Le notizie che arrivano dall’Amazzonia relative alle pratiche di disboscamento sono spesso inquietanti e lasciano difficilmente margini di ottimismo. Non questa volta verrebbe da dire, almeno in considerazione dei dati che sono stati pubblicati dall’Inpe ovvero il massimo istituto brasiliano delle ricerche spaziali che attraverso il satellite monitora continuamente l’avanzare delle aree prive di foresta.
Ebbene, proprio dagli ultimi dati, sarebbe emerso che tra l’agosto del 2008 e il luglio del 2009 il disboscamento dell’Amazzonia si sarebbe ridotto del 45%. Un dato particolarmente positivo anche in considerazione del fatto che si tratta del livello più basso mai registrato negli ultimi 21 anni. Nel periodo preso in considerazione l’area disboscata sarebbe passata da 12.911 a circa 7.008 km quadrati.
Su Ecoblog abbiamo parlato tante volte dei numerosi problemi relativi al controllo della deforestazione nella foresta brasiliana e a tal proposito è importante segnalare come il governo locale stia per presentare una nuova strategia che dovrebbe ridimensionare in maniera sensibile il grave fenomeno. L’obiettivo del Brasile, fanno sapere fonti ufficiose, è quello di ridurre la deforestazione affinché nel 2020 sia dell’80% rispetto al livello del 2005.
boh1
17 nov 2009 - 22:47 - #1.non c’è molto da rallegrarsi credo che sia legato molto alla crisi economica..no legno no party..
giotisi
18 nov 2009 - 00:30 - #2non so se sia proprio cosi, anzi.
Il grosso della deforestazione avviene per incendio; morti di fame che per piantare 3 o 4 anni di soia danno fuoco ad appezzamenti sparsi e fuori mano.
Non si taglia il legno (che sarebbe molto difficile da trasportare) e di scarso valore (troppe specie diverse per avere un vero mercato): semplice rapina per fame.
Per lo meno, questo capita in Argentina, Missiones; disperati brasiliani attraversano il fiume, incendiano, se ne vanno… poi tornano qualche settimana dopo e piantano; non ci sono ranger a sufficienza (e sufficientemente pagati) per impedirlo.
boh1
18 nov 2009 - 00:58 - #3@2 quando si tratta di imballaggio , edilizia o carta igienica o carta per stampanti credo non interessi a nessuno la specie dell albero. Per il trasporto ci pensano gli stessi fiumi a trascinare con la corrente le piante. E’ assurdo credere che la causa delle deforestazioni siano i “morti di fame” con 3 moto seghe che si coltivano la soia. C’è un processo industriale preciso metodico e di grosse dimensioni che illegalmente ogni anno taglia migliaia di ettari.
stever
18 nov 2009 - 11:45 - #4…infatti @1 tutto dipende dalla crisi economica mondiale che succhia meno risorse…ma presto ripartirà !
giotisi
18 nov 2009 - 16:00 - #5Liberi di credere quello che volete.
Poi, un giorno, fate come ho fatto io, ci passate una settimana in foresta (quella amazzonica.. stiamo parlando di quella, non quella africana o malese dove i problemi sono diversi), vedete i pennacchi di fumo salire per ogni dove, distinguete la foresta vergine dalle piantagioni che danno appunto la pasta per fare le cose di cui sopra, fate due conti e capite come stanno le cose.
mattia77
19 nov 2009 - 23:18 - #6siete di un’ignoranza imbarazzante, ha ragione giotisi, la causa della deforestazione e’ per far spazio all’agricoltura.
Inoltre se si comprasse legno dell’amazonia invece della soia la foresta aumenterebbe.
Perche’ se tagli un’albero nella foresta amazzonica dopo 2 giorni ne ricrescono 10.