Il signor Paul Carter ha dato inizio alla sua avventura ecologica: attraversare l’Australia a bordo di una eco-moto alimentata esclusivamente a olio di frittura. L’impresa è titanica e colui che la compie è un ex-estrattore di petrolio convertito all’ecologia.
La partner nell’impresa, che si chiama Betty the BioBike, è una moto regolarmente registrata e dotata di assicurazione, frutto degli studi del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’università di Adelaide. La motocicletta ha un motore alimentato a biodiesel, a partire da una miscela di olio di frittura e grasso animale.
Betty the BioBike non è nuova alle sfide, la motocicletta si è infatti aggiudicata il Premio Ambiente nella gara Panasonic World Solar Challenge, per aver rilasciato solo 71 grammi di anidride carbonica per km percorso, con un’efficienza di 3,5 litri per 100 km.
Questa volta Betty the BioBike, guidata da Paul Carter, percorrerà circa 20.000 km sulle strade australiane, e consumerò circa 650 litri di olio esausto a una velocità media di 95km/h, a dimostrazione del fatto che il biodiesel può essere usato per alimentare un veicolo commerciale su lunghi percorsi.
via | Rinnovabili
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gbettanini
25 set 2009 - 07:49 - #1“…a dimostrazione del fatto che il biodiesel può essere usato per alimentare un veicolo commerciale su lunghi percorsi.”
L’olio da frittura è una cosa, il biodiesel un’altra.
L’olio vegetale in genere ed anche quello da frittura quando la temperatura scende sotto i 20 °C comincia a solidificare e non può più alimentare il motore.
Si può risolvere la cosa con sistemi di preriscaldamento del combustibile che comportano comunque grosse modifiche al mezzo di trasporto (batterie aggiuntive etc..).
Il biodiesel invece deriva dall’esterificazione degli oli vegetali/animali/residui di frittura, l’esterificazione è un processo industriale che serve tra l’altro a ridurre notevolmente la viscosità del combustibile, è un processo piuttosto impegnativo ed energivoro.
Quindi in linea di massima gli oli vegetali o da frittura li puoi utilizzare dove fa sempre molto caldo…. non certo in Europa d’inverno. Il biodiesel lo puoi usare ovunque ma è un prodotto industriale come il diesel di raffineria.
tob
25 set 2009 - 09:04 - #2@ gbettanini: Il problema di dover preriscaldare il combustibile è poca cosa: nei motori endotermici di calore ce n’è in abbondanza, nelle auto a gas (metano e GPL) il preriscaldamento è cosa comune.
Ricordo a tutti che le quantità di olio di frittura che possiamo riciclare sono infinitesime rispetto ai consumi x autotrazione.
Forse sarebbe meglio usarlo in altro modo. (riscaldamento domestico?)
ecofan
25 set 2009 - 09:19 - #3gli olii vari, vegetali e animali devono essere raffinati e inseriti nella catena dei carburanti tradizionali in frazione solamente ai distributori nel rispetto delle norme fiscali vigenti
@2: va bene nelle auto perchè riduce di una piccola frazione di particolato e polveri che il gasolio da petrolio contiene
l’unica soluzione attuale è la ricerca scientifica per la 2a generazione di biocarburanti, le coltivazioni energetiche in terreni produttivi sono un crimine
adesso non si può stare senza petrolio, non c’è sostituto
devono decidersi a fare gli autocarri e le navi gasolio+metano e incrementare il trasporto su rotaia invece si continua ad approvare autostrade -_-
tob
25 set 2009 - 10:59 - #4@ecofan
Senza nulla togliere a quanto hai detto ritengo che sì otterrebbe molto di più con la spesa a chilometri 0.
Troppa merce va avanti-indietro per il globo: carni argentine, elettrodomestici cinesi, frutta dalla spagna, Margarina italiana prodotta con olio di palma, beviamo latte prodotto in nord europa da mucche che mangiano prodotti africani…
Mauriziosat....9
25 set 2009 - 13:32 - #5l’unica soluzione è usare gli oli vegetali per l’alimentazione ed usare altro per far andare le automobili.
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gli oli vegetali esterificati APPARENTEMENTE CONVENGONO ma in realtà non hanno alcun senso .
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se applichiamo ai biodiesel la stessa tassazione del diesel da idrocarburo viene fuori che sono TOTALMENTE FUORI MERCATO.
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ogni prodotto ha il suo utilizzo …………..non è il caso si sprecare alimenti preziosi , con la penuria di cibo che c’è in africa.
stever
26 set 2009 - 13:39 - #6Avete tutti ragione, bisogna acquistare a km 0, i costi di produzione dei carburanti bio sono per ora maggiori di quelli a fossile e comunque sono un delitto nei confronti della fame del mondo ma per carità non bloccate l’importazioni dalla Cina, grazie a queste i nostri miseri stipendi hanno potuto perdere relativamente poco di potere d’acquisto (sia per le merci che costano meno che per la concorrenza che hanno dovuto subire i ricchi occidentali)
tob
26 set 2009 - 21:49 - #7Forse volevi dire “I vostri stipendi”!!
Perché io ora, grazie alla concorrenza sleale cinese rischio la cassa integrazione.
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Tu fai lavorare i bambini cinesi in fabbriche a carbone e lasci a casa gli italiani.
Brunojtd
27 set 2009 - 13:57 - #8Io ho camminato per circa un mese con l’olio di semi di girasole in un’auto a diesel! Faceva odore di patatine fritte il fumo :)
Mauriziosat,,,,,9
27 set 2009 - 18:24 - #9caro tob
puoi fare il fighetto ambientalista quanto ti pare.
.I CINESI SE NE FREGANO …………..ED ANCHE NOI
quindi volente o nolente ………….o ti adegui ………….o soccombi
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oppure fai la guerra ai cinesi …………..ma non te lo consiglio …..sono tanti , sai?
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MA IL VIDEO PROMESSO DELLA SAXO ELETTRICA ?
sei il solito CIARLATANO .
noee
27 set 2009 - 19:54 - #10Secondo me ha dimostrato solo di avere inquinato un po’ di più…
stever
28 set 2009 - 08:52 - #11fortuna tu con la cassa integrazione, a fine anno io finisco ed ho solo i 10 mesi di disoccupazione ed ho 46 anni e monoreddito con moglie e 2 bambini.
Il fatto che la concorrenza uccida alcune aziende purtroppo accade ovunque (come nel mio caso) ma anche i suoi vantaggi (vedi la concorrenza tra i gestori telefonici) e le aziende chiudono anche senza i cinesi. Ovviamente poi mi riferivo a grandi aziende cinesi (quelle per esempio che fanno ad esempio i televisori piatti o i computer) non alle piccole aziende che sfruttano il lavoro minorile o quelle che copiano i marchi italiani.
tob
28 set 2009 - 11:39 - #12@stever
OK per la concorrenza ma deve essere “leale”
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L’industria cinese è basata sul carbone e sul lavoro sottopagato spesso anche minorile.
Mauriziosat..,9
28 set 2009 - 19:45 - #13povero tob , l’ingenuotto di turno.
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LE AZIENDE CHE PRODUCONO IN CINA …………..SONO PURE ITALIANE.
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e la GERMANIA produce 636.000 GWh di elettricità all’anno
302.000 …………con il CARBONE
167.000 ………….con il NUCLEARE
76.000 ……………con il GAS
27.000 …………..con l’IDROELETTRICO
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insomma …………quasi 50% con CARBONE e quasi il 25% con il NUCLEARE
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ma tu vedi solo la CINA.