Nemo H2 è probabilmente il primo battello europeo di linea con propulsione a idrogeno che dalla primavera del 2010 solcherà i canali di Amsterdam e che contribuirà a un trasporto sostenibile grazie ai suoi 150 viaggi al giorno. Il varo è avvenuto nei giorni scorsi e il battello è stato sviluppato e costruito grazie alla sinergia tra: Alewijnse Marine Systems – Electronic systems in ships, Linde Gas Benelux – Production, storage and distribution of hydrogen, Rederij Lovers, Marine Service Noord – mechanical engineering in ships e Integral – Coordination, project management and external relations, più il sostegno economico del governo olandese.
Il Nemo H2 porta a bordo 82 passeggeri più due uomini di equipaggio; è lungo 21,95 metri e largo 4,25 metri e il serbatorio consiste in 6 bombole di idrogeno da 24 kg a 35 Mpa; la velocità massima è di 8,6 nodi all’ora mentre la velocità di crociera è di 7 nodi per un autonomia di 9 ore di viaggio.
A gestire il battello la compagnia di navigazione Lovers, una delle più importanti di Amsterdam.
Via | Marinebuzz
Foto | Lovers
Nemo H2, battello a idrogeno nei canali di Amsterdam
gbettanini
29 dic 2009 - 13:51 - #1“…contribuirà a un trasporto sostenibile…”
Vediamo cosa ne pensa la Linde che produrrà e fornirà l’idrogeno…..
“Currently, 98 % of the world´s hydrogen production is based on fossil fuels – with steam reforming of natural gas being the dominant process. This is a very economical and efficient method, but, like all fossil-based processes, also produces CO2.”
…. beh, attualmente non pare proprio così ’sostenibile’.
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Anche qualora l’idrogeno venisse prodotto da fonti rinnovabili (con elettricità prodotta da FV od eolico) sarebbe comunque uno spreco immondo.
Filippo Riccio
29 dic 2009 - 14:58 - #2Di fatto oggi l’idrogeno è un derivato del gas naturale…
axe
29 dic 2009 - 17:45 - #3avevo sentito che girara anche a venezia un vaporetto sperimentale a idrogeno, che è derivato come prodotto di scarto da alcune lavorazioni del polo chimico di marghera.
axe
29 dic 2009 - 17:48 - #4in questo caso l’italia è arrivata prima:
http://www.zeroemission.tv/objects/Pagina.asp?ID=6063
Mauriziosat,9
29 dic 2009 - 18:02 - #5ahaha
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bizzarro chiamare il preziosissimo idrogeno da reforming ……..”scarto di lavorazione”
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be , si , è un sottoprodotto della reazione di reforming …..ma non è certo uno scarto .
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I CARBURANTI SI DESOLFORANO PROPRIO USANDO QUELL’ IDROGENO .
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sottrarre idrogeno alla depurazione dei carburanti, per farne , CARNEVALATE ECOSOSTENIBILI …..E’ FOLLIA PURA.
gbettanini
29 dic 2009 - 18:06 - #6@axe
Per la modica cifra di quasi due milioni di euro a Venezia si è costruito un piccolo motoscafo di 7 m di lunghezza alimentato da celle a combustibile dalla potenza di 10 kW, una potenza ridicola per qualunque imbarcazione.
Per ora di milioni di euro ne hanno buttati 2, ne hanno altri 18 da buttare in modi anche più fantasiosi.
La ricerca va fatta SOLO sulle celle a combustibile ed in laboratorio! I motori elettrici ed il resto sono tecnologie ben note che non richiedono alcuna sperimentazione. Voler creare una o più barche prototipo è uno spreco di denaro (per metà nostro) senza senso.
francescog1
29 dic 2009 - 21:02 - #7considerato che l’idrogeno deriva da reforming metano…tanto vale usare il metano considerato che il rendimento finale è sul 18% (con reforming a bordo si arriva a 25%-30%) quindi se è prevista una varaziane di velocità meglio un sistema ibrido….altrimenti tecnologia convenzionale…..o ancora in queste applicazione (se non esistono alternative sopratutto batt. che in futuro(difficile dire quando) potrebbero superare il Kwh/kg….) utilizzare l’idrogeno prodotto dal ciclo iodio-zolfo o altri (indovinate da cosa….) è l’unica vera alternativa (per l’aviazione invece mi sa che l’idrogeno è l’unica possibilità salvo “miracoli”)….
Mauriziosat,9
29 dic 2009 - 23:35 - #8mi sa che pensi molto male
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l’idrogeno non verrà usato da nessuna parte , ESSENDO UN PESSIMO VETTORE ENERGETICO .
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ANZI UN RIDICOLO VETTORE ENERGETICO.
gioti
30 dic 2009 - 00:41 - #9Piu’ che ‘pessimo’ è un tantino irascibile.
Se lo tieni in pressione, ci vogliono bomboloni corazzati (35MPa son sempre 35kg al cm2), e in ogni caso, da un litro di bombola hai 35 litri di gas, cioè poco piu’ di una mole e mezza, cioè 3 grammi.
Se lo vuoi liquefare ti tocca andare a scomodare kelvin (non come il buon vecchio butano che basta un po’ di pistone e si liquefa bello bello): e quando lo tieni a quelle temperature devi lasciare ‘che sfoghi’… cioè si consuma anche se non ti serve (finchè capita in una nave metaniera in viaggio, quello che evapora lo usi nel motore.. ma l’auto in garage…………)
Senno’ ti tocca legarlo a qualcosa, idruri di metalli leggeri, reversibili (in una certa misura)… che solo a sentire il tupo di reazioni coinvolte ti vien il mal di pancia a pensare di tamponare qualcuno con un serbatoio contenente ‘quella roba li’.
Io ho una mia personalissima idea (ma non ditelo a Rifkin, senno’ me la copia):
leghiamolo al carbonio: 4 H e 1 C
Vogliamo scommettere che se (e dico SE) avessimo mai tonnellate di ’scarti di lavorazione’ fatti di H2, finiremo a legarli chimicamente con il carbonio per fare un po’ di idrocarburi? (o alcoli che van bene lo stesso)
Certamente sarà piu’ facile, piu’ sicuro e piu’ collaudato di tutti gli altri roboanti sistemi di cui ogni tanto si parla (e che di solito non lasciano i laboratori universitari)
Filippo Riccio
30 dic 2009 - 17:03 - #10@gioti:
“35MPa son sempre 35kg al cm2″
Occhio alle conversioni, 35MPa sono circa 350kg/cm2, ovvero circa 350 volte la pressione atmosferica.
Mauriziosat,9
30 dic 2009 - 17:13 - #11ihihhi
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infatti ……GLI “SCARTI DI LAVORAZIONE ” ricchi di idrogeno provenienti dai reforming vengono comunemente utilizzati per L’HIDROCRAKING CATALITICO
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E, “MAGICAMENTE” SI OTTIENE LA DESOLFORAZIONE degli idrocarburi ed anche la rottura di molecole molto lunghe “ilii pesanti e medi” in due molecole piu’ corte , tipicamente benzine e gasoli.