Dopo le richieste di indennizzo da parte dell’Africa per i danni ambientali legati ai cambiamenti climatici questa è la volta di un altro Stato in via di sviluppo. Si tratta del Bangladesh (altra nazione ad alto rischio per quel che riguarda le conseguenze del riscaldamento globale), la quale recentemente ha fatto richiesta di dieci miliardi di dollari (6,7 miliardi di euro) per i prossimi quattro anni in modo da poter affrontare condizioni climatiche estreme quali siccità, inondazioni ed uragani.
L’allarme e la relativa richiesta di denaro sono stati lanciati dal Ministro dell’Ambiente del Bangladesh, Hasan Mahmud, che sottolinea come il suo Paese si trovi nella imbarazzante condizione di dover rispondere in prima linea per colpe non commesse. Stiamo pagando, sottolinea Hasan, il prezzo delle emissioni di gas serra dei Paesi industrializzati senza la minima responsabilità.
Il governo del Bangladesh, al momento, ha presentato una richiesta dal valore indicativo di cinque miliardi di dollari (3,4 miliardi di euro) la quale dovrà essere discussa al prossimo vertice del clima in dicembre a Copenaghen. Questa cifra, fa notare il Ministro, è comunque insufficiente in quanto dobbiamo reperire risorse economiche che nei prossimi quattro anni ci permettano di raggiungere almeno il doppio delle risorse economiche; in questo modo potremo meglio fronteggiare gli effetti che inevitabilmente nei prossimi decenni subiremo.
Ci tengo a far sapere, continua il ministro dell’Ambiente, che questi primi fondi sarebbero necessari solamente per avviare una serie di iniziative urgenti: dragare i fiumi, costruire alcune dighe, sistemare le strade, costruire vie d’uscita e rifugi, piantare alberi lungo la costa. Insomma, a giudicare da queste dichiarazioni sembrerebbe che al prossimo vertice sul clima ci saranno inevitabilmente tante questioni spinose da risolvere.
Siamo di fronte ad una riscossa dei più poveri del pianeta? Cosa succederà però, ci chiediamo, se altri Paesi avanzeranno simili proposte? In considerazione di ciò forse non ha poi tutti i torti chi afferma che Copenaghen sarà una tappa nella quale si baderà più a non farsi male che non a proporre qualcosa di davvero costruttivo.
Via | Publico.pt
Foto | Flickr
zero1
21 nov 2009 - 12:55 - #1ah perchè l’italia non subisce l’effetto serra?
e chi dovrebbe pagare allora? l’inghilterra, la danimarca, la russia, il canada e l’islanda e la groenlandia che si assicurano un clima più mite con più sole e meno ghiaccio?
LeVeritàNascoste
21 nov 2009 - 15:31 - #2Come mai su questo Blog non si parla della clamorosa fuga di notizie dai centri Hadley che proverebbero che il GW è stato gonfiato e che ci si è marciato sopra.
gbettanini
21 nov 2009 - 17:38 - #3Che quello dell’AGW sia un carrozzone messo su ad arte non c’è dubbio.
Se risulterà vero l’imbroglio del Hadley CRU sicuramente gli altri rinomati centri di studio sul clima lo metteranno all’indice come un ‘compagno che ha sbagliato’ e il carrozzone riprenderà la sua corsa.
Quando sento il presidente USA, l’uomo più potente del mondo, parlare di cambiamenti climatici mi viene la pelle d’oca e capisco quanto il carrozzone sia ormai troppo grande e ricco e pesante per essere fermato… e che anche se la temperatura cadrà a piombo al massimo si shifterà sul global-cooling ma bisognerà sempre e comunque ridurre queste benedette emissioni di CO2.
L’unica cosa che spero è che questa frenesia sulla green-economy e sulle rinnovabili etc. abbia ripercussioni positive sulla nostra economia e che il carorzzona sia stato indispensabile costruirlo, magari pper motivi che non riesco a capire ma che i grandi della terra valutano correttamente… speriamo….
mago16
21 nov 2009 - 20:08 - #4a
zero1
21 nov 2009 - 21:42 - #5@gbettarini
in definitiva ridurre la CO2 significa ridurre il consumo di petrolio,gas e carbone oppure recuperare ambienti con la riforestazione, senz’altro positivi entrambi
resta fuori il geosequestro di CO2 ma vabbè
comunque la green economy è importante, davvero
gbettanini
21 nov 2009 - 22:22 - #6@zero
No, sbagliato! ridurre la CO2 vuol dire 1000 euro all’anno a famiglia che se ne vanno nelle tasche dei vari speculatori che premono sull’AGW.
Il problema energetico è un’altra cosa e si risolve con altri mezzi e con tanta ricerca… non certo installando una marea di impianti a rinnovabili in perdita in giro per l’ italia.
La green economy è molto vicina ad una bolla speculativa e si basa su basi scientifiche estremamente labili.
Piuttosto questi miliardi di $ li investiamo in un piano marshall per il terzo mondo.
gbettanini
21 nov 2009 - 22:54 - #7Le notizie sullo scandalo si diffondono e cominciano ad essere riportate dalle maggiori agenzie stampa se non si sgonfia nel giro di un paio di giorni sono curioso di sentire cosa dirà l’ IPCC.
Per avere un’infarinatura sulla questione leggere qui:
http://www.climatemonitor.it/?p=5388
e poi andare sui siti che riportano le famose lettere.
alter_ego
22 nov 2009 - 15:28 - #8@LeVerita’Nascoste
Interessantissimo!!!!
@ gbettanini
Beh, sempre meglio del delirio australiano. Qui hanno il ministro dei cambiamenti climatici! E per dire il livello di autodistruzione cui in Italia non si e’ ancora arrivati, serve sapere che Brisbane, citta’ del Queensland, soffre periodicamente di GRAVI siccita’. Gravi al punto che la gente non si lava per mesi, e ci sono piani di evacuazione se va veramente male.
Ebbene, qui l’ecoparanoia per salvare un pesce (e salvare ognuno il suo orto come i NoTav insegnano) ha impedito la costruzione di una diga VITALE per la cittadinanza. Va forse anche detto che il ministero dell’ecologia e’ un ex-cantante…
Porcazza, depenno l’Oztrelia dai posti vivibili (senza acqua dubito che potra’ mai esserlo).
Mauriziosat,9
22 nov 2009 - 15:36 - #9accidenti
in Australia stanno messi peggio che in SVERVEGIA.