Pianosa divisa tra naturalismo e detenzione: deciderà la Conferenza Stato-Regioni

Era il giugno del 1998 quando il carcere di massima sicurezza a Pianosa fu chiuso. L’evento fu salutato come un passo avanti del nostro paese nella lotta per i diritti ambientali e, soprattutto, civili a causa del numero impressionante di pestaggi e di suicidi, avvenuti tra le sue mura. Oggi, sebbene il rischio sembri quasi del tutto rientrato, grazie alla decisa opposizione manifestata dai ministri dei trasporti Matteoli e dell'ambiente Prestigiacomo, corriamo il pericolo di dover assistere ad un folle passo indietro della politica Italiana con la riapertura del medesimo carcere. Pianosa è un paradiso naturalistico, soprattutto per gli amanti dello snorkeling in particolare oggi, dopo 10 anni di stabilizzazione del tessuto connettivo della sua fauna, gravemente danneggiata, in passato, proprio dalla presenza del carcere (sono state ben 36 le discariche oggetto di bonifica).

Secondo l’originale progetto del Ministro della giustizia Angelino Alfano, espresso pochi giorni fa con l’avvallo del presidente del Senato Renato Schifani, la riapertura della struttura sull’isola dovrebbe essere funzionale a “risolvere” l’annosa questione dei carceri sovraffollati in Italia. Trecento detenuti speciali, sotto regime 41 bis, dovrebbero quindi essere trasferiti a Pianosa, a seguito di costosissime operazioni di ristrutturazione all’edificio preesistente. Ma se è vero che il problema della sovrappopolazione carceraria riguarda decina di migliaia di persone e non poche centinaia, non si capisce quanto la soluzione proposta possa incidere sulla risoluzione definitiva del problema.

Tuttavia, la questione non è ancora del tutto risolta, se è vero che l’intera vicenda sarà oggetto di discussione alla Conferenza Stato-Regioni prevista giovedì prossimo, in cui verrà presa in considerazione anche la riapertura del carcere all’Asinara, altra isola di impareggiabile valore naturalistico. Oggi, l’ex "isola del diavolo" rappresenta una delle punte di diamante del Parco dell’arcipelago toscano, compresa in una Zona di Protezione Speciale istituita dall'Unione Europea, che ospita un importante progetto del CNR sul clima e che sia coperta su tutta l’estensione della sua superficie da un vincolo archeologico. Quest’ultimo, in particolare, si mostrò necessario proprio all’indomani della chiusura del carcere di massima sicurezza quando le splendide catacombe di Pianosa – seconde solo a quelle di Roma - furono trovate in condizioni disastrose completamente invase dai liquami dei carcerati.

Foto | Flickr

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