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Finanziaria 2010: tagli ai biocarburanti

Pubblicato: venerdì 20 novembre 2009 da Simone Muscas

Stazione rifornimento biodieselI produttori di biocarburanti sul piede di guerra contro il governo italiano e, nel particolare, con la Finanziaria 2010. La presa di posizione è da ricercarsi sul drastico taglio che si intende apportare in tema di sovvenzioni: è previsto infatti un taglio di oltre il 90% sull’aliquota agevolata per i biocarburanti italiani che, qualora si applichi, passerebbe da 250.000 ad appena 18.000 tonnellate.

Per capirci meglio verrebbe ridotto (e pure parecchio) il contingente di prodotto assoggettato a questo vantaggio fiscale. Questa misura potrebbe causare un vero e proprio blocco degli investimenti (molti dei quali già pianificati dai produttori per il 2010) con conseguenze preoccupanti sull’occupazione.

L’allarme è dell’Unione Produttori Biodiesel, l’associazione aderente a Confindustria che riunisce e tutela i produttori italiani di biodiesel, secondo cui il taglio di oltre il 90% del contingente agevolato, oltre a ledere un diritto introdotto dalla Legge Finanziaria 2007 e confermato dalla Commissione Europea, inciderebbe pesantemente sulla produzione nazionale già esposta in maniera significativa alle importazioni di prodotto da Paesi quali l’Argentina e il Canada.

Il Paese, fanno notare dall’Unione Biodiesel, andrebbe in controtendenza rispetto alle direttive europee che, per contenere le emissioni nel settore trasporti, stabilisce che per i Paesi membri vi sia l’obbligo di immettere nel mercato nazionale una percentuale di biocarburanti pari al 10% del totale entro il 2020. La presa di posizione dell’Italia è in netta controtendenza, tant’è che la quota è rimasta invariata al 3% anche per il prossimo anno.

Può lo Stato Italiano sottrarsi agli impegni presi a livello internazionale per il raggiungimento degli obiettivi? Soliti misteri italiani, anche se sappiamo benissimo che è prassi consolidata quella di rimandare in là nel tempo gli impegni che abbiano scadenze non imminenti; in questo caso infatti stiamo parlando del 2020.

L’Unione Produttori Biodiesel chiede quindi l’immediata reintroduzione delle agevolazioni previste per l’anno 2010 e l’ introduzione della percentuale di immissione obbligatoria in commercio pari al 4%, quale atto dovuto per il rispetto degli impegni assunti dall’Italia, sia a livello nazionale sia in sede europea.

Via | Ilsole24ore.com
Foto | Flickr

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • edtruant

    20 nov 2009 - 13:55 - #1
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    Ci sarebbe da discuterne.
    Se da un lato tutto ciò provoca problemi di investimento e di occupazione, dal punto
    di vista ambientale non è detto che la posizione del governo sia errata: in termini di bilancio di CO2 la pianta assorbe la stessa quantità di CO2 (dicono) che viene prodotta dalla combustione del biodiesel prodotto con la pianta stessa; ma se quindi è vero che una percentuale di biodiesel nel gasolio riduce la CO2, è anche vero che molte coltivazioni sono state convertite dagli agricoltori alla coltivazione di piante utili per la produzione di biodiesel, con la conseguenza che molta più frutta e verdura deve essere importata con conseguente… aumento di CO2.
    Un buco nell’acqua.

  • Profilo di mattia77

    mattia77

    20 nov 2009 - 15:01 - #2
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    la prima legge intelligente in campo ambientale, cosi’ si combatte la deforestazione delle zone come l’amazzonia.

  • carlet

    20 nov 2009 - 19:58 - #3
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    bastava leggere le spigazioni del governo…serve a far cassa.noto che l’articolo è molto equilibrato.

  • Raimondo

    23 nov 2009 - 07:51 - #4
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    Probabilmente gli aumenti dei carburanti indurranno gli agricoltori ad autoprodurseli evadendo le tasse, oppurre a chiudere le loro aziende (=aumento delle importazioni) vendendo il terreno per costruirci condomini (=aumento delle emissioni di CO2)

    Forse gli aiuti all’agricoltura in un’ottica di preservare il territorio fa poi così male.

    Vedremo se nei terreni del demainio che passerà ai comuni fioriranno le zucchine o le villette.

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