Logo Blogo

Los Angeles promuove il No Bag Day contro i sacchetti di plastica

Pubblicato: 16 dic 2009 da missunderstanding

Commenti dei lettori

giornata senza sacchetti di plastica
Domani 17 dicembre, la provincia di Los Angeles celebrerà il No Bag Day, la sua giornata senza buste di plastica. Per tutto il giorno, per 24 ore, si chiede a chi fa acquisti e a chi vende i prodotti di scegliere borsa per la spesa riutilizzabili al posto delle buste di plastica.

L’evento ha lo scopo di promuovere l’uso di borse riutilizzabili tra i cittadini, ai quali verranno distribuite circa 20.000 borse per la spesa e di diffondere il messaggio anche tra i venditori, perché tutti possano contribuire con una piccolo gesto a diminuire l’inquinamento. Si stima che i soli abitanti della provincia di Los Angeles utilizzino circa 6 miliardi di sacchetti di plastica all’anno.

Anche se siamo lontani da Los Angeles possiamo condividere l’iniziativa nei nostri acquisti quotidiani, come dice la bellissima illustrazione che apre questo articolo, home page di HealtheBay, associazione promotrice della giornata senza sacchetti di plastica: anche se l’inquinamento dei sacchetti di plastica colpisce in particolar modo le coste California, tutti dovrebbero dare il proprio contributo perché indirettamente ne risentono la salute e il portafogli di ogni cittadino, indipendentemente dal paese in cui vive.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
4 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di stever

    stever

    16 dic 2009 - 10:35 - #1
    0 punti
    Up Down

    Io devo ancora capire una cosa. In molti paesi sono state messe al bando le buste di plastica per la spesa a favore delle borse di stoffa riusabili all’infinito per evitare che vengano disperse nell’ambiente con danni di vario genere. Quest’estate ero in Australia e lì già da un pezzo nei supermercati non danno come da noi le buste di plastica ma ci sono le “green bag” di stoffa…però per buttare la spazzatura bisogna acquistare al supermarket le buste “di plastica” vendute apposta per questo scopo.
    Mi chiedo allora che senso ha se comunque altre buste di plastica vengono prodotte ed immesse nell’ambiente ?
    Io ad esempio TUTTE le buste di plastica che prendo al mercato/supermerato le ri-uso per buttare la spazzatura, quando verranno abolite dovrò comunque comprarne di nuove (la stessa quantità) per la spazzatura ? allora è solo questione di una “nuova tassa” ? e le bustine trasparenti nelle quali si mette frutta e verdura prima di pesarla al supermercato ? quelle sì che le vedo pericolose perchè non riusabili per la spazzatura (troppo piccole e fragili) nè per altri usi casalinghi (ad esempio io ci metto libri, mangiare x lavoro) ! Non sarebbe meglio usare buste reciclabili a breve scadenza tipo alcune uscite anni fa di mais ?
    Se le buste di plastica devono essere abolite che lo siano per tutto e non diventi una nuova tassa sulla “monnezza” !

  • Profilo di camminando-scalzi

    camminando-scalzi

    16 dic 2009 - 11:03 - #2
    0 punti
    Up Down

    Il tuo intervento è preciso effettivamente. A Londra danno le buste di tessuto per la spesa, già è un passo avanti..

    Delle buste eco-compatibili per la spazzatura sarebbero una bella idea..

    www.camminandoscalzi.it

  • Profilo di ecocommerce4a

    ecocommerce4a

    17 dic 2009 - 12:22 - #3
    -1 punto
    Up Down

    Bisognerebbe che anche in italia si sensibilizzassero i cittadini a queste nuove culture eco compatibili

  • Filippo Riccio

    21 dic 2009 - 20:57 - #4
    0 punti
    Up Down

    @stever:
    Bravo, hai colto nel segno.
    Il sacchetto di polietilene è un’invenzione geniale ed utilissima, contiene una quantità di materiale irrisoria (un sacchetto da 5g è già bello robusto) e se smaltito correttamente è anche perfettamente riciclabile. Inoltre è indispensabile per alcuni usi (buttare la spazzatura, ma non solo), oltre a tutti gli altri imballi in polietilene. Vietare i sacchetti di plastica è un’altra farsa a favore dei produttori di materiali cosiddetti “ecologici”, confidando che i cittadini, sottoposti all’opportuna propaganda, accetteranno in nome della “tutela dell’ambiente”.