Lettera aperta di un operatore agrituristico sulla "calamità eolica e fotovoltaica in Salento"

pubblicato: mercoledì 25 novembre 2009 da Marina in: Italia Persone Agricoltura Rinnovabili Politica Solare Eolico La posta di ecoblog

Eolico selvaggio in Puglia? Riporto di seguito la lettera che mi ha inviato Rocco Avantaggiato proprietario di un agriturismo nel salento, inviata anche Giorgio Napolitano, nostro presidente della Repubblica. Lamenta Rocco che le installazioni di impianti eolici e fotovoltaici in Puglia, non siano, a suo avviso, regolamentate e che dunque sebbene producano energia da fonte rinnovabile di fatto sull’ambiente hanno un impatto devastante. Noi di ecoblog ne abbiamo parlato qualche mese fa a proposito del documentario “J’accuse” che riprende gli interventi di Peppino Basile, consigliere provinciale assassinato nel 2008. Basile accusava le amministrazioni provinciali e regionali di svendere il paesaggio per le installazioni selvagge di torri eoliche svilendo quella che era la vocazione naturale del basso Salento, cioè l’agricoltura. La lettera giunge dopo che la Regione Puglia ha presentato per Serra di Corigliano un progetto di 18 torri eoliche.

Gentile Redazione,
riporto di seguito il testo di una mia lettera sul problema del fotovoltaico selvaggio che sta devastando la terra salentina. E’ una lettera aperta al Presidente della Repubblica affinché intervenga facendo rispettare l’articolo 9 della Costituzione Italiana che tutela il paesaggio e che si sta calpestando nella Regione Puglia, nella più squallida strumentalizzazione a fini speculativi del Protocollo di Kyoto e al residente, Nichi Vendola, della Regione Puglia che sta acconsentendo ai suoi amici imprenditori di compiere questo “omicidio” di una terra intera, e infine al presidente della Provincia di Lecce perchè intervenga con forza fermando lo scempio e può farlo se lo vuole!!! E mi sento di dire che lo deve fare se davvero ama questa sua terra e ha a cuore la qualità della vita dei suoi abitanti!
Grazie,
Rocco Avantaggiato

Dopo il salto il testo della lettera.

PUBBLICITÀ
Innumerevoli sono gli sforzi fatti sin oggi, per giungere all’attuale elevato trend di crescita del turismo in Puglia. Creazioni di marchi d’area, Salento d’Amare, Terra Jonica, Grande Salento; convegni; stati generali del turismo; investimenti; corsi di formazione; incentivi pubblici per il rifacimento dei muretti a secco; per la creazione dei corridoi verdi; piste ciclabili tra campi e uliveti; leggi per la tutela del paesaggio degli ulivi secolari; piani di valorizzazione del paesaggio rurale (PPTR); Forum per il Turismo; lauti finanziamenti europei per il recupero dell’isola linguistica della Grecìa Salentina, Notte dela Taranta, Parco dei Paduli-Bosco Belvedere, Parco costiero Otranto-Santa Maria di Leuca, ecc. ecc. Per giungere a riconoscimenti di altissimo livello del valore culturale e della potenzialità turistica del territorio salentino, confermati al grado massimo dal recente inserimento della Città di Lecce, e dunque dell’intero territorio, tra le dieci mete turistiche più importanti del mondo. Tutto questo rivoluzionario impegno culturale politico ed economico, per scoprire oggi, nello sconcerto più generale, che nella più totale disinformazione della gente, l’aspetto del territorio rurale sta per cambiare completamente, con la scomparsa stessa del concetto di “ruralità”, a favore di una vera e propria selvaggia industrializzazione della campagna e degli ultimi spazi verdi rimasti al Salento. Decine, centinaia di grandi impianti d’energia solare fotovoltaica, al posto di uliveti, campi di grano, pascoli rocciosi dai variopinti colori! Migliaia di ettari sottratti ai salentini per produrre energia da esportare altrove, senza alcun vero beneficio per il popolo salentino. Si condanna per sempre e senza colpa alcuna, alla scomparsa la naturale vocazione agricola, pastorale, ed oggi finalmente anche turistica, della pittoresca campagna salentina, per la quale i nostri padri hanno duramente lottato. Chilometri di muretti a secco divelti, e insiemi ad essi si cancella l’identità, la storia e l’anima di questa terra. In un Salento in cui gli operai delle fabbriche protestano sui tetti, l’agricoltura è a strapezzi, gli istituti bancari abbandonano il territorio, avvilendo il turismo con la distruzione del paesaggio rurale, si abbatte l’unico settore economico che da alcuni anni a questa parta ha registrato solo dati positivi e incrementi importantissimi in grado davvero di assicurare un’economia sicura e sana con ricadute capillari su tutto il territorio. Percorrete, è l’invito che lancio a tutti, la strada provinciale Lecce-Galatina, fino a pochi mesi fa impreziosita da un paesaggio tripudio di pascoli e antiche masserie perfettamente inserite tra olivi e frutteti, la ritroverete sfregiata, stravolta dalla creazione di decine di deserti di pannelli accecanti di silicio, concentrati dietro reti metalliche che hanno preso il posto dei bei muretti a secco cancellati dalle ruspe. Paiono tanti campi di concentramento, tanto che “La Via dei Lager”, chiama, ormai qualcuno, quella strada. Ci sono richieste di migliaia di ettari da destinare a questo vero e proprio saccheggio del territorio, che sta avvenendo, cosa ancor più grave, all’insaputa della stragrande maggioranza dei cittadini, ad opera delle grandi aziende dell’energia straniere. Quando purtroppo la gente dovesse accorgersi pienamente dello scempio in atto, di fronte alla costruzione delle centinaia di torri eoliche alte circa 150m in ogni angolo del territorio, già autorizzate da parte della Regione Puglia, corriamo il serio rischio, che sia ormai troppo tardi per tornare indietro! “Ci stanno rubando anche il cielo”, è proprio vero!

Non permetta la Provincia di Lecce, che tutto questo possa davvero avvenire! Tanti sono gli interessi in gioco, tante le pressioni sulle istituzioni da parte degli imprenditori, ma di fronte alla gravità di quanto sta avvenendo, di fronte alla certezza che tutto ciò cancellerà ogni ricordo della nostra terra, e con esso la nostra stessa memoria, il nostro essere salentini, le istituzioni, la provincia, col suo nuovo Presidente, Antonio Gabellone, e la sua giunta, l’APT, azienda di promozione turistica, le associazioni agricole, le associazioni turistiche, la camera di commercio, non possono ogni tanto ascoltare, a volte condividere e non agire, continuare a tacere, a far finta di tenere gli occhi chiusi e di non vedere mentre ci rubano anche il Sole; devono scendere al fianco della gente che si sta muovendo attivamente per salvare l’ “orizzonte quotidiano”! Il Salento non può essere difeso solo da comitati spontanei (che personalmente ringrazio per quanto fatto finora). E’ un grido di allarme a tutti i salentini, nella certezza che non è questo il modo di sfruttare le energie rinnovabili a distruzione della natura e del paesaggio, e lo dice una persona che ha scelto di vivere in campagna, di restaurare un’antica masseria, di promuovere il Salento con l’agriturismo e la produzione biologica di prodotti tipici, che ha creduto nelle potenzialità vere del Salento, insieme a tanti salentini e che perseguendo i principi della salubrità e dell’ecompatibilità, puntando su una produzione domestica dell’energia solare con pannelli non invasivi ed integrati sui tetti e nelle architetture rurali. Urge al più presto una moratoria di tutte le centinaia di progetti in itinere o in costruzione di impianti industriali di mega-eolico e mega-fotovoltaico; urge la forza e la capacità di dire ‘No’ a tutto ciò che costituisce un danno per tutti ed un bene solo per pochi, pochissimi! Chi può intervenire e non lo fa si rende solo complice di tutta questa inutile ed immorale devastazione!
Rocco Avantaggiato

Foto | Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi 35 commenti
PUBBLICITÀ

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • woden

    25 nov 2009 - 16:27 - #1
    5 punti
    Up Down

    Ma io non capisco, forse questi signori preferiscono una centrale a carbone o una centrale nucleare?
    Sinceramente parlando io preferirei di gran lunga andare in vacanza in luoghi dove all’orizzonte si vedono tante pale eoliche piuttosto chessò di una ILVA come a Taranto o della Raffineria Erg di Priolo che tralaltro recentemente è andata a fuoco…

    Poi la cosa che mi fa veramente arrabbiare è che questi signori magari non si scandalizzano per le fognature a pezzi, il dissesto idrogeologico del territorio, gli abusi edilizi, le discariche, l’inquinamento industriale, la mancanza cronica di un minimo senso civico degli abitanti del luogo, etc.. o per esempio del cielo rubato da giganteschi tralicci dell’alta tensione o mega antenne per la telefonia mobile… quello no tutto bene, ma se si installa un parco eolico parte inesorabile la protesta. Incredibile davvero.
    Quando si smetterà di guardarsi l’ombelico e di volgere lo sguardo un po’ più in là mi chiedo?

    Insomma, la perfezione non esiste, nè la può pretendere chi perfetto non lo è affatto, quindi siccome un luogo turistico ha bisogno di energia il compromesso è inevitabile - se salute e pianeta ne beneficiano pazienza il senso estetico…

    Eolico ben venga dunque e sono sicuro che tanti che la pensano come me preferiranno andare dove ci sono i mulini a vento piuttosto che in luoghi dove l’aria è ammorbata da centrali a turbogas se non peggio…
    d

  • Saus

    25 nov 2009 - 16:29 - #2
    0 punti
    Up Down

    Nell’agriturismo in questione illuminano con le candele?

    fanno la lavatrice girando la manovella?

    o hanno in mente un buon posto per una centrale a carbone, una bella turbogas o un impianto nucleare? Tali siti li potrebbero proporre in luoghi vicini all’agriturismo così da poter proporre agli ospiti una bella gita illustrativa in questi impianti, o magari potrebbero ideare l’abbinamento degli aromi pugliesi con qualche bella esalazione

  • Profilo di vhemt

    vhemt

    25 nov 2009 - 16:30 - #3
    1 punto
    Up Down

    @woden: concordo.
    Ad esempio “tutti fanno la munnezza e nessuno la vuole.”
    Impariamo a risparmiare energia, di conseguenza avremo bisogno di meno impianti per produrla.

  • Profilo di vhemt

    vhemt

    25 nov 2009 - 16:48 - #4
    1 punto
    Up Down

    @Urenco: di la tua, vediamo cosa hai da proporre.

  • Saus

    25 nov 2009 - 16:51 - #5
    1 punto
    Up Down

    urenco
    ma se poi studio tanto, come si presuppone abbia fatto tu, imparo ad insultare e basta? a sputare sentenze in mare? proprio come te?

  • Urenco

    25 nov 2009 - 16:52 - #6
    -1 punto
    Up Down

    @vhemt
    Te la faccio semplice perche’ sono ragionele,di poche pretese e per nulla fondamentalista caro ragazzino:

    Qualsiasi fonte economicamente ed ambientalmente sostenibile per me va bene.

    Non le vostre boiate.

  • Urenco

    25 nov 2009 - 16:55 - #7
    0 punti
    Up Down

    @Saus

    No,impari a conoscere le cose e poi a parlare.La scienza non e’ un’opinione e l’energia non e’ un fatto politico.

    Credimi al tuo livello ne hai parecchio bisogno.

  • Saus

    25 nov 2009 - 17:04 - #8
    1 punto
    Up Down

    urenco

    please, mostraci la scienza, o venerando

  • Profilo di vhemt

    vhemt

    25 nov 2009 - 17:09 - #9
    1 punto
    Up Down

    Non è tutto oro quello che luccica, ma preferisco di gran lunga 100 pale eoliche (o chilometri e chilometri quadrati di pannelli solari) dietro casa a una centrale di qualsiasi altro tipo.

  • Urenco

    25 nov 2009 - 17:17 - #10
    0 punti
    Up Down

    @Saus
    Se volessi ci arriveresti un pochino anche solo con il buonsenso ma sei troppo fondamentalista per ragionare.

    @vhemt
    Vorrei che il tuo sogno si realizzasse cosi’ scolleghiamo dalla rete una volta per tutte gli ecotonti come te e vediamo come tirate avanti con l’alternativo (tale e’ solo di nome…).Che sia chiaro l’energia che richiederai dalla rete la pagherai 10 volte di piu’.

  • guagnelz

    25 nov 2009 - 18:09 - #11
    0 punti
    Up Down

    @urenco
    sì, vero, pagheremmo di più: 10 volte di più?? E’ meglio che qualcosa ti riguardi anche tu.

    Tra l’altro il tuo atteggiamento mi ricorda qualcuno, possibile che bisogna per forza aggredire alzando a tutti i costi i toni? In questo modo se anche avessi avuto ragione avresti già perso credibilità.

  • noee

    25 nov 2009 - 18:15 - #12
    0 punti
    Up Down

    Due sono i soli problemi dell’Italia nostra. La supponenza su qualsiasi argomento e il piangersi addosso gridando miseria. La mancanza di equilibrio vien da se.

  • Urenco

    25 nov 2009 - 18:21 - #13
    0 punti
    Up Down

    @guagnelz
    Non e’ solo una questione di pagare di piu’ ma di avere l’energia disponibile quando serve.La cosa e’ elementare.

    Bisogna aggredire?? No bisogna capire e basta perche’ con le vostre boiate insultate la scienza ed il buon senso ogni santo giorno.
    L’aternativo e’ fallimentare e c’e’ poco da discuterne,dati alla mano.

  • Urenco

    25 nov 2009 - 18:25 - #14
    0 punti
    Up Down

    @noee

    No,il problema e’ l’ignoranza in materia energetica.Neppure le cose elementari si comprendono.Mi chiedo se la gente qui,ha mai aperto un libro di fisica in vita sua.
    Ah gia’, ma qui ci sono teste buone per la politica…..

  • _GhostRider_

    25 nov 2009 - 18:31 - #15
    0 punti
    Up Down

    Allora il libro di fisica avrebbe dovuto insegnarti il principio di conservazione. Ergo… l’energia che ci pippiamo oggi a buon mercato e’ una pia illusione effimera che finira’ con l’esaurirsi delle risorse. Ci stiamo bevendo in poco meno di 200 anni qualche milione di anni di energia messa da parte dalla natura. Visto che non puoi cavare energia dal nulla rimarranno poche altre soluzioni: rinnovabili e nucleare.

  • woden

    25 nov 2009 - 18:31 - #16
    1 punto
    Up Down

    Sinceramente sono allibito…
    ecotonti?
    Urenco o come ti chiami - io non ho problemi a dire il mio nome mi chiamo dino olivieri, da cui o.dino quindi woden per scherzare
    leggiti perfavore il numero in uscita di Le Scienze
    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Copenhagen_a_metà/1341152
    sappiamo tutti che quelli di Scientific American e Le Scienze sono molto pro nuke e altre forme standard di produzione ma se loro, proprio loro, dedicano un numero intero a una ipotesi realistica di un piano su 20 anni per dire basta a nucleare, petrolio e gas e puntare tutto sulle rinnovabili… beh non so… forse anche loro sono degli ecotonti o forse hanno capito che è l’unica strada sensata.

    e poi basta con sta questione dei prezzi
    il valore non è nei soldi, ma nelle persone e nella loro qualità di vita, è il nostro lavoro che ha valore, la nostra salute, il cibo, etc..

    vorrei che i alcune persone scrivessero lettere aperte per scansdalizzarsi delle privatizzazioni di beni inalienabili come l’acqua e non per queste stupidaggini.

    hai mai visto uno studio comparato di Ewea con quelli della Nuclear Power Joint Fact-Finding (una sorta di confindustria mondiale del nucleare)?
    curva eolico in crescita, nucleare in dismissione (fra 30 anni sapete come andrà a finire con l’uranio?)
    bene già un anno fa l’eolico mondiale ha superato la produzione nucleare in terawatt mondiali e fra 20 anni sarà dalle 2 alle 3 volte maggiore…

    Se cina, india, paesi del nord investono massicciamente c’è un motivo anche economico nonchè strategico credi a loro non a me
    quindi non farlo in italia e rincorrere il nucleare o altre non rinnovabili sarebbe sì da ecotonti.. non credi?

    Poi ci sono le lobbies, ok… ma loro è logico che tenteranno di continuare a fare i loro affari in tutti i modi - ma a noi esseri umani cosa conviene?

    leggiti qualcosa sui cicli uranio o per la alimetazione cicli energia e fosforo, etc..
    non ce n’è per sempre…

    insomma fatti un giretto su organizzazioni che da decenni studiano questi eventi
    http://www.clubofrome.org
    http://www.ipcc.ch/
    http://www.sustenergy.org/
    ..

    io ho 40 anni e gran parte della mia vita l’ho già vissuta e sono già soddisfatto,
    ma quando parlo così parlo pensando ai miei/nostri figli (nostri dell’umanità tutta)
    loro meritano uno sforzo da parte nostra per ripulire un po’ questo mondo marcio e sporco… non credi?

    ciao e che soffi il vento delle rinnovabili e del rinnovamento
    d

  • Urenco

    25 nov 2009 - 18:41 - #17
    0 punti
    Up Down

    @_GhostRider_

    Bene per la fissione ed in futuro la fusione.L’unica che sostiene l’economia ed il progresso.
    Il rinnovabile non e’ energia ma una gran balla politica.Quindi evitiamo di perdere il tempo con giochetti.
    Cominciamo ad esser seri e prenderci qualche responsabilita’.

  • Profilo di lady-brinner

    lady-brinner

    25 nov 2009 - 19:03 - #18
    0 punti
    Up Down

    Ureco dici dici ma non dici niente. In concreto cosa proponi?

  • Urenco

    25 nov 2009 - 19:07 - #19
    0 punti
    Up Down

    @woden
    In India hanno raggiunto la criticita’ dell’ennesimo reattore proprio ieri ed ha piani di sviluppo del nucleare notevoli con il torio soprattutto.
    La Cina,di funzionanti siamo ad 11,in costruzione o prossimi all’apertura 53….e proposti circa 110….devo aggiugerti altro?

  • woden

    25 nov 2009 - 19:21 - #20
    0 punti
    Up Down

    si Urenco dovresti aggiungere dell’uranio visto che i giacimenti sono quelli che sono…
    idem per il petrolio
    idem per il gas
    idem per il ciclo fosforo (hai presente coltivazione intensiva…etc.. etc..)

    secondo te è più fattibile nei prossimi 10 anni una serie di installazioni di varia natura rinnovabili o la fusione?
    è più affidabile la bicicletta o l’antonov sul lungo periodo?
    così tanto per capirci..
    è più facile decrescere coi consumi producendo case, elettrodomestici, cose, vestiti, trasporti che consumino meno di un fattore 10 o aumentare di 10 la produzione di energia…
    rinnovare vuol dire 1° razionalizzare e riusare
    la scienza seria è realistica e guarda in faccia alla realtà e il frigo che hai ereditato dalle ere primarie e secondarie è quasi vuoto… prendine atto e smetti di vivere nell’illusione figlia del desiderio che genera rabbia frustrazione (di cui ci dai prova eloquente)

    progresso è vivere meglio non consumare di più
    e poi impara anche un po’ di educazione
    d

  • Urenco

    25 nov 2009 - 19:27 - #21
    0 punti
    Up Down

    @lady-brinner

    Propongo di evitare lo sperpero di denaro (anche mio) per pagare qualcosa che costa 100 e produce 0,1.Non conviene economicamente e non c’e’ ideologia che tenga.I dati ci sono.
    Invece potremmo impiegare i soldi (in attesa di nuovi impianti nucleari di potenza) per migliorare le interconnessioni della rete elettrica rendendola piu’ efficiente.Non ti basta?
    Bene,proseguiamo nell’avviare un programma per bruciare scorie e produrre energia,termovalorizzatori avanzati,carbone,ecc….insomma fare le cose come ogni paese normale.

  • _GhostRider_

    25 nov 2009 - 20:28 - #22
    0 punti
    Up Down

    @Urenco
    Conosco un ingegnere che si e’ occupato di una parte di Iter e del futuro Demo. Per la fusione se ne parla se va’ bene tra 50 anni. Questo rimanendo alle roadmap ufficiali. Installazioni nucleari al Torio ad oggi non ce ne sono.. per il semplice motivo che parliamo di reattori a neutroni veloci, difficili da maneggiare e quindi si preferisce la via degli EPR.
    Vogliamo dire che le rinnovabili non servono e sono una balla? Non mi sembra che l’idroelettrico sia un giochetto.. o che i campi eolici offshore nordici lo siano.
    Qua’ tutti ingegneri con specializzazione in sistemi energetici…

  • amlet 2

    25 nov 2009 - 20:35 - #23
    0 punti
    Up Down

    @22
    piani di sviluppo con il torio…
    ecco si che in questa ottica il nucleare avrebbe senso,vedi reattori veloci e torio,ma finche non ci saranno reattori commerciali siamo nel campo dei se e dei ma…o no?

  • Urenco

    25 nov 2009 - 20:48 - #24
    0 punti
    Up Down

    @_GhostRider_
    “Installazioni nucleari al Torio ad oggi non ce ne sono.. per il semplice motivo che parliamo di reattori a neutroni veloci…”
    Scusa? Ripeti?

    Campi eolici?
    Per fare questo?
    http://www.youtube.com/watch?v=9srPoOU6_Z4&feature=player_embedded
    Sei ambientalista te?

  • Urenco

    25 nov 2009 - 20:58 - #25
    0 punti
    Up Down

    @24
    I reattori convenzionali possono gia’ lavorare al torio,quindi togliamo i se ed i ma e possono essere anche modestamente fertili.

  • _GhostRider_

    25 nov 2009 - 21:04 - #26
    0 punti
    Up Down

    Si sorry.. stavo pensando solo ai torio veloci e non ai Candu.
    Un grattacielo accoppa piu’ volatili di quella torre.
    No, non sono ambientalista.

  • _GhostRider_

    25 nov 2009 - 21:38 - #27
    0 punti
    Up Down

    No. Il mio ragionamento e’ che ogni attivita’ umana porta delle modifiche all’ecosistema.. ne accoppa di piu’ un parco eolico offshore o il petrolchimico di marghera o la Ilva?

  • Urenco

    25 nov 2009 - 22:05 - #28
    0 punti
    Up Down

    “No. Il mio ragionamento e’ che ogni attivita’ umana porta delle modifiche all’ecosistema.. ”

    bene hai detto giusto:ogni attivita’ umana.Tienilo ben presente.

    “e accoppa di piu’ un parco eolico offshore o il petrolchimico di marghera o la Ilva?”

    Dipende dal punto di vista.Io la vedo sempre in rapporto costi/benefici e flessibilita’.

    Le produzioni chimiche si possono correggere,le pale delle torri eoliche no.E’ sufficiente?

  • giotisi

    25 nov 2009 - 23:58 - #29
    0 punti
    Up Down

    Io credo che un po’ di buon senso non guasterebbe mai, soprattutto se supportato da alcune considerazioni rigorose.
    E’ evidente a tutti che il consumo di territorio per pannelli FV è notevole e che il loro impatto non è trascurabile: piazzare distese di pannelli a terra, sulla terra diversamente utilizzabile a fini agricoli, non è esattamente segno ne di intelligenza, ne di lungimiranza: la terra coltivata già produce da se energia: energia chimica.
    Piuttosto ci sono ampie superfici non diversamente utilizzabii (soprattutto i tetti industriali) dove l’infilata di pannelli non si vede e non disturba.
    Già l’FV è una tecnologia perdente, già ci costa una barca di soldi in aiuti, già ha una resa scarsissima…. ci manca solo che andiamo a installarla sui campi.
    Lo stesso discorso NON si puo’ fare per l’eolico: il consumo di territorio è infinitamente minore (limitato al solo diametro a terra dei tralicci), l’impatto visivo non è certo cosi devastante, e le potenze generate POSSONO essere significative: in qualche modo l’energia la si deve produrre e quella di provenienza eolica, al momento, è l’unica che prometta di crescere in modo significativo e sostenibile: non fraintendetemi, non sto dicendo che si puo’ vivere COME ORA con il solo vento: sto dicendo che almeno il 10-15% del fabbisogno puo’ venire dal vento; è una percentuale a cui l’attuale FV non arrivera’ mai.
    Se poi volgiamo lamentarci di centrali nucleari, di quelle a gasolio, delle turbogas, delle pale eoliche, dei rigassificatori, dei pannelli FV… non ci resta che spegnere la luce, fermare l’auto e andare a coltivare la terra: ma non come si fa adesso a 10 q.li di grano per ettaro, con 10 ettari per persona con trattori da 1000 CV…
    Si coltiva come faceva il nonno: 16 ore a rompersi la schiena su mezzo ettaro per avere 2 quintali di grano e un raccolto di erba medica. Tu, la moglie, i figli, il cavallo per trasportare e la vacca per arare.

  • dgfsdfsdfs

    26 nov 2009 - 01:22 - #30
    0 punti
    Up Down

    La verità è che in Italia non c’è sufficiente vento, almeno non nelle zone dove piazzano le pale. Io sono stato a Catania e durante il viaggio ho sorvolato una parte della Sicilia. Non ho visto una pala che sia una girare, se non lentissima. Sono i soliti fondi europei (soldi nostri) buttati. Da noi, soprattutto nelle vaste pianure di Puglia e Sicilia, si potrebbe investire nel solare. Ci sono migliaia di Kq di aree brulle, non coltivate, che potrebbero ospitare pannelli solari. L’eolico in gran parte dell’Italia è un non senso, questa è la verità. Gli ecotonti certe cose dovrebbero capirle. Persino Striscia ha fatto un servizio, dove Sgarbi ha mostrato lo scempio di quelle pale, che non girano! Ed io stesso le ho viste ferme con i miei occhi, qualche mese fa, in Sicilia. Ferme, assolutamente ferme. L’eolico in Italia è una farsa. Abbiamo un sacco di sole, potremmo sfruttare quello, se non fosse che al Sud si ruberebbero tutti i pannelli solari.

  • dgfsdfsdfs

    26 nov 2009 - 01:29 - #31
    0 punti
    Up Down

    giotisi è evidente che parli soltanto per sentito dire. E’ pieno di aree non coltivate e non coltivabili in Sicilia ad esempio, aree desertiche, dove sarebbe possibile installare panneli fotovoltaici, con una resa nettamente superiore all’eolico, visto che il sole picchia forte. Certo probabilmente anche con un costo maggiore, ma con una resa nettamente superiore. Le pale non girano, vai a vedere con i tuoi occhi, non girano le pale, non c’è abbastanza vento. Le pale potrebbero funzionare magari in Liguria, ma siccome sono delle porcate non le installano e fanno bene.

  • Saus

    26 nov 2009 - 08:19 - #32
    0 punti
    Up Down

    anadare in estate a cercare pale eoliche che girano come forsennate è come pretendere di bere litri di granita nel deserto.

    per il discorso delle speculazioni sull’installazione dell’eolico è chiaro che anche questa è la realtà, ma non per tutti i casi.
    Mi sono perso però il ragionamento dei pro nucleare che assicura gli italiani che i loro soldi eventualmente spesi nel nucleare sarebbero esenti da speculazioni di questo tipo ed intromissioni mafiose. Forse è dovuto al fatto che per costruire una centrale nucleare c’è bisogno di cifre (investimenti) meno significative…… o forse no?

    e poi la sostenibilità delle scorie nucleari io non la vedo, glielo andate a spiegare voi agli abitanti della zona in cui verrebbero stoccate che per le prossime migliaia di anni quelle aree sono a rischio? gliela vendete voi questa “occasione”?

  • woden

    26 nov 2009 - 10:41 - #33
    0 punti
    Up Down

    Il ragionamento non regge comunque perchè ci si fossilizza sul problema dei costi e delle mafie… Qui parliamo di fonti rinnovabili e a termine.
    uranio, gas, fosforo (per agricoltura - vedi link succ.), petrolio hanno picchi più o meno lontani (,ma sempre si parla di decenni (pochi in alcuni casi e diversi in un caso come il gas).

    Nucleare con torio, nucleare a fusione, magari - su questo io sono un grane sostenitore della ricerca e non dell’ignoranza, ma il nucleare della generazione attuale è assurdo costosissimo (la Francia ha tutte le centrali che ha per farsi il suo arsenale bellico, i contribuenti hanno pagato la bolletta con le tasse e non nella bolletta ma questa è finanza creativa..)

    Molti bollarono nel 72 il club di roma come una serie di apocalittici catastrofisti, 30 anni dopo le loro analisi si sono rivelate doi una aderenza sconcertante.
    Vale la pena guardar l’update del 2004 di cui nel link vi lascio il sommario - poi se uno vuole si compra il libro che non è una lettura inutile, anzi…

    Riguardo fv, auto elettriche, etc.. è ovvio che non sono la panacea - ogni produzione industriale ha impatto ecco perchè bisogna conoscere il ratio costo/benefici ma non solo in termini economici caro il mio Urenco…
    La gente spende tanti soldi per stare bene e ne spenderebbe 10 volte tanto se avesse la certezza di stare meglio…

    Guardati le curve, fatti una idea del scellerato scenario che questa corsa agli armamenti (in senso tecnologico) sta portando…
    E non confondete tecnologia/applicazione con conoscenza scientifica - sono due cose diversissime così come sono diversi un dottore in fisica e un ingegnere..
    Ovvero se la conoscenza e la (auspicabile) consapevolezza che ne consegue sono sempre un bene - la sua applicazione non sempre lo è - chi vuole intendere intenderà.

    PS: e poi tutto questo clamore tecnicistico sul nucleare… in fin dei conti usiamo una bomba atomica per far girare una pala e sfruttare le equazioni di maxwell (leggi di faraday) ovvero le stesse cose che ho in una centrale idro o eolo…
    Ora è più economico e salutare che a pedalare sia un pestilenziale morbo atomico a fissione o il vento, la caduta d’acqua, il calore del sole, le maree, il delta termico nei corpi terrestri, la legna degli alberi a termine ciclo, gli zuccheri degli scarti agricoli, etc.. etc.. etc..?
    E’ più sensato inziare a convertire l’agricoltura senza addizione fosforo e impiegare i ricercatori in questo senso sapendo che sta per finire o impiegare fior fiore di ricercatori a cercare altro fosforo su plutone?

    http://www.sustainer.org/pubs/limitstogrowth.pdf

    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Fosforo:_una_crisi_imminente/1339458

  • giotisi

    26 nov 2009 - 11:21 - #34
    0 punti
    Up Down

    Lascio perdere l’esperto ‘che guarda le pale in volo verso Catania’, non ne vale la pena.

    @woden:
    è indubitabile che dobbiamo pensare a un’altro modo di produrre e a un’altro modo di consumare.
    Dobbiamo pero’ trovare un’altro modo anche per valutare i vari impatti, perchè NULLA è gratis.
    Qui siamo di fornte a una società civile che sostanzialmente se ne frega dei consumi, una società economica che ragiona solo in termini di crescita, una comunità scientifica che, nella migliore delle ipotesi, si azzuffa per accaparrarsi i migliori finanziamenti.
    Armati del Principio di Prudenza e della convinzione NIMBY non produrremo mai un kwh in piu’, tutto è criticabile, tutto puo’ MEGLIO essere fatto altrove.
    Nello stesso momento in cui siamo estremamente negativi su tutta la tecnologia esistente, non esitiamo a preconizzare radiosi futuri per tecnologie ancor non nate (Kitegen, idrogeno, auto elettriche, fusione… ecc..ecc..)
    Ecco, questo è a mio avviso il vero problema: chiacchiere, veti, fede in soluzioni inesistenti…. e il tempo passa, la gente non cambia abitudini, e si avvicina il redde rationem.
    Sprechiamo soldi per convincere la gente a cambiare auto (senza dirgli che 15CV prodotti da skifo sono cmq meglio dei 150 Hibryd ultima generazione), per sistemargli la coscienza installando 3mq di pannelli FV, per riempire i panorami urbani di orrendi scaldaacqua che coprono i reali fabbisogni per meno del 10%.
    E’ una strada fondamentalmente sbagliata: prendiamo atto che abbiamo vissuto un periodo eccezionale nella storia, e prepariamoci, anche filosoficamente al successivo.
    Un periodo dove un terzo dell’attuale popolazione consumi un terzo dell’attuale fabbisogno: non è ne cosi brutto, ne cosi impossibil; ne abbiamo i mezzi, la conoscenza, le capacità.
    Se non ci prepariamo, ne verremo travolti, e all’ 1/3 1/3 ci arriveremo con una bella guerra globale.

  • Saus

    27 nov 2009 - 09:29 - #35
    0 punti
    Up Down

    vi siete persi una ventina di commenti, com’è sta storia?

PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento

Network Blogo