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Coibentare i tubi del riscaldamento per evitare la dispersione del calore

Pubblicato: giovedì 19 novembre 2009 da Gaia

Coibentare i tubi

Con l’inverno alle porte ci si chiede come poter risparmiare qualcosa dall’accensione dei riscaldamenti e dall’uso di acqua calda. Un consiglio allora è quello di evitare la dispersione di calore e il conseguente spreco di energia isolando termicamente i tubi che portano l’acqua calda nelle nostre case. La maggior parte di questi passano all’interno dei muri o sotto i pavimenti, ma quelli all’esterno sono sempre più soggetti alla dispersione termica. Usando delle apposite guaine isolanti, reperibili ovunque e a basso costo, si può riuscire a ridurre di una buona percentuale lo spreco di energia.

Le guaine dovrebbero avere uno spessore adeguato, calcolato in base alle temperature e all’umidità dell’ambiente circostante, spiega Manualino:

In sede di realizzazione dell’impianto le guaine devono essere infilate nei tubi, facendo solo attenzione a lasciare scoperti i tratti ove si devono eseguire saldature o giunzioni.Sugli impianti gia’ esistenti invece e’ necessario procedere ad un taglio longitudinale delle guaine, spalmando un leggero strato di colla sui due lembi, attendere qualche minuto per far evaporare i solventi della colla e quindi congiungere le due superfici da incollare esercitando una giusta pressione al fine di ottenere una chiusura sigillata.

Queste guaine sono disponibili anche colorate e con maggiori caratteristiche, per dare la possibilità di coibentare diverse tipologie di tubi. Per qualcuno potrà anche essere ovvio, ma per altri si tratta di piccolo investimento, semplice e rapido, che può aiutare a ridurre la spesa in bolletta.

Via | Manualino

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di tob

    tob

    19 nov 2009 - 08:31 - #1
    0 punti
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    Il calore disperso da questi tubi dove finisce?
    >
    Ed allora perché dovrei coimbientarli?
    -
    A meno che questi tubi non girino da “fuori” è assolutamente inutile coimbientarli.
    Vanno invece coimbientati i tubi che portano l’acqua calda per la doccia ed i sanitari.

  • Profilo di devid2g

    devid2g

    19 nov 2009 - 09:20 - #2
    2 punti
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    La vera domanda è:
    Quale sarebbe la novità? mio nonno faceva l’idraulico ha comprato 18-19 anni fa avevamo il garage pieno di queste guaine (prima ero piccolo per ricordare) e le usava spesso in cantiere.

  • Profilo di proust

    proust

    19 nov 2009 - 10:57 - #3
    0 punti
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    Attenzione poi perchè i tubi di isolante devono essere dello spessore giusto, contrariamente a quanto si crede avere troppo isolante è controproducente.

    andare a naso seguendo il ragionamento del “più ne metto più isola” spesso porta a risultati peggiori di quanto ci si aspettava e al limite anche peggiori che non mettere niente.

  • Profilo di tob

    tob

    19 nov 2009 - 11:20 - #4
    0 punti
    Up Down

    @Prost
    “controproducente. ” ??
    Cosa può accadere?

  • Profilo di proust

    proust

    19 nov 2009 - 11:42 - #5
    0 punti
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    è una questione di termofluidodinamica, non sto qui a farti la dimostrazione ma più o meno il concetto è questo:

    se non metti niente il tubo caldo disperde calore nell’ambiente circostante per conduzione, convezione ed irraggiamento (su quest’ultimo un tubo dipinto di bianco disperde molto di più di un tubo nero, motivo per cui i caloriferi son bianchi, loro devono disperdere)

    se metti lo spessore giusto di isolante annulli (non è verissimo ma fai che lo sia) la componente di irraggiamento e di convezione mentre minimizzi quella di conduzione, se invece sbagli, rischi di avere ancora una componente di convezione tra esterno ed isolante che è maggiore rispetto a quella che hai risparmiato in termini di conduzione. questo si chiama Raggio Critico dell’isolante ed è da evitare come la peste se stai cercando di coibentare. (o di più o di meno)

    al contrario è il massimo per i fili elettrici dove disperdere calore verso l’esterno è l’obbiettivo da raggiungere, a te serve che il filo sia isolato elettricamente ma che resti “fresco”, allora il raggio Critico è quel che ti serve.

  • _GhostRider_

    19 nov 2009 - 13:02 - #6
    0 punti
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    Domanda,
    ho sempre visto il raggio critico applicato ai conduttori in rame. Dove la guaina puo’ subire una degradazione dovuta alla mancata dissipazione del calore. Ma in un tubo di rame che trasposta acqua? Qual’e’ il side effect? Temperatura troppo alta del fluido interno e quindi il sistema tende a tornare in equilibrio cedendo calore all’esterno anche in presenza dell’isolante?

  • Profilo di zero1

    zero1

    19 nov 2009 - 14:50 - #7
    0 punti
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    @6 credo che arrivi al punto di ottenere, in linea di principio un dissipatore in più
    ma allora perchè i dissipatori elettronici sono neri e non bianchi?

  • Profilo di proust

    proust

    19 nov 2009 - 17:13 - #8
    0 punti
    Up Down

    _GhostRider_

    il concetto è che la dissipazione per convezione è funzione della superficie, al raggio critico hai aumentato la superficie esterna senza aver ancora un contributo “dell’effetto coibentante” sufficiente.

    praticamente fino al raggio critico tutto l’isolante si arroventa e continua a dissipare all’esterno perchè ha una superficie maggiore del tubo iniziale, dal raggio critico in poi invece l’isolante comincia a fare il suo lavoro e nonostante la superficie esterna maggiore la temperatura dei quest’ultima è abbastanza bassa da limitare le perdite per convezione.
    qui ti spiegano tutto:
    http://pcfarina.eng.unipr.it/dispense98/Dieci113704/Dieci113704.htm

  • _GhostRider_

    19 nov 2009 - 17:29 - #9
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    Ho letto la dispensa, interessante.. Ma la conclusione e’ diversa dalla tua.
    Tu affermi:
    “Contrariamente a quanto si crede avere troppo isolante è controproducente.”
    La curva di figura 3 invece mostra lo scambio termico in funzione del reggio dell’isolante.
    Lo scambio termico aumenta per raggi piccoli sino al Raggio critico, per poi diminuire.
    La conclusione della dispensa infatti e’ coerente ed afferma:
    Inoltre non basta superare il raggio critico per vedere una diminuzione della potenza termica scambiata, rispetto al caso del tubo nudo, bisogna superare un valore che è circa il doppio del raggio critico.
    Seguendo la curva si deduce che una raggio sempre maggiore di 2xRc e’ conveniente comunque.

  • Profilo di proust

    proust

    19 nov 2009 - 17:33 - #10
    0 punti
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    si, chiedo scusa. nella prima risposta son stato impreciso, credevo si capisse con la spiegazione.

    anche la storia del bianco e del nero ora che mi ci fate pensare è il contrario, il nero dissipa più del bianco, così come assorbe pi del bianco… chissà cos’avevo in testa oggi
    :(

    ciò non toglie che bisogna fare attenzione quando si mette l’isolante, fare due conticini e vedere come metterlo altrimenti si rischia di buttar via un sacco di soldi :)

  • Profilo di zero1

    zero1

    19 nov 2009 - 17:38 - #11
    0 punti
    Up Down

    sarebbe importante insegnare alla gente che abbassare le persiane al tramonto fa risparmiare una valanga di gas…

  • Profilo di devid2g

    devid2g

    19 nov 2009 - 19:46 - #12
    0 punti
    Up Down

    @proust Da quando il bianco disperde di più per irraggiamento?
    Il bianco è quello che disperde meno e assorbe meno calore per irraggiamento; per definizione la massiva emissività si ha con un corpo nero…

    I caloriferi (termosifoni) sono bianchi perchè la maggior parte dei muri sono bianche quindi avere dei pezzi di ferro nero per casa è molto brutto poi la vernice non è realmente bianca e scalda anche un pò per irraggiamento, che però diventa rilevante solo con una differnza di temperatura elevata perchè lo scambio è proporzionale al cubo della differenza di temperatura moltiplicato per un numero molto piccolo e tra termosifoni e casa ci saranno al massimo 30-40 gradi che sono piuttosto pochi

  • giolly2

    21 feb 2011 - 00:11 - #13
    0 punti
    Up Down

    proust, hai sparato una raffica di cavolate che qualunque perito, idraulico o tubista ti riderebbbe dietro: rileggiti la legge di Fourier (anche su una dispensa da oratorio, non c’è bisogno di perdersi nel logaritmo del rapporto tra i diametri), poi, casomai torna.

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