Predicare bene e razzolare male: sembra questa la filosofia dell’Unione europea in merito alla tutela del tonno rosso, specie che si viene a riprodurre nel Mediterraneo ma che a causa di una pesca indiscriminata rischia l’estinzione già dal 2012. L’eurodeputato verde Raül Romeva i Rueda con una interrogazione parlamentare fatta nei giorni scorsi al Commissario per la Pesca, il maltese Joe Borg ha messo in evidenza come la stessa Ue finanzi la pesca al tonno rosso. La cifra finora sborsata, dal 2000 al 2008 è stata di oltre 34,5milioni di euro.
A ricevere i sussidi la Spagna, che si è accaparrata quasi il 50% del totale, la Francia e l’Italia, con Cipro, Malta e Grecia. In pratica la Ue ha finanziato il potenziamento delle flotte di pescherecci dediti anche alla pesca del tonno rosso.
Spiega Tutela Fauna:
La sovra capacità della flotta peschereccia europea è una delle cause che hanno portato all’eccesso di pressione sugli stock di tonno rosso, portando la specie – a detta degli scienziati – alle soglie dell’estinzione economica se non si assumono immediatamente provvedimenti draconiani. La situazione attuale, risultante da questi generosi aiuti europei, è che la capacità di pesca al tonno rosso della flotta europea ammonta al momento a quasi 22.000 tonnellate/anno, contro un tetto al prelievo – ritenuto ancora eccessivo dagli scienziati – di 12.400 tonnellate/anno.
Ora il paradosso è che la Ue ha deciso di finanziare il “depotenziamento” delle flotte. Sempre con i soldi pubblici.
Via | Tutela Fauna
Foto | Flickr
Pazzi
02 gen 2010 - 19:40 - #1Secondo me il tonno si avvicinera’ rapidamente all’estinzione, quando ne saranno rimasti pochi i pescatori nonostante gli incentivi falliranno. (x la gioia del tenno)
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Finanziare un’attivita’ in crisi è come doppare un atleta che non ce la fa più: anziché arrendersi farà qualche altro metro per poi schiattare al suolo.
Mauriziosat,9
02 gen 2010 - 20:11 - #2quotone .
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SE PROPRIO dobbiamo dar soldi pubblici ……USIAMOLI PER UNA RICONVERSIONE dell’attività economica.
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sempre che il tonno rosso sia realmente in pericolo di estinzione .
perchè ultimamente , se ne scoprono di tutti i colori , riguardo a questi presunti allarmi .
alexandroz
03 gen 2010 - 12:16 - #3Qualcuno mi potrebbe spiegare secondo quale legge economica il prezzo del tonno rosso rimanga sempre lo stesso ed a volte si abbassi se la quantità disponibile diminuisce e la domanda non mi pare sia diminuita..
Mauriziosat,9
03 gen 2010 - 14:04 - #4PROBABILMENTE perchè i dati diffusi, che riguardano , disponibilità e consumi SONO TAROCCHI .
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ognuno spara i numeri che gli fanno comodo per i propri interessi .
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Gli ambientalisti gridano all’estinzione ed i pescatori gridano ala crisi dei consumi .
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INSOMMA ……………BAGGIANATE IN LIBERTA’ DA ENTRAMBE LE PARTI.
alfonso75
01 feb 2010 - 16:29 - #5Pultroppo le informazioni che danno al pubblico sono tutte di parte,c’è un piano studiato per far fallire i pescatori europei(tonnieri) in favore di quelle compagnie euro-americane che praticano la pesca negli oceani,questi stanno immettendo tonno pinna gialla sul mercato e ora a causa delle grandi restrizioni ai pescatori,stanno eliminando la concorrenza del tonno rosso.Prima hanno demonizato il settore agli occhi dell’opinione pubblica e ora stanno distruggendo anche il mercato,si perchè se c’è una quota per il tonno rosso,non esiste niente che regolamenti la pesca delle altre specie di tonni,vedi il pinna gialla -bonito-albacore-ecc. Poi se c’è una quota da rispettare perchè proibire l’uso degli aerei se li usano in tutto il mondo?L’utilizzo degli aerei era un modo per contenere i costi,perchè si riducevano i costi di ricerca e quindi del gasolio e l’avvistatore riferiva se il branco era conveniente o no ose era composto da esemplari piccoli o grandi.Per i controlli ci sono stati e come,ispettori sulle barche,sui rimorchiatori,nelle zone di raccolta Impianti di gabbie).La pesca del tonno è praticata in Italia da cinquantanni ed è lunico settore che dava un posto di lavoro stabile nel sud italia e ora stanno eliminando anche questo.Avete mai sentito un pescatore dire la propia in TV?Ormai la sentezza è stata decisa ed è una condanna a morte senza un processo e senza la possibilità di difesa.
alfonso75
01 feb 2010 - 16:47 - #6Si va verso la moratoria che non risolve nulla perchè il tonno non si pesca solo in Italia o in Europa se fosse stato a livello mondiale avrebbe dimostrato la serietà dell’iniziativa ora avremo pescatori stranieri che verranno a pescare fino ai limiti delle acque italiane con gli italiani in porto a dovere utilizzare denaro pubblico per mandare avanti le propie famiglie,spreco no?La soluzione era stata proposta ma chi ci governa non ne ha tenuto conto neanche per una discussione,si perchè dovevano mantenere un accordo già preso con l’europa senza interpellare i diretti interessati (i Pescatori).C’è un bando per il ritiro delle imbarcazioni definitivo che avrebbe dimezzato le stesse in più per rientrare nella convenienza della pesca più barche avevano deciso di accorpare le quote e di pescare con una sola unità,con però la conseguente perdita della meta dei posti di lavoro,su una barca ci sono 15 persone quindi se di due barche se ne fà una sempre 15 sono chi ci lavora.
Venette Waste
02 mar 2010 - 12:43 - #7Ciao! Ecco i miei volantini di guerrilla: uno è per la tutela del tonno rosso…Fate girare!
http://www.venettewaste.com/index.php/it/component/k2/item/123-guerrilla
Bye bye!
Venette Waste
L'arroganza moderna
13 mar 2010 - 13:02 - #8INSOMMA ……………BAGGIANATE IN LIBERTA’ DA ENTRAMBE LE PARTI.
Certo, insomma, proviamo a vedere se continuando con questo tenore, tra 20 anni per colpa di certi escrementi non potremo più consumare tonno abitualmente perchè qualcuno non rispettava l’ambiente. Se non ti permea il concetto di sostenibilità, allora beato te, tra 50 anni mangeremo solo animali di allevamento, sempre che non combattiamo con le clave.
L'arroganza moderna
13 mar 2010 - 13:17 - #9Tutto un complotto ai danni dei pescatori, già il fatto che io non ne abbia mangiato uno dico uno in vita mia solo una o forse due varietà di tonno come il pinne gialle mi fa riflettere molto, perchè secondo certe baggianate il tonno rosso dovrebbe abbondare, ma almeno non nella mia tavola e sugli scaffali che altrimenti lo offrirebbero in scatola. Gli rimane per me l’appellativo tonno di tonnara. A me sinceramente non va giù che un bene prezioso debba divenire un bene di lusso per pochi a causa delle irresponsabilità e cafonaggine altrui, visto che il mare è sempre nostrum, non di una compagnia giapponese che deve soddisfare la maniacale nipponica domanda all’80% . E’ come una miniera, vale a peso d’oro, almeno se non vogliamo privarci del piacere raro di gustare un tonno perfetto dal punto di vista organolettico che non sia solo stoppa di pesce inzuppato d’olio inscatolata, perfavore rispettiamo gli stock e qualche biologo marino intervenga nella riproduzione.
Aphis
26 apr 2010 - 22:57 - #10Questo è un esempio su piccola scala, di cosa può accadere se una risorsa che è in grado di farti diventare una delle persone più benestanti, scompare:
Terranova
La popolazione, per lo più di origine inglese ma con una forte minoranza di origine francese, è concentrata lungo le zone costiere, mentre le zone interne sono quasi del tutto disabitate. Un tempo la principale attività di Terranova era la pesca del merluzzo; alla fine dell”800 si diceva che vi fossero più milionari a St John’s che nel resto dell’America. Lo sfruttamento intensivo dei Grandi banchi da parte dei pescherecci stranieri di alto mare, verso il 1990 ha mandato in rovina questa attività. La pesca è attualmente limitata alla pesca delle aragoste, svolta ancora nel modo tradizionale.