Una festa religiosa può diventare motivo di scontro quando le tradizioni e le sensibilità sono molto diverse e molto radicate nelle persone. Sta succendendo oggi, purtroppo, tra animalisti e musulmani, in occasione della Eid-Al-Adha, la festa del sacrificio.
Durante questa festa i musulmani ricordano il sacrificio di Isacco (Abramo stava per sacrificare il suo stesso figlio, in obbedienza alla volotà di Dio, quando fu fermato e gli fu offerto di sacrificare un montone al posto del figlio). Il significato della festa è quello di sottolineare la disponibilità a condividere i propri beni con il prossimo, non solo il superfluo, ma anche ciò a cui si tiene molto, come comandato da Dio.
Tradizionalmente vengono sacrificate pecore o capre. Un terzo del sacrificio va in beneficenza, per sfamare i poveri un terzo viene mangiato con amici e parenti, l’ultimo terzo spetta a chi celebra il sacrificio. Il problema è che questi animali vengono macellati senza essere prima storditi e muoiono per dissanguamento.
» Foto della protesta su Repubblica
» Le due storie del sacrificio (di Ismaele secondo la tradizione musulmana e di Isacco, secondo quella giudaico-cristiana) sulla wikipedia.
» Legge italiana in materia di macellazione rituale
VogliadiTerra
12 gen 2006 - 23:08 - #1Morire dissanguato Spuntano gli animalisti ( e anche i leghisti…) come i funghi d’atumno nel occasione del Eid-al-Adha. In Svizzera sgozzare le pecore e altri animali fu vietato negli anni caldi dell’antisemitismo cent’anni fa, e ora c’è chi vuole punire i crudeli seguaci di Mohammed che sgozzano i montoni vietandolo con motivi etici. Ora il contadino (che qualcosa ha visto nella vita) è dell’opinione che per le pecore non è mica una morte così brutta, essere sgozzato, anzi. La vita se ne…
tagliafili
13 gen 2006 - 09:39 - #2“vietandolo con motivi etici”: ti sembra tanto ridicolo concedere il diritto alla vita ad un animale al di là di ogni barbaro rito umano?
VogliadiTerra… credo che ti convenga leggere i commenti scritti sul tuo blog nell’articolo che hai linkato…
Non si sa mai che anche tu possa vedere qualcosa nella vita (non umana).
lumachina
13 gen 2006 - 13:03 - #3Vogliaditerra sottolinea come TUTTA la vita degli animali debba essere presa in considerazione, non solo la morte.
Mi piace come evidenzia che per produrre biologicamente il cibo, di cui i vegetariani si nutrono, sia usato un po’ di letame, di produzione animale.
Certo che ogni cosa dovrebbe essere fatta rispettando la Natura, senza idealizzarla. Pensate a come vive e a come muore una capra selvatica, pascola all’aria aperta per finire magari azzoppata dopo una caduta, o assalita da un predatore…
Ecco, secondo me l’allevamento dovrebbe avvicinarsi il piu’ possibile alle condizioni naturali: ovvero pascolo all’aperto, con vera erba, e una morte possibilmente pietosa.
Kataweb.it - Blog - Marco Bazzato » Blog Ar
01 set 2007 - 16:36 - #4[…]  Trovo, sotto certi aspetti, più civile la cultura cinese, filippina e vietnamita, che da secoli si ciba della carne di cane, affermando che essa è simile al coniglio per sapore e prelibatezza, e avendo, come riscontrato in alcuni locali milanesi gestiti da cinesi, l’abitudine di far scegliere al cliente, l’animale da degustare,  e ucciso davanti ai loro occhi dei clienti, a patto, che vengano rispettate le leggi igenico-sanitarie per la macellazione degli animali, come si fa per il rito della macellazione rituale nelle macellerie islamiche ed ebree, e nessuno si scandalizza, rispettando questa tradizione religioso-culturale. […]