Emergenza rifiuti a Palermo: netturbini rissosi bloccano la raccolta

pubblicato: giovedì 05 novembre 2009 da Marina in: Italia Rifiuti Politica

I cittadini potestano conto la Tarsu Palermo, un po’ come Napoli, ha iniziato a vivere la stagione dell’emergenza rifiuti. Questa volta a peggiorare la situazione una rissa scoppiata tra diversi netturbini, l’altra notte, davanti i depositi dell’Amia Spa, tra via via Ingham e via Tasca Lanza, che ha portato come risultato sette arresti e il blocco della raccolta di rifiuti dalle strade. Causa per cui da stamane sono ripesi i roghi della “munnizza”.

Ha detto Diego Cammarata sindaco di Palermo:

A causa di alcuni irresponsabili il cui numero purtroppo non è esiguo come sarebbe lecito attendersi, ieri è stato impedito ai mezzi e al personale dell’Amia di fare il proprio lavoro, creando inoltre un clima di intimidazione e di paura che è impossibile accettare. Per questo ho chiesto al Prefetto di convocare il comitato per l’ordine e la sicurezza, nella convinzione che questa vicenda non possa essere confinata all’interno dell’azienda. Per quel che ci riguarda, saremo durissimi: chi ritiene di potere lavorare poco o nulla ed esprimere dissenso o timori con l’arma della violenza e del sopruso sappia che l’intendimento è quello di impedire che ciò avvenga con ogni strumento in nostro possesso.

Il problema è il buco da 230 milioni di euro nel bilancio dell’Amia, che ha generato stipendi non pagati, manutenzione del parco macchine fermo, sospensione della raccolta dei rifiuti dalla strade di Palermo e provincia. Intanto i cittadini iniziano a autorganizzarsi per non pagare la Tarsu (accanto il manifesto).

Via | La Sicilia, Siciliainformazioni, Livesicilia
Foto | Farecittà

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di francesco77

    francesco77

    06 nov 2009 - 00:16 - #1
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    togliete loro il lavoro, e eliminateli da tutte le liste degli uffici di collocamento del Comune.
    Cose da matti. E poi si parla di differenze tra nord e sud. la prima differenza, “ahinoi”, è proprio nella mentalità.

  • Mauriziosat,9

    06 nov 2009 - 15:27 - #2
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    non si capisce per quale assurda ragione il moderatore ha cancellato tutti i commenti .
    .
    forse al moderatore da fastidio l’informazione corretta ?

  • 9,tasoiziruaM

    06 nov 2009 - 17:57 - #3
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    Uno che legge il giornale e parla di informazione corretta è come McDonald’s che parla di sana alimentazione.

  • Filippo Riccio

    11 nov 2009 - 09:58 - #4
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    I comuni sono in bancarotta perché hanno sprecato soldi a destra e a manca, tra iniziative non di loro competenza (es. assessorati alla pace), sprechi o peggio (ne sa qualcosa Catania), e ora che gli è stata tolta l’ICI sono alla disperazione.
    I netturbini non vorranno lavorare ma di sicuro non vedo perché dovrebbero farlo se non li pagano. E per chi crede che le cose siano diverse al Nord… vi ricordate gli scioperi selvaggi dell’ATM, quando la gente voleva linciare gli autisti?
    E naturalmente non vedo perché i cittadini dovrebbero pagare la tassa sulla raccolta rifiuti se il servizio non esiste: la “rivolta fiscale” non è solo quella fantomatica del Nord…

  • andrea rubiu

    13 nov 2009 - 16:05 - #5
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    L’Italia è nuovamente di fronte a un’emergenza rifiuti. Stavolta è colpita la Sicilia. La produzione di rifiuti comprensibilmente difficilmente può calare, mentre la capienza dei bacini e delle discariche che possono contenere i rifiuti possono perdere capacità molto rapidamente. Ciò è quanto accade, ciò rappresenta la causa delle emergenze rifiuti. Come risolvere le crisi?, ma soprattutto, come evitarle? In 2 modi: promuovendo la raccolta differenziata in tutti i comuni e in tutte le regioni. Ricordiamo che ad esempio Messina con Iglesias (Ca) sono le città italiane con la minor percentuale di raccolta differenziata (3%). Raccolta differenziata significa dare utilizzabilità ulteriore ai rifiuti e farli perciò tornare ad essere materie prime. Per poter diventare materie prime devono però essere costruiti i centri di smistamento, riciclaggio e trattamento rifiuti nei centri e nei modi corretti, basti pensare che per risolvere le emergenze della Campania e ora della Sicilia lo Stato ha speso un numero elevato di euro, che non garantiscono un futuro. Se la stessa quota fosse spesa per dare vita a centri di trattamento, si darebbe posto di lavoro in un periodo di grossa necessità e si darebbe soluzione a emergenze rifiuti che minacciano la salubrità del nostro Paese

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