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Franchising e rifiuti, aprire un Ecopunto per il riciclo

Pubblicato: lunedì 12 ottobre 2009 da Marina

L’idea di rendere business i rifiuti sta prendendo piede. La cosa non è nuova, i magazzini che acquistavano materiale dai robivecchi, incluso stoffe, batterie esauste e pentole rotte, erano presenti un po’ in tutta la penisola. L’idea nuova è stata rendere franchising questo genere di commercio semplice semplice: tu porti un chilo di lattine, vetro, plastica, carta o ferro in un Ecopunto è ti viene riconosciuto un pagamento variabile in base al materiale consegnato. Insomma, un sistema di incentivazione al non buttare nell’indifferenziato risorse preziose.

Il progetto di Recoplastica, dunque avanza lentamente ma inesorabilmente e cerca nuovi franchisor. Entrare in contatto con loro è semplice ed è sufficiente inviare una mail a franchising@recoplastica.com o cooperazione@recoplastica.com, mentre i requisiti richiesti sono:

  1. Il locale che ospita un negozio Ecopunto deve avere una superficie di almeno 150-200 mq, di cui 50 mq destinati alla parte commerciale ed il resto al magazzino;
  2. A parte eccezioni, la destinazione urbanistica deve essere artigianale o industriale;
  3. E’ essenziale che il posto si trovi su una strada trafficata o in una zona di passaggio per invogliare le persone a passare di lì per lasciare i propri rifiuti;
  4. Anche un parcheggio vicino aiuta ad attirare clienti, che si fermano volentieri se riescono ad appoggiare la macchina senza impazzire;
  5. Non si devono avere carichi pendenti cioè essere imputati in procedimenti penali;
  6. Essere disposti a seguire un corso di formazione che illustra il funzionamento dell’Ecopunto;
  7. Non avere preclusioni a lavorare in cooperazione.

Le spese da sostenere per l’apertura si aggirano intorno ai 10mila euro che comprendono le autorizzazioni, il corso di formazione e le royalties per il primo anno, mentre i guadagni si aggirano intorno ai 2000-2500 euro mensili.

Via | Recoplastica

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Alsoinmybackyard

    Alsoinmybackyard

    12 ott 2009 - 16:23 - #1
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    5 Non si devono avere carichi pendenti cioè essere imputati in procedimenti penali;

    Trovo questo punto ingiusto, si può fare il presidente del consiglio o il ministro ma non aprire un ecopunto?

  • Paolo Marani

    12 ott 2009 - 16:28 - #2
    0 punti
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    Tutto bello, se fosse anche tutto trasparente.
    L’idea è buona, ma le persone che vi stanno dietro non del tutto.
    Ne abbiamo scritto in passato quì:

    http://mizcesena.blogspot.com/2008/09/meeting-recoplastica-day-after.html

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    12 ott 2009 - 17:35 - #3
    0 punti
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    La cosa non convince, sembra una soluzione lose-lose in cui nessuno ha convenienza ad operare.
    Chi produce i rifiuti non ha nessuna convenienza economica a portarli in ricicleria.
    Chi gestisce la ricicleria può mantenere l’impresa solo con incentivi esterni, non certo solo vendendo ciò che ha riciclato.
    Quando converrà il riciclaggio verrà effettuato su scala industriale con opportuni macchinari…. ma per ora non conviene. Chi è convinto che si possa ancora fare qualcosa del genere ‘a mano’ e guadagnarci non ha capito come funziona la nostra economia e che cos’è il progresso.

  • Profilo di marcopolo74

    marcopolo74

    26 gen 2011 - 18:39 - #4
    0 punti
    Up Down

    Qualcuno mi sa dire qualcosa su ECOPUNTO,

    vorrei poter scambiare opinioni con qualcuno che ne ha aperto uno

    tecnologieverdi@gmail.com
    per favore se sapete qualcosa scrivetemi

    grazie

    davide

  • arno1

    21 nov 2011 - 19:23 - #5
    0 punti
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    anch’io vorrei conoscere qualcuno, per scambio opinioni, che ha aperto un franchising per il riciclo dei rifiuti. Da come descritto il francising, pur nascendo da una buona idea, sembra poi assorbito da qualcuno che forse vuol lucrarci un pò troppo, quindi vorrei sapere come funziona da un diretto interessato, un gestore di un punto frnchising rifiuti. Bau

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