Legambiente di Sessa Aurunca: "Al Garigliano stanno terminando la costruzione del deposito di scorie nucleari"

L'ex centrale nulceare del Garigliano Le dichiarazioni del Governatore Antonio Bassolino in merito al no della Regione Campania alla installazione sul proprio territorio di una centrale nucleare aprono squarci di riflessione anche in seno alle associazioni ambientaliste e si analizzano le contraddizioni "tra il dire e il fare" rilevate a Bassolino.

Secondo Giulia Casella responsabile del Circolo Legambiente di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, la dichiarazione del Governatore della Campania è piuttosto ambigua. Quantomeno, spiega Casella nella sua dichiarazione, sarebbe da fermare la costruzione del deposito sul Garigliano destinato a ospitare scorie nucleari:

Mentre Bassolino dichiara che il territorio è precluso anche ai depositi dei materiali radioattivi, Ganapini, più realisticamente, ricorda che Sogin vuole fare un sito di stoccaggio per la centrale del Garigliano, nonostante l’Autorità di bacino abbia certificato che si tratta di una zona pericolosamente esondabile. A noi tocca qui precisare il ritardo con cui se ne prende atto, dato che il commissario straordinario Carlo Jean, con un’ordinanza del 15 dicembre 2006, nonostante fosse in corso a Sessa Aurunca una Conferenza dei Servizi sul tema dei depositi, autorizzò Sogin a costruire il primo deposito, non a caso chiamato D1. Tutte le associazioni, da Legambiente a Wwf, a Cittadinanzattiva, a Italia Nostra, tutti i partiti presenti nel Comune, nonché le amministrazioni dei Comuni limitrofi, contestarono immediatamente l’ordinanza, scrivendo al subentrato Governo Prodi perché l’annullasse e chiedendo un incontro perché fossero chiare le posizioni del Governo. Furono fatti convegni, assemblee pubbliche, ma da parte del Governo centrale, della Regione Campania, della Provincia di Caserta ci fu un silenzio assordante. Ebbene, la costruzione del D1 (7 milioni e 193.150 euro) è in avanzata fase di realizzazione con la palificazione già ultimata. Si tratta del primo dei quattro moduli già approvati da Apat (oggi Ispra) nel giugno 2004, con una volumetria totale di circa 44-46mila metri cubi. Tutto ciò in attesa di un improbabile deposito nazionale da costruire non si sa dove, per trasferirvi i rifiuti radioattivi giacenti nel frattempo in questi depositi che andrebbero poi demoliti con uno sperpero di decine di milioni di euro.


Prosegue Casella con le analisi delle contraddizioni e spiega che forse Bassolino nel suo comunicato pubblicato sul suo blog forse non intendeva manifestare contro il nucleare quanto rilevare una procedura ritenuta scorretta rispetto alle funzioni dei vari enti in gioco. Dice Casella:

Prima di tutto si rileva una contraddizione nelle dichiarazioni di Bassolino il quale prima afferma: ‘Il territorio della Campania è precluso alla installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione e di stoccaggio del combustibile nucleare nonché di depositi di materiali radioattivi’, poi: ‘Nella Finanziaria regionale si è giustamente stabilito che la realizzazione di una centrale nucleare debba essere autorizzata tramite accordo tra lo Stato centrale e la Regione’. La seconda dichiarazione denuncia una certa ambiguità: se ci sarà un accordo tra Governo e Regione, si potrà ipotizzare la costruzione di una centrale nucleare in territorio campano e, malauguratamente, sul sito del Garigliano come già preconizzato dal presidente Confindustria della Campania, Giovanni Lettieri e dall’ononorevole Urso? Occorre la massima chiarezza, ‘senza se e senza ma’.

Via |CasertaNews
Foto | Cini92

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: