Di sistemi fotovoltaici innovativi se ne conoscono parecchi, tuttavia questo che arriva dagli Stati Uniti (messo a punto da ricercatori della Georgia Insitute of Technology) mi sembra degno di particolare attenzione, almeno per quel che riguarda gli sviluppi futuri. Si tratta di una nuova tipologia di cella tridimensionale costituita da nanostrutture di ossido di zinco applicate direttamente su fibre ottiche rivestite con coloranti fotosensibili.
Il meccanismo è semplice e allo stesso tempo innovativo: la luce solare viene infatti fatta entrare nella fibra ottica, composta da dinanofili zincati e allineati, e passa attraverso le nanostrutture, condizionando le molecole di colorante per produrre corrente elettrica. In sostanza si sfrutta l’energia solare in modo diverso da quello finora utilizzato.
Si tratta infatti di sistemi che sarebbero in grado di portare alla creazione di moduli fotovoltaici malleabili, con la possibilità di “nasconderli” in tantissimi dispositivi, risolvendo i problemi legati alle grandi installazioni. Trionfalismi a parte, bisogna considerare il fatto che si tratta solo di uno studio. E’ tuttavia interessante sottolineare come questo campo di ricerca, qualora dovesse dare risultati importanti, potrebbe davvero risolvere uno dei problemi più difficili ovvero quello degli spazi su cui installare i sistemi fotovoltaici.
I risultati però sono ben lontani dall’essere raggiunti, nel senso che finora si è ottenuto un rendimento di appena il 3,3%, di gran lunga distante dal rendimento dei migliori pannelli al silicio presenti sul mercato. Da parte dei ricercatori della Georgia vi è però la consapevolezza di arrivare rapidamente all’8%, risultato quest’ultimo che, nel caso in cui dovesse essere realmente conseguito, trasformerebbe questi sistemi in tecnologie davvero interessanti.
Via | Gatech.edu
Foto | Flickr
gbettanini
09 dic 2009 - 13:17 - #1Ben vengano le nuove ricerche nel campo dell’energia dal sole….
comunque il problema principale rimarrà quello di dover fornire gli impianti solari, qualsiasi sia la tecnologia utilizzata, di una grande superficie captante cosa che si riflette inesorabimente sui costi di produzione, installazione e nella necessità di molte materie prime.
zero1
09 dic 2009 - 15:56 - #2@1 ci saranno sempre tetti di abitazioni, uffici o capannoni liberi, garantito
gbettanini
09 dic 2009 - 16:49 - #3“ci saranno sempre tetti di abitazioni, uffici o capannoni liberi, garantito”
sono d’accordo… questo perchè non conviene ricoprirli di pannelli.
foggyu
10 dic 2009 - 13:02 - #4Il problema nn è lo spazio è il costo senza incentivi statali (sono soldi nostri TASSE) nn ne vale la pena speriamo che questa tecnologia faccia grandi passi in avanti