Il mercato europeo Ets, ovvero il meccanismo di scambio di quote di CO2 messo a punto dall’UE per raggiungere gli obblighi comunitari del Protocollo di Kyoto, avrebbe dei costi spropositati per l’Italia. A confermarlo è uno studio che sottolinea come il prezzo da pagare per i consumatori italiani si sia aggirato, solamente per l’anno 2008, sui 3 miliardi di euro. Lo studio, il cui titolo è “The expensive failure of the European union Emissions trading scheme”, è stato condotto dalla società di ricerca “TaxPayers’ alliance”.
La ricerca stima i costi dello schema di controllo delle emissioni negli anni scorsi sulla base di alcune ipotesi in relazione alle modalità di trasferimento di questi extracosti ai consumatori. Il dato emerso per l’anno 2008 indica chiaramente che i consumatori italiani hanno dovuto sostenere una spesa che a livello europeo ha un peso significativo.
In sostanza si tratterebbe di un equivalente di circa 185 euro a persona nei paesi soggetti all’Ets, da quando cioè è nato il mercato, con una media 46 euro all’anno. Tutto ciò a dispetto del collasso dei prezzi durante il 2007, quando divenne chiaro che i permessi concessi rispetto alla domanda erano superiori alle attese. Alla luce di questi dati e da perfetto profano di nozioni di macroeconomia mi sorgono spontanei due dubbi.
Il primo riguarda il fatto che, dati gli obiettivi sempre più ambiziosi dell’UE, questi costi potrebbero aumentare; il secondo dubbio, ben più grave probabilmente, è invece il fatto che potremo trovarci a dover pagare una quota ulteriormente più alta rispetto ai nostri alleati continentali se lo Stato italiano continuerà ad avere poca attenzione alla politica della riduzione di emissioni.
Inutile allarmismo? Chissà, fatto sta che se le istituzioni non affronteranno in maniera seria questo problema potremmo rischiare di sobbarcarci in futuro dei costi davvero enormi; costi che rischierebbero di entrare in conflitto con la ripresa economica, tema che deve essere considerato come priorità politica assoluta per il rilancio del Paese.
Via | Taxpayersalliance.com
Foto | Flickr
zero1
04 nov 2009 - 13:25 - #1a conferma del fatto che il nucleare aiuta
prendi 1GW H24 all’80% di produzione da termoelettrico carbone o olio e cambialo in nucleare CO2 free e vedi come scendono i costi del commercio della CO2
comunque è il ministero dell’ambiente che dovrebbe organizzare progetti seri per la riqualificazione del territorio e il rimboschimento incassando soldi da chi deve pagare per bruciare fonti fossili
gbettanini
04 nov 2009 - 13:25 - #2La cifra di 3 G€ non è secondo me così spropositata.
Se l’Italia decidesse di rispettare davvero il 20/20/20 stime del ministero dell’ambiente parlano di una spesa annua di circa 20 G€, praticamente 1000 euro a famiglia. Per ora comunque nulla sembra indicare che l’obbiettivo 20/20/20 si voglia raggiungere.
Però pensiamo anche ai 100 G€ destinati ai paesi in via di sviluppo che verranno dati tra il 2013 ed il 2020, che sono un aiuto sacrosanto, ma che peserà sulle nostre tasche.
Dal mio punto di vista è meglio finanziare un ‘Piano Marshall’ per risolvere i maggiori problemi del terzo mondo e per cercare di ridurre il boom demografico piuttosto che concentrarsi su ETS e nel forzare il mercato delle energie rinnovabili. La prima soluzione a medio-lungo termine comporterà una maggiore riduzione di emissioni di CO2 e dal punto di vista economico creerà un nuovo e gigantesco ‘mercato’.
mago16
04 nov 2009 - 14:30 - #3Giusto che paghino per gli errori i governanti, dissuasi dalla camarilla di certi loro amici imprenditori-speculatori e dai loro (inteso delle 2 parti) interessi…
Purtroppo chi ci rimette sono sempre i conti pubblici ovvero i contribuenti, ovvero dipendenti alla quale le tasse vengono prelevate direttamente dalla busta paga…
Ora, non è meglio per tutti spendere quei soldi che andrebbero in multe, in energie rinnovabili (assolutamente non il nucleare), in risparmio energetico ed in tutela dell’ambiente???
david c
04 nov 2009 - 15:21 - #4I soldi spesi QUI IN ITALIA per incentivare il risparmio, opps, scusate……efficenza per chi non capisce, sono soldi ben spesi perchè si risparmiano in multe salate.
Riguardo al nucleare (sono comunque contrario) i suoi effetti “benefici” sul co2 si faranno sentire tra 15 anni, ma intanto serve energia per costruire le centrali.
Il carbone è meglio non usarlo e basta, chiudere le centrali appena costruite è la cosa miìgliore con quello che ci costano.O volete pagare voi per quelle centrali a carbone che fanno utili perchè non pagano l’inquinamento da co2 che creano?
zero1
04 nov 2009 - 21:19 - #5@ david c
e con cosa la produci tutta l’energia che serve all’italia? con il gas ok, poi non lamentiamoci se a gennaio siamo incasinati con i russi che ci fanno gli scherzetti: passa il gas, non passa il gas eheheheh -_-
3350
05 nov 2009 - 19:53 - #6ma io non capisco una cosa: ma sti soldi della CO2 che vanno dagli italiani all’UE, che fine fanno?
Mauriziosat,9
06 nov 2009 - 05:13 - #7normalmente i soldi vengono SPRECATI pagando tutta la BARACCA messa su per prenderceli .
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servono amantenere al burocrazia , i consulenti amici , e le innumerevoli poltrone .
SECONDO TE PERCHE’ MAI SI AFFANNANO COSI’ TANTO PER RACCONTARCI IL CAMBIAMENTO CLIMATICO CHE NON ESISTE.
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SOLDI , TANTI SOLDI , PROFUMATI SOLDI
e poltrone , segretarie scosciate, qualche intervista di tanto in tanto .
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UN PO COME LA F.A.O. …………….che con tutti i soldi che becca non dovrebbe esserci manco un bambino denutrito
ED INVECE IL 95% DEL FATTURATO DELLA F.A.O. …….VA AI FUNZIONARI F.A.O..