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Vertice di Copenhagen, meglio salvaguardare il PIL che combattere i cambiamenti climatici?

Pubblicato: venerdì 18 dicembre 2009 da Marina

Gli accordi che si vanno profilando, se mai saranno raggiunti, durante questo disastroso vertice di Copenaghen nulla avranno a che vedere con la lotta ai cambiamenti climatici. La bozza di accordo riscritta nella notte e che sarà presentata oggi, anche alla presenza del Presidente Obama (in alto il video del suo arrivo stamane a Copenhagen), guarda ai PIL dei vari paesi: Usa, Ue, Africa e Cina, vera testa d’ariete che sta conducendo i negoziati verso un accordo che preveda un abbassamento della soglia di emissioni di CO2.

In poche parole la Cina dice che va bene ridurre ma non troppo, o meglio, entro il limite tollerato dal loro PIL in vertiginosa ascesa. Concordo con la lettura data stamane da Il Foglio che scrive:

Oltre ai miliardi di dollari, in ballo ci sono punti di pil. I cinesi “sono i migliori negoziatori al mondo”, dice al New York Times Barbara Finamore, direttrice del Natural Resources Defense Council. Pechino, con la sua offerta di ridurre l’aumento del CO2 del 40-45 per cento per unità produttiva entro il 2020, si garantisce un ampio margine per far crescere la sua economia senza il problema emissioni. Nel frattempo, manovra l’Africa: la minaccia africana di abbandonare Copenhagen se non verrà preservato il Protocollo di Kyoto serve a sancire il principio che i paesi in via di sviluppo – Cina inclusa – non siano vincolati sul clima e siano risarciti finanziariamente per i danni passati delle nazioni industrializzate. Washington però, lavora a una norma per imporre tariffe contro chi non ha gli stessi standard ambientali americani.

E L’Europa? Spera di raccogliere le briciole e di rilanciare la sua economia attraverso le tecnologie verdi. Ma la chiave per comprendere sia la nostra posizione, intendo europea, sia quella dei paesi in via di sviluppo è in una frase del Presidente brasiliano Lula che ha dichiarato:

Se i cambiamenti climatici fossero stati una banca sul punto del crack, tutti, Usa e Europa, vi sareste affannati a trovare i soldi per salvarla.

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    18 dic 2009 - 11:40 - #1
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    “Gli accordi che si vanno profilando, se mai saranno raggiunti, durante questo disastroso vertice di Copenaghen nulla avranno a che vedere con la lotta ai cambiamenti climatici.”

    Infatti… sono mesi che lo diciamo.

    “E l’Europa? Spera di raccogliere le briciole e di rilanciare la sua economia attraverso le tecnologie verdi.”

    L’Europa non dovrebbe essere considerata come un ‘tutt’uno’….le situzioni energetiche e quindi la potenzialità di ridurre le emissioni ad un prezzo ragionevole di italia, francia, germania e spagna….. sono completamente diverse.
    Un accordo vincolante europeo per una REALE riduzione delle emissioni (non finta riduzione come con l’accordo di Kyoto) avrebbe effetti molto più pesanti sull’economia del nostro paese che sulle economie di francia germania e spagna, i nostri concorrenti diretti….. che con questo escamotage ci farebbero volentieri le scarpe.

  • Profilo di mago16

    mago16

    18 dic 2009 - 11:41 - #2
    0 punti
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    Super quotone a Lula che mi sta sempre più simpatico….
    Lui si che è stato veramente un operaio, altro che il “nostro”, che si spaccia sempre per quello che non è…

  • Profilo di mago16

    mago16

    18 dic 2009 - 11:42 - #3
    1 punto
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    e tanti ci credono pure!!!
    L’italia: Una nazione unita solo dalla televisone.

  • _Giacomo_

    18 dic 2009 - 12:17 - #4
    -3 punti
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    “…Vertice di Copenhagen, meglio salvaguardare il PIL che combattere i cambiamenti climatici?…”

    No,non e’ esattamente cosi’.Ovvero non esiste come qualcuno vorrebbe una contrapposizione fra crescita economica e cambiamenti climatici.
    Infatti qui casca l’asino.E’ la dimostrazione del fallimento della attuale politica verde che vuole attraverso il ricatto della catastrofe ambientale imporre le proprie scelte in materia energetica che non sono nei fatti proponibili in un modello di economia sostenibile.
    Bisogna accettare dei compromessi per progredire e passare attraverso tecnologie che a voi non piacciono.Insomma fatevi un po’ di chiarezza perche’ qui vedo solo molta ideologia e preconcetti.

  • Profilo di hesperius

    hesperius

    18 dic 2009 - 16:16 - #5
    0 punti
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    !!!

  • Mauriziosat,9

    18 dic 2009 - 16:29 - #6
    0 punti
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    QUOTO
    molta ideologia , molta furbizia .
    ED UNA MAREA DI MILIARDI DA SPARTIRSI tra politici , centri di ricerca compiacenti , scenziati truffaldini e attivisti miliardari.
    .
    non c’è nessun cambiamento climatico …….SOLO UNA ENORMA BOLLA SPECULATIVA.
    .
    L’ALLARMISMO CATASTROFISTA è diventata da tempo l aprima industria per faturato mondiale
    .
    GIRANO + SOLDI ATTORNO A QUESTE BAGGIANATE CHE NEL TRAFFICO DI DROGA.

  • carlet

    18 dic 2009 - 19:50 - #7
    0 punti
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    ma come darvi torto…ogni anni l’aria quì a milano e provincia migliora, sembra quasi di stare in alta montgna.pensate che servano meno soldi per risolvere questo problema?per quale ragione non dovrebbero coincidere i problemi del (forse fasullo) g.w. con quella di un pianete sempre più (forse un fatto)inquinato.

  • Mauriziosat,9

    18 dic 2009 - 20:40 - #8
    1 punto
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    SEMPLICEMENTE perchè quei cialtroni del global warming NON SI OCCUPANO AFFATO DI INQUINAMENTO .
    .
    loro si accaniscono contro la CO2 ……………che NON E’ UN INQUINANTE ,
    .
    gli inquinanti sono
    OSSIDI DI ZOLFO
    OSSIDI DI AZOTO
    METALLI PESANTI IN SOSPENSIONE
    E SIMILI .
    .
    la CO2 non è e non è mai stato un inquinante MA UN MATTONE FONDAMENTALE DELLA VITA SULLA TERRA.

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    18 dic 2009 - 22:02 - #9
    0 punti
    Up Down

    @ Lula

    “Se i cambiamenti climatici fossero stati una banca sul punto del crack, tutti, Usa e Europa, vi sareste affannati a trovare i soldi per salvarla.”

    No, i cambiamenti climatici si possono paragonare a Lehman Brothers, sono un condensato di imbroglio, falsità e avidità….. e come LB ci si mette sulla sponda a guardarli annegare, senza muovere un dito.

  • Go Vegan!

    18 dic 2009 - 22:32 - #10
    -1 punto
    Up Down

    “No, i cambiamenti climatici si possono paragonare a Lehman Brothers, sono un condensato di imbroglio, falsità e avidità”
    Wow, siamo tornati a 20 anni fa, quando i negazionisti puntavano ancora sul “non c’è alcun cambiamento”.
    Peccato siano stati smentiti dagli esperti del settore, e in questi anni abbiano cercato molte diverse scusanti senza mai azzeccarne una.

  • Mauriziosat,9

    18 dic 2009 - 23:39 - #11
    0 punti
    Up Down

    svegliati , vegano ……
    .
    SONO OLTRE 10 ANNI …..CHE LA TEMPERATURA GLOBALE NON SALE PIU’
    .
    e lo scandalo delle mail trafugate ha svelato proprio l’affannoso tentativo di scienziati collusi di TAROCCARE I DATI E MANIPOLARE I RISULTATI ….in modo da nascondere la verità al pubblico
    .
    E CONTINUARE AD INTASCARE MILIARDI DI DOLLARI IN FINANZIAMENTI PUBBLICI.

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