Business dei cambiamenti climatici, la Deutsche Bank avverte: “Investimenti in Italia? Solo per coraggiosi”

pubblicato: giovedì 29 ottobre 2009 da alessandra in: Clima Italia Internazionale Politica

Da ieri è possibile leggere sul sito dell’UNFCCC, i risultati di un’analisi della Deutsche Bank sulle politiche ambientali di 109 paesi finalizzata a individuare nuovi sbocchi di investimento in tutti i settori “green” dell’economia.

Il responso, per noi, è a dir poco agghiacciante: tra gli stati analizzati, solo l’Italia è stata classificata tra quelli a rischio maggiore, sui quali è meglio non fare affidamento. Ancora peggio, tuttavia, è la postilla, davvero imbarazzante, che fa da corollario alla ricerca effettuata:

Se state cercando opportunità di investimento collegate ai cambiamenti climatici, non mettete l’Italia in cima alla vostra lista, non essendo assolutamente chiaro che tipo di legislazione il suo primo ministro Silvio Berlusconi intenda adottare in proposito.

La Francia e la Germania, invece, spiccano, com’era ovvio, tra i paesi più redditizi per il settore legato al clima, promettendo non solo una certa facilità nel ricavare profitti non trascurabili ma anche - evidentemente -opportunità di miglioramento nelle condizioni di vita e sbocchi occupazionali che già stanno cercando di traghettare l’Europa ben oltre la tanto millantata crisi. Impossibile, poi, non citare Cina e Brasile che, nonostante le remore da questi manifestate nei confronti della riduzione della Co2, spiccano agilmente tra i paesi a più alto rendimento green avendo deciso di destinare una parte sempre maggiore dei propri PIL nella tutela ambientale…

Foto | Flickr

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    29 ott 2009 - 11:29 - #1
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    Quando analizzi le politiche ambientali di 109 paesi non puoi fare un lavoro di fino… ed infatti questa conclusione (pur non avendo letto il lavoro completo) sul nostro paese è pressapochista ed errata.
    Se c’è un paese che ha dimostrato di tutelare i diritti acquisiti da chi ha fatto investimenti nelle rinnovabili è proprio l’Italia. Inoltre il nostro paese garantisce incentivi tra i più elevati al mondo.
    Comunque basta vedere a quanto è successo con i famigerati Cip6, nonostante l’opinione pubblica tutta contro, i diritti acquisiti da chi aveva investito vengono perfettamente tutelati e così sarà per le rinnovabili.
    Se invece l’ottica della DB è cercare i paesi dove si potranno fare grosse (ed oscene) speculazioni sulla green energy…. per fortuna l’Italia non sarà tra questi.
    Si può quindi dedurre che la Deutsche Bank si serve di consulenti veramente scarsi nel campo dell’energia rinnovabile.

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    29 ott 2009 - 11:45 - #2
    -1 punto
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    Letto . Fatto con i piedi per quanto riguarda l’Italia. Ribadisco consulenti scarsi.
    La Spagna, paese con la politica più fallimentare (e speculativa) sulle rinnovabili ha invece un sacco di ‘1′, il punteggio migliore.
    Di questo documento non ci si deve preoccupare al massimo ci si può ridere su.

  • Profilo di gabibbo

    gabibbo

    29 ott 2009 - 12:11 - #3
    1 punto
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    In questo Paese di sostegno pubblico alle fonti rinnovabili forse ce n’è pure “troppo”.

    Quello che “sfugge” a Deutsche bank mi pare più semplice, e mi stupisco che un blog specializzato in ambiente se lo lasci altrettanto sfuggire: a cosa servono incentivi e leggi statali se qualunque sindaco o ente territoriale può mettere i bastoni tra le ruote in maniera pressoché definitiva a ogni progetto?

    Qualunque impianto può essere bloccato dal più specioso dei ricorsi o dalla più inutile delle firme mancanti, siamo al punto che non si riesce a costruire neppure l’eolico off shore a miglia di distanza dalle coste, ogni progetto perde anni in chiacchiere e ostacoli defatiganti, tutto qui.

    Il problema è questo, è un problema di sistema che riguarda il bilanciamento tra i poteri e i livelli dei poteri dello Stato che non c’entra nulla con le politiche per l’energia rinnovabile.

  • _Ghostrider_

    29 ott 2009 - 12:13 - #4
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    Up Down

    Mai prendere alla leggera un documento di una banca di investimenti quando le sue conclusioni possono dirottare montagne di soldi verso un paese piuttosto che un altro.
    Io riderei un c@zzo.. e’ come si domattina la MorganStanley ci declassasse a rating B.. Vedi in che mare di m3rda ti ritrovi.. anche se i consulenti non hanno capito una mazza e hanno sbagliato il rate.

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    29 ott 2009 - 12:25 - #5
    -1 punto
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    @Ghost

    Per ogni euro investito nelle rinnovabili lo Stato italiano ne tira fuori due…. senza guadagnare posti di lavoro e per produrre un bene dal bassissimo valore aggiunto: l’energia elettrica. Quindi non è così tragico se non arrivano investimenti dall’estero, anzi.
    Per fortuna il nostro governo pare che l’abbia capito.

  • Mauriziosat,9

    29 ott 2009 - 15:30 - #6
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    solo 2 considerazioni :
    .
    1)ma dopo il casino finanziario globale ANCORA C’E’ GENTE CHE LEGGE I RAPPORTI FARLOCCHI DELLE BANCHE D’AFFARI?
    quelli ti dicono di comprare la roba che sta andando in vacca e ti tengono lontani dai buoni affari ..PER FARLI LORO.
    .
    2)Quello nelle energie alternative , PER UNO STATO NON SONO INVESTIMENTI , sono spreco di denaro pubblico per sovvenzionare i parassiti del 21° secolo .
    meno soldi buttiamo , piu’ ne abbiamo per costruire un po di centrali nucleari
    CHE E’ MEGLIO.

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