Precari Ispra sul tetto per salvare l'ambiente

pubblicato: giovedì 26 novembre 2009 da Orangeskies

Occupazione casalotti

I controlli e la ricerca ambientale si salvano andando sul tetto. Lo pensano i precari della sede ISPRA di via Casalotti, a Roma, che da ieri hanno occupato il tetto dell’edificio dove si trovano i loro uffici e lavoratori, per protestare contro l’annunciato licenziamento di 200 di loro entro fine anno, che seguirebbe quello di altri 250 colleghi già allontanati tra gennaio e giugno di quest’anno.

Occupazione casalotti Occupazione casalotti Occupazione casalotti

La disperazione dei lavoratori non deve però far dimenticare l’importanza del ruolo dell’Istituto, il principale ente pubblico di ricerca che in Italia si occupa di ambiente, vigilato proprio dal dicastero di via Cristoforo Colombo oggi guidato da Stefania Prestigiacomo: infatti, l’ISPRA ha funzioni fondamentali per la ricerca e il controllo ambientale nel nostro paese.

Tra gli altri compiti assegnati ai suoi dipendenti (in buona parta ancora oggi precari), ci sono infatti le ricerche sulle navi dei veleni, i progetti relativi al Mose di Venezia, bonifica di siti inquinati e zone portuali da ordigni bellici, ripascimento di spiagge colpite dall’erosione, pesca sostenibile e acquicoltura, ma anche la stesura dell’annuale rapporto rifiuti, il registro delle emissioni in atmosfera, gli interventi e lo studio sulle emergenze idrogologiche e l’annuario dei dati ambientali, giusto per citare alcune delle tematiche proprie dell’ISPRA.

Per effettuare tutti questi compiti, sarebbe essenziale che l’ISPRA non perda personale e fondi, ma è di oggi la notizia che i fondi del ministero dell’Ambiente negli ultimi due anni sono stati dimezzati, mentre la Prestigiacomo, interrogata dai deputati del Pd in Commissione Ambiente sul futuro dei precari Ispra, ha detto che ha bisogno di una settimana di tempo per decidere il da farsi. Sette giorni per decidere di una situazione che conosce benissimo da almeno un anno e mezzo.

Occupazione casalotti
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Via | Blog Precari Ispra

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    26 nov 2009 - 10:42 - #1
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    Dispiace molto per i lavoratori dell’ISPRA.
    Purtroppo va messa in luce una cosa, ai giovani si fanno intravvedere tante potenzialità relative a lavori sull’ambiente che non esistono. Per quanto lavorare per l’ambiente sia una scelta che dal punto di vista etico va sicuramente ammirata.
    I lavori ambientali, ossia di tutela diretta dell’ambiente, per loro natura, sono legati a doppio filo con la politica ambientale di un governo, in base ai fondi che ‘artificialmente’ un governo dedica alla tutela dell’ambiente nelle sue varie forme. In questo purtroppo c’è una condanna implicita al precariato.
    E’ brutto da dire ma la tutela dell’ambiente è un’attività senza valore aggiunto (economico) e quindi sarà difficilmente sostenibile da qualsiasi governo, di destra, di sinistra o di centro. I giovani che escono dal liceo andrebbero indirizzati verso studi con sbocchi verso attività produttive nell’industria o nel terziario, o almeno gli andrebbero dette le cose come stanno e poi a loro la scelta, la corretta informazionae va fatta anche in questo.
    Di ingegneri ambientali che facciano quello per cui hanno studiato non ne conosco uno.
    Ben diverso è il discorso dei ‘lavori verdi’ che si creano nello sviluppo delle rinnovabili e del risparmio energetico, le figure tecniche e commerciali che si sviluppano in questo campo vanno discusse a parte… ma si andrebbe fuori tema.

  • Urenco

    26 nov 2009 - 12:03 - #2
    -2 punti
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    Anche a me dispiace,tuttavia anziche’ rendere l’ambiente una grossa opportunita’ economica per lo sviluppo ci si affida a politiche e tecnologie perdenti che alla fine crollano come un castello di carte perche’ economicamente insostenibili.Torniamo sempre al punto di partenza:non e’ l’ambiente il problema ma la testa degli ambientalisti.
    Datevi una svegliata!

  • Go Vegan!

    26 nov 2009 - 13:13 - #3
    1 punto
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    attività senza valore aggiunto la tutela dell’ambiente??
    ma stai scherzando??
    mio dio in che mondo viviamo!!!
    datevela voi una svegliata!!

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    26 nov 2009 - 13:17 - #4
    0 punti
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    @ Vegan

    Infatti ho scritto valore aggiunto ECONOMICO.

  • Urenco

    26 nov 2009 - 13:34 - #5
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    @Go Vegan

    Guarda che l’ambiente non e’ una religione e tu non ne sei un alto rappresentante……cala le ali e ritorna alla realta’ che i problemi si risolvono usando la scienza e non con i dogmi assoluti.

  • Go Vegan!

    26 nov 2009 - 14:16 - #6
    1 punto
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    non ha valore aggiunto economico perchè non abbiamo idea di quanto ci costerà riparare i danni di un non intervento.
    l’accelerazione delle estinzioni di fauna e flora, la desertificazione, lo sciolgimento dei ghiacciai sono segnali forti, peccato che sembrano non avere secondo voi alcun valore economico!!
    e continuando con ste storia dell’economico dimostri solo il tuo egoismo, perchè tanto i danni non li subirai te ma le generazioni future.
    certo che i problemi si risolvono con la scienza, peccato che siamo arrivati a questa pessima condizione, sia di vita nel terzo mondo, che di salute per la terra.
    i dogmi assoluti ce li avete voi con l’incapacità di rinunciare alla bella vita alle bistecchine e con lo schifoso pensiero che l’uomo può dominare e sfruttare tutto a suo piacimento.
    L’unico animale che necessita di un dio, l’unico nemico del pianeta!!

  • Profilo di dr-sloth

    dr-sloth

    26 nov 2009 - 15:53 - #7
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  • Profilo di dr-sloth

    dr-sloth

    26 nov 2009 - 15:57 - #8
    1 punto
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    Il lavoro svolto dai tecnici e dai ricercatori dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale è nella stragrande maggioranza dei casi svolto in adempimento a Direttive e Regolamenti europei (i Regolamenti europei hanno valore di Legge sia per i cittadini, sia per il Governo). Ciò significa che si lavora a progetto, su fondi obbligatoriamente usati per queste attività. I soldi NON SONO un problema e non vengono sottratti agli altri cittadini o all’economia.
    Le persone in scadenza di contratto, NON andranno a casa per mancanza di fondi o di progetti… questo è il paradosso.

  • Profilo di dr-sloth

    dr-sloth

    26 nov 2009 - 15:59 - #9
    1 punto
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    Esistono decine di pubblicazioni di economisti e socio-economisti, oltre ovviamente a quelle dei conservazionisti, che dimostrano - con esempi reali, non con supposizioni - quanto non sia vero che la conservazione della natura e la crescita economica siano in antitesi. Anzi! ….del resto basterebbe applicare un po’ di buon senso, avendocelo e avendo a cuore la “cosa comune”.
    Faccio anche notare che l’ambiente è da tempo una florida industria in molti paesi del mondo, da svariati punti di vista: gestione, ricerca finalizzata al suo uso sostenibile e fruizione diretta (turismo). Inoltre, per l’ambiente esistono molti fondi dedicati a livello europeo che riflettono le politiche internazionali in questo campo. Utilizzare questi fondi per scopi diversi a quelli per i quali sono stati pensati ci fa incorrere in procedure d’infrazione. Qualcuno si è chiesto quanto costa ai cittadini (quelli che pagano le tasse..) una procedura d’infrazione per inadempimenti alle normative comunitarie?
    Guardate qua e impallidite: http://www.politichecomunitarie.it/attivita/15137/cose-una-procedura-dinfrazione

  • Urenco

    27 nov 2009 - 00:24 - #10
    0 punti
    Up Down

    @dr-sloth
    “….che dimostrano - con esempi reali, non con supposizioni - quanto non sia vero che la conservazione della natura e la crescita economica siano in antitesi. Anzi!…..”

    Difatti cosa avevo detto in un post precedente?

    Torniamo sempre al punto di partenza:non e’ l’ambiente il problema ma la testa degli ambientalisti.

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