alcuni parchi per lo stesso problema si trovavano a dover essere inattivati.
Ciò che stupisce è però il fatto che l’Italia, rispetto ai cugini spagnoli, è di gran lunga più indietro per quel che riguarda le fonti rinnovabili, eolico in primis. La notizia pubblicata dall’AEEG, per chi spera come me in una crescita delle rinnovabili nel mix energetico in Italia, non è sicuramente delle migliori.
Via | Qualenergia.it
Foto | Flickr
gbettanini
09 set 2009 - 17:46 - #1Cose già dette………
L’energia prodotta da impianti eolici e fotovoltaici ‘grandi’ dal punto di vista di chi gestisce la trasmissione elettrica fa schifo, non parliamo di quella prodotta da impianti piccoli.
Questa energia ha quindi un ‘valore’ molto più basso dell’energia prodotta da una centrale elettrica che produce con continuità. Il regime di incentivi in un certo senso camuffa quella che è la scarsa qualità di questa generazione.
Gianni_Michelini
09 set 2009 - 17:56 - #2Però gbettanini fammi capire, di scarsissima qualita come tu dici l’energia prodotta dal rinnovabile e sin qui ci siamo, ma soluzioni? Andare avanti solo con le fonti convenzionali? C’è tanto da migliorare e questo è uno degli ostacoli….ma dobbiamo andare avanti e pedalare…
gbettanini
09 set 2009 - 18:16 - #3Bisogna prendere atto dei limiti tecnici ed economici che pongono un limite all’espansione delle rinnovabili (max circa 25% della Potenza installata in un sistema elettrico).
Bisogna considerare che nel giro di 20-50 anni si passerà a trasporto privato ibrido-elettrico e puramente elettrico e che quindi la domanda di energia elettrica aumenterà del 50-100%.
Bisogna rendersi conto che l’Italia non può continuare a produrre energia elettrica utilizzando per più del 50% il costosissimo gas naturale.
Bisogna valutare quali sono gli scenari che si presentano nell’utilizzo delle fonti convenzionali (grande instabilità prezzi, possibili vincoli alle emissioni).
Bisogna valutare che possibilità/alternative ci sono per la produzione economica di energia elettrica (praticamente solo il nucleare o carbone).
Considerate queste cose si prenderà una decisione che nei fatti consisterà in un rilancio del nucleare ed un rilancio dell’uso del carbone (si spera un po’ più pulito dell’attuale), tutto questo accompagnato da un utilizzo, ma sempre marginele, delle rinnovabili.
Mago16
10 set 2009 - 00:31 - #4E fu così che in questo incivile paese si pongono dei macigni alle basi dello sviluppo del nostro futuro mentre il resto del mondo libero (Usa,Giappone;Spagna,Germania;Olanda,nord europa ecc.)si muove sempre più velocemente in direzione opposta….
ivasco80
10 set 2009 - 01:19 - #5Che dietro questa giusta questione tecnica ci sia anche una “mano” politica mi sfiora alquanto, tuttavia, benché PARE evidente il limite tecnico (es. Spagna), mi PARE piuttosto normale favorire la ricerca tecnologica su soluzioni che possano eliminare l’intermittenza delle fonti rinnovabili, ad esempio, il termodinamico di Rubbia aveva (o avrebbe) come grande vantaggio proprio quello di ridurre, se non eliminare, l’intermittenza…
giannib
10 set 2009 - 08:13 - #6Accumulo di energia: siano batterie, aria compressa, o piccoli invasi (anche a uso irriguo (stile El Hierro, nell’arcipelago delle Canarie), o supercapacitori, quello che costa meno,e incentivare le intermittenti se dotate di sistema di accumulo (le auto elettriche avrebbero la stessa funzione). La smart grid che ne deriverebbe sarebbe a prova di modulazione e fluttuazione di domanda di rete. E ovviamente, unica grande opera da realizzare in Italia, modifica sostanziale della rete di distribuzione elettrica (ora pensata solo per energia da poche grandi fonti , verso molti piccoli utilizzatori).
gbettanini
10 set 2009 - 09:18 - #7@giannib
Sicuramente associare le rinnovabili a sistemi di accumulo è una cosa tecnicamente fattibile ma l’accumulo, a seconda del sistema utilizzato, dissipa in perdite il 10-50% dell’energia prodotta. I sistemi con accumulo costano circa il doppio di quelli senza accumulo… quindi per renderli ’sostenibili’ bisognerebbe raddoppiare gli incentivi e questo non è economicamente sostenibile.
ale68
10 set 2009 - 10:48 - #8@gbettanini qui entra la RICERCA, cosìcome sono allo studio pannelli fotovoltaici che costano ingombrano e pesano la metà degli attuali è utile studiare sistemi di accumulo con minore dissipazione.
Se si continua a riferirsi alla attuale tecnologia per stroncare sistemi alternativi di produzione energetica non si progredisce.
Vero che entro 20-50 anni la richiesta aumenterà enormemente(ci metterei anche i giganti asiatici…), ma 20-50 di progresso scientifico possono migliorare enormemente l’attuale tecnologia legata alle rinnovbili.
gbettanini
10 set 2009 - 11:05 - #9Appunto, il discorso è che la ricerca in tutto questo c’entra in maniera estremamente marginale e se viene fatta è per migliorare l’efficienza economica del prodotto non certo quella energetica….. avrai infatti notato che il mercato FV si sta spostando verso il thin-film che ha un’efficienza pari alla metà del policristallino.
La ricerca di base VERA è un’altra cosa, qui si continuano a finanziare OGGI con centinaia di milioni di euro all’anno prodotti inefficienti con ricadute praticamente nulle sulla ricerca ed estremamente sterili per quanto riguarda creazione di posti di lavoro e a bassissimo valore aggiunto.
ale68
10 set 2009 - 11:40 - #10sono d’accordo con te, quindi, piuttosto che considerare come unico futuro possibile il nucleare e il carbone, potresti rispondere al quesito di Gianni_Michelini con “ricerca di base VERA”
Arturo Bartoli
10 set 2009 - 11:45 - #11Questa è bella, avete mai fatto caso al costo dell’energia in base alle fasce orarie?
Bene, nelle ore di maggiore produzione degli impianti fotovoltaici il costo dell’energia è massimo (c’è più richiesta), viceversa la notte l’energia te la regalano, perchè la richiesta è bassa ed usano le centrali più efficienti o comprano l’energia nucleare dalla francia perchè le centrali nucleari non le possono spegnere…..
Il solare si sposa benissimo con la richiesta di energia, e queste affermazioni le fanno per svincolare nuovamente i fondi per le rinnovabili a inceneritori e alle “future” centrali nucleari (che “bruciano” uranio soggetto anche questo alla curva di Hubert come per il petrolio).
SVEGLIAAAAAA
Per quanto riguarda l’eolico, date un occhiata al kitegen www.kitegen.com, è un eolico ad alta quota che permette di funzionare quasi tutto l’anno, e produce in una nofly-zone grande quanto una centrale nucleare, la stessa energia che produrrebbe quest’ultima.
mauriziosat_9
10 set 2009 - 13:17 - #12ANCORA C’E’ GENTE IGNORANTE che si beve l’aquilone generatore?
ma non avete rispetto per voi stessi .
.
il kitegen è un stupidaggine , non diversa dallo specchio solare.
.
finitela che siete ridicoli.
guagnelz
10 set 2009 - 14:42 - #13Fosse per te non si produrrebbe energia neanche dalle normali pale, per forza non credi al kitegen.
Parlano del kitegen in tutto il mondo e noi dovremmo non crederci (dato che siamo quelli più avanti in Italia); un aricolo dell’IEEE:
http://www.kitegen.com/pdf/IEEECSM200712.pdf
il prototipo piccolo mobile (mobilegen) è da 40kW:
http://www.windoperationsworldwide.eu/documenti/tech/mobilegen_scheda.pdf
l’altro prototipo ksu01 arriva al MW circa, con un’utilizzazione di 5-6000 ore/anno.
Scusami se ci credo.
francescoG1
10 set 2009 - 22:08 - #14mauri perchè il kitegen sarebbe una stupidagine????sei buono solo a far casino…..il principio è semplice l’unica difficolta abbastanza seria è il controllo del volo che è comunque risolvibile (lo stanno risolvendo)….
gbettanini con la conversione in EV (puro) del parco oggi esistente (solo auto private) basta il 30% circa in più non so hai altri dati (a parte quel vago 50-100%) ; i ho usato 30 Mtep (compreso veicoli leggeri commerciali) di carburanti una efficenza media del 23-24%, l’EV totale 0,7% (efficenza carica batt.+ batt. 0,8)
MAURIZIOSAT__9
11 set 2009 - 07:17 - #15ahahahahahah
.
evidentemente avete 15 anni e leggete troppi fumetti .
.
il kitegen è una stupidaggine senza precedenti .
.
UNA COSA SU TUTTE …………..UN CAVO LUNGO 6 MILA METRI NON è IN GRADO DI AUTOSOSTENERSI.
.
NON è IN GRADO DI REGGERE AL SOLO SUO PESO…………….FIGURATI SE DEVE REGGERE UN MEGA GENERATORE.
guagnelz
11 set 2009 - 09:24 - #16Vedi che non leggi o non sai leggere o non capisci:
l’alternatore (il generatore) è a terra!
Mamma mia, questa sì che è ignoranza
gbettanini
11 set 2009 - 09:29 - #17Per quanto riguarda il kitegen anch’io a ‘naso’ direi che non potrà mantenere quello che promette…. ma non si può mai dire, e comunque l’onere della prova è a carico degli sviluppatori che, se ci hanno visto giusto, otterrano l’oro e l’alloro dal loro lavoro.
Tutti i giudizi andranno rimandati quindi alla valutazione del funzionamento del nuovo prototipo ’stem’ la cui installazione dovrebbe essere molto prossima.
Va però detto che si sono susseguiti diversi comunicati stampa che dichiaravano imminente un prototipo avanzato del kitegen e che se la macchina è ancora in fase di sviluppo bisognerebbe evitare comunicati stampa come questo:
http://www.regione.vda.it/energia/notiziario_ultime/allegati/allegato1639ita.pdf
…altrimenti il progetto perderà credibilità.
@francescoG
Le previsioni di consumo elettrico al 2020-2050 vengono fatte a ’scenari’ e quindi la forchetta è ampia… ovviamente non tutto il maggior consumo da qui al 1050 sarà dovuto all’introduzione di HEV-EV.
guagnelz
11 set 2009 - 09:29 - #18E poi l’altitudine è 1000m, anche se il cavo è inclinato potrà essere il doppio, ma non 6000m.
Sembra che non abbiano fatto le prove per te, invece i prototipi funzionano entrambi. Peccato vero? (ma ti da fastidio la cosa?)
gbettanini
11 set 2009 - 11:11 - #19Inutile litigare quando si possono fare due conti………vediamo in linea di massima di quanto può pesare il cavo:
La velocità di srotolamento dichiarata è di 4 m/s e quindi per produrre 3 MW il cavo deve sopportare una tensione di 800 kN (senza contare perdite, attriti, fattori di sicurezza etc…). Se ho fatto i conti giusti un cavo del genere fatto in dyneema commerciale ha un diametro di 30 mm e pesa 600-700 kg/km… che non è poco, ma forse con materiali ’spaziali’ si arriva alla metà.
francescoG1
11 set 2009 - 11:35 - #20maurizio gurdati questo video riassuntivo almeno sai di cosa si scrive……:http://www.youtube.com/watch?v=Zl_tqnsN_Tc
francescoG1
11 set 2009 - 11:38 - #21oppure:http://nova.ilsole24ore.com/nova24ora/2009/07/aquiloni-energetici.html
hesperius
11 set 2009 - 14:19 - #22Da Kitegen.com:
Massimo Ippolito
Fondatore
Esperto di meccatronica, è l’ideatore del progetto Kite Gen.
Dal 1983, seguendo un sempre più preciso interesse sui temi dell’ambiente e dell’energia, è impegnato con la propria società di ricerca, Sequoia Automation, su diversi fronti legati alla sostenibilità e alla efficienza energetica, in particolare tramite l’impiego di sensoristica miniaturizzata e intelligente ad altissime prestazioni.
Inventore di quasi venti brevetti e co-autore di 3 lavori sul tema del controllo di profili alari.
http://nova.ilsole24ore.com/nova24ora/2009/07/aquiloni-energetici.html
Ippolito:”Mio padre mi ripeteva, già vent’anni fa, che avrei visto la fine del petrolio. E, come disse Einstein, per risolvere un problema non va bene la stessa mentalità che l’ha provocato…”
Per risolvere un problema non va bene la stessa mentalità che l’ha provocato.
MAURIZIOSAT__9
11 set 2009 - 17:42 - #23SVEGLIA SIGNORI
questo è solo un TRUFFATORE , ……….rastrellatore di denaro .
.
qualcuno ha detto EOLO , l’auto ad aria compressa?
.
sono 10 anni che sto fanfarone promette la luna e ch egli ingegneri gli ridono dietro.
.
MA VOI COMPRATE TUTTI CONTENTI LA BIOWASHBALL………………siete fumati.
guagnelz
11 set 2009 - 19:23 - #24Chi ha detto EOLO?
Per favore curati.
francescoG1
11 set 2009 - 22:05 - #25date uno sgurdo qui:http://www.technica.net/NF/Caratteristiche_&_Prestazioni/dyneema.htm
(non so di quando è l’articolo però…)citazione:Un indice delle prestazioni di questi articoli è fornito, anzitutto, dalla cosiddetta lunghezza libera di rottura intesa come la lunghezza in chilometri di filo appeso, che arriva a rottura per effetto del peso proprio; questa vale per le più recenti versioni di DYNEEMA ben 400 chilometri.
questo per dire che maurizio la sparata grossa con i sui 6 km…..se le sue argomentazione sono queste il truffatore è lui……… 600 Kg sono troppi (con un margine di 10 su valore di rotture suppongo) sono troppi???per restare in equilibrio servono almeno 6000 N si arriva a sviluppare oltre 500.000 N….se mai l’unica critica accettabile è davvero così efficente l’ala????? a questo è difficile rispondere…
guagnelz
12 set 2009 - 13:07 - #26Bella l’intervista di Nova24 a Ippoliti, tra l’altro spiega anche il problema della fune:
“Il peso delle funi è del tutto irrilevante. Lo abbiamo rilevato con le prove sia a 300 metri , poi a mille e quindi a 1500 metri”.