
Se vi siete sempre chiesti dove finiscano i rifiuti elettronici, sempre più numerosi tra computer, elettrodomestici e vecchie Tv, ma non avete trovato risposta, forse è perché la risposta era meglio non saperla. Una lunga indagine di Abc denuncia come i rifiuti elettronici dell’America e di alcune nazioni Europee finiscano per uccidere i bambini africani.
Molte delle componenti dei rifiuti elettronici che vengono buttati e ricomprati al passo con lo sviluppo incessante della tecnologia, finiscono in Africa, gettate in enormi discariche a cielo aperto che avvelenano i bambini a causa dell’alta concentrazione di mercurio, cadmio, piombo, così come raccontato nel film The Digital Dump.
E’ il caso della regione di Accra, in Ghana, che raccoglie ogni anno tonnellate e tonnellate di componenti provenienti da rifiuti elettronici, che vengono poi bruciate dai bambini, o raccolte e selezionate per essere rivendute, col risultato che bambini dagli 8 anni in su vengono a trovarsi costantemente a contatto con metalli pesanti o con sostanze che li intossicano. Scenari simili si ripropongono non solo in altre nazioni dell’Africa, ma anche in Vietnam, in India, in Cina.
Le Nazioni Unite hanno stimato che circa 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici vengano gettate via ogni anno dai paesi sviluppati, e che la maggior parte di questi finisca nei Paesi in via di Sviluppo: in fondo, smaltire correttamente un vecchio monitor CRT in Germania costa circa 3,50 euro, mentre spedirlo su una nave in Ghana appena 1,50 euro. E purtroppo pare chiara quale sia la scelta tra avvelenare due bambini e risparmiare due euro.
via | Inhabitat
Foto | Flickr
Roberto Senato
15 dic 2009 - 09:53 - #1Che cosa triste, è veramente sconcertante e crudele avvelenare la povera gente con i resti del nostro vizioso consumismo!
Walter_s
15 dic 2009 - 10:26 - #2Secondo la classica vulgata sinistroide, in questo blog non avete profferito neppure una parola sul fatto che la causa di ciò che denunciate é anche dovuta alla corruzione delle classi dirgenti africane che per arricchirsi sono disposte a tutto e se ne infischiano bellamente dei loro cittadini. Possibile che sia sempre colpa dell’uomo bianco? Gli altri non hanno proprio mai responsabilità? Se il questi paesi ci fosse meno corruzione i nostri rifiuti ce li riporteremmo tranquillamente a casa per smaltirli come si deve.
stefania2009
15 dic 2009 - 11:38 - #3Fortunatamente non c’è solo questo…Tra qualche giorno partiranno dal centro Ricerche ENEA kit fotovoltaici che porteranno la luce in alcuni villaggi dell’Africa (Mauritania e Burkina Faso). Tutto questo grazie ai ragazzi italiani che hanno partecipato con il loro pogetti al concorso “Educarsi al futuro”.
Gurdate queso video realizzato da ENEA Web Tv
http://webtv.sede.enea.it/index.php?page=listafilmcat2&idfilm=316&idcat=20
marcoarco
15 dic 2009 - 12:08 - #4Eh già Walter-s, il tuo ragionamento sembra che fili perfettamente.
Come tanti ragionamenti destroidi.
Peccato che “La Corruzione” implichi un corrotto e un corruttore, affinchè si compia.
Allora, se i corrotti sono le classi dirigenti africane, chi è il loro corruttore?
Rispondere a questa domanda è l’unico modo per conoscere la verità,
quella che sola, e non qualsiasi partito politico, rende liberi gli esseri umani.
Aggiunta alla parola “anche”, nella frase del tuo commento :
“………sul fatto che la causa di ciò che denunciate é anche dovuta alla corruzione delle classi dirigenti africane”
bisogna mettere la parola “oltre”
Cosi’ chè diventi questa:
“………sul fatto che la causa di ciò che denunciate é dovuta oltre che”……. “anche alla corruzione delle classi dirigenti africane”
E al posto dei puntini il nome del corruttore.
Altrimenti si va solo svolazzare fuffa, nient’altro che fuffa.
Che poi questa fuffa svolazzi a destra o a sinistra, fuffa è, e rimane.
Marco Sclarandis
noee
15 dic 2009 - 13:40 - #5#2 e #4, io concordo con Walter, perché sono dell’idea che ognuno è artefice del proprio destino. Sugli stranieri, sugli “altri” non potrai basare il tuo destino. E’ la tua comunità che crea le regole di comportamento, non ci si DEVE augurare che queste piovano dall’esterno. Ci sarà sempre qualcuno che cerca di fare i propri interessi, ma la colpa di quest’ultimo è inferiore a quella di chi fa del male alla PROPRIA comunità.
E come incolpare l’Ue di non essere in grado di far cadere Berlusconi, e che dovrebbe smettere di finanziare l’Italia perché non democratica.
E questo è lo stesso caso, come succede per il coltan. La mia domanda è: se NON arrivasse più denaro in Congo o in Ghana, la popolazione vivrebbe meglio?
Se arrivasse più denaro, anche PAGANDO 3.50 euro per monitor di smaltimento, non userebbero più bambini?
No, sarebbe tutto uguale, perché sono dei governi corrotti. E se tu chiedi che si intervenga per i diritti umani e per estirpare la corruzione, ti informo che si chiama COLONIALISMO. Io sono d’accordo, perché tengo più alle persone che alle “definizioni”, ma ricorda che l’ingerenza negli affari interni dei paesi poveri si chiama così.
Walter_s
15 dic 2009 - 14:08 - #6Si, anche a causa… giusto. Io facevo osservare che nel post non c’è alcun riferimento alla corruzione e non mi pare corretto.
P.S. chi ti ha detto che sono destroide? Semplicemente non mi piace (s)ragionare come nella fattoria degli animali “quattro gambe buono, due gambe cattivo” ed é purtroppo cio’ che fanno molti, sia a sinistra che a destra.
Go Vegan!
15 dic 2009 - 15:00 - #7@noee
partiamo dal presupposto che davvero si voglia migliorare la condizione di vita dei paesi del terzo mondo (io ne dubito, ma metti che sia così), credi che portare là tonnellate di rifiuti contenenti metalli pesanti (quindi pericolosi) pegando poco per un loro smaltimento scorretto, sia una cosa costruttiva e utile per loro?
non conoscendo bene le relaizoni internazionali e il funzionamento pratico delle cose là, non chiedo di portare là conoscenza e tecnologia (idealmente la soluzione che credo migliore) ma almeno almeno non portiagli materiali pericolosi di cui ci vogliamo disfare! non credi?
Mauriziosat,9
15 dic 2009 - 16:13 - #8MAVALA
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il recupero dei metalli dai rifiuti elettronici E’ SEMPLICE E PULITO .
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non ci vuole un piffero , ma costa molto e gli utili sono bassi .
solo per questo li si lavora dove costa poco la manodopera.
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se gli africani vogliono restare nella povertà basta dirlo
si manderà queste lavorazioni in cina .
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così gli africani CONTINUERANNO A PRETENDERE LA NOSTRA ELEMOSINA INVECE DI LAVORARE.
noee
15 dic 2009 - 16:19 - #9#7 Si, su quello che dici sono d’accordo. Anzi molto d’accordo, ogni comunità dovrebbe riuscire a smaltire i rifiuti che produce, perché accresce la responsabilità di quello che si consuma.
Comunque il problema dell’Africa è l’Africa stessa, è un problema culturale; se per estrarre materie prime mandano i bambini e/o gli adulti in condizioni vergognose, non posso certo immaginare di aprire una fabbrica di microprocessori, o anche meno…di costruirgli pozzi dell’acqua. Durerebbero forse 1 anno (ed è il caso del pozzi dell’acqua…ma è un altro discorso lunghissimo…).