La Microsoft e l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) hanno atteso il Vertice di Copenaghen per lanciare “Atlas” il nuovo portale per il monitoraggio dei cambiamenti cliamatici nel vecchio continente. Il progetto, che corrisponde alla diretta evoluzione del già innovativo Eye On Earth che pubblica rapporti sulla qualità dell’aria e dell’acqua in Europa, si configura come perfetto connubio tra applicazione della teconologia e tutela ambientale, mostrando agli internauti gli effetti del cambiamento climatico nelle aree di interesse e, contemporaneamente, gli interventi specifici utili per contrastarlo. Attualmente, la fotografia in tempo reale di ciò che accade all’ambiente viene fornita per Danimarca, Finlandia, Georgia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Russia e Lapponia.
Inoltre:
Atlas compie un passo in avanti permettendo agli utenti di condividere le proprie informazioni e di svolgere un ruolo attivo rispetto alle modalità di cambiamento del clima e alle azioni che possono essere intraprese per affrontare il problema.
fa sapere Jacqueline McGlade, direttore esecutivo di AEA. Robert Bernard, invece, responsabile per la strategia ambientale di Microsoft sostiene che:
attraverso la tecnologia di visualizzazione di Bing Maps, Atlas consente agli utenti di esaminare il problema visualizzando i cambiamenti che si verificano attualmente nel mondo e fornisce un ulteriore esempio tangibile del contributo che la tecnologia è in grado di apportare
Tra le buone pratiche selezionate, in particolare, non possiamo esimerci dal segnalarne una tutta italiana: l’azienda La Vialla, in provincia di Arezzo, che tra impianti fotovoltaici, vasche di fito depurazione delle acque reflue, uso di materiali ecologici a 360° e messa al bando di prodotti chimici derivanti dal petrolio è un esempio lodevole di piena sostenibilità agricola.
Foto | Flickr
tuttoqua
16 dic 2009 - 09:43 - #1Solo una curiosita’: che c’entra la foto del sito www.speedtest.net?
alter_ego
16 dic 2009 - 09:47 - #2Forse bisognerebbe anche spiegare come vengono ricavati i dati che vengono dati (hehe) in pasto al pubblico.
Le centraline di rilevazione quante e dove sono? Come si compensano le attivita’ intorno alle stesse? Interessanti i casi di Polo Sud (dove alcuni usano UNA SOLA centralina) ed Australia (dove ne usano 3, mi pare, ma si massaggiano i dati cosi’ tanto che le t in calo diventano in crescita). Forse ricordo male, avevo letto il tutto qui
http://www.climatemonitor.it/?p=6051
e qui
http://www.climatemonitor.it/?p=6134
unaltroqualsiasi
17 dic 2009 - 21:38 - #3Ma infatti che c’entra lo screenshot di speedtest?