Nevada solar One, il più grande impianto solare termodinamico al mondo è in Nevada, ed è oggetto di un bellissimo articolo Plugging Into the Sun sul National Geographic di questo mese. Il riconoscimento è prestigioso e il merito va riconosciuto a Acciona, la società che ha progettato e costruito questo impianto da 64MW. La centrale conta su 180mila specchi parabolici e alimenta 14mila famiglie.
Via | Aluplanet
devid2g
17 set 2009 - 09:04 - #1in realtà senza sapere esattamente il costo e lo spazio occupato non si possono fare valutazioni di alcun genere.
gbettanini
17 set 2009 - 09:04 - #2Se investe in questi impianti la compagnia privata può vedere un utile solo se vengono dati dei finanziamenti a fondo perduto per la costruzione e se viene garantita una tariffa di feed-in decente (a carico dei consumatori).
Alle anime belle che impianti del genere li volevano in Lazio va fatto notare che, se si guarda il business plan del Solar One si vede bene che il costo del terreno a bilancio è praticamente zero… essendo deserto. Non è pensabile costruire un impianto gigantesco del genere su terreni che abbiano un certo valore.
Il rendimento dell’impianto (in Nevada) è comunque inferiore a quello di un impianto fotovoltaico di pari superficie, il costo al MW è più o meno uguale ed il FV ha il vantaggio di avere dei costi di manutenzione pari ad 1/10. Insomma, non è pensabile che con la tecnologia attuale ci sia una gran diffusione di questo tipo di impianti.
Comunque l’incipit dell’articolo del National Geographic la dice lunga: The sun is a utopian fuel.
gbettanini
17 set 2009 - 09:11 - #3@ devid
costo 266 M$
superficie totale 1.6 kmq
superficie specchi 0,35 kmq
http://solarpaces2008.sandia.gov/SolarPACES%20PLENARIES/2%20WEDNESDAY%20INDUSTRY%20DAY%20SESSIONS/1%20PLEN%20CSP%20PLANTS%20TODAY/01%20Acciona%20Cohen%20SOLARPACES%202008.pdf
Moderatore
17 set 2009 - 13:44 - #4Cari lettori,
stiamo cercando di migliorare l’ambiente di conversazione del blog e per questo inizieremo a moderare non solo le offese palesi e plateali ma anche alcuni dei commenti più nocivi per l’atmosfera della community: quindi commenti senza motivazione alle opinioni, commenti negativi in maniera esagerata e gratuita, off topic e battibecchi tra lettori che non seguono il filo del tema e pensano di chattare in pubblico, cose dette mille volte che generano flame ormai noiosissimi, cose di questo genere.
Grazie per l’attenzione e buona lettura.
Mago16
17 set 2009 - 13:52 - #5A costruire questo pioneristico impianto negli USA è stata ACCIONA, un azienda spagnola…..
Come mai gli spagnoli che sono “indietrooooo” secondo i nostri attuali politici, hanno le mani in pasta nella maggior parte delle installazioni di energia rinnovabile nel mondo???
La verità è che loro stanno investendo massicciamente nel futuro, mentre qui tagliano massicciamente i fondi annientando l’innovazione ed il futuro del paese…
Risultato: Tra un po’ di anni gli spagnoli (”che sono economicamente indietroooo,imparagonabili agli italiani……”) ci metteranno a pecorina e ci sarà una più intensa immigrazione verso la spagna ed altri paesi….(Io ho vissuto a Barcellona e solo in questa città c’erano 70000 italiani.
Altro che padania,lega nord,berlusconi e tutto il resto del marciume…
devid2g
17 set 2009 - 19:27 - #6In realtà rispetto al fotovoltaico tradizionale è parecchio costoso a parità di energia, tuttavia c’è da dire che ha l’enorme vantaggio di avere una produzione di energia che varia lentamente e seguendo i cicli stagionali rispetto che a quelli giornalieri del fotovoltaico o quelli talvolta di difficile previsione dell’eolico.
Il problema maggiore di questo tipo di impianti sta nel rendimento del ciclo termodinamico che purtroppo ha un massimo fisicamente inviolabile e quindi o si trova un modo efficiente per convertire il calore in elettricità altrimenti avrà, come ha detto giustamente gbettanini, una diffusione limitata nel medio periodo.
gbettanini
17 set 2009 - 21:26 - #7“ha l’enorme vantaggio di avere una produzione di energia che varia lentamente e seguendo i cicli stagionali”.
Per la verità l’accumulo è molto limitato (sarà al massimo 2-4 h e non so se il serbatoio è stato effettivamente installato)…. se guardi il grafico della produzione del documento che ho allegato al #3 puoi vedere che di notte non produce nulla e d’inverno produce praticamente tristezza…. e siamo nel deserto del Nevada, ci sono passato il mese scorso, era agosto per carità…..ma per dire il caldo che faceva mi si è sciolta la colla di un libro che stavo leggendo e ho perso pagine dappertutto.
Un’altra cosa misteriosa è il come mai non ci siano dati della produzione reale disponibili da nessuna parte…. la cosa è molto strana.
ice
18 set 2009 - 01:55 - #8anche l’europa (tranne l’italia) procede in questa direzione
http://www.ecoblog.it/tips/item/desertec
ma noi puntiamo al carbone di 4a generazione e al nucleare di 3a
devid2g
18 set 2009 - 07:52 - #9@7 scusa errore mio non ero arrivato in fondo al documento pensavo che l’avessero fatto in base ai progetti originali che prevedevano l’accumulo per circa 18-24h
Gianluca Milano
18 set 2009 - 10:35 - #10Credo che dovremo guardare questo impianto come ad un esempio di soluzione alternativa e non come un modello. Il sole sarà un’utopia, però se non si incentivano, promuovono e pubblicizzano soluzioni alternative nessuno si preoccupa del futuro e continueremo ad utilizzare il “carbone”! Non mi pare una approccio corretto quello di trasferire tutto il progetto in un’altra realtà (il costo del terreno in Italia?, la mancanza dis uperfice in Italia? ecc.) guardiamo al concetto, utilizziamo la mente, e cerchiamo di adattarlo. Detto questo sono comunque d’accordo sul fatto che attualmente The sun is an utopian fuel…comunque lavoriamoci su…