
Secondo il governo danese dimezzare le emissioni inquinanti entro il 2050 non solo è possibile, ma dev’essere un dovere per i paesi ricchi. Per questo ha redatto il testo di una bozza programmatica, che potrebbe diventare la base per un accordo politico tra i leader che parteciperanno all’incontro di Copenaghen tra una settimana.
Il testo prevede di dimezzare le emissioni rispetto al 1990, e di raggiungere l’obiettivo per il 2050. I tagli più significativi dovranno avvenire per i Paesi ricchi, ai quali si chiede di dimezzare dell’80% le proprie emissioni.
Nella bozza si afferma anche la necessità di mantenere l’aumento medio globale della temperatura entro e non oltre i 2°, ma non viene indicato alcun obiettivo o termine, così come richiesto dai Paesi in via di sviluppo.
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gbettanini
30 nov 2009 - 11:43 - #1La cosa interessante da sapere è il COME vorrebbero ridurre le emissioni dell’80% entro il 2050.
L’unico modo possibile sarebbe costruire una miriade di centrali nucleari.
Copenhagen non c’entra con la scienza, è un teatrino politico ed economico. Io spero che la ragione prevalga e che non si firmi nulla di vincolante….. E bisogna ricordare che i miliardi di dollari di cui si parla arriveranno direttamente od indirettamente dalle nostre tasche.
Urenco
30 nov 2009 - 12:16 - #2Difatti la cina ha 11 centrali nucleari funzionanti e 53 in costruzione entro il 2020.Alcuni proclami vanno giustificati.
Gli stati uniti,leggo,hanno in costruzione o prossime alla costruzione georgia e florida.
gbettanini
30 nov 2009 - 13:21 - #3Va anche detto che, se ricordo bene, la Vestas danese è il primo produttore mondiale di turbine eoliche….
Attilone1
30 nov 2009 - 14:25 - #4Mhhhh, i soliti proclami da politico, le solite promesse da marinaio, boh comunque proviamo a quantificare, proviamo a vedere cosa significherebbe un taglio dell’80% nelle emissioni dei paesi ricchi:
L’europeo medio ha un consumo energetico di 125 kWh al giorno (gli americani il doppio), questo e’ un dato aggregato che tiene conto consumi diretti e indiretti tra questi ultimi ci sono i consumi necessari per costruire le nostre case, auto, computer ecc… ecc…
I due terzi dei 125 kWh/giorno sono equamente divisi tra consumi per la fabbricazione della nostra roba e consumi legati ai trasporti.
Comunque, ipotizzando che consumi ed emissioni siano proporzionali tra loro ridurre le emissioni dell’80% significherebbe portare i consumi a 20 kWh/giorno, un valore inferiore a quello dei paesi in via di sviluppo.
zero1
30 nov 2009 - 14:30 - #5smettendo di costruire case, strade, capannoni e palazzi per esempio
Mauriziosat,9
30 nov 2009 - 14:44 - #6certo zero , torniamo ad abitare i SASSI DI MATERA o le grotte vicino al fiume.
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che tristezza.
Rigitans'
30 nov 2009 - 16:42 - #7io ho letto l articolo su repubblica, e mi sembra che l’80% sia riferito al 50% di riduzione di emissioni rispeto al 1990. questo significa che del 50% l’80% (il 40% per intenderci) deve essere ridotto dai paesi più ricchi e industrializzati.
quindi la situazione è più fattibile ma comunque un’impresa, visto che il riferimento non è il 2009 ma il 1990, cioè l anno di riferimento degli accordi di kyoto, e negli ultimi 20 anni le emissioni sono aumentate di molto.
un modo c’è per realizzare quella che al momento è un’utopia, ma temo non siano pronti per un tale cambiamento, visto come si comporta il mondo oggi. ma si può fare, sulla carta
tob
01 dic 2009 - 10:37 - #8“ai quali si chiede di dimezzare dell’80% le proprie emissioni.”
Questa frase suona un po’ male…
Veritas
01 dic 2009 - 14:40 - #9Il problema vero in realtà è: servirà tutto questo (massacrare le economie mondiali gonfiando a dismisura la povertà) a incidere sull’andamento del tanto decantato global warming?
Raoul Piccinini
15 dic 2009 - 14:00 - #10AGGIORNARE LE TECNOLOGIE
Il cambiamento, delle tecnologie per la produzione d’energia elettrica da fonte rinnovabile, è sempre dovuto all’interesse dei singoli, (e logicamente alla loro reale capacità tecnica), nel merito di determinate tecnologie, in grado di provvedere, (in ragione di nuove interpretazioni progettuali), alla realizzazione di sistemi unici, con nuovi rendimenti energetici.
Si può, infatti, affermare, (dopo analisi di calcolo e progetti meccanici mirati), che il moto ondoso, con energia maggiore di almeno cinque volte l’aria utilizzata dall’Eolico, ed una prevedibilità migliore del Fotovoltaico, rappresenta la “PRIMARIA FONTE ENERGETICA A LIVELLO MONDIALE”, questo non solo in ragione dell’immensa superficie, su cui quasi tutti i paesi si affacciano, ma proprio in funzione del rendimento meccanico. Si è, inoltre, da tempo detto, (e ancora oggi si dice), che le tecnologie per lo sfruttamento del moto ondoso, (non delle maree o correnti marine), non è una tecnologia matura ma ancora in fase di sperimentazione, e che i centri di ricerca d’Università, Scienziati, Ricercatori di grandi Multinazionali, ecc. ancora studiano per migliorare l’efficienza di questi sistemi.
Inoltre, sino ad ora, i dati relativi alle prime produzioni hanno dato indicazioni incoraggianti ma per competere con l’Eolico, (su 1 MW istallato, la resa Eolica è del 25%, cioè 250 Kw), ad esempio, ritenuto uno dei sistemi più performanti e verso il quale tutte le tecnologie si confrontano per le produzioni d’energia, la strada da percorrere sembrava ancora molto lunga; proprio in relazione a questi primi risultati di tecnologie che sfruttano il moto ondoso, (anche se confortanti), si utilizzano ancora oggi nei confronti e per il futuro di questa tecnologia una serie di condizionali.
Oggi, però, dopo molte sperimentazioni e proposte progettuali provenienti da tutto il mondo, il sistema per la produzione dell’energia da moto ondoso è MATURO; utilizzando un nuovo progetto che sarà prodotto dalla K.I. Energy, (nuovo sistema, presentato in Corea, al “KOREA GREEN ENERGY SHOW”, di Seoul il 13 – 16 Ottobre 2009), azienda con sede in Busan, Repubblica di Corea, città di circa sei milioni d’abitanti, fronte Oceano Pacifico, si potrà produrre per ogni Kmq o poco più di superficie marina od oceanica almeno 1 GW e più, (istantaneo per capirci, cioè pari a 24 GW giornalieri, 8.760 GW anno), come una centrale nucleare con 1 reattore da 1GW in funzione al 100% per tutto l’anno che produce 8,7 TW, ma senza le controindicazioni del nucleare. Ciò detto, il sistema con cui gli altri in generale, compreso eolico, fotovoltaico, e NUCLEARE, dovranno misurarsi, è il “TRITON” della K.I. Energy, info@kienergy.co.kr, azienda che data la serietà del progetto e l’elevata produttività, non venderà I sistemi, ma l’energia prodotta, Il sistema è composto da due unità, (o boe, a bassissimo profilo quella di superficie, con limitato impatto ambientale), l’unità di superficie dinamica che da energia seguendo il moto sinusoidale delle onde, (di qualsiasi altezza), ed un’unità statica, sommersa, che riceve l’energia dalla precedente unità e che contiene una meccanica, (nuovo brevetto), che consente l’utilizzo dell’onda sia in salita che in discesa, con potenze delle singole unità istallate di 200 kW, (anche se è possibile una maggiore potenza unitaria), quindi sulla superficie lo spazio occupato riferito alla boa è di circa 2,5/3 mq.
Secondo le prove condotte è possibile avvicinare maggiormente le boe una all’altra, rispetto ai 10/20 m previsti, in modo da aumentare le concentrazioni o gli ampliamenti delle aree di produzione, per determinati siti, di tipo Mediterraneo; inoltre l’eventuale intervento, per la sostituzione mirata per riparazione o manutenzione di ogni singolo elemento, è rapidissimo, consentendo (senza pregiudicare la produzione dell’intero impianto), agli altri singoli sistemi/elementi di continuare a produrre.
Non esistono per detti sistemi controindicazioni all’istallazione poiché utilizzano onde di qualsiasi altezza, si auto livellano alle maree per sfruttare sempre e nel migliore dei modi il moto ondoso, non hanno problemi con terremoti marini/maremoti, tzunami, tempeste, ecc., possono essere posati anche in presenza di notevoli profondità, i materiali di realizzazione non inquinano, la manutenzione ciclica non prevede nel tempo la dismissione degli impianti, che possono invece essere ampliati a piacimento.
Questa tecnologia posata in mare in forma di Boe, (in Cina ne vengono usate milioni per coltivare e produrre alghe per l’alimentazione), in superficie si nota appena, ed è praticamente a distanza quasi invisibili ad occhio nudo, gli impianti sono inoltre realizzati in stretta relazione alle prestazioni dei siti d’istallazione, perfettamente funzionanti e produttivi anche per siti di tipo Mediterraneo, (a bassa resa rispetto alle distese oceaniche), dato che le prestazioni minime di produzione, in relazione alla loro collocazione, partono da un minimo del 60/70% fino ad oltre il 120% di resa.
Ora la tecnologia per la produzione d’energia da moto ondoso si pone come nuovo limite da raggiungere, (attualmente irraggiungibile dal Fotovoltaico, 500/700% in più, e dall’Eolico, 300/400% in più, con rese Kmq pari ai reattori nucleare da 1 GW), oltre al quasi azzeramento dell’impatto ambientale, con risvolti positivi anche per le zone di mare occupate che diventano aree di protezione per la vita e la riproduzione della fauna ittica.
L’energia può essere utilizzata direttamente o immessa in rete, ripeto che l’azienda non vende sistemi ma energia e può essere contattata da Governi, o Società di produzione o Distribuzione per la richiesta di impianti.
Cordiali saluti, Piccinini G. Raoul.