
I Kiwis battono gli Aussies. Così titolava ieri mattina l’Herald di Sydney a proposito dell’approvazione, da parte del parlamento neozelandese, della nuova legge sulle emissioni. La Nuova Zelanda si è dotata di un piano di regolamentazione delle emissioni dei diversi dettori del mercato, prima dell’Australia.
In vista dell’incontro di Copenaghen la legge neozelandese è stata approvata dopo mesi di discussioni, grazie ad un’allenza del partito di maggioranza con quello dei Maori che in cambio dei voti hanno ottenuto la possibilità di partecipare a progetti sulla conservazione delle foreste, e di guadagnarci su. Ha visto opporsi i Verdi, i Labouristi e i Progressisti.
Per alcuni la legge protegge le industrie neozelandesi, così come lascia libero di operare il settore agricolo, fino al 2015, quando poi dovranno adeguarsi alle limitazioni imposte per limitare le emissioni di CO2. Per altri la legge è troppo pesante per quanto riguarda le imposizioni ai grandi dell’industria. Vedremo, ora, cosa proporrà l’Australia.
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gbettanini
27 nov 2009 - 09:30 - #1E tanto per capire chi paga per questo fiorente mercato delle emissioni
(e questi sono i prelievi diretti, ovviamente tutti i generi al consumo avranno un aumento dello stesso ordine se non maggiore) riporto dal sito del governo della NZ:
How will the changes impact on households?
Electricity would have increased in price by 10 per cent (2c/kWh) under the original legislation, but the changes halve that to 5 per cent (1c/kWh) during the transition phase.
Petrol and diesel would have increased in price by 7c/L but the changes halve that to 3.5c/L during the transition phase.
The costs for the average household are expected to reduce from $330 per year to $165 per year during the transition phase.
The savings from the changes may be greater than this if the price of carbon exceeds $25 due to the fixed-price option for emission units.
alter_ego
27 nov 2009 - 10:05 - #2Avendone esperienza diretta, ho la sensazione che gli Australiani ed i Kiwi, cosi’ come gli ammericani, non siano molto in contatto con la realta’.
Il loro benessere e’ dato da enormi risorse naturali, immigrazione spesso qualificata, tasse piu’ basse della media, buona qualita’ della vita, diritti umani garantiti (con alcune contraddizioni patetiche, che ad un europeo sembrano inaudite).
Ebbene, i popoli in oggetto non hanno assolutamente idea delle ottime condizioni che li stanno sostenendo, e quindi se ne inventanto di cotte e di crute per farsi del male. Per loro fortuna, per il momento hanno ancora riserva di spinta.
Ma gettano le basi per schiattare tutti domani, ed essere sostituiti da asiatici, indiani, africani e compagnia.
kasparov
27 nov 2009 - 19:00 - #3Straquoto alter ego.
L’Australia è diventata quello che è grazie ad uno stato liberale, costruito un po’ a somiglianza degli Usa.
Da qualche annetto sembra stiano facendo di tutto per rovinarsi.
Peccato, perchè è un gran bel posto.