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Viacolvento, operazione della GdF: in manette il presidente dell'Anev. Sequestrati sette impianti eolici

Pubblicato: mercoledì 11 novembre 2009 da Marina

Operazione viacolvento. in manette il rpesidente dell'Anev La Guardia di finanza ha sequestrato sei impianti eolici tra Carlentini, Siracusa e Palermo e uno a Ploaghe in Sardegna, mentre finiscono sotto inchiesta 12 società con sede a Avellino e in Sicilia che hanno beneficiato dei contributi per la costruzione dei parchi eolici. In tototale sono state fermate 185 pale eoliche per un valore di circa 153 mila euro. Gli impianti sequestrati sono a Carlentini (Sr) con 57 turbine; in provincia di Catania a Militello Val di Catania (Ct) con 18 turbine; a Mineo con 11 turbine e a Vizzini con 30 turbine; a Ploaghe (Ss) con 26 turbine; in provincia di Palermo a Camporeale con 24 turbine e a Partinico e Monreale con 19 turbine.

Tratto in arresto Oreste Vigorito che come scrive TV7 Benevento:

Sessantadue anni, avvocato di origini irpino-napoletane, insieme al fratello Ciro, Oreste Vigorito ha costruito nel corso degli anni un vero e proprio impero. Stimato presidente dell’Enav, l’associazione industriale del settore eolico, proprietario della società di calcio del Benevento, ma soprattutto deus ex machina della Ivpc, il gruppo che gestisce gran parte delle centrali ad energia eolica installate in quasi tutte le regioni italiane. I primi impianti vengono realizzati a Montefalcone, in provincia di Benevento: dodici generatori da seicento chilowatt ciascuno. Successivamente, cresce il numero dei parchi eolici e, con essi, le società che entreranno nel gruppo Ivpc nel quale Vigorito è sempre presente in veste di proprietario, gestore o manutentore degli impianti. Precursore della “green economy”, il gruppo di Vigorito fattura 250 milioni di euro l’anno, con 420 dipendenti e un altro migliaio di posti di lavoro impegnati nell’indotto: un settore di grande redditività economica, quello dell’energia eolica, che in pochi anni ha visto aumentare i ricavi di oltre 43 punti percentuali. Il sogno di Vigorito, al quale stava lavorando alacremente, era il collocamento in Borsa della Italian Vento Power Corporation.

In manette, riferisce Marsala.it anche:

Vito Nicastri, di 53, di Alcamo; Ferdinando Renzulli, 43 anni, di Avellino e Vincenzo Dongarrà, 47 anni, di Enna. Altre undici persone sono state denunciate. Sono tutti accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per aver indebitamente percepito contributi pubblici.

Spiega così il meccanismo l’Unione Sarda:

Le regole della truffa erano semplicissime. Prima bisogna attestare la disponibilità di un terreno su cui costruire la centrale eolica (in genere erano terreni concessi dai comuni e poi subconcessi alle società compiacenti); successivamente dimostrare di avere consistenza patrimoniale ed economica per poter far fronte all’investimento e renderlo redditizio: nessun problema se le società potevano contare su delle consorelle nel Regno Unito che al momento opportuno iniettavano nelle casse societarie soldi provenienti da altri finanziamenti pubblici. Un giro di danari tra Olanda, Spagna e Inghilterra. Il gioco delle tre carte, delle scatole cinesi o matrioska. Un investimento sicuro: l’eolico campano vince sempre.

Intanto, Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, stasera è a Striscia la notizia. Leggo dal comunicato stampa:

Vittorio Sgarbi accompagna 100% Brumotti nella costa che unisce Gela a Licata, mostrando lo scempio che è stato compiuto costruendo pale eoliche (molte delle quali non funzionanti) che deturpano uno dei paesaggi più belli del nostro Paese. Il Primo Cittadino di Salemi non riesce a capacitarsi di come nessuno dei politici del luogo voglia salvaguardare la bellezza del paesaggio e ipotizza che dietro la costruzione di questi impianti ecocompatibili (dall’ingente costo di 1 milione e mezzo di euro l’uno) si possa nascondere l’ombra della mafia.

Foto | Flickr

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14 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    11 nov 2009 - 18:30 - #1
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    “Un settore di grande redditività economica, quello dell’energia eolica, che in pochi anni ha visto aumentare i ricavi di oltre 43 punti percentuali.”

    Non è cosi. Come ho sempre detto il problema è che il settore delle rinnovabili NON è a grande redditività economica. I grandi impianti eolici o fotovoltaici ben che vada garantiscono un ROI del 5-7% che è bassissimo se paragonato ad altre attività produttive o commerciali. L’energia elettrica è un prodotto a basso valore aggiunto ed arricchirsi producendo energia rinnovabile non è possibile, soprattutto quando il GSE calibra gli incentivi in modo tale per cui non ci si possa arricchire producendo energia elettrica. Quindi con le rinnovabili ci si arricchisce in due modi:
    1) Come è scritto nell’articolo.
    2) Sfruttando l’effetto della “green bubble” ovvero creando, comprando vendendo aziende (o azioni di aziende) che si occupano di rinnovabili e che promettono, troppo spesso, la luna.
    Non certo producendo con un impianto per 15-20 anni energia pulita.

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    11 nov 2009 - 18:36 - #2
    0 punti
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    Pardon… intendevo un TIR del 5-7% , volevo scrivere ‘IRR’ e mi è scappato ‘ROI’.

  • guagnelz

    11 nov 2009 - 18:46 - #3
    0 punti
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    Direi che è spiegato bene: la grande redditività era data dagli incentivi pubblici di più di un paese, in questo modo con zero investimento riuscivano a ottenere il ricavato della vendita di elettrcità.
    Facile così

  • giotisi

    11 nov 2009 - 23:18 - #4
    0 punti
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    Se qualcuno aveva dei dubbi che sarebbe finita cosi, alzi la mano.
    Se qualcuno crede ancora alla favola dei piccoli produttori di FV in giardino, la mano gliela taglio.
    Guardatevi in giro: solo impianti da 50-200 kwp, fatti da industrialotti con i soldi delle banche, garantiti dall’assicurazione.
    Prima tolgono gli incentivi e meglio è.

  • Profilo di zuk

    zuk

    12 nov 2009 - 08:49 - #5
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    … e poi sono sbalordito che i luoghi e la provenienza delle persone siano del sud! Ohibò!?!

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    12 nov 2009 - 09:06 - #6
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    @zuk

    Non c’entra nulla il nord-buoni, sud-mafiosi.
    In Italia il vento per far funzionare impianti eolici c’è solo al sud, qualcosa sull’appennino e qualcosa in Sardegna.

  • Profilo di zuk

    zuk

    12 nov 2009 - 09:31 - #7
    0 punti
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    Non ho mai detto nord = buoni, noto solamente con tristezza che il più delle volte, quando vengono date notizie di truffe ai danni di enti erogatori di finanziamenti, ci sono dietro società del sud :-(

    Come vuoi poi dare credibilità e attirare investitori?!?

  • Peppe121212

    12 nov 2009 - 11:30 - #8
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    Per me è vergognoso vedere che i fondi della legge 488 vengono dati per realizzare parchi eolici quando è risaputo che dopo la realizzazione in un parco eolico dovrebbero lavorare si e no due adetti. Poi si dice perchè non si crea occupazione al sud. Poi questi prendevano soldi della 488 e gli incentivi derivanti da energia verde ci credo che avevano scoperto la gallina dalle uova d’oro

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    12 nov 2009 - 11:41 - #9
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    @ Peppe

    …appunto.
    Bisogna rimettere i piedi per terra e rendersi conto che le mitiche decine di migliaia di ‘lavori verdi’ non esistono, almeno per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
    L’energia elettrica è un prodotto con un valore aggiunto troppo basso per poter dare da mangiare a tante persone, la ricchezza di un paese si costruisce su ben altre attività produttive.

  • giotisi

    12 nov 2009 - 11:43 - #10
    0 punti
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    Ogni incentivo o bonus distorce il mercato.
    Quando gli incentivi arrivano a essere 4 volte superiori ai valori correnti, siamo alla pazzia, e OVVIAMENTE ci inzuppano la brioche i soliti noti.
    E non ne farei una questione territoriale… se c’è da arraffare il Nord è altrettanto attrezzato (vedi CIP6), vedi FV.

  • Profilo di pollock

    pollock

    12 nov 2009 - 11:45 - #11
    0 punti
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    @ Zuk forse sei tu che noti e concentri la tua attenzione solo sulle frodi del sud, mi sembra che una delle più grandi frodi industriali del nostro paese venga dal nord forse hai dimenticato il caso parmalat??Non parliamo dell’Expo di Milano che prima ancora dell’evento stesso fa già parlare di se !!

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    12 nov 2009 - 12:04 - #12
    -1 punto
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    @giotisi

    A mio parere il GSE ha fatto un ottimo lavoro calibrando bene gli incentivi in modo che non si possano fare grosse speculazioni. Quindi nella gestione degli impianti il margine di ricavo c’è ma è basso.
    I soldi subito li fa chi gestisce l’affare ovvero chi coordina i fornitori, le ditte installatrici, le autorizzazioni, la connessione elettrica e soprattutto trova il ‘pollo’ che poi gestisce l’impianto per 15 anni.
    I soldi che questo gestore riesce a mettere in tasca possono pochi o tanti…. se si fa tutto in regola poi tanti non sono.

  • Tranquilli!!

    12 nov 2009 - 12:24 - #13
    1 punto
    Up Down

    Tranquilli!!
    Se ci saranno i margini abbondanti la mafia “investira’” anche nel nucleare.
    (Per ora è più redditizio l’eolico)
    P.S. Anche per questo sono contrario agli incentivi; lo stato puo al massimo azzerare iva ed imposte varie; ulteriori incentivi per tecnologie “vecchie” come l’eolico ed il nucleare non si dovrebbero fare.

  • Peppe123123

    12 nov 2009 - 17:23 - #14
    0 punti
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    Comunque caro ecoblog che hai dato la notizia con largo ritardo…. (si perchè sulla vicenda sembra che i mezzi di informazione si siano addormentati), Vigorito è il presidente dell’Anev e non dell’Enac (ente controllo aereo). Quando si copia qualcosa magari leggerlo non farebbe male….

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