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e-Gov, il Comune di Roma informatizza l'archivio: addio alla carta (e a 22.000 alberi tagliati)

Pubblicato: 17 nov 2009 da alessandra

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Stamattina, in Campidoglio, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e l’assessore al Personale Enrico Cavallari hanno inaugurato il piano della “dematerializzazione dei documenti comunali” promettendo la salvezza dal taglio per circa 22.000 alberi selvatici ogni anno. L’iniziativa, che dovrebbe concludersi fra 18 mesi con il trasferimento su supporto informatico di oltre 5,5 milioni fra documenti e pratiche dei cittadini romani, permetterà il risparmio annuale di circa 1,5 milioni di chili di carta da parte del Comune oltre a una riduzione della spesa economica pari a 50 milioni di euro.

A tal proposito, l’assessore Cavallari si è così espresso:

Attualmente, spendiamo circa 15 euro a documento per un totale di 85 milioni annui. I 5,5 milioni di documenti sono cosi: divisi: 2,5 in entrata, 2 per comunicazioni interne, 200.000 misti, ed 800.000 in uscita. Con questo progetto si elimina tra il 65% e l’85% di questa carta con quattro diversi tipi di benefici: economico - risparmiando 10 milioni di euro entro il primo trimestre e 50 entro i 18 mesi -; ambientale – con un risparmio di 19 milioni di fogli di carta pari ad una superficie verde di 1,2 chilometri quadrati –; di tempo, nonché di spazio, con l’eliminazione fisica degli archivi.

Il progetto, poi, risulta ancora più rilevante se rapportato ad un dato interessante: fra gli enti pubblici italiani, il Comune di Roma si colloca al settimo posto per tonnellate di carta prodotta ogni anno. Questa iniziativa, crediamo, troverà il sostegno del Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, in passato grande sostenitore della E – Gov.

Via | Comune di Roma
Foto | Flickr

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • geppe67

    17 nov 2009 - 12:24 - #1
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    bene
    ora rendiamo obbligatorio in tutta italia

  • Filippo Riccio

    17 nov 2009 - 15:07 - #2
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    La carta è utile per sequestrare CO2!
    Scherzi a parte, ogni legge di questo tipo sull’informatizzazione delle pratiche ha sempre finito col produrre ancora più carta di prima.
    E del resto, da sviluppatore software, posso assicurare che l’idea di avere sempre in mano un pezzo di carta e non un numeretto in un computer è più che giustificata.
    Piuttosto, ragioniamo se quei 15 euro a documento siano dovuti alla carta: dato che non penso che il documento medio sia di 1500 pagine, probabilmente la carta non incide per nulla su quei soldi, e il risparmio ottenuto dalla sua abolizione è solo presunto… e forse sarebbe più utile ridurre il numero di documenti, piuttosto che dematerializzarli.

  • alpunk

    17 nov 2009 - 16:05 - #3
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    Sono d’accordo in parte con Filippo.
    Ma l’informatizzazione è oramai una necessità se volgiamo fare passi in avanti in materia di costi, ecologia e velocizzazione dello scambio di informazioni.
    Speriamo facciano un buon lavoro e che non sprechino soldi dato che in questo campo c’è sempre chi guadagna più del dovuto.

  • Filippo Riccio

    17 nov 2009 - 18:49 - #4
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    @alpunk:
    Sono pienamente d’accordo.
    @geppe67:
    Se l’informatizzazione è veramente una “necessità” non c’è bisogno di imporla per legge.

    Spesso è meglio avere i documenti di carta che avere un complesso sistema informatico da cui documenti in formato elettronico vengono continuamente stampati, e l’idea di non stampare mai è letteralmente un’utopia… E poi anche tenere acceso un PC per leggere un documento inquina. Meglio cercare di ridurre la burocrazia inutile, ma purtroppo l’andazzo è nel senso opposto.