Molti di voi, appassionati di documentari e film sull’ambiente, avranno visto The End of Suburbia, un documentario che racconta della fine del sogno americano, ponendo interrogativi e prospettando scenari sull’evoluzione del mondo dopo la fine del petrolio. A questa pellicola segue Escape from Suburbia - Beyond the American Dream, secondo episodio della trilogia di Gregory Greene.
Escape of Suburbia parla di crisi energetica, di giardini comuni, di soluzioni individuali nella stessa ottica di collasso della società americana, Suburbia, così come la pellicola precedente. Come nella campagna tcktckctck anche a Suburbia il tempo corre veloce, i cambiamenti climatici e la scarsità di risorse hanno già attaccato la vita quotidiana di molti. E se fossimo già nella Peak Oil zone, così come detto dal Guardian, voi cosa fareste? C’è chi risponde a domande come questa in Escape of Suburbia, da vedere al più presto o da regalare a Natale.
Noel77
24 dic 2009 - 11:56 - #1Ci siamo eccome nella peak oil zone, secondo ASPO il picco è datato 2008
alessio9
24 dic 2009 - 14:14 - #2Guerra tra gli ambientalisti per il progetto nel deserto del Mojave
I pannelli solari dividono la California
Le fazione del “sì” è capeggiata dal governatore Arnold Schwarzenegger. Contraria la senatrice Dianne Feistein
WASHINGTON – Il deserto Mojave in California è il teatro di una insolita guerra tra ambientalisti. Il Parlamento californiano ha proposto che entro il 2020 il deserto divenga la massima centrale di energia solare al mondo. Ma sulla proposta gli ambientalisti si sono divisi in due: chi l’approva perché portatrice di energia pulita e rinnovabile, chi vi si oppone perché, come è accaduto con il petrolio, deturperebbe il paesaggio.
I DUE SCHIERAMENTI - Le fazione del “sì” è capeggiata dal governatore Arnold Schwarzenegger, un leader verde, che vuole che entro il 2020 la California tragga un terzo della sua elettricità dall’energia eolica e solare. La fazione del “no” dalla senatrice Dianne Feistein, un ex sindaco di San Francisco, leader verde anche lei, che vuole invece preservare il Mojave come un immenso parco naturale. Sino a due anni fa, l’America era il numero uno nella produzione di energia solare, ma fu scavalcata dalla Cina (adesso è il numero uno nella produzione di energia eolica, ha superato la Germania). Riprenderebbe il suo primato se il deserto fosse messo a disposizione delle quasi trenta imprese che dal 2006, con l’appoggio di Schwarzenegger, chiedono di installarvi colossali pannelli. La Feistein le ha bloccate presentando al Senato a Washington un disegno legge per la protezione di due aree cruciali, la Sleeping beauty valley (la valle della bella addormentata) e le Marble mountais (le montagne di marmo) e per la salvezza di alcune specie animali a rischio di estinzione.
IL RUOLO DI OBAMA - Non è escluso che il presidente Obama, che intende promuovere una rivoluzione energetica e ambientale, sia chiamato a mediare nella disputa. Schwarzenegger, ormai prossimo alla scadenza del suo mandato, preme affinché il Mojave divenga anche fonte di energia eolica e geotermica, protestando che in caso contrario le imprese californiane costruiranno i loro impianti negli stati vicini, l’Arizona e il Nevada: l’energia pulita e rinnovabile, sostiene, produrrà un “boom” economico come lo produsse il petrolio, e per la California, che ha un enorme deficit di bilancio, sarà questione di vita e di morte. La Feinstein ribatte che trasformare il Mojave in una centrale elettrica significa devastarlo con strade, trasporti, reti di distribuzione, e sconvolgerne il delicato equilibrio.
ALTRE DISPUTE - Dispute analoghe sono in corso in altri stati, a esempio nel Kansas, situato nel cuore delle grandi praterie, uno dei miti del west. Nelle sue colline più esposte ai venti dovrebbero sorgere turbine per l’energia eolica. Ma gli ambientalisti del “no” lamentano che una vasta parte delle praterie sia già andata distrutta dal boom immobiliare, dal bestiame ecc. Secondo gli esperti, in un futuro al momento ancora lontano l’America potrebbe trarre dalle energie pulite e rinnovabili fino al 70 - 80 per cento del suo fabbisogno energetico.
Mauriziosat,9
24 dic 2009 - 14:55 - #3@ NOEL 77
.
ti faccio notare che gli stessi cialtroni che parlano di picchi del petrolio e fine dell’uomo pertolifero , sono gli stessi che nei vari decenni gridavano :
MORIRETE TUTTI DI CANCRO PER COLPA DEI CELLULARI ………….VACCATA
MORIRETE TUTTI PER COLPA DEGLI ELETTRODOTTI …………………ALTRA VACCATA.
anni 70 ……………il petrolio finirà entro il millennio ……………….. ennesima vaccata
se la temperatura media sale di 2 gradi ….Venezia verrà somersa……..boiata galattica.
.
insomma ……………lasciamo perdere gli esaltati studiamo un po di fisica.
francescog1
24 dic 2009 - 23:27 - #4senti un pò la IEA e non solo che stima un declino media globale sul 5% (fra qualche anno) dei giagimenti oggi esistenti (tutto sta sè ci sara “roba” nuova cosa mhhhh….difficile le nuove scoperte si fanno sempre più rarefatte e la qualità lascia sempre più a desiderare…poi non sò) la fisica la conosce meglio di te (che tè nè esci non i tuoi fanta 190 anni di crude oil…e non ha i fornito neanche una fonte …AHHHHHHH)…a differenza di anni fa a raccontare quelle cose non sono quei signori che citi ma studi seri (quella storiella del petrolio finito nel 2000 è un semplice fraentendimento di un studio commissionato al MIT sulla quantità di petrolio rimasta)….se ti piace o no la dinamica dell’estrazione delle risorse segue una curva logistica (quantità prodotta vs tempo, ovviamente nella realtà sarà più o meno “sporca” per via dell’influneza di fattori esterni) la sua derivata cioè la velocità di estrazione/produzione è una curva a campana……questa è ampiamente usata e riconosciuta dagli adetti a i lavori anche perchè è verificata dai dati storici vuoi una lista di esempi???? qui una raccolta:http://forum.crisis.blogosfere.it/viewtopic.php?f=5&t=126
francescog1
24 dic 2009 - 23:37 - #5oppure: http://it.wikipedia.org/wiki/Picco_di_Hubbert
francescog1
24 dic 2009 - 23:41 - #6ancora: http://en.wikipedia.org/wiki/Hubbert_peak_theory
gioti
25 dic 2009 - 01:03 - #7@francesco
…. nel 70-75, in pieno terrore per la prima crisi del petrolio (mi spiace, al tempo nn c’era internet, quindi se vuoi le fonti devi andare in emeroteca e leggerti i giornali)…
.. sembrava che il petrolio sarebbe sicuramente finito entro 25-30 anni; non era un ‘fraintendimento’…. era solo la specifica volonta’ di certe lobbies di sganciare l’economia mondiale dalle bizze mediorientali, spingendo sul nucleare.
Non sto dicendo che il petrolio non finira’, anzi! Sono assolutamente convinto che finirà… il problema è ‘quando’??? Troppi interessi, da una parte e dall’altra, si agitano con le previsioni…
Hentavir
25 dic 2009 - 01:09 - #8http://www.megaupload.com/?d=HA3IEE3B
The End of Suburbia in inglese con sottotitoli in spagnolo ^_^
un documentario del 2004, vederlo oggi fa un certo effetto…
francescog1
25 dic 2009 - 13:08 - #9@gioti…..quel che so che hubbert nel 1956 aveva stabilito che il peak (che NON equivale a dire che è “finito”) del crude oil NON sarebbe arrivato prima del 2000 (per adesso il massimo produttivo dell’anno lo si ha nel 2005)….già parlare di “fine” del petrolio in senso fisico è alquanto errato o meglio troppo riduttivo…non so chi fosse a raccontare quelle cose in quel periodo ….di certo non doveva essere in buona fede….tutto sta nel riuscire a produrre e trovare altro (se è possibile) per “alterare” la curva….
salvo88
25 dic 2009 - 18:54 - #10il geologo Hubbert negli anni ‘50 aveva predetto che nel 1971 gli USA avrebbero raggiunto il picco massimo di produzione petrolifera e ciò si è verificato veramente! (da notare che Hubbert per quella data aveva predetto il picco di produzione americana e NON LA FINE DEL PETROLIO). Comunque… Nel ‘71 gli USA erano il principale esportatore di petrolio al mondo e producevano 30 milioni di barili al giorno (altro che Arabia Saudita…) mentre oggi negli States non si arriva a produrre neanche 8 milioni di barili al giorno. quindi in poco meno di 40 anni la produzione giornaliera di greggio negli USA è scesa di ben 22 milioni di barili e gli Stati uniti sono passati da principale esportatore al mondo di petrolio a principale importatore di petrolio del mondo!
visto che la teoria del picco di Hubbert è funzionata per il modello americano, perchè secondo voi non dovrebbe funzionare per la produzione di greggio nel mondo? ma credete veramente che il petrolio sia una risorsa infinita?!
comunque… in base alle fonti in mio possesso il picco petrolifero c’è stato nel primo trimestre del 2008 quando la produzione di greggio mondiale arrivò a 85.610.000 barili al giorno (ad oggi 25/12/2009 non abbiamo più raggiunto questa cifra). Nel secondo trimestre del 2008, per la prima volta, la produzione “mondiale” di greggio scese a 85.240.000 ( -370.000 barili!) malgrado la domanda saliva e allora tutti i governi fecero ricorso alle riserve strategiche ma nonostante ciò l’11 luglio 2008 il barile arrivò a 147$! dopodichè il mondo entrò in recessione economica per colpa dell’aumento generale dei prezzi dovuto ai costi record del petrolio e non per colpa della crisi dei mutui subprime come ci vogliono far credere. il fatto che gli statunitensi non potevano pagare i loro mutui è solo una conseguenza dell’aumento dei prezzi petroliferi: è chiaro che se il petrolio aumenta, poi aumenta tutto il resto come in una reazione a catena, quindi sale il costo della vita e di conseguenza non ci sono più i soldi per pagare il mutuo.
Se ancora qualcuno non è convinto di quello che dico, lo invito a leggere i dati “pubblici” dell’eia (che è una sezione del dipartimento USA dell’energia) sull’andamento dell’offerta e della domanda mondiale di petrolio http://www.eia.doe.gov/emeu/ipsr/t21.xls.
Se malgrado ciò, c’è ancora qualcun altro che è restìo sull’autenticità dei dati eia, lo invito a leggere l’outlook energy 2009 dell’IEA (agenzia internazionale dell’energia) sul futuro dei prezzi petroliferi da pag.4 in poi.
buona lettura e BUON NATALE
salvo88
25 dic 2009 - 19:01 - #11questo è il documento dell’IEA sul futuro dei prezzi petroliferi http://www.worldenergyoutlook.org/docs/weo2009/WEO2009_es_Italian.pdf
P.S. leggete da pag. 4 in poi
Mauriziosat,9
25 dic 2009 - 20:02 - #12l’ho ripetuto milioni di volte …..magari un giorno lo capirete pure voi .
.
LA PRODUZIONE DI PETROLIO , NON H ANULLA A CHE FARE CON LA CAPACITA’ PRODUTTIVA
NE HA A CHE FARE CON LE SCORTE, SICURE O PRESUNTE.
.
la produzione di petrolio segue regole di CARTELLO .
la produzione viene decisa a tavolino da OPEC E SOCI .
.
prendere le produzioni di petrolio e farne uno studio per stabilire picchi e tendenze E’ SEMPLICEMENTE UNA STUPIDAGGINE.
.
per quanto riguarda il consumo invece …..CHE SIA IN DISCESA E’ UNA OVVIETA’ DISARMANTE.
.
30 anni fa , con il petrolio si faceva soprattutto energia……………ORA SI FA SOLO TRASPORTO.
e l’energia si fa con il carbone o con il nucleare o con il gas .
.
è ovvio e naturale quindi che il consumo di petrolio , tenda a scendere .
E DI CONSEGUENZA L’OPEC RALLENTA LA PRODUZIONE PER TENERE ALTI I PREZZI.
.
niente picco o baggianate simili …………..ma cose semplici ed ovvie.
.
buon natale
francescog1
25 dic 2009 - 23:19 - #13la produzione massima che ti puoi permettere eccome se dipende dalle riserve e dalla capacità produttivà(quelle in produzione) e non solo…..o vogliomo credere che un pozzo abbia un andamento esponeziale fino all’ultima goccia???? questo è fisicamente impossibile…sulla storiella del cartello si in quei casi (non tutti) dove non si estrae al massimo o si “controlla” l’uscita la stima (tramite regressione lineare) sulla riserva non sarà precisa ma conoscendone più o meno il valore (anche con altri metodi) è possibile stimare il max (sai è una funzione limitata…,che dipende anche dal tempo o meglio dalla velocità della crescità, l’aria sottesa dalla curva sempre quella più meno deve essere…..) poi è ovvio non posso prevedere apieno altri fattori (del tutto o quasi causali) che dipendono dalla economia da evoluzioni delle tecniche di estrazione (che solitamente fanno aumentare il costo… anche qui però ci sono limiti fisici…) ecc….per questo si studiano le dinamiche dei sistemi…
e poi la IEA è “pelo” più competente di uno che non si sa chi sia…..
kasparov
26 dic 2009 - 00:16 - #14@Salvo88: usare gli Usa come “dimostrazione” del picco di Hubbert non è una cosa corretta.
Non senza considerare le dinamiche monetarie di quegli anni, con l’uscita dal gold exchange standard nel 1971. Per farla breve, fino al 1971 gli Usa per importare qualcosa davano in cambio dollari convertibili in oro, almeno in teoria.
Dal 1971 viene meno tale convertibilità e gli Usa stampano a piacimento i dollari che servono per importare tutto il petrolio che desiderano. Tenendosi buone le riserve.
La questione è forse un po’ complicata per parlarne qui, ma parlare del petrolio senza parlare del dollaro, specie per quanto riguarda gli Usa, è un delitto.
In ogni caso, mi pare evidente che l’utilizzo di una risorsa naturale segua un andamento a campana come quello descritto.
Scommetto che anche l’utilizzo delle pietre nell’età della pietra ha avuto una curva del genere. Embè?
La questione è ben più complessa che spillare birra da un fusto di birra, che ovviamente finisce, per cui atteggiamenti drastici o di panico sono profondamente sbagliati.
PS: se non ve ne siete accorti, negli ultimi 2 anni c’è stato qualche leggerissimo problemino economico in tutto il mondo, che ha fatto contrarre la domanda non di poco. E l’Opec, come fatto notare, ha ridotto la produzione per non far scendere troppo il prezzo, che comunque è sceso.
Certo, se fallisce tutto e torniamo all’età della pietra la produzione di petrolio sicuramente diminuirà.
La teoria per cui la crisi c’è stata per colpa del petrolio troppo alto è decisamente troppo parziale. C’è un fondo di verità, ma ci sono molte altre cose di cui tenere conto, in primis che proprio il prezzo così alto del petrolio è frutto di altro, di gestione della moneta e simili, e non di fattori “interni” alle dinamiche del petrolio stesso. Non puoi prendere un anello a metà della catena e dire che tutto parte da lì.
francescog1
26 dic 2009 - 11:35 - #15la produzione USA di petrolio comunque continua a diminuire….nonostante l’aumento dei prezzi….
Mauriziosat,9
26 dic 2009 - 13:33 - #16@francesco g1
te lo ripeto per l’ennesima volta .
.
LA PRODUZIONE NON DIPENDE DALLA CAPACITA’ PRODUTTIVA , NE DALLE SCORTE.
.
ma dipende dalla domanda e dal prezzo che si vuole ottenere.
SIAMO IN PRESENZA DI …..CARTELLO ……non di economia di mercato …..quindi adeguatevi.
.
la produzione viene adeguata a seconda delle esigenze .
ed è OVVIO E NORMALE che il consumo di prodotti petroliferi scenda.
ESSENDO che l’uomo ha cominciato ad usare il petrolio in modo intelligente
PER IL TRASPORTO E NON PIU’ PER L’ENERGIA.
.
sinché non vi entrerà in testa questo elementare concetto …..non capirete mai.
E continuerete a correre dietro al santone di turno che propone catastrofici eventi planetari.
.
dopodichè alla domanda se il petrolio finirà …..io ti rispondo …..certamente
ed alla domanda …..quando ………….io ti rispondo …….NON LO SA NESSUNO .
probabilmente il petrolio da pozzi in USA finirà in questo secolo .
ma il petrolio a livello mondiale NO ………..e stime non se ne possono fare , per ora.
francescog1
27 dic 2009 - 00:10 - #17a parte che la domanda di petrolio crisi a parte non è in diminuzione anzi è in crescità……poi esiste un capacità di produzione MASSIMA oltre il quale non posso andare (è quest’ultima dipende dalle riserve in produzione ed ecc) quindi se è vero che la produzione neccessaria dipende dalla domanda e da altro ma esiste quel massimo (se mi tengo al disotto nessun problema) che siccome è un mercato in crescita (o anche se fosse stazionario) quel massimo prima o poi verrà raggiunto e serviranno nuove riserve per altro flusso aggiuntivo (tutto qui sta la faccenda oltre anche alla componente economica)….se fosse come dice maurizio allora o le riserve sono infinite…..o la produzione cresce (ipotesi precedente; valido anche se è stazionario) fino a quando l’aria sottesa non equivale il totale estraibile….questo è fisicamente IMPOSSIBILE…..il tuo discorso (solo parziale) non mi convince, troppo slegato dalla fisica reale del sistema e che la realtà o la natura è limitata… e poi la IEA non è la solita “castrofista” anzi….dicono semplicemente che entro il 2015 (e via dicendo) servirà l’equivalente dell’attuale produzione dell’arbia saudita di nuova produzione o giagimenti e quindi servono investimenti ricerca ecc….tutta la faccenda sta nel fatto ci sarà altro petrolio da scoprire ( oltre quello pesante e i “bitumi”) …dai un’occhiata a questo forse capirai quello che voglio scrivere:http://www.aspoitalia.it/intro/intro.html
Mauriziosat,9
27 dic 2009 - 05:13 - #18ti stai parecchio arrampicando sugli specchi, ovvero sui se e sui ma.
.
la capacità produttiva dipende da moltissime cose
GUERRE
CATASTROFI METEREOLOGICHE
INCIDENTI
ATRITI POLITICI
…..ma non certo dalle riserve.
.
non c’è lungimiranza nella limitazione dell’estrazione . ma solo SPECULAZIONE .
si estrae solo il necessario per soddisfare la domanda
possibilmente un pochino di meno , in modo da far salire i prezzi .
PUNTO ……NON C’E’ NIENTE ALTRO DA DIRE.
.
L’OPEC E GLI ALTRI FANNO UNA PREVISIONE DI RICHIESTA E DI CONSEGUENZA DECIDONO L’ESTRAZIONE SEMESTRALE.
.
se la previsione risulta sbagliata …..si riuniscono ed adeguano il numero .
francescog1
27 dic 2009 - 12:27 - #19quello che si sta arrampicando sugli specchi se tu che non vuoi capire che la produzione non può salire all’infinito (o fino a quando è finito ) se le riserve sono FINITE…non ti rendi conto dell’assurdità della cosa peggio per te ……chiudo che mi sono rotto le scotole….
Mauriziosat,9
27 dic 2009 - 16:27 - #20ahahahah
le riserve sono finite ?……………….
.
ahhaha
abbi pazienza ma ragionando così , non trovi altro che sberleffi.
.
cosè ?…..UN DOGMA DI FEDE ?
kirone
27 dic 2009 - 17:00 - #21Secondo il picco di Hubbert entro 40 anni il petrolio è praticamente esaurito, vedasi fonte dell’energy project.
Mauriziosat-Troll, più scienza e meno fuffa!!
Sei chiarmanete una capra ignorantissima che ignora l’ABC della fisica. Sarebbe bello se ti cacciassero a pedate da questo blog.
kirone
27 dic 2009 - 17:22 - #22Cosa leggo, secondo l’ignorantissimo MaurizioTroll le risorse sarebbero finite ahahahah… ma dove ha studiato?? A paperopoli??
Quanta fuffa fantatecnologica!
kirone
27 dic 2009 - 17:39 - #23volevo dire infinite chiaramente ;)
Mauriziosat,9
27 dic 2009 - 20:33 - #24caro kirone
SE AVESSI AVUTO LA DECENZA DI LEGGERE IL COMMENTO NUMERO 16……..
be , allora non avresti osato scrivere impunemente gli ultimi due commenti….
.
fai una cosa …..leggiti il #16 e poi torna quì a chiedere scusa a tutti.
tob
27 dic 2009 - 20:57 - #25@kirone e @Francesco.
Non vi annoiate a parlare con Mauriziosat?
Vi ricordo che ignora l’ABC della fiscica (vedi figuraccia ammortizzatori, motori elettrici, ecc…)
Mauriziosat,8
28 dic 2009 - 00:04 - #26aahahah
.
io ho proposto numeri e fonti ……finora gli ecotonti hanno solo tentato l’imbroglio .
.
A PROPOSITO TOB ……QUESTO DIAVOLO DI VIDEO DI 10 MINUTI DEL TUO BARATTOLO ELETTRICO??????????????????
.
STIAMO ANCORA ASPETTANDO.
francescog1
28 dic 2009 - 15:54 - #27“io ho proposto numeri e fonti ” seeee dove?????quelle stronz… che scrive li chiami “numeri” “fonti”?????? sei propio un caso disperato…….
sandro-kensan
28 dic 2009 - 19:53 - #28Finalmente sui post che parlano del picco del petrolio si può leggere qualche opinione sensata oltre al solito rumore di fondo. Comunque mi esprimo anch’io dicendo che credo che il picco del petrolio sia un problema reale e che la crisi dei 150 dollari al barile abbia causato altre crisi tra cui quella dei subprime.
Penso che la gente che si era indebitata con varie forme di debiti tra cui il credito al consumo, si sia trovata con i prezzi della benzina, dei generi alimentari e con tutti i prezzi dipendenti dal petrolio, prezzi che sono saliti in breve tempo.
Poi c’è stato molto tempo affincé i 150 dollari al barile abbiano avuto modo di riflettersi sui prezzi ai consumatori. La salita dei prezzi petroliferi è stata lenta e ad un certo punto è venuta a mancare la liquidità ad una massa critica di famiglie che non hanno saputo più fare fronte alle rate della casa. A questo punto sono cominciate le insolvenze e lo scoppio della bolla immobiliare con conseguente problema finanziari dei titoli che da sicuri diventavano spazzatura.
Filippo Riccio
29 dic 2009 - 15:34 - #29@sandro-kensan
L’andamento dei prezzi delle materie prime è stata solo una piccola parte di questa crisi; in particolare l’andamento del prezzo del petrolio nel 2008 non è spiegabile dal picco di produzione perché anche le altre materie prime hanno seguito andamenti simili (grano, cacao, rame…), dovuti agli effetti della bolla del credito.
Ciò detto, è chiaro che in una situazione di offerta limitata e domanda rigida (come è il mercato del petrolio) un aumento della domanda o una diminuzione dell’offerta, anche piccoli, creano grandi aumenti del prezzo. In una situazione di mercato libero questo crea investimenti su risorse alternative, e già l’anno scorso qualcuno, credendo evidentemente che il petrolio sarebbe rimasto sopra i 150$ al barile, si era mosso in tal senso.
Dato che il petrolio è comunque una risorsa limitata, è chiaro che prima o poi il suo prezzo aumenterà in modo da stimolare realmente l’uso di alternative. Ma questo è un processo che deriva dal mercato libero, e non dagli incentivi o divieti statali che vanno tanto di moda oggi.
sandro-kensan
29 dic 2009 - 16:57 - #30@ Filippo
Io non credo che il mercato o il mercato libero sia capace di guidarci fuori dal problema energetico, semplicemente sono pessimista in questo senso. Credo che sarà la fine dell’età moderna come la conosciamo oggi e l’inizio di un neomedioevalismo. Credo che tante società moderne non abbiano creduto di essere alla fine di se stesse e la nostra modernità non fa eccezione. Forse più che questioni di mercato, di tecnologia sono questioni umane che fanno si che nessuno creda di essere all’apice della propria esistenza e da li in poi inizia il declino.
Non lo credevano i romani, non lo credevano gli abitanti dell’isola di pasqua, non lo credevano gli egizi, ecc, ecc. Però le società declinano e scompaiono, la nostra non fa eccezione.
salvo88
29 dic 2009 - 23:09 - #31@sandro-kensan
sono d’accordo con te su tutto ciò che hai scritto nei tuoi due commenti.
purtroppo anch’io devo ammettere che hai tremendamente ragione quando parli di “fine della nostra età moderna come la conosciamo oggi e l’inizio di un neomedioevalismo”. :-(
L’unica cosa che possiamo fare è quella di non farci trovare impreparati a questi cambiamenti epocali che inevitabilmente ci saranno. Anche se siamo ottimisti (io non lo sono) e prevediamo che il picco sarà nel 2030, non cambia niente! ci sarà comunque…
io ad esempio sto cominciando a scrivere un’agenda dove appunto di volta in volta tutte le mie nuove conoscenze su come si fa un oggetto o un’azione senza usare il petrolio. Cerco di appuntare anche le cose più stupide che però fanno parte del nostro uso quotidiano come ad esempio: fare l’inchiostro e la penna senza usare derivati del petrolio; fare il fuoco senza usare derivati del petrolio (anche fiammiferi e accendini sono derivati del petrolio!); fare il sapone senza usare derivati del petrolio ecc…
facendo zapping su internet e su questo sito, ho scoperto che non sono l’unico che sta prendendo sul serio queste misure drastiche ma esistono molte comunità ed addirittura interi comuni che si stanno avviando verso questa strada: le chiamano Transition town” ovvero le città di transizione. Hanno anche un network internazionale dove si sono raggruppate per scambiarsi informazioni utili. questo è il link del sito italiano http://transitionitalia.wordpress.com/