Urbi et Orbi, Stefania Prestigiacomo Ministro dell’Ambiente e Piero Grasso Procuratore della DDA (Direzione distrettuale antimafia) hanno ufficialmente smentito le dichiarazioni del pentito Francesco Fonti in merito alla presenza di una nave carica di non precisati veleni nelle acque di Cetraro a 300 metri di profondità.
Ha detto il Ministro:
Il caso Cetraro è chiuso. Il relitto a largo delle coste della Calabria non è la nave dei veleni ma è la nave passeggeri “Catania”, costruita a Palermo nel 1906 e silurata nel corso della Prima guerra mondiale il 16 marzo 1917. Fino a 300 metri di profondità e per un raggio di 7 chilometri sono da escludere tracce di contaminazione radioattiva.
Scrive Claudio Cordova su Strill.it:
No, mi dispiace, rispetto la versione data dalle Istituzioni, ma non ci credo. Ma questo ha ben poca importanza: ha molta più importanza il rapporto dell’Arpacal di appena un anno e mezzo fa, hanno molta più importanza i pareri, espressi in periodi diversi, di tre magistrati della Repubblica.
Leggo su AielloCalabro, che riprende da Il Manifesto:
Cosa è dunque successo in questi quarantasette giorni nessuno lo ha, però, ancora raccontato. Nessuno ha spiegato perché la Marina Militare in tre anni - da quando nel 2006 la procura di Paola, con l’allora pm Greco, comunicò le coordinate della presunta Cunski - non ha mai detto che in quella zona ci poteva essere una nave affondata nel 1917. Nessuna spiegazione su quelle sostanze inquinanti che portarono la Capitaneria di Porto di Cetraro a vietare la pesca in due aree vicine al relitto nel 2007. Non sappiamo neanche perché quella stessa ordinanza venne ritirata di corsa nell’agosto del 2008, senza nessuna nuova analisi. E, in ultimo, tanti dettagli di questa storia non tornano e, probabilmente, alimenteranno altri dubbi, altri piccoli misteri.
Infine una piccola nota su quello che potrebbe accadere ora che secondo il Ministero dell’Ambiente sono stati fugati i dubbi:
Il vero pericolo ora è che le notizie rassicuranti venute ieri dal governo e dal procuratore antimafia Pietro Grasso affossino per altri quindici anni ogni tentativo di chiarire i tantissimi traffici internazionali di rifiuti tossici e radioattivi. In fondo la storia delle navi dei veleni è questa. È punta di un iceberg velenoso che è stato coperto da depistaggi, false testimonianze e attività frenetiche dei servizi per tantissimi anni.
ilmio
30 ott 2009 - 16:23 - #1eccapirai, dopo aver dichiarato che mi fanno una centrale nucleare dietro casa figurarsi se scorie affondate siano reperibili in mare. Lasciamo che l’argomento venga impugnato solo dai complottisti. Intenzionalmente non troveranno mai niente ! Robe da Ustica…
_Giacomo_
30 ott 2009 - 17:28 - #2@ilmio
“eccapirai, dopo aver dichiarato che mi fanno una centrale nucleare dietro casa…”
Mapperfavore!!!!
gbettanini
30 ott 2009 - 18:07 - #3Chi pensa che il governo non dica tutta la verità sulla questione non deve chiacchierare e fare comizi, deve dimostrarlo. Quindi prendere una nave simile alla ‘mare oceano’ ed andare a fare i propri rilievi.
Costo: circa 40.000€/giorno
Ricavo: Se a posto della “Città di Catania” c’è una nave degli anni 60 piena di rifiuti radioattivi può anche far cadere il governo.
Quello che non si può chiedere è che queste ricerche siano ancora pagate con i soldi della collettività soprattutto quando partono da fantasiosi teoremi e vengono motivate con minacce radiologiche che vanno ben oltre le leggi della fisica.
Da qualche parte ci sarà anche una nave con rifiuti radioattivi nel mediterraneo, ma come ho detto l’acqua scherma le radiazioni, l’acqua può diluire la contaminazione da isotopi radioattivi in modo da renderla non pericolosa ,scorie nucleari non possono esserci, al massimo rifiuti ospedalieri o industriali…. quindi la cosa più saggia da fare è tranquillizzarsi e se c’è prova di un reale pericolo intervenire.
_Giacomo_
30 ott 2009 - 20:08 - #4@gbettanini
Ben detto!
stever
31 ott 2009 - 12:00 - #5si l’acqua scherma le radiazioni ma se i pesci mangiano alghe o placton contaminato perchè nato o visuuto accanto a materiale radioattivo e noi mangiamo quei pesci ?
Mauriziosat,9
31 ott 2009 - 12:20 - #6stever non hai molto chiaro cosa siano le radiazioni alfa vero?
gbettanini
31 ott 2009 - 12:21 - #7@stever
Quando salterà fuori anche un singolo pesce contaminato ci si allarmerà… prima no.
P.S. La contaminazione deve essere rilevante, non bastano, che so, le tracce infinitesime di Cs137 derivanti da Chernobyl.
Bruno Santeramo
31 ott 2009 - 13:00 - #8@Mauriziosat,9
qual’è il senso della tua domanda?
potresti spiegare a me, laureato in fisica, perché stever non ha ben chiara la conoscenza delle particelle alfa? in cosa sbaglia dicendo che se un pesce mangia alche o plancton contaminato radioattivamente noi corriamo il rischio di assumere cibo contaminato?
a Chernoby, dopo anni dalla contaminazione, la popolazione continua a mangiare cibo contaminato radioattivamente perché coltivato su terreni contaminati e irrigato con acque contaminate.
in mare la contaminazione da sostanze radioattive è diluita ma i pesci fungono da accumulatori (chiunque rimembri dalle scuole elementari il concetto di piramide alimentare lo trova logico e ovvio) e noi uomini accumuliamo quello accumulato dai pesci…
inoltre la segnalazione di cesio 187 nei pesci dovrebbe far drizzare le orecchie a chi conosce un poco la radioattività… il cesio 187 non lo si trova in natura ma è prodotto artificialmente e in fondo al mare e nei pesci ci finisce solo se qualcuno butta in fondo al mare bidoni contenenti scorie radioattive…
resto in attesa che mi delucidi sulle particelle alfa…
nello1
31 ott 2009 - 13:34 - #9Il pesce sicuramente darà l’allarme e ti dirà che è contaminato, così salverà la sua specie dall’estinzione,dalle reti.Che te ne fai del pesce contaminato.
stever
31 ott 2009 - 19:36 - #10So che volevi dire che le radiazioni Alfa sono meno contaminanti delle Gamma ma chi ti dice che non ci siano tutte (le radiazioni) e comunque sarebbe grave anche trovare altre sostanze come i metalli pesanti, magari robaccia come quella che pergola nel fiume Oliva !
gbettanini
31 ott 2009 - 21:38 - #11@Bruno Santeramo
Francamente dubito che lei sia laureato in fisica un vero fisico non si sognerebbe mai di scrivere “Cesio 187″… e si che nel messaggio appena sopra io l’avevo scritto giusto.
@stever
Bisogna capire come funziano irraggiamento e contaminazione.
Le radiazioni non sono contaminanti, la contaminazione consiste nella penetrazione del corpo umano di isotopi radioattivi che emettono radiazioni alfa/beta/gamma.
Ad esempio una massa di 1/2 chilo di plutonio la posso tenere in mano senza grandi problemi, è poco radioattivo ed emette particelle alfa che non riescono a penetrare il primo strato della pelle del corpo umano, ma se ne ingerisco un decimo di miligrammo andrei rapidamente al Creatore.
Se invece tenessi in mano una massa di 1/2 chilo di Cs137 andrei al Creatore per irraggiamento, il Cs è un beta-gamma emettitore molto potente….
Ma tendenzialmente per ingestione/respirazione sono più pericolosi gli elementi che emettono particelle alfa.
Il fatto è che elementi emettitori alfa è molto improbabile che siano in fondo al mare, praticamente impossibile. Ci saranno al massimo rifiuti radioattivi, ospedalieri od industriali.
Bruno Santeramo
01 nov 2009 - 03:46 - #12@gbettanini
sbagli se dubiti che io sia laureato in fisica solo perché ho commesso una svista scrivendo cesio 187 invece di cesio 137… ho commesso un’errore (e ti ringrazio per avermi fatto “notare” la svista) perché ho risposto con il mio commento andando a memoria, senza leggere su wikipedia qualcosa sulla radioattività e sugli isotopi del cesio ma basandomi su reminiscenze dei miei studi universitari
ora giusto per non scrivere un commento sterile aggiungo una mia ulteriore considerazione: quello che mi lascia perplesso dell’annuncio della notizia della non pericolosità del relitto è la discrepanza tra questa notizia e quanto emerso dal video di quaranta giorni fa, ovvero la presenza di fusti a bordo del relitto, poi la storia del divieto di pesca per via dei pesci contaminati da cesio 137… ho il timore che si cerchi di mettere a tacere con una certa celerità la faccenda delle navi affondate dalla n’drangheta… ritengo che questa sia una faccenda da approfondire perché accorgerci tra dieci anni che da navi affondate sono fuoriuscite sostanze tossiche sarebbe veramente da stupidi oltre al fatto che non potremmo più rimediare al danno avvenuto
P.S.
tu stesso nel tuo commento poni in evidenza la pericolosità del cesio 137, lo stesso elemento di cui sono state riscontrate tracce nei pesci…
gbettanini
01 nov 2009 - 09:33 - #13@ Santeramo
“pesci contaminati da cesio 137″
…di quanti Bq stiamo parlando?
Bruno Santeramo
01 nov 2009 - 12:36 - #14@gbettanini
non so quanti Bq abbiano rilevato, nè mi ricordo di averlo letto nè riesco a trovarlo dopo una breve ricerca su google ( forse cercando più approfonditamente si troverebbe il dato in rete ma si tratterà sicuramente di un valore superiore a zero e al di sopra della soglia di rilevabilità degli strumenti di misura… ) ma trattandosi di tracce di un materiale che non si trova in natura sono ovviamente colpito dalla notizia perché giocoforza dobbiamo pensare a rifiuti sversati in mare, volutamente (navi a perdere) o accidentalmente (il che non sarebbe comunque rassicurante)
se poi penso che il fenomeno delle navi a perdere è un argomento di cui si parla da anni ma non è mai stato approfondito con la dovuta attenzione… se penso che stiamo parlando della Calabria, dove è stata accertata la “presenza elevatissima di sostanze tossiche e radioattive [http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/10/13/calabria-avvelenata-indetta-manifestazione-nazionale/]”…
capisci bene che non bisogna essere un complottista per temere che si stia cercando di far morire sul nascere una approfondita ricerca della verità delle “navi a perdere” affondate nei nostri mari
per adesso non mi sento tranquillizzato dall’annuncio fatto dal ministero e da Grasso… vorrei che si facesse prima un accurato lavoro di controllo dei mari per appurare la verità… altrimenti rimarrà sempre il dubbio e questo può solo nuocere…
gbettanini
01 nov 2009 - 15:51 - #15@ Santeramo
“non so quanti Bq abbiano rilevato, nè mi ricordo di averlo letto nè riesco a trovarlo….”
Ecco appunto, non diffondiamo notizie inconsistenti per creare allarmismo o uno stato di emergenza che in realtà non c’è.
Quando salta fuori un pesce con una contaminazione rilevante da Cesio o altro ne riparliamo.
Bruno Santeramo
01 nov 2009 - 18:13 - #16@gbettanini
se l’anno scorso hanno vietato la pesca nella zona per la presenza di contaminanti radioattive nei pesci la contaminazione ci deve essere stata e deve quantomeno servirci come campanello d’allarme… penso che sia meglio approfondire e dissipare ogni dubbio piuttosto che aspettare senza fare nulla e magari trovarci fra qualche anno con una situazione peggiorata a causa della nostra inezia oggi
sono d’accordo con te sul non creare stupidi allarmismi, però in Italia spesso assistiamo a allarmismi inutili (vedi l’influenza aviaria qualche anno fa) e operazioni di facciata che non risolvono i problemi (vedi i rifiuti in Campania)
mi sentirò tranquillizzato dagli annunci fatti dal ministero solo dopo che ci sarà stata una seria operazione di indagine e monitoraggio…
giotisi
01 nov 2009 - 19:32 - #17“C’è un posacenere nello spazio, ma i vostri telescopi non lo possono vedere”
Sentire i commenti di Santeramo mi da questa impressione.
Bruno65
02 nov 2009 - 13:27 - #18Intanto ci sono molti dubbi sull’esatta posizione delle due navi (il catania ed il cunsky) sembra che le coordinate non siano le stesse.
Andate a vedere questo link
http://www.comitatodegrazia.org/Blog/non-e-la-cunsky-ma-i-conti-o-meglio-le-coordinate-non-tornano.html
andrea rubiu
02 nov 2009 - 19:27 - #19non è la Cunsky? e allora, che fine ha fatto la nave dei veleni? se il relitto al largo delle coste di Cetraro non è la famigerata Cunsky, con a bordo quintali di scorie radioattive, è una notizia shok, ma ciò non significa che la nave tanto ricercata non esista. è necessario riprendere le ricerche e addirittura incrementare mezzi e uomini, affinchè si trovi il vero relitto contenente le materie pericolose, proprio perchè se la nave è stata confusa per un’altra, non significa che l’emergenza sia conclusa e il caso chiuso. l’ emergenza ambientale è la medesima di qualche settimana fa e perciò è strettamente necessario continuare le ricerche. le autorità e il Governo non possono e non devono prendere questo errore di localizzazione come scusa per allontanarsi dal tema o fingere che la questione sia conclusa. le istituzioni politiche e le associazioni ambientaliste, devono continuare le ricerche proprio al fine di rintracciare la Vera Cunsky e operare al fine di colmare l’emergenza che colpisce le coste di Cetraro. questo non solo per il bene degli abitanti del luogo, ma per il bene di tutti coloro che vanno a soggiornare e visitare quei luoghi e tutti coloro che vivono nel e per il Mediterraneo.
Mattia Ventroni
02 nov 2009 - 21:04 - #20Credo sia una grave situazione quella che sta delineandosi da ormai troppo tempo in Calabria. E’ il momento che la politica, faccia il suo mestiere e dia risposte chiare, e agisca prontamente. Con un tema così delicato non si può fare i vigliacchi, lasciare che l’opinione pubblica si dimentichi di questo orribile disastro ambientale,e fare finta che non sia mai successo nulla. Questo è sintomo di irresponsabilità, e questo non lo si può tollerare, dopo che gli italiani hanno affidato le loro speranze al governo. Non sarebbe giusto. Auspico una sensibilizzazione della maggioranza e della politica tutta, perchè mi pare che oltre l’UdC, nessuna forza politica si sia interessata veramente al problema. La salute delle persone, la salvaguardia dell’ambiente non merita di essere sottovalutata o dimenticata per colpa di giochi di potere. Mattia Ventroni
Bruno Santeramo
03 nov 2009 - 00:32 - #21@Mauriziosat,9
giusto per capirci, vuoi dire che secondo te le ricerche per cercare le navi cariche di rifiuti affondate non dovrebbero essere fatte proseguire?
che fino a quando non ci saranno riscontri obiettivi non si dovrebbero cercare queste navi?
che quindi non si dovrebbero cercare i riscontri obiettivi fino a quando nonci saranno “riscontri obiettivi”??
è questo il tuo pensiero o ho l’ho male interpretato?
mauro lodi
03 nov 2009 - 10:43 - #22ragazzi questo sito censura i messaggi!!!
guai a chi osa criticare il main sponsor del sito, vale a dire sorgenia!!!
questo è il messaggio che mi hanno cancellato:
ragazzi è da qualche mese che leggo questo bel blog. stamattina però sono saltato sulla sedia quando ho visto che tra le varie pubblcità c’è pure SORGENIA….anzi a vedere dalla quantità dei banner mi sembra che sia lo sponsor principale.
scusate ma come è possibile che un blog ecologista faccia pubblicità ad un’impresa che costruisce centrali termoelettriche?!?
tra l’altro SORGENIA ne sta costruendo una anche nel nostro territorio, nel lodigiano, che ha già i tristi record italiani dell’aria inquinata e dei tumori. noi il nostro contributo in termini di inquinamento lo stiamo già pagando da 30 anni perchè nel territorio abbiamo già una grande centrale da quasi 2000 MW (prima enel poi endesa ad olio, ora e-on a turbogas) ma adesso ci chiedono un altro intollerabile sforzo….abbiamo lottato per anni contro la soscietà di de benedetti ma i partiti erano tutti daccordo.
per me è una vergogna che un blog ecologista si faccia sponsorizzare da questi soggetti. se ne fregano della salute pubblica, dell’ambiente, dei territori…altro che “SORGENIA: L’ENERGIA SENSIBILE”. l’unica cosa a cui sono sensibili sono i soldi.
tra l’altro sono stati multati dall’antitrust per attivazioni non richieste: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/10/Antirust-multa-sorgenia.shtml?uuid=460be49e-c09e-11de-950f-cada4a6e54e9&DocRulesView=Libero
filoverde
03 nov 2009 - 10:49 - #23@Mauro Lodi
Sei un bugiardo! Nessuno ha cancellato nulla! I commenti, peraltro due uguali, e con questo fanno tre, il che inizia a diventare spam, sono ancora dove li hai pubblicati:
http://www.ecoblog.it/post/9237/influenza-a-h1n1-a-speciale-tg1-ce-un-nesso-tra-gli-allevamenti-intensivi-di-suini-e-la-pandemia
e ti ho anche risposto….
Marta Romano
03 nov 2009 - 15:23 - #24I test sono stati effettuati, ma i dubbi rimangono.
Inoltre, molto probabilmente, la politica dimenticherà la questione ambientale calabrese molto presto, come se la nave di Cetraro fosse l’unico problema ambientale. In realtà non è così, non si possono dimenticare i gravi problemi riguardanti l’ambiente che affliggono la Calabria, e non solo. E poi.. Chi ripagherà il danno d’immagine subito da questa Regione? E chi ripagherà tutti quei pescatori costretti a stare fermi per tutto questo tempo? Speriamo che queste domande non rimangano inascoltate per sempre, e che qualcuno avrà il coraggio di rispondere e fare chiarezza.
Marta