Più volte abbiamo parlato su Ecoblog della questione relativa al tonno rosso e al fatto che la riduzione del suo stock stesse portando questa specie all’estinzione. Dopo numerosi tira e molla, nei quali anche il nostro Paese non si è certo distinto come leader per raggiungere il fermo della caccia, è finalmente arrivato un accordo importantissimo a livello planetario.
Infatti l’ICCAT, l’organizzazione internazionale che gestisce la pesca del tonno rosso nell’Atlantico e nel Mediterraneo, ha approvato all’unanimità una proposta dell’UE per ridurre già dall’anno prossimo del 40% le catture, passando quindi dalle attuali 22.000 a 13.500. L’assemblea generale ha preso altre misure per la protezione del tonno rosso.
In primo luogo la stagione di pesca sarà ridotta a un solo mese che andrà dal 15 maggio al 15 giugno senza alcuna possibilità di proroghe per il maltempo. Inoltre i Paesi membri dell’ICCAT si sarebbero impegnati a lavorare di comune accordo per la riduzione della capacità delle loro flotte, con l’obiettivo di dimezzarle entro il 2011.
Notizie positive arrivano infine dalla Commissione Europea la quale ha indicato come sia stato preso anche l’impegno a sospendere la pesca del tonno rosso qualora nuovi dati scientifici l’anno prossimo dovessero evidenziare un aggravamento nella riduzione dello stock della specie. Sarà finalmente la volta buona?
Via | Europolitics.info
Foto | Flickr
PZ
22 nov 2009 - 13:53 - #1Che tonno strano nella foto!
Sembra più un Persico Trota ( Micropterus salmoides) che per altro è d’acqua dolce.
Vero anche che è sempre più tonno che una giraffa.
zero1
22 nov 2009 - 14:07 - #2almeno si fa qualcosa per il problema dell’esaurimento delle risorse ittiche
rimane il fatto che le proteine animali più sostenibili sono quelle dei pesci
ma non è possibile attuare dei programmi per il ripopolamento dei mari, non so dei programmi di itticoltura in cui una frazione del pesce adulto venga liberato
bettogreen
22 nov 2009 - 14:12 - #3zero1, con le Aree Marine Protette si è cercato di “ripristinare” zone che avevano subito un impatto antropico(pesca, inquinamento) e li dove funzionano effettivamente ci sono stati dei miglioramenti evidenti. Basta vedere a Torre Guaceto dove i pescatori sono contenti dei risultati ottenuti, con un aumento degli stock locali rilevante, mentre in zone vicine dove si continua una pesca intensiva e spesso illegale, gli stock sono ridotti al minimo.
zero1
22 nov 2009 - 15:11 - #4del resto i pesci sono super prolifici, dei programmi seri di controllo del pescato per evitare la pesca illegale sarebberò già molto
stever
23 nov 2009 - 08:32 - #5a me sembra un ciclide americano, forse un Astronotus o un cugino …sempre d’acqua dolce !
gemon
24 nov 2009 - 12:43 - #6ma non mi è chiaro…visto che il giappone è il maggior consumatore al mondo di tonno rosso e viene a comprarlo nel mediterraneo riguarda anche loro? e per la pesca del pacifico invece nessuna variazione?
simopodd
01 dic 2009 - 13:02 - #7Il problema infatti sta proprio nel fatto che il giappone non riconosce questa autorità. La pesca che viene fatta nel meditteraneo, per esempio dalle tonnare nostrane , è “sostenibile”. Quello che invece porterà all’estinzione di questo animale in pochi anni è proprio quel tipo di pesca intensiva, che si avvale di tecnologia radar, inseguimento dei banchi con aereoplani e accerchiamento con reti che dicerto non fanno selezioni di taglia e numero. Ahimè.