
In Italia ci sono 7 comuni su 10 esposti ad un rischio idrogeologico altissimo, come Messina. E ora che il nubifragio si è scagliato su Messina, sull’abusivismo edilizio, sui tagli dei fondi alla difesa territoriale, i comuni preparano i piani di emergenza, invece di rimuovere le cause del rischio.
Il rischio altissimo di disastro, che un tempo si poteva ancora chiamare naturale, mentre le cause sono da attribuire all’azione dell’uomo, è dovuto alla disattenzione, alla mancata manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua e delle opere idrauliche, soprattutto al Sud, carente di infrastrutture e poco abituato a temporali e alluvioni. E’ quanto emerge dal documento Ecosistema a rischio, di Legambiente e dela Protezione Civile, riportato da Repubblica, che analizza la capacità di risposta al disastro idrogeologico comune per comune.
Dai dati del rapporto emerge che il Italia sono 1700 i comuni a rischio frana, 1285 i comuni a rischio alluvione e 2596 comuni a rischio sia di frana che alluvioni. La classifica del rischio regionale vede al primo posto la Calabria, seguita da Umbria, Val d’Aosta e Marche. Non ci resta che scommettere su quale zona si scaglierà la prossima calamità “naturale”.
Foto | Flickr
Mattia77
08 ott 2009 - 11:49 - #1Costruiscono abusivamente e poi pretendono che gli vengano bonificate le zone e ricostruite le case.
Il federalismo fiscale è necessario, Io non voglio che le mie tasse vadano in queste cose.
Abelix
08 ott 2009 - 16:35 - #2mattia ha ragione al 100%
spidernik84
08 ott 2009 - 17:44 - #3Quoto Mattia. Purtroppo è anche triste vedere come i tanto vituperati “politici” siano stati rieletti dagli stessi siciliani.
Prima i voti di cortesia e di convenienza, poi si punta il dito contro il “governo assassino”.
Sempre dopo, sempre fregarsene prima e poi implorare l’aiuto altrui a danno avvenuto.
markk0
08 ott 2009 - 19:06 - #4guardate che non erano le case ad essere abusive, ma la collina franata.
lo ha detto il Sindaco…
8-)
Mario68
09 ott 2009 - 18:47 - #5Come ha detto Bertolaso, le case abusive si possono sanare, la Natura non si puo’ modificare. Ma io dico:licenza o non licenza per costruire case come ve ne sono in Sicilia e’ chiaro che i loro proprietari devono avere fatto dei corsi per super-intelligenze. Di dove sto parlando? Beh, voi immaginate un fiume:un fiume vicino al mare, e tante case (sia pur di villeggiatura) ai lati del fiume. Immaginate pure che a monte di questo fiume vi sia una diga che -guarda caso- quando l’acqua supera il livello di guardia le saracinesche vengono aperte e l’acqua scaricata a mare. Nel 2004 quando e’ stato fatto diversi muri di recinzione e pezzi di giardino delle suddette “abitazioni” sono stati trascinati in mare. Voi che voto dareste al’intelligenza di questi tizi?
acfd
10 ott 2009 - 13:07 - #6non bisogna dare i soldi per ricostruire lì…Striscia la Notizia ha mostrato qualche gg fa le immagini di una frana avvenuta nel solito punto 50 anni fa. Poi, se pensiamo cosa potrebbe fare a Napoli un eruzione del Vesuvio, capiamo subito come i comuni, per prendersi tanti soldi (dando nemmeno troppi servizi ai cittadini), abbiano e diano permessi a chiunque e dovunque
Piermario
16 ott 2009 - 19:33 - #7La trasmissione L’ARENA di rai1 ha dimostrato quanto sia bassa e becera la qualità del programma. Gli opinionisti, un certo Klaus, un lettore di Telegiornale, un” geologo”conosciuto più televisivamente che professionalmente e dulcis in fundo una rappresentante del wwf famosa per la scoperta dell’anatra zoppa maculata che non passa più dallo stretto e per i cortei “no al ponte”anzichè per le proteste contro la cementificazione,lo sfascio delle colline,il rischio mortale per gli abitanti(purtroppo non sono uccelli)tutti accomunati dall’idea che i messinesi sono degli abusivisti e che i morti se li debbano piangere solo i Siciliani.Purtroppo, la Sicilia, è in buona compagnia, anzi cattiva.Secondo l’ISTAT, la Liguria è la regione d’italia che si è mangiata la maggior superficie libera dal cemento: in quindici anni, dal 1990 al 2005, il territorio libero dalle costruzioni è passato da 249.000 ettari a 185.570 con una riduzione del 45,55 per cento. In pratica quasi la metà delle zone libere sono state cementificate.Un record negativo.E la Liguria distanzia le altre regioni di molte lunghezze. In Italia, mediamente, dal 1990 al 2005 le regioni hanno perso il 17,06 di spazi incontaminati. La Liguria supera del 300 per cento questa percentuale. E non è finita:sono in arrivo centinaia di palazzi,grattacieli,parcheggi,box interrati e tanti tantissimi porticcioli con posti barca. Secondo le stime di associazioni ambientaliste,soltanto lungo la costa ligure sono in via di realizzazione oltre 3 milioni di metri cubi di nuove costruzioni. Una nuova e sciagurata “Rapallizzazione”( neologismo coniato negli anni 60/70 ,sinonimo di cementificazione selvaggia e intensiva,compiuta nella cittadina di Rapallo-Ge-che Giorgio Bocca definì la” Lambrate del Tigullio”) Un neologismo conosciutissimo dagli addetti ai lavori, che chissà perchè,essendo negativo,non è Siciliano.I monti che si tuffano in mare,i torrenti ripidi e impetuosi,gli incendi che devastano le colline, il clima e la metereologia quasi identici, sono gli ingredienti che accomunano la costa Jonica Messinese alla Liguria, Genova e Messina sono le città più lunghe d’Italia, così strette tra i monti e il mare, attraversate da decine di torrenti, in gran parte cementificati e coperti.Il torrente Bisagno attraversa la zona di Marassi scoperto e con un alveo della larghezza di 200 metri, prima della stazione Brignole è stato coperto e l’ultimo tratto è diventato Viale Brigate Partigiane e poi Viale Brigate Bisagno,alla sua foce la larghezza è meno di 50 metri, ma dove sfocia? Accanto a Piazzale Kennedy che non è nient’altro che l’entrata della Fiera di Genova e del Palazzo dello Sport !!! Il torrente Chiaravegna nell’ultimo tratto è coperto poco, ma dove sfocia?vicino ad una pista dell’aereoporto “C. Colombo”di Genova Sestri!!!! Così per altre decine di torrenti coperti. Solo il Polcevera scorre per l’intero suo tratto scoperto.Manarola è un grazioso borgo medioevale delle cinque terre(Patrimonio dell’UNESCO) la cui via principale è la via discovolo, manco a dirlo un torrente coperto!!!A tal proposito, se si potesse ritagliare Giampilieri Superiore e ricomporre nelle cinque terre, non sfigurerebbe affatto. Altro che abusivismo! Concludendo, è molto probabile che in un prossimo futuro,un ‘evento metereologico simile a quello del 1° Ottobre possa colpire Genova e parte della Liguria con danni e perdite di vite umane decuplicate.Nella trasmissione L’arena, gli opinionisti, con il cuore affranto e le lacrime agli occhi,direbbero che la tragedia è immane, che il lutto coinvolge tutta la nazione, che le precipitazioni sono state un fatto eccezionale, che non esisteva abusivismo e quel poco di cementificazione era eco-compatibile.In ultimo, confesso di essere nato e cresciuto in Liguria, sono da molti anni Messinese d’adozione, le regioni che amo sono solo la Sicilia e la Liguria, regioni bellissime ma disgraziate e sopratutto sempre amministrate da una miserrima e incompetente classe politica.